Al sole sì ma protetti

Estate è sole. E il sole fa benissimo! Stimola la produzione di vitamina D e aumenta la produzione di endorfine per esempio.

Al mare, in montagna, in piscina o nel giardino di casa, quando ci si espone al sole è però importante per la salute della nostra pelle, farlo proteggendosi; in nostro aiuto vengono i solari, contraddistinti da diversi SFP – fattore di protezione solare – che non indicano come erroneamente si credeva che proteggono uno di più e uno di meno, ma che vanno ri-spalmati con frequenza diversa.

Mi spiego: l’SFP indica quanto tempo si può stare al sole senza scottarsi ma solo per abbronzarsi, a seconda del personale fototipo; quanto ci si abbronza dipende dalla quantità di melanina in corpo, non dall’SFP della crema solare che utilizziamo. Una buona protezione solare protegge dai raggi UVA, gli ultravioletti responsabili dell’invecchiamento cutaneo, e dagli UVB, responsabili invece delle scottature. Buona norma sarebbe iniziare ad esporsi con una protezione alta, per poi abbassarla gradualmente. Ormai tutti i solari sono “resistenti all’acqua” ma con ciò non significa che sono indelebili, quindi un conto è se ci si immerge qualche minuto per un attimo di refrigerio, un altro è se facciamo un lungo bagno al mare; nel secondo caso ricordate di rimettere la crema.

Nel caso dei bambini, la cui pelle è particolarmente delicata, è bene optare per una protezione 50+, quindi la così detta ‘totale’ sia sul corpo che sul viso, questo perché ha una durata temporale maggiore e non ci troveremo a dover spalmare bambini irrequieti mille volte ed eviteremo loro dolorose scottature ed eritemi.

Per avere un’abbronzatura perfetta non dimenticate inoltre la cura della pelle prima e dopo l’esposizione: scrub corpo e dopo-sole sono gli alleati che non possono mancare nella vostra estate.

Autore dell'articolo: Enisla Meca

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