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Silvia

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Yò è una start up innovativa che porta lo yoga e il benessere a domicilio, in azienda e ovunque le persone lo desiderano.

Con le palestre chiuse è quasi difficilmente mantenersi in forma, fortunatamente ci viene incontro google.

Andando a curiosare su Google mi sono imbattuta in un sito molto interessante, Yò lo yoga a casa tua.

Mi è piaciuto sin da subito, grazie al loro sito, semplice ed innovativo come la sturt up.

Cos’è Yò lo yoga a casa tua?

Yò è una comunità  d’insegnanti e praticanti uniti della passione, dalla condivisione, dalla competenza e dell’amore per lo Yoga; Per uno stile di vita sano e sostenibile.

Una piattaforma web che ha nel design ( usabilità ) e performance ( velocità e stabilità ) degli elementi chiave che consentono agli utenti di fruire con velocità  e chiarezza dei contenuti proposti.

Prenotare lezioni private con l’insegnante più vicino ed adatto.

Rimanere sempre aggiornati sugli eventi della community; A partire dalle lezioni di yoga sul terrazzo di Yò, una delle più belle viste di tutta la città di Roma.

La fondatrice del progetto, Margherita Picciolo, che in una vita precedente era una ballerina professionista, formatasi all’accademia il teatro della Scala.

Incontra lo yoga in Asia, dove vive per due anni, tra la foresta di Auroville, la Cambogia, il Sri Lanka e le risaie di Ubud, Bali.

Oggi a Roma, assieme ad un team di fotografi , sviluppatori e sognatori, decide di dare vita a Yò, lo Yogi a casa tua : www.yogiacasa.it

Il valore principale che Yò offre è il tempo.

Come Funziona Yò lo yoga a casa tua?

Attraverso il giusto matching tra istruttore e allievo; Lezioni individuali e percorsi specifici, personalizzati e disegnati intorno alle esigenze del singolo, Yò, intende rendere la pratica dello yoga ed i suoi benefici accessibile a tutti.

Favorendo l’instaurazione di quel rapporto maestro-allievo, necessario per il perseguimento di un percorso che garantisca il raggiungimento dei numerosi vantaggi, conquistabili solo con la giusta tecnica e gli strumenti adeguati.


Gli insegnanti di Yò lavorano con passione, Ognuno di loro porta nella pratica il frutto di tradizioni millenarie, in armonia con i valori e le idee in cui crede.


Ognuno mette a disposizione la propria esperienza e le proprie energie per creare una comunità vivace, attiva , accogliente e connessa.

Lo yoga ovunque vuoi!

Nel settembre 2019 Yò, lo Yoga a casa tua, ha vinto il Bando Pre-Seed sostenuto dalla Regione Lazio e dall’Unione Europea, volto a sostenere la creazione e il consolidamento di start up innovative ad alta intensità .

Spero che questo articolo vi ha incuriosito, per qualsiasi altra informazione potete andare sul loro sito www.yogiacasa.it

Se sei appassionato a questo argomento, puoi leggere i nostri articoli del nostro corso di yoga.

Bracciano, un luogo tutto da scoprire!

In un paese come il nostro dove ogni regione è ricca di posti da scoprire, oggi voglio offrire qualche spunto su alcuni posti da visitare nel Lazio.

Villa d’Este

Villa d’Este si trova nel centro di Tivoli (non mancate di fare una passeggiata nel centro storico poiché è molto carino e caratteristico) a pochi km da Roma, è patrimonio dell’UNESCO.

La visita viene fatta tramite un percorso che vi farà ammirare gli interni ed infine i meravigliosi giardini pieni di fontane una più bella dell’altra. 

Di solito in estate c’è anche l’ingresso serale.

Il Lago di Bracciano

Situato nel nord del Lazio, il lago di Bracciano offre la possibilità di visitare alcuni paesi caratteristici che si affacciano su di esso.

Partendo da Trevignano, situato sulla sponda nord, questo paesino dispone di una lunga passeggiata lungo il Lago, dove è possibile ristorarsi in una moltitudine di bar e ristoranti mentre si gode della bellissima vista.

Se vi trovate a passare di qui il giorno di ferragosto, la sera non perdetevi i fuochi d’artificio lungolago (per la festa dell’Assunta), ma organizzatevi per tempo se volete cenare lì, perché per l’occasione il paese si riempie di turisti che vengono dalle zone limitrofe.

Infine se vi interessano i rapaci, potete visitare i falchi di rocca romana (per info e contatti http://www.volorapaci.com).

Anguillara

Come secondo paese da visitare c’è Anguillara, sulla sponda sud, questo paesino proprio come il precedente ha una lunga passeggiata lungo il Lago, con in più una spiaggia dove talvolta è possibile vedere da vicino cigni ed anatre, che ormai sono abituati alla presenza delle persone e sono tutt’altro che timidi. 

Anche qui non mancano bar e ristoranti, e come potete immaginare dal nome del paese, la specialità qui è l’anguilla che viene preparata fritta, arrostita od alla cacciatora.

Bracciano

Infine c’è Bracciano, situato ad ovest più in altura rispetto al Lago, è un piccolo borgo con due principali caratteristiche:

  • Il Duomo di Santo Stefano Protomartire;
  • Ed il Castello Odescalchi, costruito dalla famiglia Orsini e successivamente rilevato dagli Odescalchi.

Quest’ultimo si può visitare a pagamento, qui si possono ammirare le sale decorate ed i cortili.

Alcune aree del Castello vengono anche utilizzate per organizzare matrimoni.

Il Castello organizza anche il tour visita da principessa per bambini, un percorso pensato per i bambini con storie, indovinelli e spiegazioni giocose. (per info https://www.odescalchi.it)

Il Lago, essendo navigabile, offre anche la possibilità di organizzare un’escursione in battello che tocca i tre comuni Bracciano-Trevignano Romano- Anguillara Sabazia.

Un’esperienza unica per potersi godere al meglio il Lago e vedere i Paesi da una prospettiva diversa. 

Questo articolo è stato scritto da Manuela, vi lascio il link della sua pagina Instagram se siete curiosi di sapere chi è!

Se questo articolo vi è piaciuto fatecelo sapere con un commento!

Gli insetti, come gli scarafaggi sono pericolosi per la salute di chi vive in casa!

Gli scarafaggi e blatte possono essere pericolosissimi per la salute dei vostri bambini, lo sapevate? Pensate che tra tutti gli insetti infestanti sono quelli che probabilmente fanno i danni maggiori per la nostra salute e quella della nostra famiglia ma allo stesso tempo sono tra i più comuni e si trovano in tantissime abitazioni.

È molto importante consapevolizzare le mamme e i papà sui pericoli che possono insorgere da uno scarso controllo igienico degli ambienti frequentati da un bambino, specialmente quando quest’ultimo è molto piccolo e gattona nei luoghi più improbabili della casa portandosi poi spesso le mani alla bocca.

Ecco quindi qualche informazione utile sulle malattie che gli scarafaggi e le blatte possono trasmettere agli esseri umani e soprattutto ai più piccolini e delicati della famiglia.

Bambini, soggetti a rischio quando in casa ci sono scarafaggi

Come abbiamo scoperto visitando il sito Sos Infestazioni specializzato nella lotta agli animali infestanti, molti insetti possono essere vettori di pericolose malattie che tendono a colpire più di tutti i nostri bambini.

Perché proprio loro? Come abbiamo già accennato i più piccini tendono a “vivere” sul pavimento e a portare ala bocca qualsiasi cosa attiri la loro attenzione, come se il livello terra fosse una grande tavola imbandita piena di cibi da assaggiare. Inoltre il loro sistema immunitario è generalmente meno forte di quello degli adulti e una patologia mediamente debilitante per mamma e papà potrebbe essere grave per il membro più piccolo della famiglia.

Le malattie che possono portare gli scarafaggi in casa nostra

Se volete prevenire le infestazioni con maggiore tenacia e garantire la sicurezza dei vostri bambini è meglio conoscere da vicino le problematiche di salute che possono portare in casa vostra questi insetti.

Le blatte in generale sono vettori di innumerevoli batteri e microorganismi patogeni che possono trasmettere al nostro cibo quando abitano le dispense e i nostri mobili di casa mettendoci in una situazione di grave pericolo.

Parliamo di stafilococchi, enterobatteri e micobatteri piuttosto simili a quelli che possono trasmettere i topi, il primo tra tutti è la temibile salmonellosi, una grave affezione gastrointestinale che può provocare gravi gastroenteriti che si manifestano con vomito e diarrea molto intensi e duraturi.

Oltre a questo possono contribuire a peggiorare o rendere inclini allo sviluppo di patologie asmatiche che sono molto pericolose per i bambini ma anche di altre condizioni respiratorie di tipo infettivo come la tubercolosi e diverse altre patologie polmonari.

È stato dimostrato che questo tipo di insetti può portare anche a vere e proprie epidemie di epatite o febbre tifoide, pensate quanto potrebbe essere pericoloso vivere in un ambiente popolato da queste creature infestanti che oltretutto sono incredibilmente prolifiche e tendono a riprodursi con estrema velocità (visto che una femmina può deporre fino a 50 uova alla volta)!

Scarafaggi

La grande importanza di sanificare gli ambienti casalinghi

Ecco perché è davvero importante sanificare e rendere a prova di scarafaggio la vostra casa e gli ambienti dove vive e si muove il vostro bambino, perché un’abitazione sicura è quella dove la lotta agli insetti infestanti (e soprattutto a questi esseri pericolosi) è sempre viva e attiva.

Quindi se volete difendere la vostra famiglia procuratevi ottimi disinfestanti (facendo attenzione che il vostro piccolo non vi entri in contatto) e pulite con attenzione e costanza le zone più a rischio come dispense, balconi, cantine, soffitte e sotto lavelli.

Non dovrete dimenticare nemmeno un cantone della vostra casa e controllare spesso la condizione delle vostre scorte di cibo.

Se sospettate che siano state contaminate non consumatele e pulite tutto, per i casi più ingestibili di infestazione rivolgetevi ad un professionista delle disinfestazioni, dopo tutto ne va della salute della vostra famiglia!

 

Trolls World Tour è il cartone animato tanto atteso dai più piccoli.

Trolls World Tour,il sequel della DreamWorks è diretto da Walt Dohrne David P. Smith e distribuito da Universal Pictures (la cui data al cinema era inizialmente il 2 aprile) avrà un’uscita direttamente in digitale il 10 Aprile su diverse piattaforme streaming. 

Un’idea generosa da parte della Universal Picturs che non vuole deludere i suoi piccoli spettatori soprattutto in un periodo così buio come questo che stiamo vivendo per colpa del Coronavirus.

Trama del Film Trolls

Original Motion Picture SoundTrack

Dopo gli eventi del primo film, Poppy e Branch scoprono che sono solo una delle sei diverse tribù di Trolls sparse in sei diverse terre, ognuna dedicata a una diversa forma di musica: Pop, Funk, Musica classica, Techno, Country e Rock . Il loro mondo sta per diventare molto più grande, e molto più forte, come membro della famiglia reale hard-rock, la regina Barb, aiutata da suo padre Re Thrash, vuole distruggere tutti gli altri tipi di musica per lasciare choe il rock regni supremo. Con il destino del mondo in gioco, Poppy e Branch, insieme ai loro amici: Grandino, Seta, Ciniglia, Cooper, DJ Suki, Guy Diamante e Tiny Diamante, ha deciso di visitare tutte le altre terre per unificare i Trolls in armonia contro Barb, che sta cercando di metterli tutti in ombra. Nel frattempo, Branch cerca di trovare un modo per dire a Poppy cosa prova per lei.

Scena del cartone, Poppy e Regina Barb
Scena del cartone, Poppy e Regina Barb

Curiosità sui Trolls!

Le coloratissime bambole Trolls nacquero nel 1959, create dallo scultore danese Thomas Dam: dal 1991 a oggi si sono incarnate in molte forme, tra cui serie animate per la tv, lungometraggi e anche un videogioco pubblicato nel lontano 1993 per Amiga, PC e Commodore 64.

Scheda Tecnica del Film

Genere:Animazione, Avventura, Commedia, Family, Musicale

Anno:2020

Regia:Walt Dohrn

Attori Originali: Poppy-Anna Kendrick, Brunch-Justin Timberlake, Regina Barb-Rachel Bloom, Mini Diamante-Kenan Thompson.

Attori Italiani: Poppy-Francesca Michielin,Brunch- Stash, Regina Barb-Elodie, Mini Diamante-Sergio Sylvestre.

Trolls Personaggi
Trolls Personaggi

Paese:USA

Durata:94 min

Distribuzione:Universal Pictures Italia

Sceneggiatura:Jonathan Aibel, Glenn Berger

Produzione:DreamWorks Animation

Dove vedere il Film: Sky Primafila, AppleTV, Chili, Google Play, Rakuten TV, TimVision e Mediaset Play.

Trailer Film Trolls World Tour

Se volete comprare i personaggi dei Trolls potete cliccare qui sotto!

La buona gestione psicologica della patologia per me viene prima di tutto.

Ciao eccomi qui, con un altro argomento importante che riguarda il diabete di tipo 1 , come gestirlo psicologicamente, prima però vi ricordo il mio primo articolo in cui vi racconto la nostra storia.

Prima della conta dei carboidrati, prima della gestione della rotazione dei siti iniettivi, prima di tante altre cose, seppur importantissime, anzi indispensabili.

Il diabete di tipo 1 è una patologia che non ti lascia un attimo di distrazione: non puoi dimenticarti mai di lei, nemmeno per mezz’ora, nemmeno mentre dormi, mentre fai shopping o mentre prendi il caffè con un’amica.

E’ proprio per questo motivo che è considerata una delle malattie con più alto impatto psicologico per chi si trova a fare i conti con lei.

Elena e la sua Bambina!Diabete di tipo 1, come fare una buona gestione psicologica!
Un Immagine di Elena ed Emma!

Quando abbiamo scoperto il Diabete di tipo 1

All inizio, dopo l’esordio di Emma, ero parecchio arrabbiata.

Non accettavo che le fosse successa questa cosa, ma con il passare dei giorni mi rendevo sempre più conto che se io per prima non iniziavo ad avere un approccio più positivo alla situazione, chi ne avrebbe pagato le conseguenze sarebbe stata Emma in prima persona.

Lei aveva solo due anni, ed io che sono la sua mamma ero per lei, come per tutti i bambini piccoli, un esempio, uno specchio: se io ero felice lo era anche lei, se io ero triste anche lei lo diventava.

Cosi ho iniziato a lavorare su di me.

Volevo ritrovare la felicità che mi era stata portata via.

Piano piano la gestione del Diabete tipo 1 ha iniziato a diventare non facile, perché facile non lo è e non lo sarà mai ma ha iniziato a diventare parte della nostra routine.

Grazie anche alla mia famiglia, ai nonni, a mia sorella, che ci sono stati vicino senza compatirci ma supportandoci, abbiamo ripreso la nostra vita in mano.

Cerco sempre di dare un approccio positivo a quello che ci succede, anche durante le difficoltà. Non è facile per niente, ma penso sia l’unica strada da seguire.

Taglio corto quando incontriamo persone negative, peggio ancora maleducate, non dò troppe spiegazioni e vado via.

Per esempio, dopo l’esordio, incontrai un signore che mi disse: “ho saputo di Emma, che disgrazia”. Ecco, mancanza di sensibilità totale.

Ero ancora psicologicamente troppo debole per rispondergli a tono, erano passati pochissimi giorni dall’esordio.

Se qualcuno ora mi dicesse questa frase gli risponderei sicuramente che disgrazia ancora peggiore è incontrare un certo tipo di persone, tipo lui.

Come Gestiamo oggi il Diabete.

La nostra vita sociale è tornata quella di prima, andiamo a cena da amici, al ristorante, cerchiamo di viaggiare il più possibile.

Certo, facciamo tutto con più attenzione di prima, sempre portandoci dietro tutto l’occorrente per la gestione della patologia e per le emergenze, ma poi preparato tutto, si va!

Emma deve sapere e capire che può anzi deve fare tutto quello che fanno gli altri bambini, con più attenzione certo, ma senza paura!

Sono convinta che se la nostra mente lavora in maniera positiva, possiamo fare tutto o quasi. I momenti di difficoltà e di scoraggiamento ci sono, certo.

Prima della patologia di Emma pensavo sempre che avrei voluto mi succedesse qualcosa di bello.

L’abbiamo pensato tutti almeno una volta, no? Vorrei che mi succedesse qualcosa di bello, ne ho bisogno!

Ora ho capito che le cose belle arrivano, ma dobbiamo impegnarci per raggiungerle e non aspettare passivamente senza fare nulla.

Il messaggio che vorrei passasse a mia figlia è che, nonostante ciò che ci succede, al mattino ci si alza, ci si fa belle, si indossa il migliore sorriso e si affronta la vita a testa alta! Nonostante tutto.

Elena Occelli in arte DiabetIronica!

Il nuovo virus che cos’è e  cosa farà il Governo a sostegno delle Famiglie!

Coronavirus, una malattia che si sta diffondendo in tutta Italia.

La situazione in Italia sta diventando giorno dopo giorno più critica.

Le zone rosse (dove ci sono più focolai) aumentano di giorno in giorno.

Sono state sospese tutte le manifestazioni pubbliche e chiuse le scuole fino al 15 marzo per ora ma si parla anche di prolungare fino al 3 di Aprile.

Siamo tutti in panico per questa malattia che non si è mai sentita,  fino a dicembre 2019 in Cina ma che ora si è dilatata in una vera e propria epidemia.

Effettivamente non tutti sanno cosa sia questo virus e quando una cosa non la conosci  ti spaventa ancora di più.

Vediamo nel dettaglio  cos’è il Corona Virus!

Cos’è il Corona Virus?

Il virus è stato identificato in Cina per questo oltre ad essere  chiamato coronavirus e conosciuto anche come coronavirus di Wuhan.

Viene chiamato così per il suo Il motivo aspetto simile a una corona se osservato al microscopio.

Fa parte della stessa famiglia dei virus che causano la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) e la Sindrome Respiratoria Mediorientale (MERS).

Il SARS-CoV-2 è responsabile dei casi di COVID-19, sigla decisa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per indicare la malattia causata dal nuovo Coronavirus cinese (“CO” per “corona”, “VI” per virus e “D” per “disease”, che vuol dire “malattia” in inglese).

Si stima che il periodo di incubazione varia in media tra 2 e 14 giorni.

Fortunatamente  sembra che i bambini sono meno sensibili alla malattia rispetto ai grandi.

Questa è  una buona cosa perché  i bimbi sono in grado di diffondere i germi molto più facilmente sia attraverso il contatto con i grandi, come i loro familiari, sia attraverso i coetanei, ad esempio a scuola o durante altre attività come il gioco e lo sport.

Sintomi e cura del Coronavirus 

Può manifestarsi in due forme:

  • LIEVE con sintomi simili all’influenza (con febbre, raffreddore) e consistono in naso che cola, mal di testa, tosse, mal di gola, febbre;
  • GRAVE come la polmonite e d’ insufficienza renale a volte letali.

Non esistono al momento terapie specifiche contro il nuovo coronavirus.

 Vengono curati i sintomi della malattia (cosiddetta terapia di supporto) in modo da favorire la guarigione, ad esempio fornendo supporto respiratorio.

Al momento si stanno testando delle combinazioni di farmaci antiretrovirali, come quelli usati per l’HIV, per trattare i pazienti ricoverati.

Datosi che i sintomi sono simili all’influenza è  difficile  identificarlo è  necessario consultare il medico se si ha affanno e dolore al petto.

Per la diagnosi è necessario effettuare esami di laboratorio, con test molecolari (Real Time Reverse Transcriptase-Polymerase Chain Reaction, RT-PCR).

I Test vengono  effettuati su campioni clinici di pazienti in cui ci sia il sospetto di malattia sulla base dei sintomi e segni clinici e della loro storia di viaggi nelle aree dove il virus sta circolando.

Come prevenire il contagio da Coronavirus?

Per prevenire la malattia è  necessario rispettare le misure igieniche per le malattie a diffusione respiratoria quali;

  1. Lavarsi spesso le mani con soluzioni idroalcoliche;
  2. Evitare i contatti ravvicinati con le persone che soffrono di infezioni respiratorie;
  3. Non toccare occhi, naso e bocca con le mani;
  4. Coprirsi naso e bocca se si starnutisce o tossisce;
  5. Non prendere antivirali o antibiotici se non prescritti;
  6. Contattare il numero unico 1500 il 112 oppure il 118, non per informazioni, ma soltanto in caso di necessità, se hai febbre o tosse o sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.Misure per prevenire il contagio da Coronavirus

Lo Stato a fianco delle Famiglie

Inizialmente non si pensava che questa situazione potesse durare così tanto, ora invece piuttosto che rallentare si sta allargando a vista d’occhio.

l Virus sta mettendo a dura prova l’intero paese, come abbiamo detto all’ inizio le scuole sono state chiuse e anche il lavoro è rallentato e sospeso nelle zone rosse.

Questa situazione, provoca una crisi per molte famiglie, per questo motivo il Governo sta mettendo in pratica delle manovre a sostegno.

Stando alle parole della ministra della Famiglia Elena Bonetti:

“Abbiamo messo in campo la possibilità di utilizzo straordinario dello smart working, laddove non è possibile stiamo proponendo la possibilità per uno dei due genitori di rimanere a casa con i figli.  Dobbiamo dare alle nostre famiglie la possibilità di vivere con rigore e normalità, bisogna sostenerle”.

Manovre a Sostegno degli Studenti:

  • Lezioni a Distanza: Per gli studenti che si trovano nelle zone rosse si stanno attuando le lezioni a Distanza.   Purtroppo con la chiusura delle scuole si stima la perdita di oltre 23 milioni di ore di lezioni e con le lezioni a distanza se ne possono salvare almeno 2 milioni e soprattutto si aiutano le famiglie nel gestire le giornate dei bambini;
  • Validità dell’anno scolastico: Viene assicurata la validità dell’anno scolastico per gli studenti che non possono effettuare più di 200 giorni rimanendo a casa a causa delle restrizioni dovute per il Virus.                Il provvedimento ha validità per tutto il territorio;

Manovre a Sostegno delle Famiglie:

  • Congedo Parentale: che consente di ottenere un periodo di assenza da lavoro fino a 6 mesi (in aggiunta alla maternità obbligatoria) alla nascita del figlio o della figlia.                              Lo si può chiedere e ottenere fino ai 12 anni di età dei figli.                            E ne possono beneficiare sia i dipendenti pubblici sia i privati.
    Il problema del congedo parentale è lo stipendio, chi beneficia del congedo parentale, gli viene ridotto lo stipendio e non di poco percepisce infatti solo il 30 per cento della retribuzione normale.                          Per questo si attende un intervento del Governo che possa mettere sul piatto un congedo leggermente meno sconveniente per mamma e papà.
  • Bonus Bebysitter: possibile scambiandolo con il congedo parentale, il bonus prevede 600 euro per una babysitter da spendere per un periodo di 6 mesi.                                 Un Bonus che è stato già utilizzato nel 2013 per incentivare le mamme a rientrare al lavoro e che ora si vuole inserire come sostegno alle famiglie in questo momento di crisi dovuto dal corona virus.                                          La domanda al bonus è possibile solo se la mamma rinuncia al congedo parentale.
Conclusioni

Spero di avervi chiarito le idee su cosa sia il Corona virus e soprattutto che vi aiuti in questo momento così tragico che c’è in Italia.


Una malattia che ci  spaventa tanto perché purtroppo ancora i medici non hanno trovato una cura adeguata ma sappiamo che ci stanno lavorando.


Quello che ci deve rincuorare è che in Italia abbiamo delle equipe mediche all’avanguardia, lo dimostra il fatto che delle ricercatrici allo Spallanzani a Roma hanno isolato il virus in brevissimo tempo e soprattutto il primo in Europa.

Se per caso non sapete spiegare che cos’è questa malattia ai vostri figli andare a dare un’occhiata al blog di La bella Tartaruga dove potere trovare una mini guida in pdf su come spiegare ai bambini cosa è.


Se, invece volete essere aggiornati in tempo reale sull’evolversi della malattia potete visitare il sito dedicato appositamente dedicato al virus.


Inoltre se volete essere aggiornati a portata di smartphone potete scaricare l’applicazione AllertaLOM:
Per PlayStore
Per Apple Store

AllertaLOM: tutte le informazioni sul Coronavirus in una app

Alla prossima da Enisla Meca

AUTISMO, IL SERAFICO INVESTE SULL’INNOVAZIONE E SULLA FORMAZIONE DEI SUOI OPERATORI OFFRENDO LORO IL CORSO SULLA SCIENZA APPLICATA ABA

L’Istituto Serafico di Assisi offre gratuitamente il corso ABA a tutti i suoi operatori e terapisti 

con l’obiettivo di favorire l’evoluzione, l’inclusione e il miglioramento della qualità della vita 

delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie.

E per abbattere l’isolamento e i pregiudizi legati a questi disturbi, dal 30 gennaio 2020 l’Istituto lancia la Campagna social #Fuoridallabolla

I casi di autismo continuano a crescere a livello globale, a tal punto che le recenti statistiche internazionali ne rivelano un incremento 10 volte superiore rispetto agli ultimi 40 anni.

In particolare, nel nostro Paese i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) colpiscono 1 bambino su 77 (tra i 7 e i 9 anni), stima dovuta anche un affinamento delle capacità di intercettazione precoce del fenomeno, ma che mette in evidenza la necessità di adottare politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare e migliorare i servizi a supporto dei pazienti e delle loro famiglie.

Cosa farà il Serafico al riguardo?

Per garantire le migliori competenze nella presa in carico di bambini e ragazzi con queste problematiche e fornire un supporto concreto alle famiglie.

Il Serafico ha scelto di investire sulla formazione dei propri educatori e terapisti offrendo loro un corso sulla scienza applicata ABA (Applied Behavior Analysis).

È un metodo evidence-based  molto efficace, che favorisce la riduzione di comportamenti disfunzionali, migliora e aumenta la comunicazione, l’apprendimento e i comportamenti socialmente appropriati.

Il corso è stato tenuto dalla Dott.ssa Fabiola Casarini, una ricercatrice che ha studiato il metodo ABA direttamente negli USA ed è tornata per insegnarlo in Italia.

Richieste di valutazione e trattamenti di bambini e ragazzi con autismo

In linea con i recenti dati internazionali, anche l’Istituto Serafico di Assisi ha registrato negli ultimi anni un forte aumento delle richieste relative a valutazioni e trattamenti di bambini e ragazzi con autismo.

Nel solo 2019, infatti, il 44% degli utenti che si sono rivolti all’Unità Diagnostica dell’Istituto presentava problematiche riconducibili ai Disturbi dello Spettro Autistico.

In quest’ambito, la ricerca oggi ha fatto importanti passi in avanti e, per la prima volta, il futuro dei bambini a cui viene riconosciuto il disturbo entro i due anni di vita è ricco di speranza.

Anche per gli adolescenti e gli adulti con autismo e multi disabilità la scienza ABA è la principale strategia d’intervento che può aiutare tutti a progettare percorsi personalizzati che migliorino la comunicazione, il comportamento, la crescita continua e la realizzazione di sé.

I dati che si raccolgono con ABA, infatti, mostrano inequivocabilmente che non si è mai troppo “grandi” o troppo “gravi” per imparare

Cos’è l’ ABA?

«L’ABA è il trattamento educativo per le persone con disturbi dello spettro autistico che ha mostrato i migliori risultati in tutto il mondo e consiste nell’utilizzo di un metodo per raccogliere dati sul comportamento delle persone al fine di migliorarne la salute, le relazioni con gli altri e la felicità.

Il Serafico è il primo ente in Italia ad offrire gratuitamente il corso a tutto il personale assunto nel ruolo di educatore e si tratta di un investimento che non ha precedenti.

Perché portare ABA in un luogo che si prende cura delle persone con pluridisabilità come l’Istituto Serafico ha una duplice valenza:

significa cambiare mentalità rispetto ai modi tradizionali di curare i pazienti

– e dare vita a un Centro di lifelong learning in cui gli utenti non vengano valutati in base alla loro diagnosi o alla loro gravità, ma in base alle loro potenzialità e vengano così accolti come persone in grado di crescere ed imparare durante l’intero ciclo della loro vita»,


commenta la Dott.ssa Fabiola Casarini.

L’attenzione per l’uso di trattamenti educativi basati su evidenze scientifiche è arrivata da poco in Italia, come effetto delle linee guida per l’Autismo e su forte richiesta delle associazioni che si occupano di diritti delle persone con disabilità.

È dunque fondamentale investire sulla formazione di personale specializzato al fine di garantire un alto standard di competenza ai propri utenti e questo il Serafico lo sa bene, tanto da rappresentare un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime.

«Siamo orgogliosi di aver investito sulla formazione dei nostri operatori e terapisti offrendo loro il corso ABA, perché l’opera del Serafico è da sempre orientata a valorizzare le infinite potenzialità dei nostri bambini e ragazzi.

Ci tengo pertanto a ringraziare la Dott.ssa Fabiola Casarini per il lavoro svolto e per aver tracciato un nuovo percorso nella direzione della ricerca delle autonomie e dei talenti dei ragazzi.

Questo corso arricchisce l’offerta del Serafico e il nostro impegno affinché nessuno sia lasciato indietro», dichiara Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi. 

Il corso ABA è regolato da un ente internazionale, il BACB, che garantisce a chi completa il percorso formativo lo stesso livello di competenze di base in tutto il mondo.

Il corso si è svolto con 40 ore di formazione teorica, seguite da un tirocinio pratico e da una valutazione individuale, per poi culminare nello svolgimento di un esame internazionale in lingua inglese.

Affrontando le complessità del corso per diventare a tutti gli effetti RBT (Registered Behaviour Technician, ovvero Tecnici del Comportamento Registrati).

Gli operatori hanno scoperto le potenzialità di ABA e vissuto personalmente la soddisfazione che comporta l’apprendimento continuo di un importante metodo innovativo. 

Perchè sono state fatte questo tipo di scelte?

«La scelta di adottare strategie educativo-abilitative-riabilitative basate su una solida metodologia scientifica validata, punta decisamente a promuovere lo sviluppo di interventi precoci e mirati, obiettivi cruciali per favorire positivamente l’evoluzione, l’inclusione e il complessivo miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie», spiega Sandro Elisei, Direttore Sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi e coordinatore del Centro di Ricerca “InVita”.

«La complessità di questi disturbi rappresenta una sfida anche per il nostro Centro di Ricerca “InVita”, attualmente impegnato a sviluppare un progetto già in atto nel nostro laboratorio espressivo a metodologia tecnologica .

Questo progetto applica nell’ambito dell’autismo, le teorie successive alla scoperta dei “neuroni specchio” per favorire e migliorare il rispecchiamento affettivo della persona.

Attraverso questo approccio, il Serafico si inserisce nella rete di servizi per l’autismo, ponendo al centro i bisogni del bambino e della sua famiglia per predisporre e offrire adeguati interventi di cura e sostegno», conclude Elisei.

Quando è Nato il Serafico?

Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime.

Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali.

Il Serafico accoglie e cura ogni giorno 157 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 14.841 trattamenti riabilitativi e 15.842 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2017).

In una superficie complessiva di circa 10.000 mq, posta su di un’area di 40.000 mq, sono disponibili:

  • 84 posti letto in regime residenziale;
  • 30 posti letto in regime semi-residenziale;
  • un servizio ambulatoriale e di valutazione diagnostica-funzionale.

Le persone al servizio degli utenti sono oltre 200:

  • circa 170 tra collaboratori e dipendenti
  • numerosi volontari.

Che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un “capitale di umanità” in grado di entrare in sintonia con i pazienti.

Per informazioni: www.serafico.org

Ciao! Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sono mamma di Emma, 5 anni e mezzo. Noi viviamo, con mio marito, in un piccolo paese sito nelle dolci e poetiche Langhe, in Piemonte.
Ecco la nostra storia.
La mia bambina è diventata diabetica di tipo 1, quindi insulinodipendente, quando aveva due anni.
Il Diabete di tipo 1 è una patologia (faccio ancora fatica a chiamarla malattia, soprattutto davanti ad Emma) autoimmune; ad un certo punto il corpo riconosce come nemico una parte di sé, ed inizia a distruggerla. Nel caso del Diabete 1, vengono autodistrutte le cellule Beta del Pancreas, quelle che producono insulina, per intenderci.
Dopo l’esordio, tre anni fa, ero smarrita. Dovevamo partire per le vacanze, era agosto, avevamo le valige pronte. Avevamo fatto fare ad Emma le analisi del sangue il giorno prima perché aveva avuto la cistite più di una volta, e volevo approfondire, ma non ero particolarmente preoccupata. Invece arrivò la telefonata dal pediatra: prepari qualche cambio di vestiti per Emma e per lei, e andate subito in ospedale a Torino, al reparto diabetologia sono già avvisati, vi aspettano per il ricovero. La diagnosi: Diabete mellito di tipo 1.
Ricordo ancora il viaggio verso l’ospedale, mio marito ed io cercavamo di non dare a vedere la nostra preoccupazione, ma furono momenti psicologicamente devastanti. Emma aveva solo due anni; avrebbe dovuto iniettarsi insulina tutta la vita per poter mangiare – anche se solo dopo un po di tempo, avrei realizzato che quella era la parte meno difficile di tutta la gestione.
In ospedale furono giorni neri, di disperazione. Per fortuna i medici furono fantastici con noi, ci insegnarono passo passo la gestione della patologia: avremmo dovuto essere noi il pancreas di nostra figlia, perché il suo non avrebbe funzionato più. Mai più. Imparammo parole nuove come cellule beta, ipoglicemia, iperglicemia.
Emma si rivelò la componente piu forte della famiglia, e lo è ancora adesso. Sopporta almeno cinque o sei punturine al giorno senza piangere o lamentarsi, ha un sensore glicemico inserito con un ago sempre sul braccio che ci dà la sua glicemia in tempo quasi reale sul cellulare, in modo da essere sempre monitorata. Se la glicemia scende troppo, bisogna intervenire con lo zucchero per evitare crisi ipoglicemie gravi che comporterebbero svenimento e gravi conseguenze; se sale troppo si interviene iniettando insulina, per evitare picchi iperglicemici che a lungo andare potrebbero portare a seri problemi per reni, occhi, cuore….
Insomma, abbiamo dovuto rivoluzionare la nostra vita e ripartire. Dimenticare il futuro che avevamo immaginato, ed iniziare a costruirne uno nuovo.
Emma frequenta l’asilo a tempo pieno, le maestre, fantastiche, hanno imparato a gestire la patologia al meglio. Sanno quando darle da mangiare e quando invece la glicemia sale troppo mi chiamano, io avviso i nonni che corrono a scuola a fare l’insulina. Siamo diventati una fantastica squadra!
Ho ripreso il mio lavoro di impiegata full time, a cui tengo molto ed a cui spero di non dover mai rinunciare.
Tutto questo grazie anche al papà, a mio marito, che ci supporta e ci sopporta, ai fantastici nonni che ci aiutano quotidianamente, al cuginetto Samuele che chiede sempre ad Emma come va la glicemia, senza sapere bene nemmeno che cos’è, ma essendo ben consapevole che per lei è importante.
Anche se le difficoltà sono tante, viaggiamo di più, ridiamo di più. Emma oltre a frequentare l’asilo è impegnata in attività extrascolastiche. Lei ha vissuto da subito questa nuova “avventura”, chiamiamola così, con ottimismo. Considera il Diabete come il suo scomodo compagno di vita che complica sempre un po’ le giornate, però riesce a vederne il lato positivo: questa patologia la fa sentire un pò come una supereroina. È lei a spiegare alle persone incuriosite perchè nel bel mezzo di una cena al ristorante deve farsi una punturina, o perché porta quello strano bottone-il sensore glicemico- sul braccio, oppure perché deve buttare giù due bustine di zucchero così, all’improvviso.
Piano piano ho cercato di trasformare il dolore per la malattia di mia figlia in energia, per cercare di rendere la sua vita, e di conseguenza la nostra, più serena possibile. Non è stato facile…è stato difficile! Ma posso dire con certezza che oggi siamo diventate più ottimiste, più pazzerelle, organizziamo feste all’aperto senza preoccuparci delle previsioni meteo, partiamo per una giornata fuori porta senza una precisa destinazione. Quelli che prima erano problemi, ora non lo sono più.
Perchè, come noi tutte sappiamo, una donna che cade e poi si rialza non la ferma nessuno. Se poi le donne sono due, vi lascio immaginare! ?
Da pochissimo tempo ho iniziato a parlare della nostra vita su instagram (Elena Occelli, @diabetironica) perché condividere la nostra esperienza di vita è importante per noi e per chi è nella nostra situazione.
Da oggi ne parlerò anche qui, grazie ad Enisla Meca che mi dà l’opportunità di raccontarmi, quindi ogni TOT giorni tratterò di un argomento, relativo al diabete: le differenze tra tipo 1 e tipo 2, la gestione a scuola, l’impatto psicologico che ha sui bambini, i rapporti con gli altri, le paure di noi mamme (e papà!)…aspetto vostri suggerimenti per gli argomenti che più vi interessano!

Elena Instagram → Diabetironica

Esplorando un paese immerso  nel verde e ricco di storia!                             

La strada del vecchio trenino

Vaca Mora

Vaca Mora era il termine popolare con cui veniva chiamato il trenino a cremagliera, inaugurato nel 1910 e attivo fino al 1958, che collegava Rocchette, un paesino dell’alto vicentino, ad Asiago, centro principale dell’altopiano dei Sette Comuni, nella regione Veneto. Una curiosità che potrebbe spiegare il suo nome singolare è data dal fatto che qualche ferroviere, in vena di scherzi, si inventò di porre una traversina in ferro sul camino della locomotiva. In questo modo il fumo, uscendo, si biforcava assumendo le sembianze di due corna bovine. Oggi, tolti i binari, la strada è diventata una pista ciclo pedonale adatta a tutta la famiglia e percorribile, anche con passeggino, in tutte le stagioni dell’anno. Il percorso parte da Campiello, a Treschè Conca, ed arriva fino ad Asiago, per un totale di 14 km. Attraversa prati e boschi, restando però sempre ai margini dei paesi e senza incontrare strade trafficate.

Non ci sono salite impegnative e anche il fondo, prevalentemente sterrato, è adatto a qualsiasi genere di suola sportiva. Lungo il percorso ci sono varie postazioni didattiche, molto utili ed esaustive, e in direzione Treschè Conca due gallerie illuminate, dove a Natale viene allestito un presepio molto bello.

Noi siamo partiti da Canove, dove c’è un ampio parcheggio adiacente il Museo della Grande Guerra, che merita una visita, e qui all’esterno potrete ammirare un esemplare restaurato della Vaca Mora.

Superato il paese di Canove, si prosegue verso Asiago, con il suo tratto finale su di un piccolo avvallamento, che offre allo sguardo una vista panoramica su prati e pascoli e sulle montagne che circondano l’altopiano, che d’inverno sono innevate.

Lungo il percorso non mancano luoghi di sosta per fare uno spuntino o semplicemente ammirare lo splendido paesaggio. 

                                               

Panorama  di Asiago

Il nostro itinerario si conclude alla vecchia stazione del treno di Asiago, con ampio parcheggio, vicino al Parco Millepini, un bellissimo bosco attrezzato con aree gioco per bambini. Dopo esserci rifocillati, mentre la nostra bimba di quattro anni si divertiva sui gonfiabili, riprendiamo la via del ritorno, seguendo lo stesso percorso fino a Canove. 

      I Giardini di Natale ad Asiago

Giardini di Natale  ad Asiago
I Giardini di Natale

                                     

Se vi trovate ad Asiago durante il periodo invernale, non potete mancare al mercatino natalizio che, con le sue numerose casette di legno, vi delizierà sia gli occhi che il palato. Troverete idee regalo originali ed artigianali, addobbi raffinati per la casa e per l’albero di Natale, prodotti naturali e tipici, primo fra tutti il formaggio Asiago.

Per le strade si potranno poi gustare i dolci tipici delle feste e sorseggiare un bicchiere di vin brulè o una cioccolata calda, circondati da un’atmosfera magica. Se desiderate acquistare dei prodotti caseari tipici, vi consiglio di andare al Caseificio Pennar, che dista dieci minuti da Asiago.

Qui potrete trovare ottimi formaggi locali tra cui l’Asiago, il Pennarone e il Thal, un formaggio dolce originario di questa zona. Per info e orari del mercatino visitate il sito https://www.asiago.it/it/home/

Prodotti  Tipico di Asiago
Prodotti tipici di Asiago
Mercatini di Asiago
Tipico Mercatino

Come arrivare ad Asiago

In auto:dall’autostrada A4 (MI-VE) in prossimità dell’uscita Vicenza Est si imbocca l’autostrada A31 della Valdastico fino all’uscita di Piovene Rocchette. Proseguire sulla SP349 del Costo in direzione Asiago. 

Per chi proviene dal Brennero può uscire a TN Nord o Sud, percorrere la SS47 della Valsugana passando per Lavarone e per Vezzena. Da qui la SS349 conduce ad Asiago

In treno:da MI e da VE fino a Vicenza. Da qui è possibile proseguire sempre in treno fino alle stazioni di Bassano del Grappa o di Thiene. 

Dove mangiare e dormire ad Asiago

Agriturismo Cà Sorda si trova in contrada Pennar. È un Bed and Breakfast a gestione familiare aperto tutto l’anno. Dispone di otto camere tutte arredate in stile montano con la possibilità di scegliere tra mezza pensione o pensione completa.

La cucina con piatti tipici della zona è aperta il venerdì, sabato e domenica sia a pranzo che a cena. È consigliata la prenotazione. Sito web https://www.casorda.it/

Tipico Ristorante  ad  Asiago

Malga Spill ottimo punto d’appoggio per degustare i piatti tipici della zona. Rapporto qualità prezzo ottima. Vi consiglio di telefonare, perché l’agriturismo è aperto solo in alcuni periodi dell’anno. 

By LARA SELLA ( mamma Tracking)

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