Libreria per Bambini: Angiolino e il paese dei mai di Francesca Rossini!

 

 

Autore: Francesca Rossini, è un’insegnante del 205° circolo di Anguillara Sabazia, con la passione per la lettura e il disegno. Ha pubblicato i romanzi Phoenix-operazione parrot; Phoenix-persecuzioni; Mamma e papà sono single e il maestro parla strano. I suoi libri per bambini: Il mio amico Fiore; Brrr che paura!

Noi di scrivere a colori abbiamo avuto l’onore di intervistarla, se vi và di leggere l’intervista potete cliccare qui.

Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform

Data di pubblicazione: 17/06/2016

Formato: Libro Cartaceo

Descrizione: Questa è la storia di Angiolino, un ragazzino dalle orecchie enormi e pelose, che stufo di esser preso in giro dai bulli della scuola, decide di affrontare un viaggio lungo e pericoloso, pur di raggiungere Desiderio. Il mago potrà donargli delle orecchie normali. Durante il cammino però Angiolino si accorgerà che ci sono cose più importanti dell’aspetto fisico, quali l’amicizia, il coraggio, cercare di non aver paura, tutte cose che prima ignorava. Angiolino affronterà un viaggio in un mondo incantato dove scoprirà il valore dell’amicizia, ma non solo scoprirà anche che per vivere non conta l’aspetto fisico, ma bensì avere coraggio nell’affrontare i piccoli e grandi problemi della vita. Il potere dell’amicizia e del credere nelle proprie capacità.

Giudizio: Consiglio questo libro, perché attraverso esso i bambini possono imparare ad andare oltre le apparenze e ad avere più coraggio nell’affrontare le piccole difficoltà quotidiane.


Dove acquistarlo:  vi lascio il link di Amazon dove potete acquistare il libro se vi và.

Fateci sapere con un commento se il libro o l’intervista vi sono piaciuti.

Enisla Meca!

 

Tre tecniche di scrittura, come aiuto a combattere lo stress!

 

Scrivere una parola, semplice che racchiude in sé un valore importante.

Ci sono varie forme di scrittura che sono:

  • L’autobiografia: aiuta a guardarci dentro e capire, accettando ed elaborando il proprio passato;
  • Diario: è uno sfogo giornaliero su ciò che ci succede nella nostra vita, questa forma di scrittura viene usata anche da psicologi come terapia per i propri pazienti.
  • Il Blog: anch’esso come il diario una forma d’aiuto diversa e forse in un certo senso migliore perchè a differenza del diario ti mette a confronto con i lettori che leggendo ciò che si scrive nel blog può interaggire con commenti dando sostegno e supporto. A me personalmente il blog sta aiutando molto.

 

Quest’ultimo a me ha aiutato tanto. Ho aperto questo blog, che appunto si chiama “Scrivere a Colori” per sfogarmi. Ho avuto un periodo di stress tale che scrivere mi ha aiutato tanto.

Scrivere, ti può aiutare in questo senso affrontare momenti stressanti. Se avete un periodo di stress scrivere delle proprie emozioni, frustrazioni può aiutare.


Quindi se siete  arrabbiati e volete sfogarvi  ma non avete nessuno che in quel momento vi possa ascoltare? E queste forme di scrittura sono troppo impegnative, potete prendere un pezzo di carta ed iniziare a scrivere, scrivere, scrivere, finché non vi sarete sfogati.

Un foglio e una penna diventano ottimi interlocutori cui affidare i propri segreti più profondi aprendo le porte su se stessi sentendosi in questo modo anche meno soli.

Siete a tu per tu con penna e foglio non avete freni ed una volta finito sta a te se conservare il foglio oppure buttarlo, non importa cosa ne farete, l’importante è che vi siete sfogati.

Ma attenzione la scrittura può trasformarsi in un’arma a doppio taglio, se vedete che iniziando a scrivere affiorano emozioni troppo forti che  non riuscite a  controllare, allora è il caso che vi fate aiutare da uno specialista che vi può aiutare ad elaborare il vostro dolore.

La scrittura deve diventare una forma d’ aiuto e non una terapia per quello c’è bisogno di professionisti qualificati.

Un abbraccio e se vi và fatemi sapere che tipo di tecnica avete usato voi!

Letture che fanno “volare”: “Lo zaino è pronto, io no” di Marco Lovisolo

Buongiorno amiche ed amici!

Viste le belle giornate, qualche settimana fa, ho deciso di iniziare a leggere un libro, nelle mie ore di relax.

La scelta è ricaduta su: “Lo zaino è pronto, io no”, di Marco Lovisolo.

 

Libro "Lo zaino è pronto, io no"

 

Come avrete capito, l’argomento principale è il viaggio…

L’autore, ha raccolto in poco più di duecento pagine, tutto ciò che ha reputato degno di nota, durante i suoi innumerevoli viaggi in giro per il mondo.

Una sorta di “Diario di bordo”, che racconta dall’incontro fortuito con un simpatico abitante di un villaggio africano, alla felicità provata nel poter rifare semplici attività della vita quotidiana, snobbate durante una vita intera, e che diventano lusso, quando si vive “allo stato brado”. 

Il tutto è raccontato con uno stile di scrittura informale ed ironico, che dona al libro leggerezza (per leggerezza, intendo la “leggerezza di Calvino”, intesa cioè un come valore, e non certo un difetto).

Non vi nascondo, che non appena letto che lo scrittore era un tecnico informatico, ho messo nella mia mente tanti pregiudizi:“Che avrà mai potuto scrivere uno di quelli che vive la vita tra numeri, simboli e ciber spazi?” 

Invece…mi sono ricreduta sin dalle prime pagine.

Il libro svela un’anima profonda, un ragazzo amante dell’avventura, diventato adesso uomo. Un papà, che riflette e fa riflettere su tante tematiche importanti come la povertà, le differenze culturali, l’importanza dell’ampliamento dei propri orizzonti. 

La cosa che mi è piaciuta di più sono le ultime due pagine di ogni capitolo. Infatti, Marco, regala al lettore i suoi personali consigli, divisi in: “10 cose da fare”, e “10 cose da non fare”. Una sorta di vademecum per affrontare i viaggi nel migliore dei modi.

Il libro ha rafforzato in me, la voglia di partire, e soprattutto con la sua “leggerezza”, mi ha fatto “volare” con la mente, in luoghi che ahimè, ancora non ho avuto la fortuna di visitare.

Se vi ho incuriosito con questo articolo, potete acquistare subito il libro su Amazon, sia in formato Kindle, che cartaceo con copertina flessibile.

 Per gli amici siciliani, inoltre, potrete trovarlo dal 24 al 28 Giugno, a Taormina, in occasione del Taobuk, allo stand Youcanprint.

Voglio chiudere l’articolo con una frase di Italo Calvino, tratta proprio da una delle sue “lezioni americane”, perché secondo me rispecchia sia lo stile di scrittura, che il messaggio che l’autore vuole dare con il suo libro.

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità. Ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

 

Fatemi sapere con un commento, se il mio pensiero rispecchia il vostro, e se anche a voi, dopo la lettura de “Lo zaino è pronto, io no”, è venuta voglia di buttare dentro ad uno zaino lo stretto necessario e partire, alla ricerca di nuove avventure.

Non mi resta che dire… Buona lettura!!!

 

Vita Maria Casano

Intervista a Francesca Rossini, autrice di: “Angiolino e il paese del mai”

Buongiorno amici ed amiche di “Scrivere a colori”,

oggi vi parliamo di Francesca Rossini, autrice del libro per bambini “Angiolino e il paese del mai”.

Io ho letto questo libro alle mie bambine pochissimo tempo fa, e da subito mi è sorta la curiosità di conoscere un po’ meglio questa giovane mamma in carriera.

 

  

Ecco cosa ci ha confidato:

Ci Parli un po’ di Lei…
Innanzi tutto grazie per l’opportunità di farmi conoscere. Sono un’insegnante e adoro disegnare e scrivere, sono la mia passione e la mia valvola di sfogo.

  Com’è nata la sua passione per la scrittura?
Ho sempre amato leggere, scrivere credo sia stata una naturale evoluzione di questa passione

  “Angiolino e il paese del mai” è  suo primo libro? Se no, quanti altri libri ha scritto?
È il mio primissimo scritto, in cui sfocia La mia prima passione per la letteratura infantile . Ma non pensavo di pubblicarlo, ho capito di voler e poter scrivere per un pubblico più ampio anni dopo, quando è nato il mio primo rimanzo Phoenix e da lì non mi sino più fermata 🙂

 

 


    Com’è nato questo romanzo?
avevo credo 23 anni, ma quasi ultimo pubblicato. È nato per esigenza didattica per una classe che tendeva a discriminare, in cui c’erano bambini che temevo sviluppassero sfiducia in se stessi a causa di alcuni difetti fisici o estrema chiusura di carattere. L’ho scritto tutto aspettando l’autobus e illustrato pian piano.

    C’è un po’ di lei in questo romanzo?
C’è la mia parte di insegnante, anche il mio io bambino, la positività, il cercare di vedere sempre le cose da più prospettive, l’importanza che do all’amicizia , ma anche nel credere nelle proprie forze.

Ci racconti l’emozione del suo primo libro pubblicato…    
In gravidanza e poi dopo, aspettando la poppata notturna di mia figlia, ho sentito l’esigenza di scrivere… non son più riuscita a smettere. Ho fatto leggere a mia sorella e ad alcune amiche che mi hanno spronato a proporlo. Così per gioco ho inviato. La mail positiva dell’editore mi ha catapultato in un mondo nuovo, emozionante, ma anche faticoso e a volte stressante. Ma mi ha cambiato la vita, mi ha aperto le porte a una nuova parte di me, che evade e sogna attraverso le pagine scritte.

    Lei si definisce uno scrittore?
Mi definisco autrice perché tecnicamente lo sono, mi sento scribacchina. C’è sempre tanto da imparare e io, nonostante cinque pubblicazioni e due in uscita ho tanta strada da fare, tante scoperte, tante esperienze, tante cose da studiare per migliorarmi.

Mi dica tre aggettivi che identificano lei e tre per il suo libro.
Io sono tenace, timida, sognatrice
Il libro è colorato, positivo, istruttivo

 Che consigli daresti a chi sta iniziando un libro?
Nessuno in particolare se non rilassarsi e godersi una lettura , meglio ad alta voce per / con il proprio figlio o per i propri alunni
   
Prossimamente ha in programma di scrivere altri libri?
Certo! Mai fermarsi, adoro scrivere. Io poi amo le sfide e sperimentare nuovi generi. Ho due romanzi in fase di editing e uno in uscita con una collega ed amica… insomma, mai smettere di coltivare i propri sogni!

 

 

Non ho voluto “spoilerare” nulla perché il bello della lettura è scoprire la storia via via leggendo…

Vi voglio solo dire che da una mamma, insegnante, disegnatrice e scrittrice non poteva che venir fuori un libro ben scritto e ben illustrato, che tratta di una tematica attuale (la discriminazione) e che oltre a divertire, mira ad insegnare qualcosa di importante ai nostri bimbi.

Se siete curiosi, potrete scoprire la storia di “Angiolino” acquistando il libro su Amazon.

Buona lettura,

Enisla Meca

Viaggiare a colori #Pisa

Buongiorno amiche ed amici!

Oggi vi racconto la terza ed ultima parte del mio viaggio in Toscana: Pisa.

Con la città di Pisa, ho un rapporto speciale, perchè subito dopo il Liceo, vi ho vissuto un anno, ed ho avuto modo di ammirarne pregi e difetti. 

Come tutti sappiamo, è una delle più belle città d’arte in Italia. In essa convivono storia, ed innovazione. Si alimentano di storia, i milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, che ogni giorno affollano i luoghi più caratteristici; e si alimentano di innovazione e ricerca, tutti quei giovani che scelgono di frequentare le rinomate Università pisane. 

Veniamo a noi..

Siamo arrivati a Pisa nel tardo pomeriggio (in treno, tornando da Lucca). Fortunatamente il nostro alloggio era vicino alla stazione centrale e dopo aver fatto un breve riposino, siamo andati a cena in una super pizzeria.

Date un’occhiata al menù se non mi credete!

Era tutto una vera delizia! (Super consigliato anche per il rapporto qualità-prezzo).

Dopo aver mangiato “come se non ci fosse un domani” Cit., abbiamo deciso di fare una bella passeggiata sul Lungarno per smaltire un po’. 

Il giorno dopo, abbiamo visitato la città: la graziosissima chiesa “S. Maria della spina” sull’argine del fiume, “Borgo stretto” con i suoi portici pieni di locali e negozi alla moda, Piazza dei Cavalieri, e l’immancabile Piazza dei miracoli con il duomo, la torre pendente, ed il battistero di S. Giovanni.

In poche parole, in un giorno, ho rivisto tutti quei posti che ho lasciato 10 anni fa, e che sembrano essere rimasti fermi nel tempo, a differenza mia, che mi sento tutta un’altra persona dal 2007 ad oggi.

Consiglio n.1:

Visitare Pisa nella notte della “Luminara di S. Ranieri”, il 16 Giugno. In quella notte tutta la città risplende, illuminata soltanto dalla luce di migliaia di lumini di cera. Curiosità… è usanza anche indossare qualcosa di luminoso, fino a  fine della serata, che è sancita dagli strabilianti giochi pirotecnici sul fiume, ritrovo da sempre dei giovani “universitari”.

Consiglio n.2:

Assaggiare la “Cecina“, un piatto tipico toscano, ma diffuso principalmente a Pisa, a base di ceci. Piatto tanto povero quanto gustoso!

Rammarico di Pisa… non esser MAI salita sulla Torre pendente! Ok, non ho scuse, se non quella di dire “semplicemente non è capitato”.

Inoltre non ho mai visto il murales di Keith Haring “Tuttomondo”, uno degli ultimi lavori dell’artista scomparso nel 1990.

Consiglio n.3:

Fate come me, lasciando in ogni tappa qualcosa di importante da vedere/fare, avrete sempre una scusa per poter ritornare in un luogo. Scaltro no?!

Comunque, prima o poi salirò sicuramente sulla torre ed ammirare la città da una prospettiva del tutto originale. 

Per quanto riguarda i colori di questo viaggio, ho scelto: bianco, verde, nero e arancio.

Bianco come il marmo usato per i monumenti più importanti; il verde, come il curatissimo prato di Piazza dei miracoli; il nero e l’arancione, perché il contrasto di luci ed ombre, prende vita non solo nella notte della luminara, ma ogni sera nel tratto di città che costeggia il fiume.

Mi auguro che abbiate trovato qualcosa di interessante leggendo i miei articoli sulla Toscana. Per me è stato un “Tor Tour”, un tour incantevole, ma anche moltoo stancante.  Un’incantevole “tortura”. 

Alla prossima, 

Vita Maria

Togenther, l’amico che “c’è nei momenti che contano”

Carissime lettrici e carissimi lettori di “Scrivere a colori”, oggi vi parliamo di un portale “amico”.

Sì, perché toGENther può essere considerato davvero un amico, presente nel momento del bisogno!

Tutti sappiamo quanto costano i prodotti per bambini, e di quanto alcuni giochini siano essenziali per far sviluppare l’ingegno nei più piccoli, e far crescere da subito la loro curiosità verso ciò che ci circonda.

I fondatori di ToGENther, dopo esser diventati loro stessi genitori, hanno pensato di aprire un portale per aiutare altri genitori, a trovare i migliori prodotti al prezzo più vantaggioso.

Per far ciò stringono particolari accordi con i migliori brand, in modo da accedere a sconti esclusivi e offerte imperdibili. In parole povere, cercano il meglio sul mercato e lo rendono accessibile a tutti!

Come si evince già dal nome, togenther, vuol dire: fare i genitori insieme, aiutarsi, fare “comunità”, per questo esiste anche un blog in cui si affrontano argomenti legati al mondo della famiglia.

Ecco a voi, cosa ci ha confidato Fabiano al riguardo della loro impresa:

1) Com’è nata la vostra idea?

“Togenther nasce da una famiglia per le famiglie.

Tutto ha inizio quando io e la mia compagna diventiamo genitori di Giuseppe. Come tutti i nuovi genitori iniziamo a farci tante domande e intraprendiamo un percorso di ricerca e scoperta del mondo genitoriale.

Gli approcci educativi tradizionali e i giochini di plastica pieni di luci e musica non ci entusiasmano, per questo ricerchiamo giochi sostenibili che sviluppano le capacità cognitive, prediligiamo il cibo preparato in casa e ci avviciniamo a modelli educativi di stile Montessoriano.

Il desiderio di offrire il meglio a Giuseppe si scontra con le disponibilità economica di una giovane famiglia poiché certi articoli sono difficili da trovare e poco economici in quanto offerti da piccoli produttori locali.

Da lì nasce la voglia di rendere questa ricerca più semplice ed economica, e come farlo?

Unendo tanti genitori che hanno le stesse esigenze per i propri figli e sfruttando la forza che solo una rete può dare. Perché in tanti si può riuscire in quello che da soli sembra impossibile”.

2) Quali sono i servizi che offrite

“Il nostro scopo principale è offrire ai genitori un luogo per informarsi, scambiarsi opinioni e rendere accessibili a tutti i prodotti di qualità selezionati da mamme e papà  con gli stessi ideali.

Essere la prima rete di “genitori consapevoli” consente ai partecipanti di accedere facilmente e costantemente a prodotti difficili da trovare o troppo costosi e di usufruire di sconti esclusivi rispetto prezzo del produttore

Come?

Abbiamo deciso di rivolgerci direttamente ai produttori locali e artigiani. Tutti gli articoli proposti sul nostro shop vengono venduti direttamente dal fabbricante eliminando i costi di intermediari. Ma non basta, essere tanti e con le medesime esigenze familiari è un ulteriore vantaggio perché, facendo leva sulla forza d’acquisto del gruppo, è possibile ottenere prezzi ancora più vantaggiosi.

E così finalmente scegliere i migliori prodotti per la famiglia è semplice, sicuro e meno costoso”.

Sul nostro sito ci sono inoltre una raccolta di rubriche con l’obiettivo di raccontare, far riflettere, porre interrogativi, ma anche semplicemente strappare un sorriso ai genitori:

  • Tecnologia  è bambini, perché  si è perché  no (dal pensiero computazionale al cyber bullismo)
  • Genitorialità  vista con gli occhi di un padre
  • Metodo ed educazione Montessori
  • Il ruolo delle favole e dell’immaginazione nello sviluppo  cognitivo del bambino
  • Le nostre storie e le nostre recensioni

 

3) Che tipo di prodotti testate?

“Parlare di prodotti è riduttivo perché guardiamo a tutto ciò che possa essere davvero utile per delle famiglie con bambini da 0 a 11 anni.

Siamo particolarmente interessati ai giocattoli in legno e giochi educativi finalizzati allo sviluppo cognitivo e motorio, alimenti bio per bambini e per la famiglia, pannolini compostabili e prima infanzia ecosostenibile, libri per bambini ed educatori e tanto altro ancora.

Ma non solo prodotti, siamo molto felici di essere partner del museo Explora – Il museo dei bambini di Roma – e poter offrire uno sconto in cassa per tutti i nostri utenti”.

4)Chi testa i vostri prodotti?

Vi presento il nostro responsabile qualità:

Chi è?


Lui è Giuseppe ed è colui che ha dato via al tutto.

È a lui che leggiamo i libri che scegliamo, è lui che si è innamorato di Explora, ed è lui che assaggia i prodotti bio che acquistiamo.

Nel nostro blog e sulla nostra pagina Facebook trovate aggiornamenti sui prodotti che testiamo. Una breve descrizione in cui raccontiamo il prodotto e il perché ha convinto noi genitori e, a seguire, il parere del nostro responsabile qualità”.

5) Perché i genitori dovrebbero scegliere il vostro portale?

“Perché è gestito da una famiglia che propone solo ciò che sceglie per se stessa e si impegna per rendere i prodotti accessibili in modo semplice ed economico”.

Sulla pagina fb, potete visionare la selezione di prodotti presenti sull’e-commerce e si è la possibilità di confrontare il prezzo reale del prodotto e quello speciale per togenther. Al momento dell’acquisto, inserendo il codice promozionale: scrivereacolori01, avrete diritto ad un buono sconto di €.5,00!

A noi sembra che questi genitori imprenditori, abbiano avuto un’idea davvero interessante. Voi, che ne pensate?

Fateci sapere se acquistate prodotti interessanti tramite il portale e la vostra esperienza con Togenther…

A Presto,

Enisla Meca

Torta Moretta: il mio regalo per la festa della mamma!

Ciao cari amici di scrivere a colori.

Oggi è la festa della mamma, in questo giorno, non avendo ricevuto nessun regalo a parte il bigliettino della scuola con la poesia di Emma, ho deciso di preparami una torta.

Non sono mai stata un’amante dei dolci, ma da quando sono diventata celiaca, non so bene il perchè ne sono diventata dipendente!

Avete presente quando vi mettete a dieta, e da quel momento vi viene più fame, ecco a me è successo proprio quello.

Ecco la mia torta “Moretta”, per celiaci!

Ingredienti:

  • 4 uova;
  • 4 cucchiai di zucchero;
  • 3 cucchiai di farina;
  • 1 cucchiaio di cacao;
  • mezza bustina di lievito

Procedimento:

Con uno con un robot da cucina, montare le uova con lo zucchero fino a quando il composto sarà triplicato.

Incorporare delicatamente farina di riso e cacao ed il lievito. Io da celiaca, per il lievito ho usato quello di Pane Angeli, ottimo per i dolci.

Amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versare l’impasto in una teglia, precedentemente imburrata.

Cuocere il dolce in forno caldo a 180°C per circa 35 minuti. A fine cottura,farla raffreddare.

Riscaldare la crema di nocciole, a bagno maria o nel microonde. Montare la panna.

Dividere la torta in due dischi. Sul primo disco uno strato di crema di nocciole e pareggiarlo con una spatola, unire la panna alla crema, ed infine ricomporre il dolce con il secondo disco. Cospargere la torta moretta con dello zucchero a velo.

Ed il dolce è pronto per essere servito…

Tanti auguri a tutte le Mamme!

Buon Appetito 

Da Enisla Meca

Viaggiare a colori #Lucca

Carissime amiche ed amici, come promesso, ecco a voi la seconda tappa del mio breve tour in Toscana: #Lucca.

Dopo due giorni a Firenze, abbiamo deciso di visitare la città di Lucca il 1 Maggio.

Sfortunatamente per noi, il treno ha viaggiato per molti chilometri a velocità ridotta perché vi era la possibilità di presenza di manifestanti sui binari, così siamo arrivati con circa un’ora di ritardo dalla nostra “tabella di marcia”.

Appena fuori dalla stazione, si vedono in lontananza le mura cinquecentesche della città;  siamo entrati da “Porta S. Pietro”…ed è stato come visitare  un paese magico. Una città che ha preso il meglio da ogni popolo che l’ha “toccata”.

 

 

 

Il meteo, ahimè, non è stato molto clemente, ma abbiamo approfittato della pioggerella mattutina per visitare i luoghi al chiuso. Primo tra tutti: il Duomo.

All’interno del Duomo è visibile il “Volto Santo” un crocifisso ligneo venerato in tutta Europa già nel medioevo, “L’ultima cena” di Tintoretto (tela famosa per la presenza di alcune donne all’interno della scena), e il monumento funebre di Ilaria del Carretto, scolpito da Jacopo della Quercia, proprio per la morte della giovane moglie del Signore di Lucca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inciso su un pilastro del Duomo, vi è uno dei simboli più enigmatici d’Italia e del mondo: Il labirinto del mito di “Teseo e il filo di Arianna“.  (Questo simbolo anche se raro, è presente in altre chiese sparse per il mondo).

Su di esso vi è inciso in latino: “Questo e’ il labirinto costruito da Dedalo di creta, dal quale nessuno entratovi pote’ uscire salvo Teseo grazie al filo di Arianna”.

L’interpretazione che più sembra verosimile è che essendo la vita terrena un labirinto di tentazioni, un continuo imbattersi in superficialità e fragilità del mondo, solo grazie al “filo di Arianna”, che in questo caso è la fede,  e il libero arbitrio (perché il nostro destino è formato dalle scelte giornaliere), è possibile uscirne indenni e vivere in grazia di Dio.

 

 

Dietro al labirinto, vi è l’accesso al  Campanile. Sono “solo” 217 scalini, (in realtà, io ho avuto un po’ di paura per via dei gradini in ferro forato che lasciano visibili i piani inferiori), però essendo una delle poche torri rimaste, è un ottimo luogo per godere del panorama.

Alla destra del Duomo, c’è  il museo, in cui tra le varie opere, sono esposti anche i preziosissimi ornamenti del “Volto Santo di Lucca“, creati manualmente dagli artigiani toscani in oro e gemme preziose.

 

Dopo aver pranzato, per fortuna il cielo si è schiarito e abbiamo iniziato il nostro giro per la città…

Lucca Street:

Ho trovato Lucca piena di vita, le bancarelle degli artigiani locali animano alcune delle piazze principali.

La Piazza dell’anfiteatro romano, è quella che mi è piaciuta di più, con le sue porte, i ristorantini e negozi di souvenir (molto carini).

Le stradine sono pittoresche, ed essendo la città piena di chiese e monumenti, è certo che alla fine di ognuna di essa vi sarà qualcosa da vedere!

 

Molti sono gli  eventi culturali e musicali, che si svolgono ogni anno nella città. Tra i tanti: l Il “Lucca summer festival”. Una manifestazione musicale in cui si esibiscono artisti di fama internazionale e nazionale, e che quest’anno vanta nomi come: LP, Robbie Williams, Ennio Morricone, I Green Day e.. udite, udite il 23 Settembre, la leggendaria band inglese: i Rolling Stones, nella loro unica tappa italiana!

Come per Firenze, porto un piccolo rammarico anche per la tappa di Lucca…non aver potuto effettuare il giro della città sulle possenti mura, ma il tempo era limitato e la pioggia ha scombussolato un po’ i nostri piani.

 

 

Per quanto riguarda “I colori del viaggio“, ho scelto il bianco, come il marmo che adorna monumenti e chiese, il verde acceso perché la città è piena di alberi e fiori meravigliosi, il grigio… il colore delle nuvole che ci hanno accompagnato per gran parte della giornata, ed il marrone, il colore del legno in cui è realizzato il “Volto Santo”, così amato e venerato dai lucchesi e non solo.

 

 

Alla prossima settimana, in cui vi parlerò di Pisa…città che AMO e con cui ho un rapporto davvero speciale!

Vita Maria

“Philomena”: la storia di una madre coraggiosa!

Autore: Martin Sixsmith

 

Editore:Edizione Piemme

 

Data di pubblicazione: 03/12/2013

 

Formato: E-book


Descrizione: Oggi vi racconto di  “Philomena” un libro che mi ha molto emozionato, racconta la storia realmente accaduta  di  Philomena, una  ragazza semplice ed ingenua, rimasta incinta in giovane età, e a cui hanno tolto il suo bambino.  Dalle pagine del romanzo, il regista Stephen Frears, ha proposto la sua trasposzione cinematografica nella pellicola:  “Philomena” con Judi Dench e Steve Coogan, del 2013.

Gli avvenimenti sono avvenuti negli anni ’50, in un periodo in cui se una ragazza rimaneva incinta senza essere sposata veniva ripudiata.  Questo è ciò che è successo a Philomena. Venne mandata in un convento di monache all’apparenza buone, che avevano  lo scopo di aiutare queste giovani madri, ma che in realtà toglievano i bambini e li vendevano a famiglie benestanti che pagavano profumatamente.

Questo libro mostra la forza di questa donna che nonostante siano passati 50 anni, non si è mai dimenticata del figlio perché in fondo le mamme sono così: non si dimenticano dei loro cuccioli sono parte di loro.  Spinta dal desiderio di ritrovare il figlio, inizia la sua avventura. Verrà aiutata dal giornalista Martin SixSmith (che successivamente scriverà il libro sulla sua storia),viaggerà alla ricerca informazioni e scoprirà che è stato adottato,  che è diventato avvocato di successo,  che ha vissuto una relazione amorosa particolare e della sua morte, avvenuta per AIDS nel 1995.

In questo libro, oltre alla forza di Philomena si percepisce il suo coraggio nel perdonare chi le ha fatto così tanto MALE.

Mi ha colpito  per il semplice fatto che noi esseri umani abbiamo difficoltà nel perdonare, non riusciamo ad accettare il torto subito, preferiamo molto di più  odiare.  E’ un sentimento che ci dà consolazione, purtroppo però è apparente perché con il tempo, l’odio ci logora dentro, non ci permette di vivere in pace con te stesso e con gli altri.

Per vivere una vita più serena dobbiamo lasciar andare le sofferenze del passato perdonando..questo non è un sentimento di debolezza ma bensì di FORZA!!!

Quindi prendiamo esempio da questa donna nonostante tutto e tutti è riuscita ad andare avanti perdonando… Facciamolo anche noi per permetterci di vivere in modo più sereno.

 

Giudizio: Lo consiglio perché mi ha fatto emozionare.


Dove acquistarlo: Amazon


Enisla Meca!

Viaggiare a colori #Firenze

Buongiorno amiche ed amici!

Oggi inauguriamo finalmente una rubrica dedicata ai viaggi: “viaggiare a colori”.

Sono davvero emozionata per l’introduzione di questa nuova rubrica, perché io AMO VIAGGIARE, e così avrò la possibilità di raccontare le mie esperienze anche a voi.

Proprio ieri sono tornata da un piccolo soggiorno in Toscana. Firenze, Lucca, Pisa, sono delle città così belle e piene di storia che potrei scrivere pagine e pagine…per questo ho preferito dividere il viaggio in tre parti, ed oggi vi parlerò di Firenze.

Il nostro alloggio era in pieno centro, di fronte al palazzo “Medici Riccardi”, una delle più importanti famiglie storiche fiorentine (le cui vicende sono raccontate nel telefilm “I Medici” trasmesso da poco su RAI 1).

Prima di tutto, abbiamo visitato “la Galleria dell’accademia”, un luogo meraviglioso dove tra le varie opere spicca l’originale “David” di Michelangelo.  Una maestosa scultura in marmo bianco di Carrara, divenuto simbolo di Firenze nel mondo.

La seconda tappa è stata il “museo del Duomo”  in cui trovate anche la biglietteria. Sfortunatamente i biglietti per visitare la cupola erano sold out, così abbiamo comprato il pacchetto di ingresso che comprende la visita al museo dell’opera del Duomo, il Battistero, e il campanile di Giotto, che ha durata 24h dal momento della convalida.

Il museo contiene le porte originali del Battistero di S. Giovanni, un’interessante sezione dedicata alla musica, e opere come la “Pietà Bandini” di Michelangelo e “La Maddalena penitente” di Donatello.

Per il campanile di Giotto, abbiamo fatto più di un’ora di fila e 414 scalini…ma il panorama ripaga la stanchezza!

Un’incantevole sorpresa sono stati i “giardini di boboli”. Immensi sentieri di verde, con splendide statue e fontane. Giardini curatissimi, ideali per rilassarsi dopo pranzo e da cui poter ammirare il panorama di tutta la città. 

Sono stati tre giorni davvero intensi, ma sarà impossibile dimenticare “Il ponte vecchio” e lo sfavillio dei suoi gioielli, “Piazza Signoria” colma di gente, il mercato con il suo “cinghiale fortunato”, il buon cibo e quei panorami pazzeschi.

A proposito di cibo, una piccola curiosità… se vi capita di vedere una interminabile fila appena fuori dagli “Uffizi”, davanti ad una paninoteca, sarete giunti dinnanzi “All’antico vinaio” Il 3° LOCALE PIU’ RECENSITO AL MONDO su Tripadvisor! 

Non  vi nego che anche noi inizialmente ci siamo messi in fila, incuriositi di provare i mitici panini, ma… visto il livello di fame, e l’ora, abbiamo optato per una pizza al volo in un locale vicino.

Unico rimpianto in questo splendido viaggio è stato non aver potuto visitare gli “Uffizi”…se qualcuno ha voglia di raccontarmi quel che mi sono persa, commentate pure!

Dimenticavo…ecco a voi i colori del mio primo viaggio: Viola il colore simbolo di Firenze; Bianco poiché il marmo è il materiale che orna la maggior parte dei monumenti; Bordeaux colore delle mattonelle di terracotta che ricoprono i tetti delle costruzioni; verdone  il colore dell’acqua del fiume Arno; Dorato,come i gioielli degli artigiani fiorentini e come la maestosa porta “del Paradiso” del Battistero.

Vi lascio con una frase di Franco Zeffirelli: “Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora io posso e devo provare a creare, agire, vivere”.

Appuntamento alla prossima settimana, 

Vita Maria