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Giugno 2017

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festa della birra, ristorante del pescatore, Fumone

 

Carissimi amici, per la Rubrica Weekend d’idee, vi proponiamo un evento che si terrà questo fine settimana, sul lago di Canterno, Fumone (FR), presso il “Ristorante del Pescatore”:

 

La 14° edizione della “Festra della Birra”!

 

L’evento nato da un’idea del Sig. Del Monte, proprietario del ristorante, ha l’obiettivo di valorizzare uno dei luoghi più suggestivi della ciociaria, di incrementare il turismo, e di allietare le calde serate estive in provincia.

Carissimi lettori e lettrici…oggi vi parlo finalmente, di uno dei miei hobby: i Telefilm!

Non so voi, ma io la sera, soprattutto quando non è stata una bella giornata, mi rilasso con delle serate: “Divano & telefilm”.

Ne avrò visto centinaia… horror, sentimentali, comici, non importa il genere, l’importante è che siano ben fatti e con Attori con la A maiuscola!

Vi starete chiedendo perché guardare un telefilm e non un film?

Beh risposta semplice… spesso non riesco a guardare 120-150 minuti di film tutto di fila…e di lasciare a metà un film, NON SE NE PARLA! (Sono troppo curiosa).

Seguendo invece un telefilm, le cui puntate hanno durata media di 40 min, posso guardare una o due puntate in una sera, ed il giorno dopo, riprendere il filo della storia senza alcun problema, grazie al riepilogo degli episodi precedenti presente in tutte le serie.

In più, scelto un telefilm carino, non ho ogni sera il pensiero di cercare il titolo di un film che mi possa piacere, e perdere ore ed ore nella scelta, ma viste le numerose puntate di cui è composta una serie, per un bel po’ sono tranquilla!

😀  *vedi Lost o serie simili

Ecco a voi, la lista delle serie televisive che mi sono piaciute di più nel corso degli anni, divise per argomento principale.

 

  • Sentimentale: Revenge, This is us, the O.C., Gilmore girls, Veronica Mars, Gossip Girl, 90210;
  • Soprannaturale: The Vampire Diaries, The Originals, True blood, Gotham, Arrow, the flash, Once upon a time;
  • Avventura-Thriller: Prison Break (di cui è uscito pochi mesi fa l’attesissima quinta stagione), Lost, Sons of Anarchy, Pretty little liars;
  • Politico e sentimentale: Scandal, House of cards;
  • Storico/Fantasy: Reign, Vikings, Anzac girls;

 

Collage dei telefilm che mi piacciono di più

Avrete notato che l’elenco è composto perlopiù da serie americane. Questo perché spesso vado direttamente sui siti delle tv straniere come: The CW tv, Abc tv, CBS, per conoscere i telefilm può in voga, e farmi un’idea su quelle che avranno più successo e che possono essere più di mio gradimento. 

Tra le serie italiane ho seguito, e seguo con interesse “Gomorra”. Serie  tratta dall’omonimo best-seller di R. Saviano. Un telefilm impegnativo negli argomenti trattati, ma che reputo ben diretto e ben interpretato.

Che ne pensate della mia lista? C’è una serie che reputate interessante, e che avete voglia di consigliarmi?

Aspetto i vostri commenti!!

Vita Maria

Cari amici di scrivere a colori, come state? io così così… ma passerà!

Nonostante tutto non mi dimentico di scrivere per voi.

Oggi vi voglio parlare di un Ristorante che ha una storia centenaria, siete curiosi? e allora che aspettate, Leggete!

Il Ristorante Del Pescatore

Il “Ristorante del Pesatore”,  si trova a Fumone sul Lago di Canterno, il proprietario è Sandro Del Monte.

È un’attività a conduzione familiare tramandata di generazione in generazione, da più di cento anni.

La sua cucina è semplice e legata alle tradizioni familiari, ma capace di creare piatti unici e creativi, usando materie di ottima qualità, lavorando in sede e senza utilizzare niente di semi lavorato.

Ha una sala al coperto capace di ospitare 350 persone, per banchetti e cerimonie con vista sul lago; due splendidi giardini in cui si possono fare foto mozzafiato, grazie al design architettonico con cui sono stati  costruiti e con la capienza di 1500 persone.

Inoltre è anche bar e pizzeria.

Il motto di Sandro è “in ogni cosa che si fa metterci sempre un pizzico di fantasia…” .

Che cos’è la fantasia? Quella che ti permette di volare in alto, fino al raggiungiungere i propri sogni.

Proprio quello che ha fatto il proprietario, che da Cantina ha trasformato la sua attività in un ristorante conosciuto in tutta la provincia di Frosinone e non solo…

Per informazioni e contatti potete visitare il sito www.delpescatore.it e la sua pagina facebook Ristorante del Pescatore.

Tradizione e ricercatezza sono le linee guida del ristorante, ciò fa si che la location sia un luogo perfetto sia per una cena elegante che per una semplice pizza tra amici.

 Noi di Scrivere a colori, abbiamo già l’acquilina in bocca… Vi aspettiamo tutti al “Ristorante del pescatore”! 

 

Buongiorno amici ed amiche!

Oggi vi parlo di un interessantissimo evento che si svolgerà a Taormina dal 24 al 28 Giugno 2017: il Taormina International Book Festival: “Taobuk”.

Questo evento, giunto alla sua VII edizione, avrà come focus la letteratura, anche in relazione agli altri mass media: cinema, musica, teatro, giornalismo ed arti visive. 

Il fil rouge che legherà le varie forme di espressione creativa, quest’anno sarà il tema: “Padri & Figli”.

Cosa ci hanno lasciato in eredità i nostri genitori? E Cosa ci piacerebbe tramandare alle generazioni future? Una chiave di lettura che sono sicura ci farà riflettere molto, e ci inviterà alla ricerca delle nostre radici, e delle radici della nostra cultura.

Conoscere il passato per capire chi siamo, ed il futuro che ci attende”.

Come ogni anno, il programma prevede la presenza di nomi illustri nell’ambito letterario e numerosi ospiti appartenenti al mondo della musica e della televisione.

Tra i tanti ricordiamo: Christian De Sica, Inge Feltrinelli, Piero Pelù, Elsa Osorio, Carlo Cracco, Luciana Litizzetto, Giovanni Hoepli, Anna Maria Sciascia e tanti altri ancora!

La manifestazione, è ideata e diretta, da Antonella Ferrara, che inoltre condurrà le serate insieme al giornalista del TG1 – RAI Alessio Zucchini.

Giovane intraprendente, A. Ferrara, sette anni fa ha voluto fortemente un festival del libro in Sicilia, e ha fatto del suo progetto, una realtà che conta ogni anno migliaia di partecipanti.

Novità assoluta 2017, è il “TaoKids”!

Per la prima volta, il festival si rivolgerà anche ai più piccoli, con attività ludico-culturali, letture animate, incontri con autori e giochi didattici, che si svolgeranno il parallelo alla manifestazione principale. Con questo nuovo snodo, il festival diventa a tutti gli effetti un evento per l’intera famiglia.

Vi invito a leggere con cura il programma, perché vi sono così tante attività, mostre, eventi che annoiarsi sarà impossibile!

Dimenticavo inoltre, che tra i vari stand espositivi, troverete anche un “vecchio amico” di Scrivereacolori… 

Cliccando sui seguenti link, potrete trovare tutte le informazioni necessarie:

 

Sito: https://www.taobuk.it/

Programma dettagliato della manifestazione: https://www.taobuk.it/wp-content/uploads/2017/06/Taobuk_brochure_Programma2017-low.pdf

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1445480535545828/

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/taobuklab17/

 

Un evento di informazione, dinamico e  divertente, che si svolgerà in una delle città più belle d’Italia.

Che aggiungere?

 

Questo weekend, vi aspetto tutti al “Taobuk”, dove potrete appagare mente ed occhi!

 

 

Vita Maria

 

La Mafia è una piaga sociale per il nostro paese, sono anni che lo stato cerca di combatterla. Ci sono svariate manifestazioni che mettono in primo piano la propria faccia, le proprie esperienze per non solo aiutare ma anche per sensibilizzare le persone così si fanno coraggio per denunciare.

La denuncia è l’unica arma che una persona può avere a disposizione per combattere la mafia.

Cari amici di scrivere Scrivere a Colori, oggi vi parlo di uno di questi eventi, il Trame Festival.

Vediamo nello specifico che cos’è questo evento.

Trame Fastival  è il primo evento culturale dedicato ai libri sulle mafie. Si afferma a livello nazionale e internazionale come importante appuntamento di discussione, analisi e confronto sui temi della  legalità  e del  diritto, in una terra complessa come la  Calabria. Nato nel 2011, si svolge ogni anno a Giugno nella città di Lamezia Terme. Qui scrittori, giornalisti, magistrati e studiosi, si incontrano nelle piazze della città per discutere e presentare  libri  dedicati al fenomeno delle mafie. Non solo un festival,  Trame  è una testimonianza etica di impegno, dove le storie dei protagonisti, gli approcci storici e scientifici al fenomeno, le contaminazione di generi e linguaggi danno vita ad un evento dal forte  valore culturale  per la  lotta alle mafie.

 

Un pò di Storia

Trame – Festival dei libri sulle mafie nasce nel 2011 da un’idea dell’allora assessore alla cultura, nonché presidente onorario della FAI, Tano Grasso insieme alla direzione del giornalista de “L’Espresso” Lirio Abbate. La prima edizione del Festival suscita un interesse che va oltre le aspettative. L’anno successivo, Trame.2 è ospite al Salone del Libro di Torino con “Trame di memoria”. Nel 2013 la direzione artistica del Festival passa al giornalista Gaetano Savatteri il quale prosegue il lavoro e apre il festival ai linguaggi del cinema, del teatro e dell’arte. Trame.3 è presentato a Palazzo Montecitorio e riconosciuto dal Presidente della Camera Laura Boldrini. A giugno 2014 si svolge Trame.4. Le mani sulla città, è il tema con cui il Festival si rivolge al suo pubblico, ispirandosi al celebre film di Francesco Rosi. Con quest’ultima edizione Trame si attesta in Calabria e nell’ambito della lotta alle mafie come appuntamento consolidato. Nell’autunno 2014 il Festival riceve prestigiosi riconoscimenti e avvia nuove e importanti collaborazioni.

 

Come si svolge l’evento

Gli incontri nelle piazze sono il cardine di Trame. Nei cinque giorni di festival il programma prevede circa sessanta appuntamenti, che hanno luogo tutti i giorni dalle 18:00 alle 24:00 nelle piazze e nei palazzi storici della città. Gli appuntamenti sono tutti gratuiti. Oltre alle numerose presentazioni di libri, il festival ospita incontri speciali con personalità di spicco, quali rappresentanti dello Stato, esponenti del mondo della cultura e della società civile. Gli incontri, aperti al confronto con il pubblico, si svolgono a più voci o sotto forma di intervista dialogata e diventano occasione per approfondire tematiche e raccontare testimonianze. Significativi sono i contributi di molti artisti, grazie ai quali Trame si arricchisce di spettacoli teatrali, concerti, proiezioni cinematografiche e mostre fotografiche. Nella fascia oraria dalle 10:00 alle 17:00 Trame offre inoltre laboratori gratuiti dedicati ai più giovani e ai professionisti del settore. Gli appuntamenti, in forma di seminario, approfondiscono il giornalismo d’inchiesta, i linguaggi della comunicazione e i linguaggi artistici.

 

Qui vi lascio il  Link del Programma 2017.

 

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito www.tramefestival.it.

 

Un abbraccio e alla prossima e se andate all’evento fatemi sapere se vi è piaciuto, lasciando un commento!

 

Enisla Meca.

 

Cari amici di Scrivere a Colori oggi vi parlo di Fumone, il paese che da sette anni vivo.

Oggi per la prima volta ve ne parlo perchè merita veramente.

Il centro storico è posto su un colle dalla forma conica a 783 metri sul livello del mare. Il suo abitato conta circa 2.100 abitanti che sono detti fumonesi. Il comune fa parte della Comunità Montana dei Monti Ernici.

Un Pò Di Storia

La Ciociaria è una terra abitata già prima della nascita di Roma.

 

Molti dei paesi e città che noi oggi conosciamo hanno origini antichissime, ma di alcuni, purtroppo, la storia non ha trasmesso notizie certe circa il periodo di fondazione.

 

In questa categoria rientra anche Fumone la cui origine rimane avvolta nel mistero. Vi sono molte ipotesi, ma scarse certezze.

 

A giudicare dai reperti archeologici di età pre-romana, risalenti al VI-VII secolo a.C. sparsi sul territorio è verosimile immaginare che quello è il periodo in cui sia nata.

 

Le prime notizie storiche dell’esistenza di un centro abitato chiamato Fumone ci provengono dal medioevo, ciò dimostra l’importanza che aveva assunta in quel periodo.

 

Infatti, dopo la caduta dell’impero romano, Roma diventò vulnerabile e veniva frequentemente attaccata sia da nord da eserciti barbarici e sia da sud da milizie saracene.

 

Fu necessario predisporre un sistema di difesa ed è in questo quadro che Fumone assume una importanza strategica formidabile.

 

Dai suoi 800 metri di altezza, domina l’intera valle del Sacco e, quindi, poteva

intercettare con largo anticipo l’avvicinarsi di eserciti nemici che provenivano da sud.

 

In tal caso, dal torrione che di elevava dalla cima del monte veniva acceso un gran fuoco in modo che il fumo potesse essere avvistato in lontananza.

 

Tale segnale di pericolo giungeva rapidamente fino a Roma che aveva così un margine di tempo per organizzare le sue difese.

 

Il nome Fumone deriva, appunto, da questa funzione esercitata per vari secoli.

 

È noto a tutti, infatti, l’antico proverbio: “quando Fumone fuma tutta Campagna trema”.

 

Qua è bene chiarire: il termine Campagna, si riferisce all’antica regione interna del Lazio, quella che oggi potrebbe essere identificata con la Ciociaria e dintorni.

 

Non si tratta, quindi, di campagna agricola oppure dell’attuale Campania come spesso capita di sentire da qualcuno.

 

Da ciò si può immaginare l’importanza di Fumone nel medioevo, era una fortezza inespugnabile, spesso fu posta sotto assedio, ma raramente fu presa.

 

Famoso è l’assedio del 1.186 ad opera di Enrico VI, figlio del Re germanico Federico detto barbarossa.

 

Non riuscendo a far cadere Fumone, dopo alcuni giorni abbandonò l’impresa e diresse le sue attenzioni verso Alatri.

 

Intorno al X secolo la funzione di vedetta assicurata da Fumone non fu più necessaria ed allora l’imponente fortezza fu utilizzata come carcere politico di massima sicurezza.

 

Tra i vari personaggi illustri che vi furono reclusi, spicca per notorietà sicuramente il Papa rinunciatario Celestino V.

 

Vi fu rinchiuso dal suo successore anagnino Bonifacio VIII e qui trovò la morte il 19 maggio del 1.296.

 

Il borgo di Fumone ha mantenuto nei secoli la sua struttura urbanistica pressoché intatta.

 

Essa riflette la tipologia dell’accampamento romano e medioevale, con il comando al centro e le difese intorno.

 

La popolazione attuale di Fumone è di circa 2.200 abitanti ed un territorio di circa 1.400 ettari.

 

Cosa Visitare a Fumone

 

Il Centro storico è certamente oggetto di interesse con le sue viuzze pedonali distribuite a raggiera.

 

Da segnalare:

il castello Longhi dove fu rinchiuso Celestino V che in parte è di proprietà del Comune e per la maggior parte della famiglia Longhi-De Paolis;

 

la Chiesa collegiata di S. Maria Annunziata le cui origini risalgono intorno al XII secolo, l’aspetto barocco attuale è dovuto ad un complessivo intervento di restauro avvenuto nel 1.700;

 

La Chiesetta di S. Gaugerico, risalente al 1.125;

 

Il palazzo municipale realizzato a seguito dell’acquisto e restauro di un antico palazzo gentilizio;

 

Sul territorio sono presenti almeno altri tre luoghi di interesse:

 

la Chiesetta rurale di Madonna delle Grazie, sita nell’omonima contrada, sorta nel XVI secolo intorno ad un’antica edicola affrescata del secolo XI;

 

la Chiesa di S. Pietro Celestino V, in località Pozzi, voluta da S.S. Papa Paolo VI durante la sua visita a Fumone nel 1966;

 

il lago di Canterno, di origine carsica, classificato come tra i più grandi laghi carsici d’Europa. Le sue origini sono piuttosto recenti, si è formato nel 1.825 a causa dell’ostruzione di un naturale inghiottitoio anticamente denominato “bocca di Canterno” che si trova alle pendici di Monte Maino. Intorno agli anni ’30 (1.930) fu realizzato un impianto per la produzione di energia elettrica che permette all’acqua del lago di mettere in moto una centrale idroelettrica che si trova in territorio di Ferentino in località “Tufano”.

Alla prossima, se vi è piaciuto questo post, lasciate un commento.

Enisla Meca

Cari lettori, ricordate: “Lo zaino è pronto, io no”, Il libro di cui vi ho parlato la scorsa settimana?

 

 

Bene, dato che mi è piaciuto così tanto, mi è venuta l’idea di contattare il suo autore, e scambiare con lui quattro chiacchiere.

Sentite un po’ quel che ci ha raccontato…

  1. Ci Parli un po’ di Lei…

Mi chiamo Marco e sono un viaggiatore instancabile, abilmente camuffato sotto le spoglie di un tecnico informatico. Anzi, il travestimento è così efficace che a volte io stesso mi convinco di essere un impiegato e non un esploratore…

A parte gli scherzi: sono nato ormai troppi anni fa a Torino e ho sempre avuto una smisurata passione per i viaggi zaino in spalla. Sono sposato, ho una figlia piccola di quindici mesi e lavoro per un’importante società di assicurazioni. Oltre ai viaggi mi piace suonare la chitarra, giocare a tennis e guardare film di fantascienza.

 

  1. Com’è nata l’idea di scrivere e pubblicare il suo libro? 

Nasce grazie all’impegno e alla costanza di altre persone. Ammetto che il sottoscritto ha avuto ben pochi meriti nella fase di partenza del libro.

Nel corso dei viaggi, tenevo spesso i contatti con i miei amici attraverso le e-mail. Scrivevo dei piccoli reportage di quello che vedevo, facevo, mangiavo. Con il tempo mi sono accorto che i miei amici erano molto più interessati alle vicende quotidiane che non agli aspetti più marcatamente turistici del viaggio. Volevano sapere dei cibi strani, delle persone, degli incontri, dei mezzi di trasporto.

Al mio ritorno, tutti dicevano che si ammazzavano dal ridere a leggere dei miei piccoli disastri e qualcuno mi suggeriva di raccogliere tutte le vicende in un libro. Mia moglie, che all’epoca di quei viaggi io non conoscevo, nel sentire tutto questo entusiasmo da parte dei miei amici, ci ha calato sopra l’asso da briscola e ha insistito fino a quando ho deciso di cimentarmi con la scrittura “vera”. È stato un processo lungo e complicato, ma è stato anche un processo di rielaborazione, di riscoperta interiore. Sono andato in cerca di tutte quelle sensazioni che si erano sedimentate sul fondo del mio essere e le ho riesaminate con occhi nuovi, le ho rivissute e godute più pienamente di quanto mi sia capitato vivendole in presa diretta.

 

  1. Ci racconti l’emozione nel tenere tra le mani la prima copia del suo libro…

Lo so che dire questa cosa non mi farà molto onore, ma in tutta sincerità l’unica sensazione che ho provato in quel momento è stata un’enorme stanchezza. Sono un ossessivo e ricerco la perfezione in ogni cosa. Per essere sicuro di fornire un prodotto di qualità ho revisionato il testo almeno cinquanta volte, ritoccandolo in continuazione e ancora non sono soddisfatto del risultato (infatti sto lavorando alla seconda edizione). In ogni caso in quel momento ho provato gioia, certo, ma anche un senso di vuoto: un progetto sul quale avevo lavorato per due anni era finalmente giunto al termine ed io volevo solo “staccare” la testa.

 

  1. Mi dica tre aggettivi che identificano lei, e tre per il suo libro.

Tre per me: curioso, attivo, irascibile. Tre per il libro: onesto, divertente e… economico! ;o)

 

  1. Che consigli darebbe a chi ha in programma l’idea di scrivere un libro?

Farsi una scorta di Tavor. Ovviamente scherzo, ma sicuramente è fondamentale fare il pieno di santa pazienza. Scrivere il libro è davvero la cosa più semplice, i problemi cominciano dopo: avere a che fare con gli editori è snervante e spesso inutile, il self publishing è faticoso perché tutta la fase di marketing è sulle tue spalle e tu, comunque, vieni visto come uno scrittore di serie B, l’editoria a pagamento la trovo eticamente scorretta. Ecco, più che un consiglio mi sento di dare un avvertimento: non crediate che con la scrittura si esaurisca il vostro lavoro perché siete appena all’inizio, il peggio deve ancora arrivare. Quindi: rimboccatevi le maniche.

 

  1. Ha un libro “del cuore”? Se sì, ci dica quale e perché ha così importanza per lei? 

Non saprei sceglierne uno, ce ne sono molti che ho amato e che appartengono ai generi più diversi. I fratelli Karamazov per il profondo amore per la terra russa che traspare dalle parole di Dostoevskij; Il Signore degli Anelli per la descrizione della lealtà e dell’amicizia; Q per la perfetta ricostruzione di un periodo storico che quasi non conoscevo.

Per quello che riguarda più strettamente la letteratura di viaggio, che è il ramo nel quale mi sono cimentato con Lo zaino è pronto, io no, adoro Terzani per la sua innata capacità di descrivere l’Asia, il mio continente preferito e Bryson per la sua straripante ironia. Ecco, un autore al quale ho cercato di ispirarmi (senza riuscirci, ovviamente) è proprio Bill Bryson: un genio.

E poi ci sarebbero migliaia di altri titoli: impossibile menzionarli tutti.

7. Ha viaggiato molto, come ho avuto modo di leggere nel suo libro “Lo zaino è pronto io no”, ad oggi… qual è il viaggio che le è piaciuto di più?

Il Messico. Era un periodo davvero complicato della mia vita, mi erano venuti a mancare alcuni punti di riferimento e ne cercavo altri ai quali ancorarmi. Decisi di partire in solitaria per avere modo di riflettere e mettermi alla prova. Sono stato via un mese intero. Un mese di gioia pura e selvaggia, nel corso del quale ho capito che l’unico punto di riferimento plausibile per il sottoscritto ero io stesso: per fare stare bene le persone intorno a me, dovevo stare bene io per primo. Quel vagabondare senza meta, senza orari mi faceva stare bene. Quel modo di vivere libero, privo di strutture sociali con le quali tutti siamo costretti a convivere per me è stato liberatorio. Trovarsi in un luogo in cui nessuno ti conosce, con i tuoi vestiti peggiori addosso, il tuo zaino di fianco, senza sapere dove dormirai la notte, mentre con degli sconosciuti parli della vita non può far altro che far emergere il tuo vero io, la fibra essenziale del tuo essere.

 

  1. Adesso che è papà, inevitabilmente il suo modo di viaggiare cambierà… ha scelto già la meta in cui porterà la sua piccola non appena crescerà un po’?

Beh, intanto a luglio la porterò a girovagare per la Grecia, che mi sembra già un bel modo per cominciare a viaggiare. Tuttavia, il mio grosso progetto è un altro: riuscire a ricavarmi un lungo periodo sabbatico di cinque-sei mesi per intraprendere con lei e mia moglie un viaggio in quella parte di mondo nel quale mi trovo maggiormente a mio agio: il sud dell’Asia, nel tratto compreso tra Nuova Delhi e Jakarta.

Voglio tornare in Asia.

Voglio tornare a casa.

 

Oltre a scrivere in modo eccellette, a noi Marco sembra proprio una bella persona e sicuramente un ottimo papà. Sono contenta di aver letto il suo libro e di averlo conosciuto virtualmente.

Ecco a voi la pagina Facebook del libro, in cui potrete trovare tante informazioni e recensioni. Inoltre cliccando su questi link potrete acquistarlo sia in formato  Kindle che  Cartaceo.

 

Libro "Lo zaino è pronto, io no"

Dimenticavo… mi piacerebbe sapere la vostra opinione sui viaggi… solitamente preferite viaggiare con tutti i confort, o zaino in spalla e via…come il nostro Marco?

Su con i commenti!!

A presto,

Vita Maria

Carissimi amici di “Scrivere a colori”, oggi vi propongo la ricetta di una semplicissima torta/panettone all’Ananas.

In questo periodo dell’anno, con il caldo, preferisco torte semplici o fresche, e la torta all’ananas è ideale per chi, come me, non ama le merendine industriali, e la mattina si vizia con una bella fetta di torta HANDMADE!

 

INGREDIENTI:
  • 3 uova;
  • un pizzico di sale;
  • 250 g di zucchero;
  • 100 ml di succo di ananas;
  • 100 ml di latte;
  • 300 g farina 0/0;
  • 16 g di lievito per dolci;
  • qualche manciata di zucchero di canna;

 

 

 

PROCEDIMENTO:

Unire gli ingredienti: zucchero, uova, farina, sale, succo di ananas, latte lievito, e mescolare per bene.

Imburrare la teglia (io ho scelto quella a forma di ciambella).

Cospargere la base con dello zucchero di canna, in modo che, scogliendosi, creerà una sorta di caramello. Successivamente disporre in verticale metà fatta di ananas (nella ricetta originale inserivano anche delle ciliegie alternate all’ananas).

Infornare per 40 min. A 180°C.

Servire con un po’ di zucchero a velo come guarnizione.

Fatemi sapere se la ricetta vi è piaciuta, e se volete rivedere le altre ricette pubblicate sul blog, cliaccate al seguente link.

 

BUONA MERENDA!

Vita Maria

 

 

Autore: Francesca Rossini, è un’insegnante del 205° circolo di Anguillara Sabazia, con la passione per la lettura e il disegno. Ha pubblicato i romanzi Phoenix-operazione parrot; Phoenix-persecuzioni; Mamma e papà sono single e il maestro parla strano. I suoi libri per bambini: Il mio amico Fiore; Brrr che paura!

Noi di scrivere a colori abbiamo avuto l’onore di intervistarla, se vi và di leggere l’intervista potete cliccare qui.

Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform

Data di pubblicazione: 17/06/2016

Formato: Libro Cartaceo

Descrizione: Questa è la storia di Angiolino, un ragazzino dalle orecchie enormi e pelose, che stufo di esser preso in giro dai bulli della scuola, decide di affrontare un viaggio lungo e pericoloso, pur di raggiungere Desiderio. Il mago potrà donargli delle orecchie normali. Durante il cammino però Angiolino si accorgerà che ci sono cose più importanti dell’aspetto fisico, quali l’amicizia, il coraggio, cercare di non aver paura, tutte cose che prima ignorava. Angiolino affronterà un viaggio in un mondo incantato dove scoprirà il valore dell’amicizia, ma non solo scoprirà anche che per vivere non conta l’aspetto fisico, ma bensì avere coraggio nell’affrontare i piccoli e grandi problemi della vita. Il potere dell’amicizia e del credere nelle proprie capacità.

Giudizio: Consiglio questo libro, perché attraverso esso i bambini possono imparare ad andare oltre le apparenze e ad avere più coraggio nell’affrontare le piccole difficoltà quotidiane.


 

Dove acquistarlo:  vi lascio il link di Amazon dove potete acquistare il libro se vi và.

Fateci sapere con un commento se il libro o l’intervista vi sono piaciuti.

Enisla Meca!

 

 

Scrivere una parola, semplice che racchiude in sé un valore importante.

Ci sono varie forme di scrittura che sono:

  • L’autobiografia: aiuta a guardarci dentro e capire, accettando ed elaborando il proprio passato;
  • Diario: è uno sfogo giornaliero su ciò che ci succede nella nostra vita, questa forma di scrittura viene usata anche da psicologi come terapia per i propri pazienti.
  • Il Blog: anch’esso come il diario una forma d’aiuto diversa e forse in un certo senso migliore perchè a differenza del diario ti mette a confronto con i lettori che leggendo ciò che si scrive nel blog può interaggire con commenti dando sostegno e supporto. A me personalmente il blog sta aiutando molto.

 

Quest’ultimo a me ha aiutato tanto. Ho aperto questo blog, che appunto si chiama “Scrivere a Colori” per sfogarmi. Ho avuto un periodo di stress tale che scrivere mi ha aiutato tanto.

Scrivere, ti può aiutare in questo senso affrontare momenti stressanti. Se avete un periodo di stress scrivere delle proprie emozioni, frustrazioni può aiutare.


Quindi se siete  arrabbiati e volete sfogarvi  ma non avete nessuno che in quel momento vi possa ascoltare? E queste forme di scrittura sono troppo impegnative, potete prendere un pezzo di carta ed iniziare a scrivere, scrivere, scrivere, finché non vi sarete sfogati.

Un foglio e una penna diventano ottimi interlocutori cui affidare i propri segreti più profondi aprendo le porte su se stessi sentendosi in questo modo anche meno soli.

Siete a tu per tu con penna e foglio non avete freni ed una volta finito sta a te se conservare il foglio oppure buttarlo, non importa cosa ne farete, l’importante è che vi siete sfogati.

Ma attenzione la scrittura può trasformarsi in un’arma a doppio taglio, se vedete che iniziando a scrivere affiorano emozioni troppo forti che  non riuscite a  controllare, allora è il caso che vi fate aiutare da uno specialista che vi può aiutare ad elaborare il vostro dolore.

La scrittura deve diventare una forma d’ aiuto e non una terapia per quello c’è bisogno di professionisti qualificati.

Un abbraccio e se vi và fatemi sapere che tipo di tecnica avete usato voi!

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