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Essere una mamma in Italia, quanto è difficile?

Secondo Sitly, la piattaforma  dei babysitter,  le madri lavoratrici incontrano molte difficoltà in Italia.

Salve cari amici di Scrivere a colori, oggi vi parlo di un argomento  che mi tocca nel profondo, la figura della mamma!

Nella nostra società  assume un ruolo di fondamentale importanza perché provvede al benessere primario e fisico del bambino, ne influenza fondamentalmente anche l’aspetto educativo e psicologico.

Un ruolo quindi delicato ma che non viene riconosciuto come tale, perché  non gli viene dato nessun tipo di aiuto.

Essere mamma lavoratrice, il tuo ruolo diventa ancora più  difficile perché oltre ad accudire i figli c’è anche la casa, il far da mangiare a tutta la famiglia, per  le più fortunate ci sono i nonni ma per le altre?

Mamma che lavora
Mamma che lavora

Secondo una ricerca condotta a livello europeo da Sitly, piattaforma online che mette in contatto genitori e babysitter, conciliare lavoro e famiglia  veramente difficile.

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L’80% delle donne italiane ritengono che una maggiore flessibilità negli orari lavorativi sarebbe un aiuto importante per riuscire a conciliare lavoro e famiglia; 4 mamme su 5 reputano insufficienti i giorni di maternità (e paternità) previsti; le mamme italiane lamentano di non avere sufficiente tempo per sé, per i propri figli e, infine, per il partner.

Insomma, non pare un bel quadro quello che caratterizza la vita quotidiana delle mamme italiane. 95 % delle madri italiane ha difficoltà nel riuscire a combinare il tempo da dedicare alla casa, ai figli e a se stesse a causa degli impegni di lavoro. Per il 3% è davvero impossibile.

Cosa fare allora per venire incontro alle Madri Lavoratrici?

La soluzione che le intervistate proporrebbero sono certamente orari più flessibili sul lavoro.

L’home working non è particolarmente diffuso in Italia ma rappresenterebbero una grande aiuto per le donne.

Le madri reclamano poi più attenzione da parte dei nonni e, nel momento in cui le condizioni economiche lo permettono, vorrebbero appoggiarsi maggiormente sulla babysitter.

Altra situazione che certo non aiuta le famiglie sono il periodo di maternità e quello di paternità, considerati insufficiente dall’80% delle intervistate.

Se pensiamo che in Finlandia i genitori hanno a disposizione 105 giorni per la mamma e 54 per il papà, più 158 giorni di congedo parentale da suddividersi tra i due, c’è da capire perché i finlandesi ne siano pienamente soddisfatti.

Tra difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia e il poco tempo a disposizione, il 34% delle mamme italiane non esce mai; solo il 3,3% esce tutte le settimane.

Eppure le mamme dichiarano di  non aver perso interesse ad ‘organizzare una serata’, dopo la gravidanza. E’ l’aspetto pratico che impedisce di realizzare il progetto. E se invece di uscite serali parlassimo di tempo libero in generale? L’81,9% delle mamme che si sono date disponibili per l’indagine Sitly lamenta di non avere tempo per sé. Le mamme italiane ‘sognano’ al 52% di fare sport, o andare dall’estetista o fare qualcosa di culturale. Oppure di rilassarsi semplicemente (il 43%) che è poi la prima scelta di molte delle donne intervistate negli altri Paesi d’Europa.

Un maggior aiuto da parte dello Stato potrebbe  far si che le madri lavoratrice e non, avendo più  tempo per prendersi cura di se, siano più serene ed hanno più  tempo libero per giocare  con i loro bambini.

 

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