Viaggiare a colori #Favignana

Carissimi lettori, come va?

Oggi vi racconto del mio ultimo viaggio: Favignana, una delle isole Egadi…

Dopo un po’ di mesi di impegni e lavoro,  Domenica scorsa sono stata a Favignana (TP) insieme ai miei amici.

Una mini vacanza che però è riuscita a farmi ricaricare per bene le batterie 😉

Fortunatamente, dalla mia città (Marsala), riesco facilmente a raggiungere l’arcipelago delle Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo) mediante barca privata o con i traghetti dedicati.

 

 

Eccovi il mio “Diario di bordo”

Appuntamento al pontile alle ore 8:00 e via! “Destinazione paradiso (terrestre)”!

Da Marsala, si impiega meno di un’ora in barca per arrivare sulle coste Favignanesi, ma se si è in buona compagnia, il tempo vola.

Tra musica, risate e…se si è fortunati anche l’avvistamento di qualche grande pesce.

La prima tappa, per noi è quasi sempre Cala rossa (la mia preferita), un angolo dell’isola in cui il mare cristallino è  pieno di vita. Infatti, anche senza grande esperienza è possibile osservare tante varietà di pesci.

In tutta l’area protetta la pesca è SEVERAMENTE VIETATA, quindi…se vi venissero strani pensieri, ricordate che la Guardia Costiera ed i volontari delle Egadi, vigilano ogni giorno per far rispettare le regole ai bagnanti ed ai pescatori.

 

 

 

In base al vento è possibile  scegliere le calette più riparate per godere a pieno delle bellezze del mare. E noi questa volta abbiamo scelto di fare l’intero giro dell’isola…

Cala rotonda, il Preveto, la grotta dei sospiri, Lido burrone…sono solo alcuni dei posti più belli e caratteristici, ma in realtà qualsiasi angolo dell’isola offre mare limpido e panorama mozzafiato.

La nostra ultima tappa, è stata Cala azzurra, famosa per la presenza di una piccola spiaggia, ideale per un po’ di relax in riva.

Rientro a Marsala alle 19:00, esausti, ma felici di aver passato una giornata in compagnia tra risate, tuffi e lunghe nuotate.

Naturalmente io vi ho raccontato la MIA giornata a Favignana “via mare”; in realtà bisognerebbe parlare anche delle bellezze dell’entroterra. L’antico porto, l’ex tonnara, il castello e di tanti altri piccoli posti incantati che meritano di essere visti.

Che aggiungere…conosco ogni angolo dell’isola, ma ogni volta è sempre un’avventura!

Anche se si dispone di pochi giorni di ferie, anche se gli impegni sono tanti non rinunciate mai ad un viaggio! Anche se breve, anche se vicino…

 

” Viaggia per il mondo, riempi il tuo bagaglio di ricordi. Ogni ricordo sarà una storia che riempirà la tua vita di significato”

Cit. Guido Prussia

 

gambe, mare... Favignana (TP) un angolo di Paradiso

 

Azzurro e blu, i colori del mare… giallo caldo, come il sole che ci ha cotti a puntino e marrone come la nostra pelle al ritorno 🙂

Se vi va di leggere i racconti dei miei ultimi  viaggi  ecco il link.

Alla prossima avventura con #viaggiareacolori e  buona estate!

Vita Maria 

Serate Divano & Telefilm

Carissimi lettori e lettrici…oggi vi parlo finalmente, di uno dei miei hobby: i Telefilm!

Non so voi, ma io la sera, soprattutto quando non è stata una bella giornata, mi rilasso con delle serate: “Divano & telefilm”.

Ne avrò visto centinaia… horror, sentimentali, comici, non importa il genere, l’importante è che siano ben fatti e con Attori con la A maiuscola!

Vi starete chiedendo perché guardare un telefilm e non un film?

Beh risposta semplice… spesso non riesco a guardare 120-150 minuti di film tutto di fila…e di lasciare a metà un film, NON SE NE PARLA! (Sono troppo curiosa).

Seguendo invece un telefilm, le cui puntate hanno durata media di 40 min, posso guardare una o due puntate in una sera, ed il giorno dopo, riprendere il filo della storia senza alcun problema, grazie al riepilogo degli episodi precedenti presente in tutte le serie.

In più, scelto un telefilm carino, non ho ogni sera il pensiero di cercare il titolo di un film che mi possa piacere, e perdere ore ed ore nella scelta, ma viste le numerose puntate di cui è composta una serie, per un bel po’ sono tranquilla!

😀  *vedi Lost o serie simili

Ecco a voi, la lista delle serie televisive che mi sono piaciute di più nel corso degli anni, divise per argomento principale.

 

  • Sentimentale: Revenge, This is us, the O.C., Gilmore girls, Veronica Mars, Gossip Girl, 90210;
  • Soprannaturale: The Vampire Diaries, The Originals, True blood, Gotham, Arrow, the flash, Once upon a time;
  • Avventura-Thriller: Prison Break (di cui è uscito pochi mesi fa l’attesissima quinta stagione), Lost, Sons of Anarchy, Pretty little liars;
  • Politico e sentimentale: Scandal, House of cards;
  • Storico/Fantasy: Reign, Vikings, Anzac girls;

 

Collage dei telefilm che mi piacciono di più

Avrete notato che l’elenco è composto perlopiù da serie americane. Questo perché spesso vado direttamente sui siti delle tv straniere come: The CW tv, Abc tv, CBS, per conoscere i telefilm può in voga, e farmi un’idea su quelle che avranno più successo e che possono essere più di mio gradimento. 

Tra le serie italiane ho seguito, e seguo con interesse “Gomorra”. Serie  tratta dall’omonimo best-seller di R. Saviano. Un telefilm impegnativo negli argomenti trattati, ma che reputo ben diretto e ben interpretato.

Che ne pensate della mia lista? C’è una serie che reputate interessante, e che avete voglia di consigliarmi?

Aspetto i vostri commenti!!

Vita Maria

“Taobuk” l’evento culturale dell’estate siciliana.

Buongiorno amici ed amiche!

Oggi vi parlo di un interessantissimo evento che si svolgerà a Taormina dal 24 al 28 Giugno 2017: il Taormina International Book Festival: “Taobuk”.

Questo evento, giunto alla sua VII edizione, avrà come focus la letteratura, anche in relazione agli altri mass media: cinema, musica, teatro, giornalismo ed arti visive. 

Il fil rouge che legherà le varie forme di espressione creativa, quest’anno sarà il tema: “Padri & Figli”.

Cosa ci hanno lasciato in eredità i nostri genitori? E Cosa ci piacerebbe tramandare alle generazioni future? Una chiave di lettura che sono sicura ci farà riflettere molto, e ci inviterà alla ricerca delle nostre radici, e delle radici della nostra cultura.

Conoscere il passato per capire chi siamo, ed il futuro che ci attende”.

Come ogni anno, il programma prevede la presenza di nomi illustri nell’ambito letterario e numerosi ospiti appartenenti al mondo della musica e della televisione.

Tra i tanti ricordiamo: Christian De Sica, Inge Feltrinelli, Piero Pelù, Elsa Osorio, Carlo Cracco, Luciana Litizzetto, Giovanni Hoepli, Anna Maria Sciascia e tanti altri ancora!

La manifestazione, è ideata e diretta, da Antonella Ferrara, che inoltre condurrà le serate insieme al giornalista del TG1 – RAI Alessio Zucchini.

Giovane intraprendente, A. Ferrara, sette anni fa ha voluto fortemente un festival del libro in Sicilia, e ha fatto del suo progetto, una realtà che conta ogni anno migliaia di partecipanti.

Novità assoluta 2017, è il “TaoKids”!

Per la prima volta, il festival si rivolgerà anche ai più piccoli, con attività ludico-culturali, letture animate, incontri con autori e giochi didattici, che si svolgeranno il parallelo alla manifestazione principale. Con questo nuovo snodo, il festival diventa a tutti gli effetti un evento per l’intera famiglia.

Vi invito a leggere con cura il programma, perché vi sono così tante attività, mostre, eventi che annoiarsi sarà impossibile!

Dimenticavo inoltre, che tra i vari stand espositivi, troverete anche un “vecchio amico” di Scrivereacolori… 

Cliccando sui seguenti link, potrete trovare tutte le informazioni necessarie:

 

Sito: https://www.taobuk.it/

Programma dettagliato della manifestazione: https://www.taobuk.it/wp-content/uploads/2017/06/Taobuk_brochure_Programma2017-low.pdf

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1445480535545828/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/taobuklab17/

 

Un evento di informazione, dinamico e  divertente, che si svolgerà in una delle città più belle d’Italia.

Che aggiungere?

 

Questo weekend, vi aspetto tutti al “Taobuk”, dove potrete appagare mente ed occhi!

 

 

Vita Maria

Intervista a Marco Lovisolo autore di: “Lo zaino è pronto, io no”

Cari lettori, ricordate: “Lo zaino è pronto, io no”, Il libro di cui vi ho parlato la scorsa settimana?

 

 

Bene, dato che mi è piaciuto così tanto, mi è venuta l’idea di contattare il suo autore, e scambiare con lui quattro chiacchiere.

Sentite un po’ quel che ci ha raccontato…

  1. Ci Parli un po’ di Lei…

Mi chiamo Marco e sono un viaggiatore instancabile, abilmente camuffato sotto le spoglie di un tecnico informatico. Anzi, il travestimento è così efficace che a volte io stesso mi convinco di essere un impiegato e non un esploratore…

A parte gli scherzi: sono nato ormai troppi anni fa a Torino e ho sempre avuto una smisurata passione per i viaggi zaino in spalla. Sono sposato, ho una figlia piccola di quindici mesi e lavoro per un’importante società di assicurazioni. Oltre ai viaggi mi piace suonare la chitarra, giocare a tennis e guardare film di fantascienza.

 

  1. Com’è nata l’idea di scrivere e pubblicare il suo libro? 

Nasce grazie all’impegno e alla costanza di altre persone. Ammetto che il sottoscritto ha avuto ben pochi meriti nella fase di partenza del libro.

Nel corso dei viaggi, tenevo spesso i contatti con i miei amici attraverso le e-mail. Scrivevo dei piccoli reportage di quello che vedevo, facevo, mangiavo. Con il tempo mi sono accorto che i miei amici erano molto più interessati alle vicende quotidiane che non agli aspetti più marcatamente turistici del viaggio. Volevano sapere dei cibi strani, delle persone, degli incontri, dei mezzi di trasporto.

Al mio ritorno, tutti dicevano che si ammazzavano dal ridere a leggere dei miei piccoli disastri e qualcuno mi suggeriva di raccogliere tutte le vicende in un libro. Mia moglie, che all’epoca di quei viaggi io non conoscevo, nel sentire tutto questo entusiasmo da parte dei miei amici, ci ha calato sopra l’asso da briscola e ha insistito fino a quando ho deciso di cimentarmi con la scrittura “vera”. È stato un processo lungo e complicato, ma è stato anche un processo di rielaborazione, di riscoperta interiore. Sono andato in cerca di tutte quelle sensazioni che si erano sedimentate sul fondo del mio essere e le ho riesaminate con occhi nuovi, le ho rivissute e godute più pienamente di quanto mi sia capitato vivendole in presa diretta.

 

  1. Ci racconti l’emozione nel tenere tra le mani la prima copia del suo libro…

Lo so che dire questa cosa non mi farà molto onore, ma in tutta sincerità l’unica sensazione che ho provato in quel momento è stata un’enorme stanchezza. Sono un ossessivo e ricerco la perfezione in ogni cosa. Per essere sicuro di fornire un prodotto di qualità ho revisionato il testo almeno cinquanta volte, ritoccandolo in continuazione e ancora non sono soddisfatto del risultato (infatti sto lavorando alla seconda edizione). In ogni caso in quel momento ho provato gioia, certo, ma anche un senso di vuoto: un progetto sul quale avevo lavorato per due anni era finalmente giunto al termine ed io volevo solo “staccare” la testa.

 

  1. Mi dica tre aggettivi che identificano lei, e tre per il suo libro.

Tre per me: curioso, attivo, irascibile. Tre per il libro: onesto, divertente e… economico! ;o)

 

  1. Che consigli darebbe a chi ha in programma l’idea di scrivere un libro?

Farsi una scorta di Tavor. Ovviamente scherzo, ma sicuramente è fondamentale fare il pieno di santa pazienza. Scrivere il libro è davvero la cosa più semplice, i problemi cominciano dopo: avere a che fare con gli editori è snervante e spesso inutile, il self publishing è faticoso perché tutta la fase di marketing è sulle tue spalle e tu, comunque, vieni visto come uno scrittore di serie B, l’editoria a pagamento la trovo eticamente scorretta. Ecco, più che un consiglio mi sento di dare un avvertimento: non crediate che con la scrittura si esaurisca il vostro lavoro perché siete appena all’inizio, il peggio deve ancora arrivare. Quindi: rimboccatevi le maniche.

 

  1. Ha un libro “del cuore”? Se sì, ci dica quale e perché ha così importanza per lei? 

Non saprei sceglierne uno, ce ne sono molti che ho amato e che appartengono ai generi più diversi. I fratelli Karamazov per il profondo amore per la terra russa che traspare dalle parole di Dostoevskij; Il Signore degli Anelli per la descrizione della lealtà e dell’amicizia; Q per la perfetta ricostruzione di un periodo storico che quasi non conoscevo.

Per quello che riguarda più strettamente la letteratura di viaggio, che è il ramo nel quale mi sono cimentato con Lo zaino è pronto, io no, adoro Terzani per la sua innata capacità di descrivere l’Asia, il mio continente preferito e Bryson per la sua straripante ironia. Ecco, un autore al quale ho cercato di ispirarmi (senza riuscirci, ovviamente) è proprio Bill Bryson: un genio.

E poi ci sarebbero migliaia di altri titoli: impossibile menzionarli tutti.

7. Ha viaggiato molto, come ho avuto modo di leggere nel suo libro “Lo zaino è pronto io no”, ad oggi… qual è il viaggio che le è piaciuto di più?

Il Messico. Era un periodo davvero complicato della mia vita, mi erano venuti a mancare alcuni punti di riferimento e ne cercavo altri ai quali ancorarmi. Decisi di partire in solitaria per avere modo di riflettere e mettermi alla prova. Sono stato via un mese intero. Un mese di gioia pura e selvaggia, nel corso del quale ho capito che l’unico punto di riferimento plausibile per il sottoscritto ero io stesso: per fare stare bene le persone intorno a me, dovevo stare bene io per primo. Quel vagabondare senza meta, senza orari mi faceva stare bene. Quel modo di vivere libero, privo di strutture sociali con le quali tutti siamo costretti a convivere per me è stato liberatorio. Trovarsi in un luogo in cui nessuno ti conosce, con i tuoi vestiti peggiori addosso, il tuo zaino di fianco, senza sapere dove dormirai la notte, mentre con degli sconosciuti parli della vita non può far altro che far emergere il tuo vero io, la fibra essenziale del tuo essere.

 

  1. Adesso che è papà, inevitabilmente il suo modo di viaggiare cambierà… ha scelto già la meta in cui porterà la sua piccola non appena crescerà un po’?

Beh, intanto a luglio la porterò a girovagare per la Grecia, che mi sembra già un bel modo per cominciare a viaggiare. Tuttavia, il mio grosso progetto è un altro: riuscire a ricavarmi un lungo periodo sabbatico di cinque-sei mesi per intraprendere con lei e mia moglie un viaggio in quella parte di mondo nel quale mi trovo maggiormente a mio agio: il sud dell’Asia, nel tratto compreso tra Nuova Delhi e Jakarta.

Voglio tornare in Asia.

Voglio tornare a casa.

 

Oltre a scrivere in modo eccellette, a noi Marco sembra proprio una bella persona e sicuramente un ottimo papà. Sono contenta di aver letto il suo libro e di averlo conosciuto virtualmente.

Ecco a voi la pagina Facebook del libro, in cui potrete trovare tante informazioni e recensioni. Inoltre cliccando su questi link potrete acquistarlo sia in formato  Kindle che  Cartaceo.

 

Libro "Lo zaino è pronto, io no"

Dimenticavo… mi piacerebbe sapere la vostra opinione sui viaggi… solitamente preferite viaggiare con tutti i confort, o zaino in spalla e via…come il nostro Marco?

Su con i commenti!!

A presto,

Vita Maria

Torta all’Ananas… una ricetta semplice e gustosa.

Carissimi amici di “Scrivere a colori”, oggi vi propongo la ricetta di una semplicissima torta/panettone all’Ananas.

In questo periodo dell’anno, con il caldo, preferisco torte semplici o fresche, e la torta all’ananas è ideale per chi, come me, non ama le merendine industriali, e la mattina si vizia con una bella fetta di torta HANDMADE!

 

INGREDIENTI:
  • 3 uova;
  • un pizzico di sale;
  • 250 g di zucchero;
  • 100 ml di succo di ananas;
  • 100 ml di latte;
  • 300 g farina 0/0;
  • 16 g di lievito per dolci;
  • qualche manciata di zucchero di canna;

 

 

 

PROCEDIMENTO:

Unire gli ingredienti: zucchero, uova, farina, sale, succo di ananas, latte lievito, e mescolare per bene.

Imburrare la teglia (io ho scelto quella a forma di ciambella).

Cospargere la base con dello zucchero di canna, in modo che, scogliendosi, creerà una sorta di caramello. Successivamente disporre in verticale metà fatta di ananas (nella ricetta originale inserivano anche delle ciliegie alternate all’ananas).

Infornare per 40 min. A 180°C.

Servire con un po’ di zucchero a velo come guarnizione.

Fatemi sapere se la ricetta vi è piaciuta, e se volete rivedere le altre ricette pubblicate sul blog, cliaccate al seguente link.

 

BUONA MERENDA!

Vita Maria

Letture che fanno “volare”: “Lo zaino è pronto, io no” di Marco Lovisolo

Buongiorno amiche ed amici!

Viste le belle giornate, qualche settimana fa, ho deciso di iniziare a leggere un libro, nelle mie ore di relax.

La scelta è ricaduta su: “Lo zaino è pronto, io no”, di Marco Lovisolo.

 

Libro "Lo zaino è pronto, io no"

 

Come avrete capito, l’argomento principale è il viaggio…

L’autore, ha raccolto in poco più di duecento pagine, tutto ciò che ha reputato degno di nota, durante i suoi innumerevoli viaggi in giro per il mondo.

Una sorta di “Diario di bordo”, che racconta dall’incontro fortuito con un simpatico abitante di un villaggio africano, alla felicità provata nel poter rifare semplici attività della vita quotidiana, snobbate durante una vita intera, e che diventano lusso, quando si vive “allo stato brado”. 

Il tutto è raccontato con uno stile di scrittura informale ed ironico, che dona al libro leggerezza (per leggerezza, intendo la “leggerezza di Calvino”, intesa cioè un come valore, e non certo un difetto).

Non vi nascondo, che non appena letto che lo scrittore era un tecnico informatico, ho messo nella mia mente tanti pregiudizi:“Che avrà mai potuto scrivere uno di quelli che vive la vita tra numeri, simboli e ciber spazi?” 

Invece…mi sono ricreduta sin dalle prime pagine.

Il libro svela un’anima profonda, un ragazzo amante dell’avventura, diventato adesso uomo. Un papà, che riflette e fa riflettere su tante tematiche importanti come la povertà, le differenze culturali, l’importanza dell’ampliamento dei propri orizzonti. 

La cosa che mi è piaciuta di più sono le ultime due pagine di ogni capitolo. Infatti, Marco, regala al lettore i suoi personali consigli, divisi in: “10 cose da fare”, e “10 cose da non fare”. Una sorta di vademecum per affrontare i viaggi nel migliore dei modi.

Il libro ha rafforzato in me, la voglia di partire, e soprattutto con la sua “leggerezza”, mi ha fatto “volare” con la mente, in luoghi che ahimè, ancora non ho avuto la fortuna di visitare.

Se vi ho incuriosito con questo articolo, potete acquistare subito il libro su Amazon, sia in formato Kindle, che cartaceo con copertina flessibile.

 Per gli amici siciliani, inoltre, potrete trovarlo dal 24 al 28 Giugno, a Taormina, in occasione del Taobuk, allo stand Youcanprint.

Voglio chiudere l’articolo con una frase di Italo Calvino, tratta proprio da una delle sue “lezioni americane”, perché secondo me rispecchia sia lo stile di scrittura, che il messaggio che l’autore vuole dare con il suo libro.

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità. Ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

 

Fatemi sapere con un commento, se il mio pensiero rispecchia il vostro, e se anche a voi, dopo la lettura de “Lo zaino è pronto, io no”, è venuta voglia di buttare dentro ad uno zaino lo stretto necessario e partire, alla ricerca di nuove avventure.

Non mi resta che dire… Buona lettura!!!

 

Vita Maria Casano

Viaggiare a colori #Pisa

Buongiorno amiche ed amici!

Oggi vi racconto la terza ed ultima parte del mio viaggio in Toscana: Pisa.

Con la città di Pisa, ho un rapporto speciale, perchè subito dopo il Liceo, vi ho vissuto un anno, ed ho avuto modo di ammirarne pregi e difetti. 

Come tutti sappiamo, è una delle più belle città d’arte in Italia. In essa convivono storia, ed innovazione. Si alimentano di storia, i milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, che ogni giorno affollano i luoghi più caratteristici; e si alimentano di innovazione e ricerca, tutti quei giovani che scelgono di frequentare le rinomate Università pisane. 

Veniamo a noi..

Siamo arrivati a Pisa nel tardo pomeriggio (in treno, tornando da Lucca). Fortunatamente il nostro alloggio era vicino alla stazione centrale e dopo aver fatto un breve riposino, siamo andati a cena in una super pizzeria.

Date un’occhiata al menù se non mi credete!

Era tutto una vera delizia! (Super consigliato anche per il rapporto qualità-prezzo).

Dopo aver mangiato “come se non ci fosse un domani” Cit., abbiamo deciso di fare una bella passeggiata sul Lungarno per smaltire un po’. 

Il giorno dopo, abbiamo visitato la città: la graziosissima chiesa “S. Maria della spina” sull’argine del fiume, “Borgo stretto” con i suoi portici pieni di locali e negozi alla moda, Piazza dei Cavalieri, e l’immancabile Piazza dei miracoli con il duomo, la torre pendente, ed il battistero di S. Giovanni.

In poche parole, in un giorno, ho rivisto tutti quei posti che ho lasciato 10 anni fa, e che sembrano essere rimasti fermi nel tempo, a differenza mia, che mi sento tutta un’altra persona dal 2007 ad oggi.

Consiglio n.1:

Visitare Pisa nella notte della “Luminara di S. Ranieri”, il 16 Giugno. In quella notte tutta la città risplende, illuminata soltanto dalla luce di migliaia di lumini di cera. Curiosità… è usanza anche indossare qualcosa di luminoso, fino a  fine della serata, che è sancita dagli strabilianti giochi pirotecnici sul fiume, ritrovo da sempre dei giovani “universitari”.

Consiglio n.2:

Assaggiare la “Cecina“, un piatto tipico toscano, ma diffuso principalmente a Pisa, a base di ceci. Piatto tanto povero quanto gustoso!

Rammarico di Pisa… non esser MAI salita sulla Torre pendente! Ok, non ho scuse, se non quella di dire “semplicemente non è capitato”.

Inoltre non ho mai visto il murales di Keith Haring “Tuttomondo”, uno degli ultimi lavori dell’artista scomparso nel 1990.

Consiglio n.3:

Fate come me, lasciando in ogni tappa qualcosa di importante da vedere/fare, avrete sempre una scusa per poter ritornare in un luogo. Scaltro no?!

Comunque, prima o poi salirò sicuramente sulla torre ed ammirare la città da una prospettiva del tutto originale. 

Per quanto riguarda i colori di questo viaggio, ho scelto: bianco, verde, nero e arancio.

Bianco come il marmo usato per i monumenti più importanti; il verde, come il curatissimo prato di Piazza dei miracoli; il nero e l’arancione, perché il contrasto di luci ed ombre, prende vita non solo nella notte della luminara, ma ogni sera nel tratto di città che costeggia il fiume.

Mi auguro che abbiate trovato qualcosa di interessante leggendo i miei articoli sulla Toscana. Per me è stato un “Tor Tour”, un tour incantevole, ma anche moltoo stancante.  Un’incantevole “tortura”. 

Alla prossima, 

Vita Maria

Togenther, l’amico che “c’è nei momenti che contano”

Carissime lettrici e carissimi lettori di “Scrivere a colori”, oggi vi parliamo di un portale “amico”.

Sì, perché toGENther può essere considerato davvero un amico, presente nel momento del bisogno!

Tutti sappiamo quanto costano i prodotti per bambini, e di quanto alcuni giochini siano essenziali per far sviluppare l’ingegno nei più piccoli, e far crescere da subito la loro curiosità verso ciò che ci circonda.

I fondatori di ToGENther, dopo esser diventati loro stessi genitori, hanno pensato di aprire un portale per aiutare altri genitori, a trovare i migliori prodotti al prezzo più vantaggioso.

Per far ciò stringono particolari accordi con i migliori brand, in modo da accedere a sconti esclusivi e offerte imperdibili. In parole povere, cercano il meglio sul mercato e lo rendono accessibile a tutti!

Come si evince già dal nome, togenther, vuol dire: fare i genitori insieme, aiutarsi, fare “comunità”, per questo esiste anche un blog in cui si affrontano argomenti legati al mondo della famiglia.

Ecco a voi, cosa ci ha confidato Fabiano al riguardo della loro impresa:

1) Com’è nata la vostra idea?

“Togenther nasce da una famiglia per le famiglie.

Tutto ha inizio quando io e la mia compagna diventiamo genitori di Giuseppe. Come tutti i nuovi genitori iniziamo a farci tante domande e intraprendiamo un percorso di ricerca e scoperta del mondo genitoriale.

Gli approcci educativi tradizionali e i giochini di plastica pieni di luci e musica non ci entusiasmano, per questo ricerchiamo giochi sostenibili che sviluppano le capacità cognitive, prediligiamo il cibo preparato in casa e ci avviciniamo a modelli educativi di stile Montessoriano.

Il desiderio di offrire il meglio a Giuseppe si scontra con le disponibilità economica di una giovane famiglia poiché certi articoli sono difficili da trovare e poco economici in quanto offerti da piccoli produttori locali.

Da lì nasce la voglia di rendere questa ricerca più semplice ed economica, e come farlo?

Unendo tanti genitori che hanno le stesse esigenze per i propri figli e sfruttando la forza che solo una rete può dare. Perché in tanti si può riuscire in quello che da soli sembra impossibile”.

2) Quali sono i servizi che offrite

“Il nostro scopo principale è offrire ai genitori un luogo per informarsi, scambiarsi opinioni e rendere accessibili a tutti i prodotti di qualità selezionati da mamme e papà  con gli stessi ideali.

Essere la prima rete di “genitori consapevoli” consente ai partecipanti di accedere facilmente e costantemente a prodotti difficili da trovare o troppo costosi e di usufruire di sconti esclusivi rispetto prezzo del produttore

Come?

Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente ai produttori locali e artigiani. Tutti gli articoli proposti sul nostro shop vengono venduti direttamente dal fabbricante eliminando i costi di intermediari. Ma non basta, essere tanti e con le medesime esigenze familiari è un ulteriore vantaggio perché, facendo leva sulla forza d’acquisto del gruppo, è possibile ottenere prezzi ancora più vantaggiosi.

E così finalmente scegliere i migliori prodotti per la famiglia è semplice, sicuro e meno costoso”.

Sul nostro sito ci sono inoltre una raccolta di rubriche con l’obiettivo di raccontare, far riflettere, porre interrogativi, ma anche semplicemente strappare un sorriso ai genitori:

  • Tecnologia  è bambini, perché  si è perché  no (dal pensiero computazionale al cyber bullismo)
  • Genitorialità  vista con gli occhi di un padre
  • Metodo ed educazione Montessori
  • Il ruolo delle favole e dell’immaginazione nello sviluppo  cognitivo del bambino
  • Le nostre storie e le nostre recensioni

 

3) Che tipo di prodotti testate?

“Parlare di prodotti è riduttivo perché guardiamo a tutto ciò che possa essere davvero utile per delle famiglie con bambini da 0 a 11 anni.

Siamo particolarmente interessati ai giocattoli in legno e giochi educativi finalizzati allo sviluppo cognitivo e motorio, alimenti bio per bambini e per la famiglia, pannolini compostabili e prima infanzia ecosostenibile, libri per bambini ed educatori e tanto altro ancora.

Ma non solo prodotti, siamo molto felici di essere partner del museo Explora – Il museo dei bambini di Roma – e poter offrire uno sconto in cassa per tutti i nostri utenti”.

4)Chi testa i vostri prodotti?

Vi presento il nostro responsabile qualità:

Chi è?


Lui è Giuseppe ed è colui che ha dato via al tutto.

È a lui che leggiamo i libri che scegliamo, è lui che si è innamorato di Explora, ed è lui che assaggia i prodotti bio che acquistiamo.

Nel nostro blog e sulla nostra pagina Facebook trovate aggiornamenti sui prodotti che testiamo. Una breve descrizione in cui raccontiamo il prodotto e il perché ha convinto noi genitori e, a seguire, il parere del nostro responsabile qualità”.

5) Perché i genitori dovrebbero scegliere il vostro portale?

“Perché è gestito da una famiglia che propone solo ciò che sceglie per se stessa e si impegna per rendere i prodotti accessibili in modo semplice ed economico”.

Sulla pagina fb, potete visionare la selezione di prodotti presenti sull’e-commerce e si è la possibilità di confrontare il prezzo reale del prodotto e quello speciale per togenther. Al momento dell’acquisto, inserendo il codice promozionale: scrivereacolori01, avrete diritto ad un buono sconto di €.5,00!

A noi sembra che questi genitori imprenditori, abbiano avuto un’idea davvero interessante. Voi, che ne pensate?

Fateci sapere se acquistate prodotti interessanti tramite il portale e la vostra esperienza con Togenther…

A Presto,

Enisla Meca

Viaggiare a colori #Lucca

Carissime amiche ed amici, come promesso, ecco a voi la seconda tappa del mio breve tour in Toscana: #Lucca.

Dopo due giorni a Firenze, abbiamo deciso di visitare la città di Lucca il 1 Maggio.

Sfortunatamente per noi, il treno ha viaggiato per molti chilometri a velocità ridotta perché vi era la possibilità di presenza di manifestanti sui binari, così siamo arrivati con circa un’ora di ritardo dalla nostra “tabella di marcia”.

Appena fuori dalla stazione, si vedono in lontananza le mura cinquecentesche della città;  siamo entrati da “Porta S. Pietro”…ed è stato come visitare  un paese magico. Una città che ha preso il meglio da ogni popolo che l’ha “toccata”.

 

 

 

Il meteo, ahimè, non è stato molto clemente, ma abbiamo approfittato della pioggerella mattutina per visitare i luoghi al chiuso. Primo tra tutti: il Duomo.

All’interno del Duomo è visibile il “Volto Santo” un crocifisso ligneo venerato in tutta Europa già nel medioevo, “L’ultima cena” di Tintoretto (tela famosa per la presenza di alcune donne all’interno della scena), e il monumento funebre di Ilaria del Carretto, scolpito da Jacopo della Quercia, proprio per la morte della giovane moglie del Signore di Lucca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inciso su un pilastro del Duomo, vi è uno dei simboli più enigmatici d’Italia e del mondo: Il labirinto del mito di “Teseo e il filo di Arianna“.  (Questo simbolo anche se raro, è presente in altre chiese sparse per il mondo).

Su di esso vi è inciso in latino: “Questo e’ il labirinto costruito da Dedalo di creta, dal quale nessuno entratovi pote’ uscire salvo Teseo grazie al filo di Arianna”.

L’interpretazione che più sembra verosimile è che essendo la vita terrena un labirinto di tentazioni, un continuo imbattersi in superficialità e fragilità del mondo, solo grazie al “filo di Arianna”, che in questo caso è la fede,  e il libero arbitrio (perché il nostro destino è formato dalle scelte giornaliere), è possibile uscirne indenni e vivere in grazia di Dio.

 

 

Dietro al labirinto, vi è l’accesso al  Campanile. Sono “solo” 217 scalini, (in realtà, io ho avuto un po’ di paura per via dei gradini in ferro forato che lasciano visibili i piani inferiori), però essendo una delle poche torri rimaste, è un ottimo luogo per godere del panorama.

Alla destra del Duomo, c’è  il museo, in cui tra le varie opere, sono esposti anche i preziosissimi ornamenti del “Volto Santo di Lucca“, creati manualmente dagli artigiani toscani in oro e gemme preziose.

 

Dopo aver pranzato, per fortuna il cielo si è schiarito e abbiamo iniziato il nostro giro per la città…

Lucca Street:

Ho trovato Lucca piena di vita, le bancarelle degli artigiani locali animano alcune delle piazze principali.

La Piazza dell’anfiteatro romano, è quella che mi è piaciuta di più, con le sue porte, i ristorantini e negozi di souvenir (molto carini).

Le stradine sono pittoresche, ed essendo la città piena di chiese e monumenti, è certo che alla fine di ognuna di essa vi sarà qualcosa da vedere!

 

Molti sono gli  eventi culturali e musicali, che si svolgono ogni anno nella città. Tra i tanti: l Il “Lucca summer festival”. Una manifestazione musicale in cui si esibiscono artisti di fama internazionale e nazionale, e che quest’anno vanta nomi come: LP, Robbie Williams, Ennio Morricone, I Green Day e.. udite, udite il 23 Settembre, la leggendaria band inglese: i Rolling Stones, nella loro unica tappa italiana!

Come per Firenze, porto un piccolo rammarico anche per la tappa di Lucca…non aver potuto effettuare il giro della città sulle possenti mura, ma il tempo era limitato e la pioggia ha scombussolato un po’ i nostri piani.

 

 

Per quanto riguarda “I colori del viaggio“, ho scelto il bianco, come il marmo che adorna monumenti e chiese, il verde acceso perché la città è piena di alberi e fiori meravigliosi, il grigio… il colore delle nuvole che ci hanno accompagnato per gran parte della giornata, ed il marrone, il colore del legno in cui è realizzato il “Volto Santo”, così amato e venerato dai lucchesi e non solo.

 

 

Alla prossima settimana, in cui vi parlerò di Pisa…città che AMO e con cui ho un rapporto davvero speciale!

Vita Maria

Viaggiare a colori #Firenze

Buongiorno amiche ed amici!

Oggi inauguriamo finalmente una rubrica dedicata ai viaggi: “viaggiare a colori”.

Sono davvero emozionata per l’introduzione di questa nuova rubrica, perché io AMO VIAGGIARE, e così avrò la possibilità di raccontare le mie esperienze anche a voi.

Proprio ieri sono tornata da un piccolo soggiorno in Toscana. Firenze, Lucca, Pisa, sono delle città così belle e piene di storia che potrei scrivere pagine e pagine…per questo ho preferito dividere il viaggio in tre parti, ed oggi vi parlerò di Firenze.

Il nostro alloggio era in pieno centro, di fronte al palazzo “Medici Riccardi”, una delle più importanti famiglie storiche fiorentine (le cui vicende sono raccontate nel telefilm “I Medici” trasmesso da poco su RAI 1).

Prima di tutto, abbiamo visitato “la Galleria dell’accademia”, un luogo meraviglioso dove tra le varie opere spicca l’originale “David” di Michelangelo.  Una maestosa scultura in marmo bianco di Carrara, divenuto simbolo di Firenze nel mondo.

La seconda tappa è stata il “museo del Duomo”  in cui trovate anche la biglietteria. Sfortunatamente i biglietti per visitare la cupola erano sold out, così abbiamo comprato il pacchetto di ingresso che comprende la visita al museo dell’opera del Duomo, il Battistero, e il campanile di Giotto, che ha durata 24h dal momento della convalida.

Il museo contiene le porte originali del Battistero di S. Giovanni, un’interessante sezione dedicata alla musica, e opere come la “Pietà Bandini” di Michelangelo e “La Maddalena penitente” di Donatello.

Per il campanile di Giotto, abbiamo fatto più di un’ora di fila e 414 scalini…ma il panorama ripaga la stanchezza!

Un’incantevole sorpresa sono stati i “giardini di boboli”. Immensi sentieri di verde, con splendide statue e fontane. Giardini curatissimi, ideali per rilassarsi dopo pranzo e da cui poter ammirare il panorama di tutta la città. 

Sono stati tre giorni davvero intensi, ma sarà impossibile dimenticare “Il ponte vecchio” e lo sfavillio dei suoi gioielli, “Piazza Signoria” colma di gente, il mercato con il suo “cinghiale fortunato”, il buon cibo e quei panorami pazzeschi.

A proposito di cibo, una piccola curiosità… se vi capita di vedere una interminabile fila appena fuori dagli “Uffizi”, davanti ad una paninoteca, sarete giunti dinnanzi “All’antico vinaio” Il 3° LOCALE PIU’ RECENSITO AL MONDO su Tripadvisor! 

Non  vi nego che anche noi inizialmente ci siamo messi in fila, incuriositi di provare i mitici panini, ma… visto il livello di fame, e l’ora, abbiamo optato per una pizza al volo in un locale vicino.

Unico rimpianto in questo splendido viaggio è stato non aver potuto visitare gli “Uffizi”…se qualcuno ha voglia di raccontarmi quel che mi sono persa, commentate pure!

Dimenticavo…ecco a voi i colori del mio primo viaggio: Viola il colore simbolo di Firenze; Bianco poiché il marmo è il materiale che orna la maggior parte dei monumenti; Bordeaux colore delle mattonelle di terracotta che ricoprono i tetti delle costruzioni; verdone  il colore dell’acqua del fiume Arno; Dorato,come i gioielli degli artigiani fiorentini e come la maestosa porta “del Paradiso” del Battistero.

Vi lascio con una frase di Franco Zeffirelli: “Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora io posso e devo provare a creare, agire, vivere”.

Appuntamento alla prossima settimana, 

Vita Maria