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Novembre 2018

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Carissime amiche, era da tanto che sul blog non si parlava di creatività e “Fai da te“…ma quale periodo dell’anno, è più indicato per sprigionare la fantasia e gli “attacchi di arte”, se non il Natale?!

Eccomi quindi, pronta a raccontarvi passo dopo passo, come ho creato una ghirlanda di Natale, riciclando i tappi di sughero.

Qualche settimana fa, sistemando il garage, ho ritrovato un sacchetto pieno zeppo di tappi di sughero. Quando ero piccola li collezionavo,  e con il passare del tempo li ho conservati in attesa di un’idea che mi portasse a riciclarli per creare qualcosa di nuovo. Visto che lo scorso anno la mia ghirlanda si è rovinata, e  che sarei dovuta uscire per comprarne una nuova, ho deciso di  creare da zero la mia ghirlanda natalizia interamente in sughero.

OCCORRENTE:

Tanti tappi di sughero uguali tra loro! (io ho preferito quelli da spumante);

Colla a caldo;

Nastri colorati;

Cartone;

Raffia;

Forbici;

Fil di ferro;

Foglie di Alloro o Vischio;

TUTORIAL:

Sono solo pochi steps!

Il primo passo, è quello di creare su un cartoncino la sagoma rotonda della ghirlanda. Le dimensioni variano a vostro piacere… io l’ho ritagliata 25 x 25 cm. (Ricordate di scegliere un cartoncino abbastanza resistente, perché  altrimenti rischiate di romperla in men che non si dica). Se avete poca pazienza, in alternativa si può acquistare una sagoma per ghirlande in polistirolo già pronta.

Una volta ricavata la nostra sagoma,  facciamo una prova su come posizionare i tappi, e non appena sicuri che il numero sia sufficiente a ricoprire tutta la ghirlanda li  incolliamo con la colla a caldo.  Io ho creato due cerchi di tappi: il primo incollandoli  in verticale,  ed il secondo in orizzontale cioè alternando una testa ad un gambo. Sempre con la colla, decoriamo la ghirlanda con dei nastr,   foglie di Alloro e la raffia.

Infine, per poterla appendere, è necessario creare una sorta di uncino o un’asola, con il fil di ferro… (dipende da dove vorrete posizionarla).

Che ne dite? Vi piace?

PS.  Ho ancora tantissimi tappi da riciclare, se vi va…lasciate un commento con un’idea che vorreste vedere realizzata, e spero di potervi accontentare presto!

 

 

 

 

 

Vita Maria

Oggi parliamo dei chakra. I chakra sono centri energetici (immaginiamo dei turbini) che aiutano a ricevere canalizzando l’energia dall’universo.

Non si sa esattamente quanti sono noi, conosciamo e parliamo dei principali 7 che sono localizzati lungo la colonna vertebrale.

 

                                           1)  Muladhara – Primo Chakra

Detto chakra della radice dove risiede l’energia della Kundalini 
Nel corpo è alla base della colonna (nel perineo) e sono ad esso collegate le ghiandole surrenali.

***kundalini viene rappresentato da un 🐍 ed è l’energia vitale che tiene tutti gli esseri viventi attraverso inspirazione ed espirazione***

Muladhara è collegato alla terra e a tutto cio che è solido e stabile pertanto inevitabilmente rappresenta il radicamento e l’istinto di sopravvivenza. 
La necessità di sicurezza.

 Il mantra per attivarlo è LAM 

Le disfunzioni più visibile sono l’egoismo, l’aggressività e l’insicurezza. Il chakra armonico invece ci rende fiduciosi e con una forte energia vitale 

Qualche asana per riequilibrarlo sono: 
#Mahamudra: seduti con una gamba tesa e l’altra piegata in modo che il tallone sia sotto il gluteo, espira e prendi il piede della gamba dritta a terra guardando avanti;
#Virabhadrasana1: il famoso guerriero
#Garudasana: la posizione dell’aquila, braccio destro sotto il sinistro, gamba destra sopra la sinistra in una posizione di forza ed equilibrio.

2) Svadhisthana è il nome del secondo chakra.

Conosciuto come chakra sacrale. Si trova sotto l’ombelico, e vista la sua posizione centrale viene inteso come fulcro delle emozioni. Il suo elemento è l’acqua e il colore è l’arancione. È collegato alla reale espressione del nostro io e alla nostra creatività.

Mantra per attivarlo: Vam

È il chakra del piacere sessuale e dell’appagamento in tutte le sue forme.

Il chakra bloccato si ripercuote nella nostra sfera emotiva rendendoci schiavi dell’istinto e rabbiosi 
Momenti euforici seguiti da tremenda apatia e sentimenti negativi che ci impediscono di essere razionali

Le asana utili per questo chakra sono;

Cobra  BHUJANGASANA: A pancia in giù con i palmi delle mani a terra ( mani ben aperte ) al altezza delle spalle, gambe distese e collo del piede rilassato al tappetino.
Inspira e allunga le braccia cercando di distenderle alzando il torace inarcando la schiena. Rilassa le gambe e i glutei. Fingi di avere una pila al altezza dello sterno e di voler illuminare difronte a te! Spara luce dal petto!
La zona pelvica deve restare appoggiata al suolo.
Testa indietro rilassate e spalle lontano dalle orecchie 
Espira e torna lentamente alla posizione iniziale.
Baddha Konasana: Seduto comodamente schiena e collo allineato.
Piega le ginocchia e avvicinale al tappettino, fai toccare le piante dei piedi.
Con le mani avvicina i piedi e le caviglie al bacino.
Rilassa braccia e spalle cercando di allontanare queste ultime più possibile dalle orecchie.
– Le contrazioni di Kegel sono utili per migliorare il pavimento pelvico.
L’allenamento è semplice e può essere fatto in qualsiasi momento.
Contrazioni volontarie ( a vescica vuota ) di 5/10 secondi per 10 volte da ripetere 2/3 volte al giorno!
Per identificare qual’è il pavimento pelvico e il suo grado di ‘tonicità’ prova a bloccare la pipi … ci riesci?


3) Maniupura ecco il nome del terzo chakra detto anche chakra del plesso solare.

Il suo nome significa: “la città del gioiello splendente” in riferimento al nostro EGO e alla nostra realizzazione personale.

Collegato infatti ai nostri sogni, ambizioni e desideri

Si trova tra sterno e ombelico subito sotto il diaframma.

Il Mantra per attivarlo è: RAM 

L’elemento associato è il fuoco  il colore giallo  lo associa facilmente al energia solare .
Collegato alla digestione inteso come processo per trasformare la materia in energia.

Avere il terzo chakra bloccato influisce su come vediamo la vita. Ci apparirebbe deludente, poco appagante … apatica.
Al contrario, un chakra troppo attivo ci rende ipercritici.

Per lavorare su questo chakra ci viene a supporto anche il Pranayama con una respirazione ‘attivante’ come il Kapalahanti, chiamato appunto respiro del fuoco.

Qualche Asana utile
Navasana: posizione di forza a livello addominale. Distesi a pancia su portiamo gambe tese e torace chiudendoci a V mantenendo la schiena dritta.
Trikonasana e Parvitta Trikonasana: due triangoli ( parvitta è ‘revolver’ quindi abbiamo una torsione del busto ).

4) Anahata: il quarto chakra … il chakra del cuore 💓

Sede del  prana nonché fonte del vero amore e di ogni sentimento.

 Il suo mantra é YAM 

É un chakra potentissimo che fa da ponte tra i 3 chakra sotto ( terra ) e i tre sopra ( cielo ). #corpo e #mente in questo chakra cercano l’equilibrio.

Il primo sintomo di una carenza di Anahata è quello di abbattersi senza motivo , il secondo è il rifiuto di farsi toccare, di ricevere manifestazioni d’affetto.

Anahata é collegato al #prana e al respiro. Avere fiducia in se stessi, a lasciar andare, e respirare a pieni polmoni… essere coraggiosi nel voler accogliere l’energia e di affrontare il rischio di non riuscire ed esplodere.

Per riequilibrare Anahata una delle soluzioni più semplici é  sdraiarsi a terra per  meditare con il capo rivolto ad Est, occhi  chiusi.

Una pratica consigliata é quella del Khatu e Pranam.

Un flusso armonico che si recita con un mantra che ha dell’incredibile per potenza e significato: Asato Ma.

Qui sotto vi linko la pratica ( é in inglese ):
https://www.yogaindailylife.org/syst…/…/level-7/khatu-pranam

La posizione dove questo chakra lavora é ustrasana ovvero la Camer Pose.
Se fatta intensamente solitamente da nausea e capogiri. Ultimata distendetevi in savasana e … respirate a pieni polmoni

5) Vishudda: il quinto chakra!

Il chakra della comunicazione che troviamo al altezza della gola.

Centro della parola e del suono permette di esprimersi e contemporaneamente alla capacità di ascolto e comprensione.

Collegato anche alla nostra creatività in quanto ogni attività creativa esprime noi stessi.

Il significato è quello della purificazione, e simboleggia la purezza.

Il colore associato è il blu  chiaro

Il Mantra per attivarlo è: HAM 

Sei prolisso? Poca capacità di sintesi? Fatica ad ascoltare il prossimo? Probabilmente il tuo chakra blu è iperattivo, al contrario se fai fatica ad esprimerti, sei molto timido … beh forse vishudda è bloccato.

Per riequilibrare il chakra della purezza, passa innanzi tutto dalla respirazione.

Eseguire l’ujjayi pranayama:
Inspira ed espira profondamente attraverso il naso per 5-10 minuti contemporaneamente contrai leggermente la gola di modo che il respiro suoni simile a quello di qualcuno che dorme profondamente.
Ora dirigi la tua attenzione completamente al suono del respiro nella gola. Questo modo di respirare acquieta la mente ed equilibra le emozioni.

Setu Bandhasana (Posizione del Ponte) con il sostegno delle mani.
Sdraiati sulla schiena, con le gambe piegate e i piedi sul pavimento, i talloni vicino ai glutei. 
Sollevate da tre a sei volte il bacino, durante l’inspirazione, e riportandolo lentamente a terra durante l’espirazione. 
Quando il coccige tocca terra si rilassano tutti i muscoli. 
La gola in questo chakra è “sigillata” e i muscoli del collo ben distesi.

6) Anja: il terzo occhio il sesto chakra

Posizionato al centro della fronte tra i nostri occhi 👀 nell’area delle sopracciglia.

In sanscrito vuol dire: percepire

Qui hanno origine le noste idee il nostro guru interiore .

L’elemento di questo chakra è luce e i colori associati sono l’indaco e il viola

Il chakra aperto ed equilibrato favorisce la nostra concentrazione ed intuizione e riflette la nostra armonia interiore.

Siamo piu consapevoli della realtà che ci circonda e ci permette di essere piu centrati senza badare ai bisogni momentanei.

So ham: qui e ora, questo è il chakra che ci permette di vivere questo concetto senza distorsioni.

Insonnia?  Nervosismo?   Paura? Attaccati al materialismo? Beh, forse il nostro 6 chakra è bloccato…
Il rischio a cui si incorre è quello di smettere di sognare … perdere l’intenzione a volare … 

Al contrario, se troppo attivo, rischiamo di essere impazienti ed egoisti lasciando che le nostre ambizioni prendano il controllo.

Mantra: AUM 

Per lavorare sul sesto chakra, Ajna, siediti in una posizione confortevole con la schiena ben dritta, socchiudi gli occhi e guardati la punta del naso .
Respira normalmente …
Lascia che i pensieri ti attraversino senza opporre alcuna resistenza, come fosse del vento che ti accarezza.

Garudasana la posizione dell’Aquila 
Dalla posizione di Tadasana, portate le mani in aria e con un ampio movimento portate il braccio sinistro sotto il destro, palmi che si toccano e mani all’altezza del visto.
Spostate il peso sulla gamba sinistra, ‘sedetevi leggermente’ mantenendo la schiena ben dritta e avvolgendo poi la gamba destra sulla sinistra ed agganciate il piede dietro al polpaccio.
Lavorate con gli addominali, schiena dritta e sedetevi piu che potete.
Allineate le anche e sedetevi ancora un pò!
Gomiti giu, … respira!
Occhi ben fissi di fronte a voi, respira e sorridi che la vita è meravigliosa!

7)Siamo arrivati all’ultimo chakra: SAHASRARA

Il chakra che ci collega  con l’energia universale, centro del pensiero e della comprensione. Attraverso il settimo chakra possiamo arrivare alla comprensione dell’Unità del Tutto .

È posizionato al vertice della testa e non è collegato a nessun senso specifico mentre è collegato alla ghiandola pineale o epifisi.

 Il colore è il Bianco 

Il suo significato in sanscrito vuol dire dai mille petali infatti in tutti i petali che lo rappresentano sono scritte tutte le lettere dell’alfabeto sanscrito ripetute 20 volte.

È il punto di arrivo del viaggio intrapreso da Muladhara ( il primo chakra ) che connette la Madre Terra al divino. Con i piedi per terra ma la testa nel cielo.

Quando è equilibrato raggiungiamo i livelli più alti di conoscenza trascendendo il dualismo; interno/esterno, micro/macrocosmo …

Vi è l’unione tra Shiva e Shakti ( il suo rivale ), gli opposti non esistono più ed ogni individuo è libero dalle proprie restrizioni.

Le principali disfunzioni sono legate ad un forte attaccamento al passato o al futuro, indifferenza, odio.

Il Mantra è OM 

Per esercitarlo la via migliore resta la meditazione, per la parte Asana lavoriamo tutte le posizione sulla testa.

Da Vajrasana ( seduti sui talloni ) inspira e allunga le mani verso l’alto, espirando poi porta la parte superiore del corpo ad appoggiare sulle cosce, testa sul pavimento.
Resta qui respirando per 4 minuti.

Appoggia mani e testa ( parte superiore ) al pavimento e con l’aiuto dell gambe che dovrai stendere solleva il bacino. Se riesco porta le mani dietro la schiena per entrare in Bhumi Pada Mastakāsana.
Resta in questa posizione semplicemente respirando.

Da qui, siediti nella posizione del loto ( o a gambe i crociate se c’è troppa tensione per te) e porta la mano destra al chakra sahasrara ( sopra la testa ) e una al chakra Manipura ( altezza dello sterno, il 3 chakra, plesso solare ). Resta in questa posizione respirando e ripeti per 27 volte il Mantra OM e visualizza l’energia che ti attraversa da un chakra all’altro.
Chiudi le orecchie con i pollici e recita ancora per 27 volte il mantra OM.

Ora semplicemente ascolta cosa succede … Magia !

Distenditi in savasana e rilassati!

 

Namastè

Ciao ragazze.. la mia più grande passione è la moda, e tutto quello che riguarda il mondo femminile, dal make-up, ai vestiti più stravaganti.

Mi piace leggere riviste che parlano di questo mondo,  ultimamente leggendo Donna Moderna  mi sono imbattuta nella sezione “tendenze”, e curiosa di sapere cosa avremmo indossato questo inverno, ho iniziato la mia ricerca online…

Curiose di scoprire le nuove tendenze??? Ecco un riassunto delle mie letture…

Premetto, che io amo il total black, senza dubbio, ma questo inverno diremo addio ai colori tradizionali dell’ inverno. Quest’anno la stagione più fredda si tinge dei colori dell estate, ma non mancheranno comunque i colori neutri, ottimi per ogni momento della giornata!!

I colori scuri di tendenza saranno :

  • Red pear che è un rosso leggermente opaco e scuro, abbinabile con il nero, panna e marrone
  • Ultra violet più impegnativa, ma comunque abbinabile, con il nero, giallo e beige
  • Martini olive, un colore piuttosto scuro ma facilissimo da abbinare.

Troveremo accenni di anni 80 che torneranno nei nostri armadi, con lustrini, pelle nera, accessori bon ton ispirati agli anni 50 che completeranno i nostri outfit, e ci sarà anche qualcosa del ”futuro” con asimmetrie e tessuti tecnici di quelli che si legano con un abbigliamento più sportivo… non saranno da meno, i tessuti che saranno in grado di avvolgerci con morbidezza, tra cachemire e soffici velluti.

Quindi questo inverno non potrà mancare nel tuo armadio tutto quello che adesso andrò ad elencarti:

  • POIS :Dopo i quadretti e le righe che abbiamo indossato a scorsa stagione, io non vedevo l ora che tornassero i tanti amati pois..in chiavo macro stile anni 80, o micro stile anni 60.. a voi la scelta 🙂
  • STAMPE: Felpe e t-shirt che parleranno. Stampe con messaggi o slogan, tu cosa aspetti a dire la tua??
  • CAPPA: Sicuramente vi chiederete cosa sia. Ebbene il capospalla cappa è quel soprabito dalle sembianze di una mantello o  poncho. il modo più glamour e cool per sconfiggere il freddo.
  • VESTITO DI CACHEMIRE: Questo non potrà mancare di certo nel tuo guardaroba, i filati più morbidi che ti coccolano da capo a piedi con abiti e maglie oversize che faranno spazio al classico maglione. Per un look raffinato e molto piacevole da portare.
  • QUADRETTI BRITISH: Non ci saranno solo i pois ma anche i quadri che avranno un posto nel nostro guardaroba. Per avere un tocco bon ton sceglieteli rigorosamente in stile british.
  • SCARPE A PUNTA: Dopo tanti anni, dove ormai eravamo abituate alla punta tonda, tornano alla carica le scarpe a punta. Le troveremo in pelle nera, con fibbie e borchie.. ci sentiremo tutte molto rock 😀
  • ASIMMETRIE: Questo è sicuramente il punto forte di quest inverno.. Asimmetrie, tagli obliqui, orli ”sfilacciati” questi ci proiettano direttamente nel ”futuro”
  • TESSUTI TECNICI, PVC: Qui parliamo ancora di futuro, si gioca con i tessuti. troviamo i tecnici,  rubati ad uno stile più sportivo , il pvc da indossare trasparente per giocare con i contrasti cangianti come l argento.. entra nel futuro e scegli il tuo preferito.
  • PELLICCE E GUANTI LUNGHI: Per un tocco glamour anni 50
  • PANTALONI TAGLIO MASCHILE E TAILLEUR: Sarà uno dei protagonisti di quest anno.. è tornato in pantalone con qualche taglio maschile che rende comunque l outfit comodo e anche un  tocco sexy.
  • FOULARD: Da portare annodato al collo, sarà uno degli accessori più usato, stile anni50
  • PELLE NERA: Giubbini, chiodini e sopratutto pantaloni di pelle tornano gloriosi per uno stile anni 80
  • PIUMINI PARKA: Realizzati in velluto, comodi e confortevoli ecco i nuovi parka e piumini per questa nuova stagione.
  • DENIM: Potete indossarli come volete ma fatelo dalla testa ai piedi. Il denim andrà sempre e comunque e farà sempre parte del nostro guardaroba. In questa stagione  lo troviamo ovunque per un total look patico e glamour.
  • SETA: per contrasti chic e per effetti molto cangianti, un capo in seta non può di certo mancare nei nostri guardaroba.

Questo amiche mie è quello che potremmo indossare in questo inverno freddo.. fatemi sapere se avete acquistato qualcosa da me suggerito e come vi siete trovate.. un bacio e buono shopping a tutte!!

S.O.S. COMPITI: IMPARARE A GESTIRLI EVITANDO URLA E STRESS

La scuola è ormai iniziata e con essa anche i problemi legati alla gestione dei compiti, un argomento molto dibattuto, che spesso ha dei grandi risvolti anche sulla vita familiare.
Sempre più frequentemente infatti i compiti a casa sono una delle maggiori cause di attrito in quanto, le ore spese sui libri, invece di essere un piacevole momento per stare vicino al proprio figlio, si trasformano in un’occasione di scontro e conflitto tra genitori e figli.
Ecco allora 3 pratici consigli per evitare pianti, urla e litigi.

 

  • IL VERO OBIETTIVO DEL “FARE” I COMPITI
  • I compiti hanno uno scopo ben preciso, e sono davvero utili, quando l’obbiettivo è ben chiaro al genitore.

 

I compiti per casa infatti servono innanzitutto per consolidare ciò che si è fatto durante le ore di scuola. Per questo motivo è importante che questi siano svolti dai bambini. Molti genitori invece fanno il brutto errore di sostituirsi al bambino, un po’ per la mancanza di tempo, un po’ perché non accettano che i propri figli facciano brutte figure con le insegnanti. Così facendo però perdono il reale obiettivo dell’esercizio, cercando a tutti i costi di “correggere” gli errori e puntando solo sul valore della prestazione. Ma, si sa, sbagliando si impara e talvolta è meglio che sia il bambino ad andare a scuola con qualche errore piuttosto che aver fatto correttamente, ma sotto dettatura degli adulti, tutti i compiti, senza aver appreso nulla.

 

  • La scuola deve essere considerata una responsabilità del bambino e lo stesso vale per i compiti, che oltre ad un’esercitazione, aiutano il piccolo alunno a sapersi organizzare, a diventare maggiormente autonomo e gli permettono di confrontarsi con la dimensione del dovere.

 

A maggior ragione ritengo che, sempre per lo stesso motivo di cui sopra, il genitore deve essere consapevole che, a volte, è meglio mandare il bambino a scuola senza che abbia svolto i compiti, ma aiutarlo a responsabilizzarsi. In questo modo sarà in grado di valutare i voti negativi e si organizzerà per porvi rimedio. Aiutatelo a ragionare su questo evitandogli inutili imbarazzi, piuttosto che fare i compiti al suo posto. Favorire l’autonomia aumenta la tenacia.

 

  • SOSTENERLO NELL’ORGANIZZAZIONE

 

Il ruolo del genitore, soprattutto nei primi anni di scuola, in cui il bambino non è abituato ad organizzare il proprio tempo in base ai compiti da svolgere, dovrebbe essere proprio quello di sostenerlo in questo percorso di autonomia.
Il primo passo per abituare i figli a svolgere i compiti senza troppe proteste, in modo sempre più autonomo, è quello di seguire una serie di semplici accorgimenti.

 

  • Pensate insieme a lui ad uno spazio idoneo, in cui il bambino non venga distratto continuamente da stimoli e rumori. Il luogo dove fare i compiti deve favorire la concentrazione. Una cameretta con i giochi sparpagliati per terra, una cucina con la tavola apparecchiata o un salotto con riviste e giornaletti disseminati ovunque, non sono di certo posti ideali per svolgere i compiti. Quanto più uno spazio è caotico, tanto più risulterà difficile per il bambino ordinare i propri pensieri.
  • Un altro importante dettaglio su cui il bambino va’guidato è il quando svolgere i compiti e programmate insieme a lui un piano delle attività. Per i bambino è molto importante l’organizzazione. Quindi concordate insieme un orario da dedicare ai compiti e insieme organizzate il tempo da dedicare ad ogni attività, sulla base della mole di lavoro da fare, delle scadenze e definendo delle priorità. Ciò permetterà al bambino di imparare ad auto organizzarsi e a saper gestire il proprio tempo.

 

Non dimentichiamo in questo lasso di tempo di inserire delle piccole pause tra una attività e l’altra: l’attenzione e il rendimento dei bambini nell’esecuzione dei compiti non possono durare per tutto il pomeriggio.

 

  • SAPER COMUNICARE E SOPRATTUTTO…DARE FIDUCIA!

 

Quando il bambino chiede aiuto o non capisce qualcosa, va bene assecondare questo bisogno, ma è importante farlo nel modo giusto. Rimproveri e urla servono soltanto a stressare il bambino e a minare la fiducia nelle sue capacità. Quello i genitori dovrebbero fare invece è esattamente il contrario: dare fiducia e evidenziare i risultati positivi.
Se il bambino fa un errore, invitatelo a rileggere e a capire che cosa sbagliato. Inutile invece mandarlo a scuola con i compiti perfetti, se poi non ha capito il concetto.
Il genitore deve offrire al figlio un sostegno emotivo alla sua fatica, mostrare comprensione e aiutarlo a sviluppare il senso di responsabilità e la capacità di applicarsi.
Inoltre, deve dare fiducia. E’ molto importante incoraggiare il bambino quando è impegnato nei compiti. Il genitore deve rassicurare il figlio con un atteggiamento positivo. Il messaggio che deve trasmettere è: “Ce la puoi fare!”.

 

  • Infine non dimenticate mai di attivare un ascolto attivo verso il bambino, in quanto il suo rifiuto nello svolgere i compiti potrebbe anche essere un segnale di disagio e non un semplice capriccio.

 

Oltre che cercare sempre di mantenere una comunicazione con il bambino potrebbe essere importante confrontarsi e parlare anche con gli insegnanti per capire meglio il contesto scolastico e della classe oppure se ci sono difficoltà nell’ apprendimento.
Se il bambino è in fase di opposizione con i compiti evitate di screditarlo con insulti, ricatti o punizioni perché questi non faranno altro che generare un ulteriore malessere e un senso di impotenza e rabbia nel bambino. Rischiando con il tempo di sviluppare una resistenza ancora più forte nei confronti della scuola.
Spero che questo articolo sia stato di vostro gradimento… attendo i vostri commenti per conoscere la vostra opinione! 
Rachele

Carissime amiche, anche oggi parliamo di Benessere.

Caratteristica di ogni donna elegante e ben curata, è quella di tenere in modo impeccabile le mani, per questo diventa importante conoscere bene cos’è lo smalto e da cosa è formato. Non tutti sanno che la maggior parte degli smalti comunemente utilizzati contengono sostanze tossiche!

Il toluene è la prima, si ottiene dalla distillazione del catrame e ha la funzione di sciogliere le sostanze cerose e oleose; disciolto è presente anche nella benzina. ovviamente è infiammabile e tossico se inalato in grandi quantità. Nello smalto ha la funzione di mantenerlo stendibile. Questo composto chimico oltre che negli smalti è presente anche nei solventi per smalti, si tratta di una sostanza volatile e incolore ma dall’odore caratteristico che fece la sua comparsa nel 1844.

La formaldeide, irritante per pelli, occhi e mucose, già da anni è inserita nella lista delle sostanze cancerogene. Prodotta dall’ossidazione del metano quando presente nei prodotti troverete scritto “evitare il contatto con la pelle”.

La canfora, pericolosissima per flora e fauna, provoca irritazioni a occhi e mucose, laringiti e problemi respiratori se inalata. Particolare attenzione va posta con i bambini e le persone sopra i 55 anni se esposti eccessivamente a questa sostanza.

Il DBP è un ingrediente vietato in europa per la sua tossicità; gli studi dimostrano effetti molto gravi durante la gravidanza, con aborti spontanei e malformazioni feto. Recenti studi dimostrano che ha grande capacità di penetrare nella pelle.

NOTA BENE:

Non è il costo dello smalto a farne un buon prodotto, alcuni smalti da oltre 18 euro contengono le sostanze sopracitate, quindi è bene sempre informarsi prima di fare un acquisto.

Oltre alla scelta di uno smalto privo di queste sostanze, buona norma sarebbe quella di lasciare almeno due giorni a settimana le unghie libere di respirare, applicando solo un olio protettivo naturale al 100%.

Personalmente tengo molto alla manicure, che curo in casa, con prodotti buoni ma dal costo contenuto. Informandomi, anche online, scopro sempre metodi nuovi, anche “Fai da te” che si rivelano un toccasana per le nostre mani… cioè  di uno dei nostri biglietti da visita.

Ecco la mia top 3!

  1. Yves Rocher;
  2. CND;
  3. Pupa;

Buona Nail art a tutte…e al prossimo articolo!

Aline

Carissime amiche, oggi vi parlo di un argomento che mi sta particolarmente a cuore…

CHE SIGNIFICA ESSERE BLOGGER?

Molto spesso, quando presentandomi dico che sono anche una blogger, scorgo nella faccia del mio interlocutore un misto tra stupore e scetticismo. Così, dopo mille ragionamenti, sono arrivata alla conclusione che tale atteggiamento è perché il più delle persone in realtà non sa nemmeno in che cosa consista l’essere blogger!

Pensano, che essere blogger significhi vivere di gift box, scattare migliaia di foto e fare solo le stories su Instagram...

ok, facciamo anche quello, ma in realtà E’ MOLTO MOLTO MOLTO DI PIU’!

Partiamo dalla base:

Per definizione, un blogger è colui o colei che  gestisce un blog, cioè un particolare sito internet, in cui vengono pubblicati degli articoli con lo scopo di informare i propri lettori, discutere, relazionarsi  e confrontarsi; in poche parole… una rivista online però interattiva!

Al pari del blogger, vi è il vlogger cioè un visual, che si dedica  a creare e condividere all’interno del suo blog soltanto contenuti visivi: foto e video e non testuali.

Si tratta quindi di veri e propri professionisti, che mettono le loro competenze a disposizione di aziende e/o altri liberi professionisti,  scrivendo e pubblicando degli articoli volti a parlare, informare e discutere con i lettori al riguardo di un prodotto o di una tematica.

Come funziona un blog?

E’ indispensabile dunque creare un blog. Anni fa, bisognava programmarlo da zero, ed era molto complicato…ma oggi è diventato facilissimo grazie a siti come: WordPress, Blogger ecc.

Dopo aver creato il blog, bisogna studiare come indicizzare il sito, compilare un adeguato piano editoriale, ed infine scrivere, scrivere, e ancora scrivere!

In contemporanea,  è necessario creare le pagine social a supporto, per facilitare la condivisione e la visualizzazione dei contenuti. Indispensabili sono le pagine di Facebook e di Instagram…molto utili in base al tipo di blog che si gestisce, anche gli account a Pinterest e Twitter.

Come ogni lavoro, il fine ultimo è naturalmente quello di monetizzare.  Ma come riuscirci? Beh vi sono diversi metodi… ed è il blogger a decidere come impostare il suo lavoro.

Advertising (sfruttare gli spazi del blog per vendere banner, recensioni, link altrui);

Influencer (Influenzare le scelte degli utenti, sponsorizzando alcuni prodotti/brand);

Inbound Marketing (usare il blog per essere trovati da potenziali clienti);

Cose da sapere:

Niente è lasciato al caso… ogni foto che vedete, ogni parola che leggete, è frutto di uno studio!

Quindi ricredetevi se guardando le stories, leggendo gli articoli o osservando le foto postate, pensate che quella sia semplicemente vita reale. NO!  Si mostra quel che si vuole mostrare…che sia esso un prodotto, un luogo o un personaggio poco importa, è sicuramente frutto di analisi dei dati, inventiva e tanto lavoro.

In questo lavoro più che in altri, è necessario saper lavorare in team. Riempire un calendario editoriale non è semplice, e pubblicare ogni settimana almeno tre o quattro articoli può diventare un grande impegno; per questo, c’è bisogno di collaborazione e organizzazione.

Bisogna essere in continuo aggiornamento: sì poiché il mondo virtuale è in continuo mutamento… e non appena pensi di aver capito come fare ad ottenere dei risultati, vi è già un nuovo algoritmo che stravolge le tue capacità, quindi bisogna stare sempre al passo con i tempi. Come? Apprendendo il più possibile… ascoltando seminari, webinair, partecipando ad eventi e confrontandosi con colleghi.

Conclusioni:

Essere blogger oggi in Italia, significa scontrarsi ancora contro chi non riesce a capire che si tratta di un lavoro a tutti gli effetti! Un lavoro 2.0, diverso, nuovo…ma che richiede: tempo, impegno, serietà e studio come qualsiasi altro posto di lavoro. Un lavoro dove si può “far carriera” solo se ci si differenzia dagli altri, o se sei il primo a fare qualcosa di diverso.  Chiara Ferragni docet!

Noi del team “Scrivere a colori”, siamo semplici donne accomunate dalla passione per la scrittura.  Anche se siamo ancora una piccola realtà, da qualche mese abbiamo attivato la sezione  “Unisci al team di Scrivere a colori“, ritenendo in questo modo di poter dare una possibilità  ad altre donne, di potersi avvicinarsi alla tecnologia, fare esperienza insieme a noi e cimentarsi con questa nuova professione.

Non vi nascondo che la maggior parte delle donne che ci contattano, abbandonano subito dopo, perché non abbastanza motivate, o semplicemente perché pensavano fosse tutto più semplice…che fosse un gioco e non un lavoro!

Ma noi non molliamo… anzi, stiamo cercando in tutti i modi di espandere le nostre competenze e diventare delle piccole imprenditrici.

Che dire, spero di aver fatto un po’ di chiarezza su questo lavoro così “chiacchierato”… e di avervi spiegato materialmente cosa facciamo noi del team! Come sempre, se vi va, potete commentare l’articolo dicendoci la vostra opinione sull’articolo e sul blog in generale.

Alla prossima,

Vita Maria

“Una mela al giorno toglie il medico di torno”

Non è solo un detto popolare. In questo articolo vi mostriamo quanto può far bene questo alimento…e come utilizzarlo nel benessere della persona!

Tutti desideriamo una chioma sana e folta, ma in pochi si prendono davvero cura dei propri capelli. Un rimedio naturale ed economico è senza dubbio l’uso dell’aceto di mele. Davvero? Proprio così, tra i mille usi dell’aceto c’è anche l’uso in campo estetico, ma ricordate di usarlo sempre diluito, mai puro o risulterebbe eccessivamente aggressivo per i capelli, fino a poterne addirittura alterare il colore.

Preparate una miscela con metà quantità di aceto di mele e metà di acqua. La quantità di aceto nella miscela può essere maggiore nel caso dei capelli grassi, mentre deve essere minore nel caso in cui i capelli risultino secchi. L’aceto di mele inoltre, grazie alle sue proprietà lenitive, aiuta a diminuire il prurito in testa e contrasta la comparsa della forfora, rendendo i capelli più luminosi e puliti.

Le sostanze preziose delle mele sono presenti in ogni parte del frutto; calcio, fosforo, magnesio, potassio, zolfo, ferro, fibre, sono nostri preziosi alleati e nell’aceto sono ancora più concentrate. L’aceto di mele prima di tutto fa bene alla digestione, ma è anche capace di attivare le difese immunitarie, stimola il drenaggio delle cellule adipose contrastando così la cellulite, osteggia la formazione dei calcoli e stimola il metabolismo, contribuendo al mantenimento del peso-forma. Grazie alla sua funzione disinfettante pulisce fegato e intestino dalle tossine e, per la presenza della pectina, contribuisce a tenere bassi i livelli di colesterolo.

Un valido sostegno anche per la pelle, in quanto l’aceto di mele ha proprietà purificanti e sgrassanti capaci di riequilibrare il PH naturale della pelle; l’aceto di mele combatte l’acne e i brufoli grazie all’acido malico e al suo potere antimicotico, elimina le tossine dal viso rendendo la pelle liscia e pulita, riduce i segni dell’età grazie alla presenza degli acidi alfa idrossi e combatte la comparsa delle rughe. Consiglio di eseguire una pulizia del viso fai da te con l’aceto di mele, ricco di enzimi naturali che nutrono la pelle in profondità.

Ultimi piccoli consigli: usate l’aceto di mele in caso di micosi delle unghie immergendo i piedi per 15 minuti in una miscela di due parti di acqua e una di aceto e poi risciacquate; versate 1 cucchiaio di aceto di mele nel dispenser del sapone liquido, avrete così un disinfettante naturale !

Al prossimo articolo,

Aline

MY KING – Down your hands from the throne #1 Hate Series


AUTORE:Lucia Tommasi

GENERE: Erotic/Mafia Romance

STORE: In esclusiva solo su Amazon

USCITA: 3 novembre 2018

BIOGRAFIA:Lucia Tommasi ha ventisei anni e vive in un piccolo paese della Sicilia. Ama leggere, scrivere e ama molto gli animali.
Fin da piccola ha sempre avuto una fantasia smisurata e non appena è cresciuta, incoraggiata dalle fan di Facebook ha iniziato a pubblicare, riscuotendo un moderato successo.

TRAMA: Lei è un male, lo so! Ma è il male che voglio, il male che mi fa stare bene.
Nick Sorento è il figlio di un noto boss di New York che possiede la zona di Manhattan, è da sempre in guerra con il suo rivale, Quentin Vos, che possiede la zona di Brooklyn.
Le due famiglie si odiano da tanti anni e crescendo anche i figli hanno continuato a farlo.
“Gli anziani”, la cerchia di cinque persone tra cui politici, massoni e importanti imprenditori che controllano New York, non ne possono più dei loro continui massacri, attirano troppa polizia, quindi vogliono mettere uno di loro sul trono.
Sarà un Sorento o un Vos?
Nick intanto aspira a quel posto, vuole riempire i suoi vuoti, vuoti che lo perseguitano da quando è nato.
Non ha avuto un’infanzia dolce, è cresciuto con intorno solo odio e sangue, quindi di conseguenza si è creato la sua corazza.
Le donne per lui sono solo un pretesto per soddisfare i suoi piaceri e riempire questo vuoto che sente da quando era solo un ragazzino.
Una sera però incontra per caso una mora bellissima, non è formosa e siliconata come piace a lui o come quelle che frequenta. Questa è una ragazza semplice e il fatto che lei a primo impatto lo respinge e lo ignora scatena in lui la voglia di averla.
Ma ben presto, forse quando è troppo tardi, scopre che quella donna è Vivyan Vos, la figlia di quella famiglia che lui odia troppo.
Cercherà in tutti i modi di togliersela dalla testa, cercherà di farle del male per ferirla e indebolire i Vos, ma la cosa gli si rivolterà contro perché quell’azione farà l’inverso, gli farà perdere la testa e di conseguenza la farà perdere anche a Vivyan.
Nick è sicuro di salire al trono, visto che ha ucciso l’unico erede maschio dei Vos, ma non sa che proprio Vivyan ha deciso di concorrere per quel posto.
Nick vuole essere il Re di quella città e adesso deve fare i conti con la donna che gli ha rubato l’anima e che ben presto gli ruberà anche la corona.

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Carissimi lettori,

oggi vi parlo della mia adorata terra, la Sicilia… e di una delle sue tradizioni più antiche: “la festa dei morti”.

In molte culture, i “morti” fanno un po’ paura ai bambini, ma in Sicilia, no! Addirittura si parla di “festa” e non di “commemorazione”… curiosi di sapere perché?

Negli anni passati, il rapporto con una persona cara dopo la sua dipartita era molto più vivo di adesso… si andava a trovarli al cimitero, gli si portavano fiori, candele e addirittura si mangiava sulla tomba o nella cappella di famiglia (tradizione in seguito proibita da un editto papale, ma tuttora viva in certi paesi della Calabria).  Andare al cimitero è sempre stato come “andare a trovare la zia lontana”… quindi ZERO TRISTEZZA.

Inoltre ai bambini buoni e ai poveri, veniva regalato il “Cannistro“, cioè un cesto di vimini pieno di doni di varia natura. Anche se a poco a poco sta andando nel dimenticatoio, soppiantata dalla più globale festa di Halloween,  ancora oggi capita di sentire qualche “Nonnino” o “Nonnina” che nel mese di  Novembre, si avvicina ai nipotini e dice:

“Che ti hanno portato i morti?”

Ma da dove arriva questa tradizione?

Le sue origini risalgono ad alcuni riti pagani, infatti, il 31 Ottobre per i celtici si festeggiava il capodanno, e in quell’occasione il principe delle tenebre, chiamava a sé tutte le anime e gli permetteva per un giorno di passare da un mondo all’altro. Nacque così i la notte di Samhain, letteralmente “di tutte le anime”.  Nel 835, papa Gregorio II, visto che la chiesa cattolica non riusciva a sradicare gli antichi culti pagani legati alla tradizione celtica, spostò la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio all’ 1 Novembre, con la speranza di riuscire, a dare un nuovo significato ai riti profani. L’intento del papa di sradicare questo mito non riuscì, e la chiesa aggiunse quindi, nel X secolo, la “Festa dei Morti” il 2 Novembre, in memoria delle anime degli scomparsi.

Differenze tra città e città:

Giuseppe Pitré,  racconta come, nel passaggio, leggenda vuole che i morti rubassero ai ricchi pasticcieri, fruttivendoli, commercianti, per lasciare regali ai propri cari in vita. Da qui nasce la tradizione della “caccia al tesoro” o di “apparrai i scarpi” per i bambini.

A Palermo, il primo Novembre, i bambini vanno a letto presto e  con un po’ di timore… se sono stati cattivi si risveglieranno con i piedi “grattati” da una grattugia (che fantasia!) se invece sono stati buoni…al risveglio troveranno la tavola imbandita con doni di diversa specie: dolci, abbigliamento, denaro, giochi e qualsiasi altra cosa si stata richiesta.

Nel Trapanese questi doni vengono riposti all’interno di scarpe nuove o nascosti in giro per casa. Se vi state chiedendo, come me, perché all’interno delle scarpe?! La risposta è semplice: già possedere un paio di scarpe nell’antichità era ritenuto un lusso, e averle anche nuove, non poteva che essere un ottimo augurio per il nuovo anno,  per una “buona camminata”.

Partinico, i morti indossano un lenzuolo e, a piedi scalzi recando una torcia accesa e recitando litanie, percorrono alcune strade cittadine, stessa cosa accade nel catanese, e per la precisione ad Acireale.

Tutti i bambini però imparano e ripetono quando sono a letto  questa semplice filastrocca:

Armi santi, armi santi  (anime sante)
Io sugnu unu e vuatri siti tanti: ( io sono uno e Voi siete tante)
Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai(mentre sono in questo mondo di guai)
Cosi di morti mittitiminni assai“(Regali dei morti mettetemene molti)

I morti “ritornano“, quindi per aiutare le nostre vite e garantire la prosperità. Loro, che stanno teoricamente nel sottosuolo, custodiranno i semi piantati, aiuteranno la germogliatura delle piante… e ci proteggeranno dall’oscurità della vita (non a caso, la tradizione vuole che si inizi a seminare i campi, solo dopo il giorno dei morti).

Il Cannistro dei morti:

All’interno del “cannistro”si mette in primis  la “frutta martorana“. Questo dolce di pasta di mandorle è squisito! Inoltre è molto suggestivo perché le famiglie si riusniscono qualche giorno prima e passano il tempo a  creare,pitturare e decorare con attenzione le varie forme. Inizialmente si riproduceva solo frutta… oggi invece si ricreano tutti i cibi,  dai vari tipi di pesce alle pietanze più moderne come Hamburger o muffin.

Un’altra tradizione, è quella di regalare all’interno del “cannistro”,”Il/la Pupo/a ri zuccaro” detto anche “Pupaccena”.  Si tratta di una statuetta creata in zucchero colorato. Un’antica leggenda racconta che un nobile arabo invitò a cena alcuni ospiti e il suo cuoco, visto le ristrettezze economiche del suo padrone, creò, con lo zucchero, una  statuetta, che fu tanto apprezzata dai commensali,  da qui il nome  “Pupi a Cena”. Originariamente avevano le sembianze di Santi, del Cristo risorto, di Ballerini o di una coppia di fidanzati: “u zito e a zita”; oggi invece si spazia.. dal personaggio del cartone animato di moda alla riproduzione dell’oggetto hi-tec.

Conclusione:

Che dire, io amo questo misto tra “sacro e profano” che si respira nella mia terra… e sapere che si tramanda il ricordo (positivo) di una persona dopo la morte, mi conferisce serenità.

Vi segnalo anche il  link all’articolo di Palermo viva,  in cui Andrea Camilleri racconta il ricordo del suo “giorno dei morti”.”

Nelle vostre città vi sono tradizioni come questa? Fatemi sapere con dei commenti…

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