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Ottobre 2018

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Carissime amiche, anche questo lunedì affrontiamo l’argomento Benessere.. lo facciamo parlandovi di un ortaggio che in questo periodo dell’anno vediamo praticamente in ogni angolo!

LA ZUCCA

 

La zucca,  protagonista della stagione autunnale, messa in primo piano dall’avvento dei festeggiamenti per la festa di Halloween, può vantare di essere un prezioso cosmetico grazie alle proprietà del Beta-carotene, delle vitamine A e C, del Magnesio, del Ferro e dei preziosi sali minerali in essa contenuti, che donano luminosità alla pelle e ai capelli.

Della zucca, in cosmesi non si butta via nulla!

L’olio di semi di zucca è un eccellente trattamento contro l’invecchiamento, ed è utile per contrastare l’acne e l’eccessiva produzione di sebo. La zucca è inoltre un ricostituente per i capelli sfibrati, infatti grazie agli amminoacidi e allo zinco stimola la ricrescita. I semi di zucca vengono utilizzati per peeling e scrub, allo scopo di eliminare le cellule morte dalla superficie della pelle. La zucca viene utilizzata in maschere viso dall’effetto antiossidante e anti-età grazie alla presenza del beta-carotene e della vitamina C che contrastano l’azione dei radicali liberi e nei centri benessere all’avanguardia viene impiegata anche come essenza nell’idromassaggio in quanto ha anche proprietà drenanti e disintossicante. Si ricorre alla zucca in caso di insonnia per le sue proprietà sedative, di scompensi ormonali, di parassiti intestinali per le proprietà lassative, di stati infiammatori di pelle e mucose.

Altre proprietà di questo allegro ortaggio  riguardano la salute: i grassi buoni in essa contenuti sono alleati contro il colesterolo e la pressione alta, mentre l’alto contenuto di fibre e acqua aiutano l’eliminazione delle tossine da intestino e fegato. La presenza del magnesio contrasta crampi muscolari aiutando la muscolatura a distendersi, il potassio favorisce la diuresi e contrasta la ritenzione idrica.

In cucina la zucca è la regina di risotti, ma viene usata anche per preparare gnocchi, ripieni, zuppe. L’estratto di zucca aiuta a controllare la nausea mattutina e i disturbi gastrici. La polpa della zucca inoltre ha proprietà antinfiammatorie, mentre la sua buccia ben lavata e poggiata su una scottatura aiuta a lenire il dolore. La zucca può essere consumata cruda per godere a pieno del suo apporto vitaminico ed è un alimento adatto anche ai diabetici. Eistono tantissime di ricette gustose che vedono protagonista la zucca… vi lascio qualche idea di Giallo Zafferano, per delle ricette da leccarsi i baffi! RICETTE ZUCCA.

COME SCEGLIERLA E CONSERVARLA

Facile da coltivare nel nostro territorio, ancor più facile è reperirla al supermercato dove, per sceglierla bene, basta darle qualche colpetto con le nocche ed ottenere un suono sordo.

La conservazione va fatta in luogo fresco, asciutto e buio o si avvierà la fermentazione; in caso di conservazione in congelatore è opportuno tagliarla a dadini e sbollentarla prima di congelarla.

E voi? La usate solo per le decorazioni, o anche per altro???

Fatemi sapere,

Aline

Carissime lettrici… manca davvero poco alla notte più spaventosa dell’anno e sono sicura, che concorderete con me quando dico che:

Il trucco per la notte di Halloween è praticamente IMMANCABILE!

Eccomi dunque pronta a proporvi qualche soluzione make up…

lo scorso anno, se ricordate, ho creato un make up ispirato ai ragni e alle fobie; quest’anno invece, ho  deciso di proporvi ben due opzioni!

La prima opzione è un po’  più complessa e prevede anche la necessità di qualche accessiorio:  “lI coniglio” che ho pubblicato qualche giorno fa sul mio blog personale Miriana La Bella.

La seconda opzione è invece un trucco occhi semplice e veloce. Un trucco che si adatta facilmente a qualsiasi tipo di costume di Halloween.

Che ne dite? Proviamo a rifarlo insieme???

Tempo necessario:

Velocissimo, pronto in 12 minuti!

Occorrente:

1. Primer

2. Matita nera

3. Ombretto nero

4. Ombretto bianco

5. Ciglia finte

6. Pennello a setole larghe

7. Pennello a setole piatte

8. Ombretto glitter viola (che come saprete è un colore di gran moda per l’autunno-inverno 2018-2019)

Iniziamo:

1. Stendete sulla palpebra un primer e con un pennello a setole piatte applicate un color bianco acceso

2. Con un pennello a setole larghe iniziate a creare un smokey Eyes sui toni del nero, partite dalla parte finale dell’occhio e arrivate fino alla piega della palpebra

3. Con un pennello pulito sfumate entrambi i colori , cercando di creare un effetto omogeneo

4. Bella zona interna della palpebra applicate un ombretto glitter fucsia.

5. Con una matita nera contornate la parte inferiore dell’occhio, cercate di uscire leggermente fuori , in modo di sfumare con un pennello .

6. Applicate delle ciglia finte, per far sì che il trucco risulti il più “macabro” possibile…

ed il gioco è fatto!

Spero che questo tutorial possa esservi d’aiuto…e non dimenticate di usare gli hashtag #scrivereacolori, #makeupacolori,  e di taggarci se rifarete uno dei miei trucchi o qualche trucco particolare.

Buon Halloween a tutti e al prossimo articolo,

Miriana .

Ebbene si Halloween è alle porte e non possiamo di certo farci trovare impreparate.

Ormai ci avviciniamo sempre di più alla notte del “dolcetto o scherzetto”, alla notte dove non si va a letto  senza aver raccontato una storia di paura,   il periodo dell’invasione delle zucche illuminate sotto i portici o sul bordo delle finestre..  eh si, parliamo proprio del 31 Ottobre, la notte di Halloween.

La domanda sorge in automatico…cosa dobbiamo indossare?

Sono molte le idee sugli outfit che possiamo trovare e non per forza devono essere travestimenti esagerati.  Basta qualcosa di   nero e qualche accessorio stravagante, come la  borsa, un paio di scarpe, un maglione a pipistrello, anche calze stravaganti. Tutto ciò renderà il vostro outfit perfetto per questa serata, in compagnia dei vostri amici, senza essere esagerate ma comunque chic sensuali.

Si sa la donna in questa notte diventa per definizione  una strega, ma come tale non può non avere degli accessori unici e sopratutto alla moda. Leggendo e sfogliando varie riviste troviamo le pandorine , che non si smentiscono mai, con una linea veramente da pauraLe Pandorine
· Mini Fur Studs Cuore-Viola
· Mini Fur Studs Champagne-Blues
· SelfieBAG Los Angeles metal bronze scritta “Witch”
· SelfieBAG London dark grey scritta “Halloween”

Per quanto riguarda le scarpe troviamo: Personal Shoes
#P5 arancione e nera; le troviamo con diverse stampe riguardanti la notte  Halloween..ma per chi volesse,  può indossare i bellissimi e amati Tacchi. Loro si sa, sono una parte fondamentale nella vita di una donna 😉

Un’altra semplice idea è quella di indossare un vestito rosso…( che sono sicura avrete già in armadio) e completare il costume con delle orecchie da Diavolessa sexy. Oppure abbigliamento nero e arancione, meglio se con pois (che si usano tantissimo in questa stagione)… per ricordare la famosa Zucca di Halloween.

E perchè poi, non sostituire la classica gonna con i nostri amati jeans?? Sappiamo che il jeans è il capo più versatile, giusto per  tutte le occasioni . Chi come me ama la moda sa che quest anno vanno molto le paillettes, bene, indossatele vi faranno luccicare e illuminare nella notte più paurosa dell’anno!

Il tocco in più? il jeans paillettato effetto push up che nonostante l’oscurità saprà risaltare la silhouette di tutte le streghette, molto meglio delle gambe nude; no?

Vi ricordo poi,  di commentare l’articolo su  Facebook con le foto dei vostri outfit  “spaventosi”, e/o di taggarci con l’hashtag #scrivereacolori.

A presto,

Daniela

Le bottiglie di acqua di plastica sono uno dei mali dei nostri tempi, che ci piaccia o no dobbiamo prenderne atto. Quando ero bambina a casa ricordo girare bottiglie di acqua sia naturale che frizzante di vetro, poi è stata la volta della comparsa sempre maggiore di bottiglie di plastica, fino alla quasi scomparsa delle bottiglie in vetro.

L’ Italia è la nazione europea dal maggiore consumo di acqua in bottiglia, ma è recente la diffusione della notizia che le bottiglie di plastica non siano poi così sicure. Possono davvero staccarsi delle microparticelle della bottiglia e finire nell’acqua?

La risposta è sì. Alle alte temperature microparticelle delle bottiglie in PET possono disciogliersi nell’acqua che contengono, per questo in ogni bottiglia compare la dicitura “tenere lontano da fonti di calore, in un luogo asciutto al riparo dalla luce solare”.

Numerosi studi condotti su campioni di acqua hanno evidenziato la presenza di particelle di sostanze che alla lunga sono nocive per l’organismo di anziani e bambini. Questo avviene perché spesso le regole di stoccaggio e trasporto non vengono rispettate, a discapito del consumatore.

Ma sapete cosa vuol dire PET? Le materie prime che compongono il PET derivano dal petrolio greggio; questo tipo di plastica è caratterizzata dall’elevata facilità di lavorazione del materiale. La data di scadenza sulla bottiglia indica appunto la maggiore deteriorabilità dell’involucro, della bottiglia, quindi della maggiore facilità di contaminazione del prodotto all’invecchiare della plastica contenitiva.

Ricordate inoltre di non riutilizzare le bottigliette di plastica , sia perché diventano un grande ricettacolo di germi, sia perché il riutilizzo di un materiale nato come usa e getta, può modificarne le caratteristiche permettendo che particelle di plastica entrino a contatto ol cibo con maggiore facilità.

Le bottiglie di plastica, come tutta la plastica in generale, sono un enorme problema per il nostro ambiente, un uso cosciente del PET è fondamentale in tempi in cui l’incremento dei consumi non rispetta le risorse del pianeta. A livello ambientale, l’inquinamento da parte del PET avviene sia in fase di smaltimento che in fase di produzione.

Il calore derivante dall’ustione delle plastiche che non diventa  energia si trasforma in inquinamento termico, quello che provoca il pericoloso innalzamento delle temperature; la plastica non essendo degradabile se viene abbandonata nell’ambiente permane in esso costituendo un pericolo per la flora e per la fauna.

Un uso consapevole può ridurre il problema anche se non può eliminarlo, pensiamoci, meglio la praticità o la salute nostra e del nostro ambiente?

 

 Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, il Libro che ha segnato una generazione!

Ero una giovanissima me quando presi tra le mani questo libro; Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino esce nel 1978, è un racconto autobiografico che nasce dalla collaborazione tra la scrittrice e musicista Christiane Vera Felscherinow – meglio nota come Christiane F. – e i giornalisti K. Hermann e H. Rieck. Proprio nel 1978 per due mesi Christiane F. venne intervistata dai due giornalisti e il capolavoro che ne venne fuori è il toccante racconto di una giovanissima dall’infanzia difficile, che affoga nel mondo della tossicodipendenza e della prostituzione: Il trasloco da Amburgo a Berlino per la 6enne Christiane è sinonimo di anni difficili e quando a 12 anni incontra l’amica Kessi farà conoscenza anche col mondo della droga; la discesa nell’inferno delle droghe è appena cominciata.

La ragazza vivrà la morte di persone a lei care per colpa della droga e ad essa si affida nel tentativo di morire anche lei, ma viene salvata e allontanata da Berlino nella speranza di riuscire a farla uscire da questo orribile tunnel.

Il libro in Italia viene pubblicato nel 1981 da Rizzoli. E nello stesso anno esce anche il film, tratto dal romanzo, Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Al successo degli anni 1978-1984 segue l’oblio e la ragazza ripiomba ella tossicodipendenza.

Nel 2013 Christiane F. esce con un nuovo libro, La mia seconda vita, che racconta i fatti della sua vita dagli anni ’80 ad oggi; in Italia è sempre Rizzoli a pubblicare il libro, nel febbraio 2014.

316 pagine che mi hanno allora tenuta incollata e che mi hanno regalato un ricordo indelebile di un mondo che si fatica a descrivere, ma che va descritto perché i tabù non hanno mai aiutato nessuno.

Quali sono i limiti che un giovanissimo è disposto a superare? Una narrazione reale di una cruda realtà sempre moderna. Pagina dopo pagina accompagni la protagonista negli angoli più bui di un’adolescenza che forse, narrandosi, vuole dare speranza.

Ad oggi il libro è disponibile nella versione cartacea ed e-book.

La lavatrice è una scelta importante quando compri casa.

Prima di acquistarla ci si pone tante domande.
Dove comprarla? Quale marca? Quale quantità?

Il mio consiglio è quello di pensarci bene è un elettrodomestico importante per la casa.

Quando andiamo a scegliere il modello di lavatrice è opportuno soffermarsi sulle caratteristiche tecniche come ad esempio:

Capacità di carico: Per la scelta della capacità di carico è opportuno che si faccia riferimento a quante lavatrici si fanno in media in una settimana e regolarsi di conseguenza. Io personalmente opterei per una di 10 kili in questo modo si possono lavare anche i piumini!

Anche se questo però comporta un aumento della bolletta perché : la capacità di carico indicata si riferisce al peso dei panni umidi, una volta lavati, e non asciutti al momento dell’inserimento. Il peso di carico e il livello di sporco possono influire sui consumi. Infatti, le lavatrici super size da oltre 10 kg di capienza possono provocare costi finali più alti rispetto ad una lavatrice con carico minimo di 3,5 kg.

Quindi una cosa da valutare bene, in base al carico di panni che abitualmente avete da lavare.

Velocità di centrifuga: Un modello di lavatrice con centrifuga da 1000 – 1200 giri, magari con la possibilità di regolarla oltre che di escluderla, è l’ideale. Potreste ad esempio aumentare la velocità nel caso di soli capi resistenti per far sì che asciughino più in fretta, oppure, potreste abbassare la velocità per evitare di rovinare un bucato di soli capi delicati.

Sistemi di sicurezza: le lavatrici sono provviste generalmente di misure di sicurezza anti-trabocco ed anti-perdite d’acqua; si tratta in pratica di sistemi di scarico automatico e di blocco dell’acqua in caso di malfunzionamento. Inoltre, il sistema antischiuma previene i guasti della lavatrice, impedendo l’accumulo di schiuma.

Consumo energetico: con un modello in classe “A+++” potremo spendere per l’energia elettrica un terzo in meno di quanto spenderemo con un modello di classe “A”, e circa la metà di un vecchio modello in classe “D”.  Se invece, le lavatrici non sono già programmate con funzioni Eco, è possibile programmare autonomamente il ciclo breve (15-45 min.), lavare a basse temperature (15-20°) oppure impostare la partenza ritardata da 1 a 24 ore per sfruttare le ore più economiche della giornata.

Possibilità di partenza ritardata: Come già detto precedentemente la partenza ritardata è importante perché da la possibilità di impostare il lavaggio nelle ore più economiche della giornata.

Disponibilità programmi: le lavatrici comuni sono dotati di molti programmi tra cui quelli eco. La cosa da tenere in considerazione sono i programmi che ti aiutano a risparmiare cioè quelli brevi, quelli a basse temperature e naturalmente quelli Eco delle lavatrici più avanzate.

Silenziosità: è una cosa importante soprattutto se hai una casa piccola.

Quindi è importante comprare una lavatrice con motore inverter piuttosto che con un motore tradizionale, che non solo rende la lavatrice più silenziosa ma anche con un minor consumo energetico.

La lavatrice serve a lavare i panni sporchi. Con il passare del tempo questo elettrodomestico si è evoluto dando vita alle “sorelle”:

  • lavasciuga;
  • asciugatrice.

Sono ottimi elettrodomestici se abiti in città e non hai molto spazio per stendere i panni.

Ma quale scegliere?

Se non vi è la possibilità di sovrapporre lavatrice e asciugatrice, la lavasciuga, rispetto a quest’ultima, mostra il vantaggio di essere meno ingombrante.

Ma se si ha spazio in casa è più consigliabile l’asciugatrice soprattutto perché nella lavasciuga, i capi da asciugare devono essere centrifugati almeno a 1.000 g/m, nel lavaggio continuo (lavaggio-asciugatura) bisognerà stare attenti a non inserire capi delicati che possono rovinarsi con la centrifuga.

Spero che con questo post vi abbiamo chiarito un po’ le idee su quale modello orientarci nell’acquisto della lavatrice.

 

 

Carissime amiche,

solitamente non vi parlo mai di Benessere, ma oggi, voglio raccontarvi la mia esperienza con la ZUMBA , ed elencarvi il perché secondo me è un’attività che porta benessere e buon umore.

Chi mi conosce, sa benissimo che non avevo mai praticato uno sport in vita mia!

Sempre svogliata ed incostante… preferivo limitarmi nel mangiare, e dedicarmi ad altre attività di svago. Un giorno… una mia cara amica, quasi per gioco mi ha invitata a partecipare ad una lezione di Zumba. Pensavo fosse l’ennesia perdita di tempo… ed invece, mi si è aperto un mondo!

Facciamo un po’ di chiarezza…

Che cos’è la Zumba?

La Zumba, è una lezione di fitness musicale di gruppo. E’ solitamente strutturata in un programma di 50 minuti e lo scopo principale, è quello di far lavorare i muscoli, divertendosi. In questo modo, lo sforzo fisico sembrerà minore. Fu creata dal ballerino e coreografo Alberto “Beto” Perez alla fine degli anni novanta in Colombia, e come le discippline nuove, è ancora in continua evoluzione.  Alla prima lezione,  la mia istruttrice disse:

” La Zumba, non va spiegata, va vissuta”

..infatti, devono essere le Zumbere a farsi coinvolgere dai diversi ritmi e seguire il più possibile le coreografie, senza stressarsi se un passo è giusto o sbagliato. (Per esempio io, i primi due mesi non riuscivo nemmeno a coordinare braccia e gambe, ma l’importante è non fermarsi).

Quali sono i suoi benefici?

  1. La cosa che penso interessi a tutte noi è che fa dimagrire! Tutto dipende dall’intensità con cui si effettuano gli esercizi…ma vi assicuro che non ho mai sudato così tanto. Ogni lezione, fa smaltire circa 9,5 colorie al minuto… quindi il metabolismo risulta sicuramente aiutato, nonostante ciò, bisogna sempre stare attenti anche ad associare alla Zumba una sana alimentazione.
  2. Riduce lo stress. Essendo un allenamento divertente ed allegro, vi renderete conto che i minuti di lezione voleranno tra risate, chiacchiere e spensieratezza. L’atmosdera che si respira, è quella di una festa! Vi posso giurare che vi sentirete attivi e pronti per affrontare qualsiasi cosa dopo la lezione.
  3. Migliora l’attività cardiovascolare.  Come anticipato prima, la lezione segue una sorta di “circuito”, per allenare tutti i muscoli nel modo migliore e ne consegue quindi il migliramento del flusso cardio -vascolare. Inoltre grazie alla giusta respirazione, la capacità polmonare le trarrà beneficio.

Chi può praticare Zumba?

TUTTI !!!

Esistono diversi tipi di Zumba:  la Zumba Kids adatta ai bambini, Aqua Zumba da praticare in piscina o al mare, Zumba Gold con esercizi ideati per gli over 65, Zumba atomic per i ragazzini, Zumba Tonic per tonificare i muscoli ecc ecc Ormai il successo di questa discipplina è planetario…e per questo le novità sono sempre dietro l’angolo…

Come farla?

In realtà è possibile praticarla anche da casa, in completa autonomia grazie a DVD  e/o video online che spiegano passo passo le coreografie da ballare, ma se posso dire la mia opinione… prendetevi un’ora per voi e seguite un corso in qualche palestra o scuola di ballo! Avendo una istruttrice/un istruttore a vostra disposizione, capirete i vostri errori, imparerete meglio le coreografie e soprattutto vi divertirete di più perché condividerete la “festa” Zumba con altre persone.

L’occorrente??? Abbigliamento sportivo, acqua, asciugamento e spensieratezza!

Che aggiungere? Incostante come sono, non avrei mai pensato che questa disciplina riuscisse ad entrarmi nel cuore…ed invece, adesso aspetto con anzia i giorni delle lezioni…e devo dire, che i risultati si vedono!

Buon divertimento!

Vita Maria

Halloween – La notte delle streghe (1978) Il cult horror di John Carpenter torna su grande schermo a 40 anni dall’uscita in sala in versione restaurata e rimasterizzata!

Titolo originale: Halloween- La Notte delle Streghe!

Anno: 1978

Genere: Horror

Durata: 91 minuti

Regia: John Carpenter


Uscita: 15/ 16 / 17 nelle sale dopo 40 anni

Distribuzione: Pic

Consigli per la visione: non adatto ai bambini

Produzione: Compass International Pictures. QMI Stardust riporta in sala Halloween – La notte delle streghe solo per tre giorni, dal lunedì 15 a mercoledì 17 ottobre, il classico di John Carpenter datato 1978 nella versione restaurata e rimasterizzata creata per festeggiare l’anniversario in tutto il mondo.

Curiosità sul Film: Distribuito in sala per la prima volta il 25 ottobre 1978 in Missouri, Halloween – La notte delle streghe di John Carpenter in poco tempo divenne un grande successo e quindi un vero cult.  

Girato in soli 20 giorni e costato 300 mila dollari, fu distribuito in tutto il mondo con un incasso di oltre 70 milioni, diventando in breve tempo un grande classico. Merito di un incipit sorprendente, dell iconica e ipnotica colonna sonora (scritta dallo stesso Carpenter), di un cattivo mascherato ed eterno come Michael Mayers e dalla presenza di una giovane Jamie Lee Curtis.

Un film che ha scritto le regole degli horror a venire, inaugurando di fatto il genere slasher movie.   L’uscita della versione originale di Halloween – La notte delle streghe (1978) arriva nei cinema poco prima dell’uscita del nuovo Halloween (2018) diretto da David Gordon Green, dove Jamie Lee Curtis e Nick Castle riprendono i ruoli rispettivamente di Laurie Strode e Michael Myers per tornare nella cittadina di Haddonfield, dove tutto ebbe inizio.

Trama:  Michael Myers, ha trascorso gli ultimi 15 anni rinchiuso in un sanatorio sotto le cure dello psichiatra infantile Dr. Sam Loomis. Il 30 ottobre 1978, Myers fugge e fa ritorno a casa, trasformando la notte delle streghe in qualcosa di molto più sinistro…

Perché andarlo a vedere? La notte delle streghe si avvicina… Quale modo migliore per prepararsi a Halloween se non accorrere in sala a vedere uno dei cult horror di tutti i tempi? Se siete amanti di questo genere, questo film fa per voi!

Biglietti ed elenco sale su www.stardust.it

Il film partecipata al concorso “gioca il biglietto” info su www.stardust.it

Carissime amiche ed amici,

In questo articolo, vi parlerò di “Atto di Fede”,  un romanzo di formazione,  scritto da Marco La Paglia, ed edito da: Herkules Books.

Il libro, fa parte della collana “Bianco H“, spazio dedicato dalla casa editrice ai libri di narrativa, poesia e ai saggi; ed è stato pubblicato proprio qualche mese fa…

SCHEDA TECNICA:

Titolo: “Atto di fede”;

Autore: Marco La Paglia;

Editore: Herkules Books;

Genere: Narrativa Romanzo di formazione;

Data pubblicazione: 10 Luglio 2018;

Pagine: 198;

Formato: Cartaceo;

Prezzo: 14,90€;

TRAMA:

Andrea è un ragazzino cresciuto tra i boschi insieme alla madre. Innamoratosi di Aidoann, appartenente ad una famiglia di nomadi, abbandona la propria casa per ritrovarsi coinvolto in una serie di eventi drammatici che hanno in qualche modo, come sfondo, le vicende della nostra Italia.

RECENSIONE:

Come tutti i Romanzi di formazione, questo libro in realtà racconta la crescita e la maturazione di Andrea. Questo bambino, privato dalla madre,  del seme della scoperta, trascorre gran parte dell’infanzia, “dentro ad una cupola di vetro”, ignaro di tutto ciò che accade nel mondo; vivendo in modo monotono,  ma sicuro. Quando incontra per caso Aidoann, una bambina scaltra, vitale, così diversa da lui, ne rimane affascinato…tanto, da decidere  di partire insieme alla chiassosa carovana della ragazza, alla scoperta del mondo.

La storia è ambientata perlopiù a Genova, negli anni della II Geuerra mondiale.  Ho amato in modo particolare le dettagliate descrizioni dei luoghi e la scelta di inserire nel testo alcune parole e frasi in dialetto genovese. Con queste scelte, Marco La Paglia ci mostra parte del suo background personale. Un uomo amante delle sue origini, della sua città, che ci tiene a ricordare alcune pagine orribili della storia mondiale, e a farci riflettere oggi… per non farci ricadere negli stessi sbagli fatti dai nostri avi.

La parola che penso possa legare tutti i capitoli del libro è: “Perdita

Andrea, perde la sua innocenza nel momento  in cui decide di disobbedire alla madre e di passare le sue giornate nel bosco. Poi con la vicinanza di Don Vito e dei suoi “dipendenti”, si trasforma in un vero e proprio fuorilegge.  Insieme ai suoi anni migliori, perde gli affetti, gli amici… l’amore, e divenuto adulto, sente finalmente il bisogno di raccontare la sua storia e  in un certo qual modo di “redimersi”. Consapevole che la sua vita è ormai giunta agli sgoccioli, rivela a Zaira gran parte della sua storia. Fino ad arrivare all’ennesima perdita…

Il libro può essere definito una “Metanarrazione“, è composto cioè da un racconto nel racconto. L’autore ci racconta la storia di Andrea, ma al contempo Andrea racconta la storia della sua vita a Zaira. Questa particolare scelta narrativa, fa in modo che la lettura risulti più coinvolgente e stimolante… (un libro da leggere tutto d’un fiato!)

Come abbiamo potuto vedere, i temi affrontati sono molteplici: le  discriminazioni raziali, la criminalità organizzata, il terrore psicologico, l’omertà, le atrocità della guerra, ma anche l’amore e la speranza.

Infatti, nonostante tutte le sue perdite, alla fine, il messaggio che traspare è di speranza.

 “Ho imparato che vivere è un atto di fede. E quando dico fede non intendo una fede religiosa, o almeno non solo quella. Bisogna avere fede, fiducia e tutto avrà un senso. Solamente l’amore ci può salvare, può cambiare il nostro modo di guardare il mondo, renderlo migliore.”

Non vi nascondo, che non appena letto questo libro, da grande fan di Luciano Ligabue, ho colto da subito un riferimento ad “Atto di Fede” una canzone del 2010, contenuta nell’album: “Arrivederci, mostro!”.  Sia nel libro, che nel testo della canzone si dice che “vivere è un atto di fede”….e di fede, Andrea nella sua vita ne ha dovuta avere davvero tanta! Nonostante tutte le sue disavventure, lui non si è mai arreso. Ha sofferto, si è sentito solo, è stato umiliato, ma ha anche gioito, amato, riso e sperato…HA VISSUTO A PIENO TUTTI I GIORNI DELLA SUA VITA!

Volevo spendere ancora due righe per parlarvi della splendida copertina.  Sullo sfondo troviamo l’antico porto di Genova al tramonto, ed in primo piano un giovane con la testa china, e lo sguardo basso verso il mondo. Si tratta di Andrea, un sopravvissuto…che nonostante abbia vissuto una vita così travagliata, cerca il modo per rendere migliore il mondo…cerca… il suo “atto di fede“.

CONCLUSIONE:

Questo libro  ci mostra le emozioni, i pensieri, le sensazioni ed i punti di vista,  dal momento in cui si insinuano nella mente del protagonista, fino a che, ormai maturi, prendono libero sfogo nel suo racconto.

Atto di fede” a mio avviso, è un libro indicato sia ad un giovane lettore (che potrà scoprire grazie ai racconti di Andrea  sfaccettature inedite della storia d’Italia e d’Europa),  sia ad un lettore maturo, che potrà immedesimarsi e richiamare alla memoria, ricordi di un’epoca che sembra distante anni luce da noi, ma che in realtà… è stata vissuta dalla maggior parte dei nostri cari.

Che aggiungere? Per me, è un libro CONSIGLIATISSIMO!

Se con la mia recensione vi ho incuriosito, potete acquistare il libro anche online, e farlo arrivare comodamente a casa vostra o dei vostri cari! -> Acquista ora<-

Buona lettura,

Vita Maria

Quando la data presunta del parto si avvicina, la futura mamma brama e teme quel momento, ma quando la data passa senza che nulla accada, è lì che nasce il desiderio di smuovere le cose. Ecco allora comparire all’uscio gli svariati consigli di presunte tecniche per avviare il parto.

Il più noto è senza dubbio quello di ‘scomodare’ la luna; purtroppo per noi donne non c’è alcun fondamento scientifico a sostenere una connessione tra la fase lunare e il concepimento e la nascita dei bambini. Personalmente ho passato ben 3 lune e ogni volta dormivo beata. Concordo, non vi fidate e affidate alla luna.

“Lava i pavimenti” consigliava la bisnonna dei mie bimbi, già la sindrome del nido ci spinge a sistemare e pulire oltremodo, affaccendarsi per di più per stimolare le contrazioni avrà come unico risultato di farci stancare, e ciò non è cosa buona e giusta a ridosso comunque di una nascita. Lassate perde, io ho pulito e contropulito ma non è nato nessuno prima del tempo naturale della cosa.

Oh!!! Camminare a passo sostenuto e fare le scale, recita un altro consiglio; al massimo avvertirete qualche contrazione in più ma a nulla serve. Parola di chi ha fatto il solco ai Gigli di Sesto Fiorentino e sulle scale interne di casa (col mocho in mano, che two is melio che one pensavo) ma nulla, al massimo panciotta dura ma nessun parto avviato.

Il consiglio di fare bagni caldi l’ho personalmente abbattuto quando in travaglio per la prima volta venni spinta a fare docce calde per sopportare meglio il dolore; altro che spronare il travaglio il calduccio è una tecnica di rilassamento.

Bere l’olio di ricino. Beate voi che ne avete il coraggio! Io solo sotto tortura, e poi e poi. L’olio di ricino stimola l’attività intestinale e ciò potrebbe di riflesso indurre contrazioni. Ho avuto il dispiacere di provare dopo intossicazione alimentare da pranzo in un ristorante, credevo davvero avrei partorito antetempo; dopo tale esperienza non ho intenzione di provare con l’olio di ricino.

Il sesso; questo l’ho provato, e ha funzionato per metà perché io sono sempre molto (S)fortunata. Nello sperma sono presenti le prostaglandine ma la loro stimolazione ad avviare il travaglio ha luogo solo se il collo dell’utero è nelle condizioni di ‘recepire il messaggio’. Questa tecnica mi fu consigliata dal mio ginecologo, sembrava piacevole. Il mio travaglio si avviò ma si bloccò dopo 7 ore e mi tocco l’induzione con ossitocina essendo ormai già a 4 cm di dilatazione.

Ecco io vi ho chiarito un po’ le idee, fate vobis e consiglio mio: riposo, sesso, sana alimentazione, coccole, cura della persona; ‘na mano santa!

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