Archive

Maggio 2017

Browsing

Buongiorno amici ed amiche di “Scrivere a colori”,

oggi vi parliamo di Francesca Rossini, autrice del libro per bambini “Angiolino e il paese del mai”.

Io ho letto questo libro alle mie bambine pochissimo tempo fa, e da subito mi è sorta la curiosità di conoscere un po’ meglio questa giovane mamma in carriera.

 

  

Ecco cosa ci ha confidato:

Ci Parli un po’ di Lei…
Innanzi tutto grazie per l’opportunità di farmi conoscere. Sono un’insegnante e adoro disegnare e scrivere, sono la mia passione e la mia valvola di sfogo.

  Com’è nata la sua passione per la scrittura?
Ho sempre amato leggere, scrivere credo sia stata una naturale evoluzione di questa passione

  “Angiolino e il paese del mai” è  suo primo libro? Se no, quanti altri libri ha scritto?
È il mio primissimo scritto, in cui sfocia La mia prima passione per la letteratura infantile . Ma non pensavo di pubblicarlo, ho capito di voler e poter scrivere per un pubblico più ampio anni dopo, quando è nato il mio primo rimanzo Phoenix e da lì non mi sino più fermata ?

 

 


    Com’è nato questo romanzo?
avevo credo 23 anni, ma quasi ultimo pubblicato. È nato per esigenza didattica per una classe che tendeva a discriminare, in cui c’erano bambini che temevo sviluppassero sfiducia in se stessi a causa di alcuni difetti fisici o estrema chiusura di carattere. L’ho scritto tutto aspettando l’autobus e illustrato pian piano.

    C’è un po’ di lei in questo romanzo?
C’è la mia parte di insegnante, anche il mio io bambino, la positività, il cercare di vedere sempre le cose da più prospettive, l’importanza che do all’amicizia , ma anche nel credere nelle proprie forze.

Ci racconti l’emozione del suo primo libro pubblicato…    
In gravidanza e poi dopo, aspettando la poppata notturna di mia figlia, ho sentito l’esigenza di scrivere… non son più riuscita a smettere. Ho fatto leggere a mia sorella e ad alcune amiche che mi hanno spronato a proporlo. Così per gioco ho inviato. La mail positiva dell’editore mi ha catapultato in un mondo nuovo, emozionante, ma anche faticoso e a volte stressante. Ma mi ha cambiato la vita, mi ha aperto le porte a una nuova parte di me, che evade e sogna attraverso le pagine scritte.

    Lei si definisce uno scrittore?
Mi definisco autrice perché tecnicamente lo sono, mi sento scribacchina. C’è sempre tanto da imparare e io, nonostante cinque pubblicazioni e due in uscita ho tanta strada da fare, tante scoperte, tante esperienze, tante cose da studiare per migliorarmi.

Mi dica tre aggettivi che identificano lei e tre per il suo libro.
Io sono tenace, timida, sognatrice
Il libro è colorato, positivo, istruttivo

 Che consigli daresti a chi sta iniziando un libro?
Nessuno in particolare se non rilassarsi e godersi una lettura , meglio ad alta voce per / con il proprio figlio o per i propri alunni
   
Prossimamente ha in programma di scrivere altri libri?
Certo! Mai fermarsi, adoro scrivere. Io poi amo le sfide e sperimentare nuovi generi. Ho due romanzi in fase di editing e uno in uscita con una collega ed amica… insomma, mai smettere di coltivare i propri sogni!

 

 

Non ho voluto “spoilerare” nulla perché il bello della lettura è scoprire la storia via via leggendo…

Vi voglio solo dire che da una mamma, insegnante, disegnatrice e scrittrice non poteva che venir fuori un libro ben scritto e ben illustrato, che tratta di una tematica attuale (la discriminazione) e che oltre a divertire, mira ad insegnare qualcosa di importante ai nostri bimbi.

Se siete curiosi, potrete scoprire la storia di “Angiolino” acquistando il libro su Amazon.

Buona lettura,

Enisla Meca

Buongiorno amiche ed amici!

Oggi vi racconto la terza ed ultima parte del mio viaggio in Toscana: Pisa.

Con la città di Pisa, ho un rapporto speciale, perchè subito dopo il Liceo, vi ho vissuto un anno, ed ho avuto modo di ammirarne pregi e difetti. 

Come tutti sappiamo, è una delle più belle città d’arte in Italia. In essa convivono storia, ed innovazione. Si alimentano di storia, i milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, che ogni giorno affollano i luoghi più caratteristici; e si alimentano di innovazione e ricerca, tutti quei giovani che scelgono di frequentare le rinomate Università pisane. 

Veniamo a noi..

Siamo arrivati a Pisa nel tardo pomeriggio (in treno, tornando da Lucca). Fortunatamente il nostro alloggio era vicino alla stazione centrale e dopo aver fatto un breve riposino, siamo andati a cena in una super pizzeria.

Date un’occhiata al menù se non mi credete!

Era tutto una vera delizia! (Super consigliato anche per il rapporto qualità-prezzo).

Dopo aver mangiato “come se non ci fosse un domani” Cit., abbiamo deciso di fare una bella passeggiata sul Lungarno per smaltire un po’. 

Il giorno dopo, abbiamo visitato la città: la graziosissima chiesa “S. Maria della spina” sull’argine del fiume, “Borgo stretto” con i suoi portici pieni di locali e negozi alla moda, Piazza dei Cavalieri, e l’immancabile Piazza dei miracoli con il duomo, la torre pendente, ed il battistero di S. Giovanni.

In poche parole, in un giorno, ho rivisto tutti quei posti che ho lasciato 10 anni fa, e che sembrano essere rimasti fermi nel tempo, a differenza mia, che mi sento tutta un’altra persona dal 2007 ad oggi.

Consiglio n.1:

Visitare Pisa nella notte della “Luminara di S. Ranieri”, il 16 Giugno. In quella notte tutta la città risplende, illuminata soltanto dalla luce di migliaia di lumini di cera. Curiosità… è usanza anche indossare qualcosa di luminoso, fino a  fine della serata, che è sancita dagli strabilianti giochi pirotecnici sul fiume, ritrovo da sempre dei giovani “universitari”.

Consiglio n.2:

Assaggiare la “Cecina“, un piatto tipico toscano, ma diffuso principalmente a Pisa, a base di ceci. Piatto tanto povero quanto gustoso!

Rammarico di Pisa… non esser MAI salita sulla Torre pendente! Ok, non ho scuse, se non quella di dire “semplicemente non è capitato”.

Inoltre non ho mai visto il murales di Keith Haring “Tuttomondo”, uno degli ultimi lavori dell’artista scomparso nel 1990.

Consiglio n.3:

Fate come me, lasciando in ogni tappa qualcosa di importante da vedere/fare, avrete sempre una scusa per poter ritornare in un luogo. Scaltro no?!

Comunque, prima o poi salirò sicuramente sulla torre ed ammirare la città da una prospettiva del tutto originale. 

Per quanto riguarda i colori di questo viaggio, ho scelto: bianco, verde, nero e arancio.

Bianco come il marmo usato per i monumenti più importanti; il verde, come il curatissimo prato di Piazza dei miracoli; il nero e l’arancione, perché il contrasto di luci ed ombre, prende vita non solo nella notte della luminara, ma ogni sera nel tratto di città che costeggia il fiume.

Mi auguro che abbiate trovato qualcosa di interessante leggendo i miei articoli sulla Toscana. Per me è stato un “Tor Tour”, un tour incantevole, ma anche moltoo stancante.  Un’incantevole “tortura”. 

Alla prossima, 

Vita Maria

Ciao cari amici di scrivere a colori.

Oggi è la festa della mamma, in questo giorno, non avendo ricevuto nessun regalo a parte il bigliettino della scuola con la poesia di Emma, ho deciso di preparami una torta.

Non sono mai stata un’amante dei dolci, ma da quando sono diventata celiaca, non so bene il perchè ne sono diventata dipendente!

Avete presente quando vi mettete a dieta, e da quel momento vi viene più fame, ecco a me è successo proprio quello.

Ecco la mia torta “Moretta”, per celiaci!

Ingredienti:

  • 4 uova;
  • 4 cucchiai di zucchero;
  • 3 cucchiai di farina;
  • 1 cucchiaio di cacao;
  • mezza bustina di lievito

Procedimento:

Con uno con un robot da cucina, montare le uova con lo zucchero fino a quando il composto sarà triplicato.

Incorporare delicatamente farina di riso e cacao ed il lievito. Io da celiaca, per il lievito ho usato quello di Pane Angeli, ottimo per i dolci.

Amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.

Versare l’impasto in una teglia, precedentemente imburrata.

Cuocere il dolce in forno caldo a 180°C per circa 35 minuti. A fine cottura,farla raffreddare.

Riscaldare la crema di nocciole, a bagno maria o nel microonde. Montare la panna.

Dividere la torta in due dischi. Sul primo disco uno strato di crema di nocciole e pareggiarlo con una spatola, unire la panna alla crema, ed infine ricomporre il dolce con il secondo disco. Cospargere la torta moretta con dello zucchero a velo.

Ed il dolce è pronto per essere servito…

Tanti auguri a tutte le Mamme!

Buon Appetito 

Da Enisla Meca

Carissime amiche ed amici, come promesso, ecco a voi la seconda tappa del mio breve tour in Toscana: #Lucca.

Dopo due giorni a Firenze, abbiamo deciso di visitare la città di Lucca il 1 Maggio.

Sfortunatamente per noi, il treno ha viaggiato per molti chilometri a velocità ridotta perché vi era la possibilità di presenza di manifestanti sui binari, così siamo arrivati con circa un’ora di ritardo dalla nostra “tabella di marcia”.

Appena fuori dalla stazione, si vedono in lontananza le mura cinquecentesche della città;  siamo entrati da “Porta S. Pietro”…ed è stato come visitare  un paese magico. Una città che ha preso il meglio da ogni popolo che l’ha “toccata”.

 

 

 

Il meteo, ahimè, non è stato molto clemente, ma abbiamo approfittato della pioggerella mattutina per visitare i luoghi al chiuso. Primo tra tutti: il Duomo.

All’interno del Duomo è visibile il “Volto Santo” un crocifisso ligneo venerato in tutta Europa già nel medioevo, “L’ultima cena” di Tintoretto (tela famosa per la presenza di alcune donne all’interno della scena), e il monumento funebre di Ilaria del Carretto, scolpito da Jacopo della Quercia, proprio per la morte della giovane moglie del Signore di Lucca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inciso su un pilastro del Duomo, vi è uno dei simboli più enigmatici d’Italia e del mondo: Il labirinto del mito di “Teseo e il filo di Arianna“.  (Questo simbolo anche se raro, è presente in altre chiese sparse per il mondo).

Su di esso vi è inciso in latino: “Questo e’ il labirinto costruito da Dedalo di creta, dal quale nessuno entratovi pote’ uscire salvo Teseo grazie al filo di Arianna”.

L’interpretazione che più sembra verosimile è che essendo la vita terrena un labirinto di tentazioni, un continuo imbattersi in superficialità e fragilità del mondo, solo grazie al “filo di Arianna”, che in questo caso è la fede,  e il libero arbitrio (perché il nostro destino è formato dalle scelte giornaliere), è possibile uscirne indenni e vivere in grazia di Dio.

 

 

Dietro al labirinto, vi è l’accesso al  Campanile. Sono “solo” 217 scalini, (in realtà, io ho avuto un po’ di paura per via dei gradini in ferro forato che lasciano visibili i piani inferiori), però essendo una delle poche torri rimaste, è un ottimo luogo per godere del panorama.

Alla destra del Duomo, c’è  il museo, in cui tra le varie opere, sono esposti anche i preziosissimi ornamenti del “Volto Santo di Lucca“, creati manualmente dagli artigiani toscani in oro e gemme preziose.

 

Dopo aver pranzato, per fortuna il cielo si è schiarito e abbiamo iniziato il nostro giro per la città…

Lucca Street:

Ho trovato Lucca piena di vita, le bancarelle degli artigiani locali animano alcune delle piazze principali.

La Piazza dell’anfiteatro romano, è quella che mi è piaciuta di più, con le sue porte, i ristorantini e negozi di souvenir (molto carini).

Le stradine sono pittoresche, ed essendo la città piena di chiese e monumenti, è certo che alla fine di ognuna di essa vi sarà qualcosa da vedere!

 

Molti sono gli  eventi culturali e musicali, che si svolgono ogni anno nella città. Tra i tanti: l Il “Lucca summer festival”. Una manifestazione musicale in cui si esibiscono artisti di fama internazionale e nazionale, e che quest’anno vanta nomi come: LP, Robbie Williams, Ennio Morricone, I Green Day e.. udite, udite il 23 Settembre, la leggendaria band inglese: i Rolling Stones, nella loro unica tappa italiana!

Come per Firenze, porto un piccolo rammarico anche per la tappa di Lucca…non aver potuto effettuare il giro della città sulle possenti mura, ma il tempo era limitato e la pioggia ha scombussolato un po’ i nostri piani.

 

 

Per quanto riguarda “I colori del viaggio“, ho scelto il bianco, come il marmo che adorna monumenti e chiese, il verde acceso perché la città è piena di alberi e fiori meravigliosi, il grigio… il colore delle nuvole che ci hanno accompagnato per gran parte della giornata, ed il marrone, il colore del legno in cui è realizzato il “Volto Santo”, così amato e venerato dai lucchesi e non solo.

 

 

Alla prossima settimana, in cui vi parlerò di Pisa…città che AMO e con cui ho un rapporto davvero speciale!

Vita Maria

Autore: Martin Sixsmith

 

Editore:Edizione Piemme

 

Data di pubblicazione: 03/12/2013

 

Formato: E-book


Descrizione: Oggi vi racconto di  “Philomena” un libro che mi ha molto emozionato, racconta la storia realmente accaduta  di  Philomena, una  ragazza semplice ed ingenua, rimasta incinta in giovane età, e a cui hanno tolto il suo bambino.  Dalle pagine del romanzo, il regista Stephen Frears, ha proposto la sua trasposzione cinematografica nella pellicola:  “Philomena” con Judi Dench e Steve Coogan, del 2013.

Gli avvenimenti sono avvenuti negli anni ’50, in un periodo in cui se una ragazza rimaneva incinta senza essere sposata veniva ripudiata.  Questo è ciò che è successo a Philomena. Venne mandata in un convento di monache all’apparenza buone, che avevano  lo scopo di aiutare queste giovani madri, ma che in realtà toglievano i bambini e li vendevano a famiglie benestanti che pagavano profumatamente.

Questo libro mostra la forza di questa donna che nonostante siano passati 50 anni, non si è mai dimenticata del figlio perché in fondo le mamme sono così: non si dimenticano dei loro cuccioli sono parte di loro.  Spinta dal desiderio di ritrovare il figlio, inizia la sua avventura. Verrà aiutata dal giornalista Martin SixSmith (che successivamente scriverà il libro sulla sua storia),viaggerà alla ricerca informazioni e scoprirà che è stato adottato,  che è diventato avvocato di successo,  che ha vissuto una relazione amorosa particolare e della sua morte, avvenuta per AIDS nel 1995.

In questo libro, oltre alla forza di Philomena si percepisce il suo coraggio nel perdonare chi le ha fatto così tanto MALE.

Mi ha colpito  per il semplice fatto che noi esseri umani abbiamo difficoltà nel perdonare, non riusciamo ad accettare il torto subito, preferiamo molto di più  odiare.  E’ un sentimento che ci dà consolazione, purtroppo però è apparente perché con il tempo, l’odio ci logora dentro, non ci permette di vivere in pace con te stesso e con gli altri.

Per vivere una vita più serena dobbiamo lasciar andare le sofferenze del passato perdonando..questo non è un sentimento di debolezza ma bensì di FORZA!!!

Quindi prendiamo esempio da questa donna nonostante tutto e tutti è riuscita ad andare avanti perdonando… Facciamolo anche noi per permetterci di vivere in modo più sereno.

 

Giudizio: Lo consiglio perché mi ha fatto emozionare.


Dove acquistarlo: Amazon


Enisla Meca!

Buongiorno amiche ed amici!

Oggi inauguriamo finalmente una rubrica dedicata ai viaggi: “viaggiare a colori”.

Sono davvero emozionata per l’introduzione di questa nuova rubrica, perché io AMO VIAGGIARE, e così avrò la possibilità di raccontare le mie esperienze anche a voi.

Proprio ieri sono tornata da un piccolo soggiorno in Toscana. Firenze, Lucca, Pisa, sono delle città così belle e piene di storia che potrei scrivere pagine e pagine…per questo ho preferito dividere il viaggio in tre parti, ed oggi vi parlerò di Firenze.

Il nostro alloggio era in pieno centro, di fronte al palazzo “Medici Riccardi”, una delle più importanti famiglie storiche fiorentine (le cui vicende sono raccontate nel telefilm “I Medici” trasmesso da poco su RAI 1).

Prima di tutto, abbiamo visitato “la Galleria dell’accademia”, un luogo meraviglioso dove tra le varie opere spicca l’originale “David” di Michelangelo.  Una maestosa scultura in marmo bianco di Carrara, divenuto simbolo di Firenze nel mondo.

La seconda tappa è stata il “museo del Duomo”  in cui trovate anche la biglietteria. Sfortunatamente i biglietti per visitare la cupola erano sold out, così abbiamo comprato il pacchetto di ingresso che comprende la visita al museo dell’opera del Duomo, il Battistero, e il campanile di Giotto, che ha durata 24h dal momento della convalida.

Il museo contiene le porte originali del Battistero di S. Giovanni, un’interessante sezione dedicata alla musica, e opere come la “Pietà Bandini” di Michelangelo e “La Maddalena penitente” di Donatello.

Per il campanile di Giotto, abbiamo fatto più di un’ora di fila e 414 scalini…ma il panorama ripaga la stanchezza!

Un’incantevole sorpresa sono stati i “giardini di boboli”. Immensi sentieri di verde, con splendide statue e fontane. Giardini curatissimi, ideali per rilassarsi dopo pranzo e da cui poter ammirare il panorama di tutta la città. 

Sono stati tre giorni davvero intensi, ma sarà impossibile dimenticare “Il ponte vecchio” e lo sfavillio dei suoi gioielli, “Piazza Signoria” colma di gente, il mercato con il suo “cinghiale fortunato”, il buon cibo e quei panorami pazzeschi.

A proposito di cibo, una piccola curiosità… se vi capita di vedere una interminabile fila appena fuori dagli “Uffizi”, davanti ad una paninoteca, sarete giunti dinnanzi “All’antico vinaio” Il 3° LOCALE PIU’ RECENSITO AL MONDO su Tripadvisor! 

Non  vi nego che anche noi inizialmente ci siamo messi in fila, incuriositi di provare i mitici panini, ma… visto il livello di fame, e l’ora, abbiamo optato per una pizza al volo in un locale vicino.

Unico rimpianto in questo splendido viaggio è stato non aver potuto visitare gli “Uffizi”…se qualcuno ha voglia di raccontarmi quel che mi sono persa, commentate pure!

Dimenticavo…ecco a voi i colori del mio primo viaggio: Viola il colore simbolo di Firenze; Bianco poiché il marmo è il materiale che orna la maggior parte dei monumenti; Bordeaux colore delle mattonelle di terracotta che ricoprono i tetti delle costruzioni; verdone  il colore dell’acqua del fiume Arno; Dorato,come i gioielli degli artigiani fiorentini e come la maestosa porta “del Paradiso” del Battistero.

Vi lascio con una frase di Franco Zeffirelli: “Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora io posso e devo provare a creare, agire, vivere”.

Appuntamento alla prossima settimana, 

Vita Maria

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: