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Novembre 2017

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Carissimi amici,

se siete dei lettori assidui, ricorderete che noi di “Scrivere a colori”, abbiamo parlato dei prodotti Marbet Due qualche mese fa, quando abbiamo rinnovato completamnete un vecchio jeans, usando il saldastrappi glitter senza cuciture.

Già allora, avevamo capito quanto fosse seria questa azienda, e quanti capi in disuso avremmo potuto rendere nuovamente di tendenza usando i loro prodotti.

Oggi  parliamo di un accessorio molto versatile:

“La rosellina in Lapin”

All’interno della confezione, oltre alla rosellina in ecopelliccia, vi sono due diversi supporti in velcro: una spilla ed un elastico.

Così in un secondo è possibile intercambiare il supporto ed indossarsa come bracciale, spilla o fermacapelli.

“La rosellina”,  ha una grandezza di 8 cm ed è disponibile in più colori… uno più bello dell’altro!

Io ho indossato la mia, una prima volta come spilla per fermare la sciarpa durante il mio ultimo viaggio a Roma, e successivamente come bracciale per un evento davvero chic.

Che ve ne pare? Io me ne sono davvero innamorata, ed ho  deciso che ne comprerò altre due per regalarle il giorno di Natale alle mie amiche.

Penso sia un bell’accessorio, sfruttabile, alla moda, e di qualità (ricordo infatti, che tutti i prodotti sono rigorosamente MADE IN ITALY).

Potete trovare questo e tanti altri prodotti della Marbet Due, nei “Marbet point“, delle super mercerie!

Ecco anche i link alle pagine social dell’azienda, in cui troverete tanti contenuti interessanti, foto ed idee per il Fai da te.

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Alla prossima,

Vita Maria 

Solitamente sul blog parliamo di creatività, ricette culinarie, piccoli viaggi e famiglia; domani, però si celebrerà la “Giornata mondiale ONU in ricordo delle vittime della strada” ed io voglio scrivere quel che penso in merito.

In Italia si contano dal 2000 ad oggi,  circa 75.000 morti e 300.000 disabili permanenti, oltre a milioni di feriti. Una strage silenziosa che non conosce distinzione di sesso, età ed estrazione sociale. Ogni terza Domenica del mese di Novembre si vogliono ricordare tutte le vittime, e nello stesso tempo consolare le persone che hanno perso a causa di un incidente stradale una persona importante, e magari faticano ad andare aventi nelle loro vite.

Ogni giorno, nel mio piccolo, durante il tragitto casa – lavoro/lavoro – casa, percorro circa 40km.

Non sono poi nemmeno tanti… ma in quel piccolo tragitto per me è usuale vedere gente  con la musica alta, chi fa slalom tra le macchine per guadagnare qualche frazione di secondo, chi si fa selfie mentre guida, chi parla al telefono, e chi più ne ha più ne metta.

Questa stessa gente, presa da sè stessa, non si rende conto di poter essere causa di incidenti più o meno gravi e molto spesso coinvolgere altra gente, che ha la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Portare via ad altre madri i propri figli, separare grandi amori o addirittura condannare familiari a badare per sempre al proprio caro reso invalido da un incidente.

Io non voglio fare la ramanzina a nessuno, dico solo…

  • perchè mettersi il casco e poi lasciarlo slacciato? (2 ragazzini su 3 lo indossano così)
  • perché parlare con il telefono all’orecchio mentre si guida, quando esiste il viva voce e soprattutto, quando tutti i telefoni hanno in dotazione la cuffiette auricolari?
  • perché non svegliarsi 10 minuti prima del solito e godersi il viaggio…invece di correre per arrivare in tempo?
  • Perchè tenere un bimbo tra le braccia, quando esistono i seggiolini? Sono confortevoli e sono stati ideati proprio per tenerli al sicuro!

Potrei continuare all’infinito con i “perchè?”, ma in realtà sono domande a cui nessuno può rispondere.

Purtroppo vivviamo in un’era dove tutti siamo sempre di corsa, dove è figo il bullo, l’arrogante, ed è bello derapare, farsi vedere senza casco e senza cintura di sicurezza. Fregarsene delle leggi e delle regole… e tutti gli altri… beh sono sfigati.

Visto che domani sarà la “giornata del ricordo delle vittime della strada”, invece di piangerci addosso… pensiamo nel nostro piccolo a fare la differenza.

Iniziamo da chi ci sta intorno…  diffondiamo l’idea che lo sfigato è chi in motorino il casco non lo mette, o chi passa con il rosso perchè non vuole aspettare 10 secondi, mettendo a rependaglio la sua vita e di chi è nei paraggi.

Insegniamo ad i nostri amici, parenti, figli ad essere RESPONSABILI, CONSAPEVOLI, EDUCATI E COSCIENTI. 

Non è semplice, ma perché non provare?

Magari la mia riflessione non importerà a nessuno, e tanti penseranno che non è inerente al blog, ma tutti conosciamo qualcuno che ha sofferto o soffre a causa di un incidente stradale. Dobbiamo essere cittadini migliori, automobilisti, ciclisti e motociclisti migliori… UOMINI MIGLIORI.

Se vi va di condividere un pensiero, una riflessione e/o raccontare un episodio, noi siamo qua… pronti a leggere e commentare.

Alla prossima,

Vita Maria

Autore: Manuela Andriotto, classe ’71, nata a Merate in provincia di Lecco, Lombardia. Si è trasferita a Pavia nel 2012 grazie all’amore. Il suo sogno nel cassetto è sempre stato quello di scrivere ed è riuscita a realizzarlo con “Il Panda Bianco e Tatino Bellerecchie”, grazie anche all’aiuto dell’illustratrice Cinzia Miglio.

Il suo libro prende ispirazione dal suo cucciolo domestico e dal mondo che la circonda.

Illustratore: Cinzia Miglio

Editore: Print Service Editore

Data di pubblicazione: 2017

Formato: Libro Cartaceo

Età: adatto ai bambini di 3 anni letto dai genitori ed 8 se lo riescono a leggere da soli.

Descrizione: “Il Panda Bianco e Tatino Bellerecchie” parla della storia di una strana famiglia, che grazie all’amicizia e alla conoscenza reciproca, ha saputo ospitare un nuovo ma tanto diverso amico, e a insegnargli il rispetto per gli altri e per la vita.

Giudizio: Questo mostra non solo come può essere forte un’amicizia, ma anche come vengono trattati i cani da caccia. Ecco perché l’ho amato sin da subito, perché tratta argomenti molto forti ma con tanta leggerezza.

Dove acquistarlo:Amazon,

Per ulteriori informazioni visitare la pagina di Tatino Bellerecchie

Un abbraccio e al prossimo libro da

Enisla Meca!

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