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Vita Maria Casano

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Buongiorno amiche,

Oggi per la rubrica “Lo scaffale dei grandi”, vi parlo di  “The Room”, un libro scritto da due giovani, talentuose autrici: Francesca Chicca Cominelli ed Alexandra Rose.

TITOLO: “The Room”;

AUTRICI: Francesca C. Cominelli, Alexandra Rose;

EDITORE: Self publishing;

GENERE: Erotico- Sentimentale;

PAGINE: 425;

FORMATO: Cartaceo ed ebook;

DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 Gennaio 2019;

PREZZO: 15,00€ e 2,99€;

ACQUISTA: AmazonLibreria Universitaria;

TRAMA

The Room”, racconta la storia parallela di due ragazze. Due amiche trasferitesi dall’Italia in California,  per dare una svolta alla loro carriera lavorativa e alla loro vita sentimentale: Ginevra e Amelia.

Non fare sesso nelle stanze
Non sentirti mai in obbligo
Non superare i tuoi limiti”
Sono queste le uniche tre regole del “The Room”, un Night Club elegante e raffinato al centro di Santa Monica.
Le ragazze, capitano quasi per caso di fronte all’annuncio online del locale…per loro è un gioco, un modo per mettersi alla prova e trarne delle esperienze da trascrivere nei loro romanzi erotici.
Quando diventano Perle, non sanno che ad attenderle al di là della porta ci sarà qualcosa che le sconvolgerà per sempre.

RECENSIONE

Premetto che “The Room” è il primo libro Erotico-Sentimentale che leggo. Non ho mai amato questo genere di lettura perché secondo me, c’è una linea molto sottile tra l’erotico ed il volgare, e spesso questa linea viene superata, creando imbarazzo nel lettore.

In questo libro invece, le autrici sono state bravissime a mantenere il giusto grado di erotismo. Hanno fatto sì che lettura fosse piacevole, coinvolgente ed eccitante al punto giusto!

Come anticipato prima, le protagoniste sono:

Ginevra una ragazza laureata in lettere, dal carattere spontaneo e dal sex-appeal innato; eAmelia una neurobiologa,  dolce e riflessiva, sicuramente meno appariscente della prima, ma altrettanto bella ed intelligente. 

Due ragazze molto diverse, diventate coinquiline  a Milano ai tempi dell’università…e che, a poco a poco, hanno trasformato la loro amicizia in “Famiglia“. 

Oltre al loro impegno per il dottorato, le ragazze trovano subito lavoro come  “Dame del piacere” in un pittoresco locale del centro di Santa Monica: il “The Room“. Un lavoro bizzarro… ma sicuro e ben pagato.

Quando siamo entrate in quella stanza, non avevamo idea che sarebbe finita in questo modo. Quando siamo entrate in quella stanza non avevamo idea di quello che sarebbe potuto accadere. Non avevamo idea delle conseguenze delle nostre azioni. Siamo state superficiali. Doveva essere un’avventura, un gioco. Una ricerca. Invece ci siamo ritrovate in balia di emozioni che mai avremmo pensato di provare”.

Quel lavoro iniziato un po’ per gioco, infatti, diventerà essenziare per  “Ginger” e “Lilly Rose” (i loro nomi d’arte al The Room). All’interno delle loro stanze  scopriranno lati  nascosti del loro carattere, capiranno come ricevere e donare piacere, e  soprattutto, incontreranno due clienti misteriosi che scoinvolgeranno per sempre la loro vita:”L’uomo senza nome” e “Mr. k.”.

Passano così le giornate divise  tra  gli impegni della vita reale con i suoi incontri-scontri, e l’altrettanto eccitante  vita al “the room” .

L’amore per la sua terra (Sardegna) e la passione per la neurobiologia mi fanno scorgere tanto di Alexandra Rose in Amelia, e basta quel<<Yeehaw, stallone>> di Ginevra, per ritrovare l’inconfondibile vitalità e la passione per i cavalli  di Francesca Chicca Cominelli.

Se dunque per i personaggi femminili sono anche un po’ autobiografici, i personaggi maschili credo siano stati “creati”nel miglior modo possibile per attirare l’attenzione di tutte noi.

Risultato???

Un Dio del sesso..sportivo, passionale e premuroso: Killian, e un bastardo dal cuore d’oro e il ciuffo ribelle: Lucas.

Ho apprezzato molto le descrizioni fisiche e psicologiche dei personaggi… così complete ed alaborate che da metà libro in poi,  chiudendo gli occhi si riesce quasi a visualizzare i loro volti e le scene prendono vita nella mente, come se fosse un film. Ciò permete di immedesimarsi, e gustarsi pagina dopo pagina ogni parte della vicenda.

Credo sia impossibile leggere il libro e  non perdersi negli occhi scuri e burrascosi di Lucas o di  non visualizzare nella mente l’addome scolpito di Killian…e il suo sensuale accento spagnolo.

Mi sono piaciute tantissimo anche le scene  irriverenti tra Killian e Ginevra, e quelle comiche tra le due amiche. Nonostante gli argomenti seri e le scene audaci, l’alternanza comicità-serietà ha fatto in modo che un sorriso comparisse spesso sul mio volto…e devo dire che ho apprezzato molto questa caratteristica.

Vi dico solo una parola: “ANANAS”…e dopo aver letto il libro, capirete di cosa sto parlando!

Ritornando alla recensione… in “The Room” si alternano capitoli narrati da Ginevra ad altri narrati da Amelia, il tono è colloquiale, ed il lessico scelto è contemporaneo.  Ho notato un po’ di ripetizioni  soprattutto nelle scene più spinte, che per questo, a volte risultano meno spontanee e travolgenti di altre.

Oltre all’amore, l’amicizia e il sesso, si affronta anche un tema inusuale… la malattia, sia psichica che fisica. Nell’ultima parte del libro, infatti, le protagoniste si ritrovano a condividere anche la permanenza presso un ospedale… ma non voglio svelarvi troppo, vi basta sapere che il libro è un Erotico-Sentimentale travestito in certi versi da “Thriller” e che quindi dona la sua parte giornaliera di adrenalina al lettore.

Poichè  devo essere sempre obiettiva, concludo dicendo la mia opinione sul finale… credo che sia un po’ troppo veloce… gustiamo ogni parte della storia, ogni dettaglio fino ai capitoli finali, in cui il tempo narrativo accelera vertiginosamente, e in poco più di 2 capitoli ci ritroviamo all’epilogo, in ogni modo, la mia valutazione è 5 Stelline!!!

CONCLUSIONE

Avendo letto sia i libri di Francesca C. Cominelli che di Alexandra Rose, ed avendo notato molte differenze stilistiche tra le due, ero molto curiosa di scoprire come sarebbe stato questo libro scritto a quattro mani.  Adesso posso dire che queste  due ragazze così diverse, sono riuscite a trovare il giusto connubio, e tirar fuori ognuna il meglio di sé.

Il libro è CONSIGLIATO, a tutte quelle donne che hanno voglia di evadere dalla banalità della vita, che vogliono ritagliarsi un momento intimo e privato per scoprire non una, ma ben due storie coinvolgenti, dal sapore  dolce ma che lasciano in bocca, un retrogusto piccante.

Che aggiungere… un’altra cosa che contraddistingue le autrici, è il loro modo di far community! Su Facebook infatti, c’è un gruppo dedicato ai loro lavori. All’interno del gruppo, si gioca, si svelano anticipazioni, si scambiano punti di vista e… si fanno tante risate!

Vi aspetto tutte nel “Il Ranch dei sogni”   vi assicuro che ne varrà la pena!

Buona lettura a tutte voi, e grazie a Francesca e Alexandra per averci coinvolto nel Blogtour di “The Room“.

Vita Maria

Carissime amiche,

come saprete, gli agrumi in Sicilia non mancano mai! Proprio in questo periodo dell’anno, capita spesso di ritrovarsi in cucina sacchetti pieni di questo meraviglioso frutto, che fa anche benissimo al nostro organismo! (Di questo magari ne parleremo in un altro articolo).

 

Qualche giorno fa ho dunque preparato per la mia famiglia una torta semplicissima: “La torta morbida all’arancia“. Enisla ha girato le mie stories sul profilo Instagram di “Scrivere a colori” e dato che sono state tante le richieste della ricetta… eccovi accontentati!

Premetto che di questa torta, ci sono tantissime varianti, questa è quella che mi ha tramandato la zia… 🙂

Ingradienti

400 ml Succo di arancia;

200g Farina o/o;

150 g Zucchero;

3 uova;

100 g di burro (temperatura ambiente);

1 bustina di lievito vanigliato;

Scorza grattugiata di un’arancia;

Procedimento

Grattugiare la scorza di un’arancia e spremere le altre fino ad arrivare alla quantità necessaria.

Mescolare le uova con il burro, unire 200 ml di  succo di arancia, la buccia e lo zucchero.

Successivamente, unire a poco a poco la farina ed il lievito (meglio se setacciati), e mescolare per bene con il frullatore, fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi.

Versare il composto in una teglia precedentemente imburrata e spolverata di farina, e infornare a 180°C per 40 minuti.

Non appena cotta, e raffreddata, bucare la torta con uno stuzzicadenti e versare il resto del succo sul panettone, finché non risulti ben inzuppato.

 

Decorazione

Imbevendo per bene il panettone di succo, è carino da vedere anche senza decorazione, in ogni caso… è possibile ricoprire la torta di fette d’arancia (riciclando le arance da cui precedentemente abbiamo tolto la buccia) o cospargerla di zucchero a velo.

 

Questa in foto è per esempio la stessa torta, realizzata lo scorso anno per il mio compleanno e decorata con tante fette di arancia.

Che aggiungere? Un piccolo accorgimento è quello di assaggiare il succo…perché dal tipo di arancia scelta per il succo dipende il sapore finale della torta. Io per esempio non amo i cibi molto zuccherati…per questo scelgo delle arance poco zuccherine e  vi aggiungo spesso anche il succo di un limone, in modo da donare quel tocco aspro che adoro.

Aspettiamo di vedere le foto delle vostre torte su Instagram e/o Facebook! Taggateci o usate l’hashtag #scrivereacolori 

Buon appetito!

Vita Maria

 

Buongiorno amiche ed amici di “Scrivere a colori”,  e buon 2019!

Lo scorso anno, proprio in questo periodo dell’anno, ho letto e recensito per il blog: “La mia fine, il mio inizio – Destini segnati”, il primo libro della “Destiny Trilogy” di Francesca Chicca Cominelli. Se vi ricordate, sono rimasta folgorata dalla storia, dai bellissimi personaggi e dal modo di scrivere dell’autrice: coinvolgente e colloquiale.

Ho letto quindi il suo nuovo libro, con un entusiasmo particolare…e devo dire che le mie aspettative sono state tutte soddisfatte!

Eccovi oggi, la recensione di “Proibito”:

 

 

Titolo: Proibito;

Autore: Francesca C. Cominelli;

Genere: Romantico – Erotico;

Pagine:879;

Editore: Self;

Data di uscita: 18 Dicembre 2018;

Formato: ebook – copertina rigida;

Prezzo: 2,99€ – 15,00€;

Proibito”, può essere definito un vero e proprio “spin off” della trilogia. I protagonisti, questa volta non sono Jared ed Amanda, ma l’altrettanto sexy cowboy Cole Bloom e la sorella minore di Jared, Britney Cooper.

Britney è una bellissima ragazza che vive “in sordina”, all’ombra di un fratello troppo bello ed egocentrico, e di genitori troppo premurosi. Le uniche cose che riescono a farla uscire dalla sua routine sono: la lettura dei suoi adorati libri, e il solo vedere, il ragazzo di cui è segratamente innamorata. Cole, riesce a farla sentire sé stessa, l’attrae fisicamente e le è sempre stato accanto in tutti i momenti della sua vita. Peccato che: sia  molto più grande, che non abbia mai mostrato alcun interesse per lei,  che sia un  vero e proprio playboy, e che sia anche uno dei migliori amici di suo fratello. 

Devo riuscire a resistere al suo fascino da Bruto, ai suoi occhi glaciali che nascondono tanta dolcezza. Perché lui è così bestia fuori e principe dentro”.

Se da un lato della storia c’è la dolce Brit, dall’altro c’è un vero e proprio uomo, misterioso e provocante. Una “bestia” che usa la sua sfrontatezza per nascondere le sue fragilità ed allontanare così alcuni demoni che non gli permettono di vivere la vita nel modo giusto. Per Cole, la sua boccata d’ossigeno, è una ragazza dagli occhi blu, il viso d’angelo e un corpo da paura nonostante la giovane età. Unico neo?! Si tratta della sorellina del suo amico e capitano della sua squadra di “team penning” di cui fa parte. 

Nonostante il ragazzo sappia da sempre, di provare un forte sentimento per quella ragazzina bionda, cerca in tutti i modi di allontanarla, di proteggerla  negandosi lui stesso la possibilità di essere felice.

“Le bambine non dovrebbero giocare con il lupo cattivo”.

Ma Brit, spinta anche tenacia della sua giovane età, e dalla purezza delle sue emozioni non demorde, e lotta per il loro amore proibitò, finché anche Cole non si lascia andare ai suoi sentimenti.

Da questo momento in poi si assiste ad un cambiamento radicale della coppia. Brit  cresce in fretta, con e per il suo “Ice”… e Cole si dimostra più affidabile, romantico e premuroso che mai.

Non voglio spoilerare troppo…ma non vi nascondo, che le scene d’amore, vengono descritte dall’autrice in modo così dettagliato e vivido, che è impossibile non emozionarsi per questi due bellissimi e sensuali protagonisti.

“La nostra pelle si fonde, fino a far scontrare persino le anime”.

OPINIONE PERSONALE:

Francesca ha toccato un tema familiare a quasi la totalità delle persone. Sfido infatti chiunque, a dire di non essere mai stato attratto/innamorato/infatuato, di una persona sbagliata, o per qualsiasi altro motivo “Proibita”.

Un maestro di scuola, un amico troppo grande, il ragazzo di una nostra amica, ecc ecc.  Tutti abbiamo avuto un nostro “Amore proibito”, e tutti abbiamo provato quel mix di frustrazione ed eccitazione che provava Brit in quella circostanza. Solamente chi si ama per davvero però,  affronta le difficoltà e gli imprevisti con la stessa serenità dimostrata dai nostri protagonisti.

Vivere l’amore non è semplice e parlarne ancora mano, ma io voglio provarci. Perchè tutti si aspettano il principe azzurro con il cavallo bianco. Perchè tutti devono sapere che il principe azzurro non esiste, ma è un demone travestito da angelo in sella a una moto”. 

Che dire?! io credo che con i suoi libri Francesca Chicca Cominelli, abbia fatto un vero e proprio “elogio all’amore”, raccontando in ogni volume una sfaccettatura diversa di questo sentimento così complesso. 

Rivivere una storia letta già, nei precedenti libri, però scritta dal punto di vista di altri personaggi è stato davvero suggestivo…

Posso aggiungere soltato che per me è SUPER CONSIGLIATO, e che penso sia la lettura giusta per scaldare questo freddo inverno!!! (A buon inteditore, poche parole) 😛

Se vi ho incuriosito con la mia recensione, ecco il link per poter acquistare il libro: AMAZON.

Vita Maria

Carissime amiche, oggi vi racconto di come è stato tradotto lo Yoga.

Da pratiche ascetiche e meditative dell’India a pratiche salutari volte a correggere alcune problematiche causate dalla vita moderna in Occidente. Un gran bel missunderstod!!!

Prendi una Cultura (quella indiana) prendi una disciplina, filosofia, lifesyle totalmente in sinergia con la cultura stessa (lo yoga) e traducila per gli occidentali…

Missione complicata non pensate?

Allo stesso modo, prendete l’Infinito di Leopardi e traducetelo in Cinese o Balinese … non credo sia una missione facile e per quanto precisa, accurata si potrà avvicinare al reale significato ma non potrà essere la stessa, sia per termini utilizzati, sia per significato intrinseco delle parole sia per “DNA” di chi legge la poesia che se non conosce i mille aspetti di Leopardi e della cultura Italiana avrà, ahimè, sempre un tassello mancante.

Tornando allo yoga, come tradurre per il mondo occidentale (così orientato al risultato, così orientato alla “perfezione”, così “poco spirituale”) che le Asana (le posizioni) servono da un punto di vista funzionale al flusso del Prana (energia vitale) e alla stimolazione di Chakra, Organi, Nadi (e chi più ne ha più ne metta)?

Missione ardua. La soluzione è arrivata con Iyengar che ha scelto alcune Asana e le ha descritte (con tanto di foto) per tradurre una scienza millenaria a noi occidentali.

Il tempo e il successo della “disciplina” ha fatto il resto… oggi si parla di allineamenti, di estetica della posizione, “no pain no gain” talvolta e ci si dimentica di cosa sia lo Yoga.

In questa full immersion di 40 giorni nello Yoga, mi trovo finalmente a parlare di yoga funzionale, ovvero: che funzione ha questa posizione? A cosa serve? Cosa devo “sentire”?

Eliminando il dolore tra le varie opzioni di risposta, circondatevi di insegnati che vi spiegano la funzione (fisica, spirituale, …) che quella particolare Asana ha, e con il suo aiuto, costruite il vostro personale unico allineamento.

Non siamo tutti uguali, di certo io non sono una adolescente indiana pelle e ossa e non pratico yoga da quando sono nata pertanto la mia flessibilità e mobilità è sicuramente diversa!

Facciamo un esempio: Trikonasana (il triangolo). L’obiettivo fisico principale di questa Asana è lo stretching di tutto un lato del mio corpo e di una torsione del tronco. Certo le mie anche dovrebbero essere allineate con il lato lungo del tappetino, il mio sguardo dovrebbe guardare la mia mano e le mie gambe dovrebbero essere tese e contratte, ma, se per fare questi allineamenti da “manuale”, perdo la funzione dell’asana e ancora peggio, sento dolore e anziché respirare (far circolare il prana) entro in Apnea …siamo proprio certi che sto facendo Yoga?

Io ho una leggera iperelasticità alle ginocchia e se le tendo troppo rischio di farmi male, se devo tenere la postura per 7/8 lunghi respiri il collo mi fa davvero male … che benefici mi può portare?

Spero di non essere fraintesa, rispetto e pratico lo yoga di tutti i tipi (Iyengar, Bikram, Ashtanga, Nidra, Hata, Vyniasa …) intendo dire di ascoltare però anche il vostro corpo!

Your body your yoga

Namastè dall’India…

Michela

Carissime amiche, era da tanto che sul blog non si parlava di creatività e “Fai da te“…ma quale periodo dell’anno, è più indicato per sprigionare la fantasia e gli “attacchi di arte”, se non il Natale?!

Eccomi quindi, pronta a raccontarvi passo dopo passo, come ho creato una ghirlanda di Natale, riciclando i tappi di sughero.

Qualche settimana fa, sistemando il garage, ho ritrovato un sacchetto pieno zeppo di tappi di sughero. Quando ero piccola li collezionavo,  e con il passare del tempo li ho conservati in attesa di un’idea che mi portasse a riciclarli per creare qualcosa di nuovo. Visto che lo scorso anno la mia ghirlanda si è rovinata, e  che sarei dovuta uscire per comprarne una nuova, ho deciso di  creare da zero la mia ghirlanda natalizia interamente in sughero.

OCCORRENTE:

Tanti tappi di sughero uguali tra loro! (io ho preferito quelli da spumante);

Colla a caldo;

Nastri colorati;

Cartone;

Raffia;

Forbici;

Fil di ferro;

Foglie di Alloro o Vischio;

TUTORIAL:

Sono solo pochi steps!

Il primo passo, è quello di creare su un cartoncino la sagoma rotonda della ghirlanda. Le dimensioni variano a vostro piacere… io l’ho ritagliata 25 x 25 cm. (Ricordate di scegliere un cartoncino abbastanza resistente, perché  altrimenti rischiate di romperla in men che non si dica). Se avete poca pazienza, in alternativa si può acquistare una sagoma per ghirlande in polistirolo già pronta.

Una volta ricavata la nostra sagoma,  facciamo una prova su come posizionare i tappi, e non appena sicuri che il numero sia sufficiente a ricoprire tutta la ghirlanda li  incolliamo con la colla a caldo.  Io ho creato due cerchi di tappi: il primo incollandoli  in verticale,  ed il secondo in orizzontale cioè alternando una testa ad un gambo. Sempre con la colla, decoriamo la ghirlanda con dei nastr,   foglie di Alloro e la raffia.

Infine, per poterla appendere, è necessario creare una sorta di uncino o un’asola, con il fil di ferro… (dipende da dove vorrete posizionarla).

Che ne dite? Vi piace?

PS.  Ho ancora tantissimi tappi da riciclare, se vi va…lasciate un commento con un’idea che vorreste vedere realizzata, e spero di potervi accontentare presto!

 

 

 

 

 

Vita Maria

Carissime amiche, oggi vi parlo di un argomento che mi sta particolarmente a cuore…

CHE SIGNIFICA ESSERE BLOGGER?

Molto spesso, quando presentandomi dico che sono anche una blogger, scorgo nella faccia del mio interlocutore un misto tra stupore e scetticismo. Così, dopo mille ragionamenti, sono arrivata alla conclusione che tale atteggiamento è perché il più delle persone in realtà non sa nemmeno in che cosa consista l’essere blogger!

Pensano, che essere blogger significhi vivere di gift box, scattare migliaia di foto e fare solo le stories su Instagram...

ok, facciamo anche quello, ma in realtà E’ MOLTO MOLTO MOLTO DI PIU’!

Partiamo dalla base:

Per definizione, un blogger è colui o colei che  gestisce un blog, cioè un particolare sito internet, in cui vengono pubblicati degli articoli con lo scopo di informare i propri lettori, discutere, relazionarsi  e confrontarsi; in poche parole… una rivista online però interattiva!

Al pari del blogger, vi è il vlogger cioè un visual, che si dedica  a creare e condividere all’interno del suo blog soltanto contenuti visivi: foto e video e non testuali.

Si tratta quindi di veri e propri professionisti, che mettono le loro competenze a disposizione di aziende e/o altri liberi professionisti,  scrivendo e pubblicando degli articoli volti a parlare, informare e discutere con i lettori al riguardo di un prodotto o di una tematica.

Come funziona un blog?

E’ indispensabile dunque creare un blog. Anni fa, bisognava programmarlo da zero, ed era molto complicato…ma oggi è diventato facilissimo grazie a siti come: WordPress, Blogger ecc.

Dopo aver creato il blog, bisogna studiare come indicizzare il sito, compilare un adeguato piano editoriale, ed infine scrivere, scrivere, e ancora scrivere!

In contemporanea,  è necessario creare le pagine social a supporto, per facilitare la condivisione e la visualizzazione dei contenuti. Indispensabili sono le pagine di Facebook e di Instagram…molto utili in base al tipo di blog che si gestisce, anche gli account a Pinterest e Twitter.

Come ogni lavoro, il fine ultimo è naturalmente quello di monetizzare.  Ma come riuscirci? Beh vi sono diversi metodi… ed è il blogger a decidere come impostare il suo lavoro.

Advertising (sfruttare gli spazi del blog per vendere banner, recensioni, link altrui);

Influencer (Influenzare le scelte degli utenti, sponsorizzando alcuni prodotti/brand);

Inbound Marketing (usare il blog per essere trovati da potenziali clienti);

Cose da sapere:

Niente è lasciato al caso… ogni foto che vedete, ogni parola che leggete, è frutto di uno studio!

Quindi ricredetevi se guardando le stories, leggendo gli articoli o osservando le foto postate, pensate che quella sia semplicemente vita reale. NO!  Si mostra quel che si vuole mostrare…che sia esso un prodotto, un luogo o un personaggio poco importa, è sicuramente frutto di analisi dei dati, inventiva e tanto lavoro.

In questo lavoro più che in altri, è necessario saper lavorare in team. Riempire un calendario editoriale non è semplice, e pubblicare ogni settimana almeno tre o quattro articoli può diventare un grande impegno; per questo, c’è bisogno di collaborazione e organizzazione.

Bisogna essere in continuo aggiornamento: sì poiché il mondo virtuale è in continuo mutamento… e non appena pensi di aver capito come fare ad ottenere dei risultati, vi è già un nuovo algoritmo che stravolge le tue capacità, quindi bisogna stare sempre al passo con i tempi. Come? Apprendendo il più possibile… ascoltando seminari, webinair, partecipando ad eventi e confrontandosi con colleghi.

Conclusioni:

Essere blogger oggi in Italia, significa scontrarsi ancora contro chi non riesce a capire che si tratta di un lavoro a tutti gli effetti! Un lavoro 2.0, diverso, nuovo…ma che richiede: tempo, impegno, serietà e studio come qualsiasi altro posto di lavoro. Un lavoro dove si può “far carriera” solo se ci si differenzia dagli altri, o se sei il primo a fare qualcosa di diverso.  Chiara Ferragni docet!

Noi del team “Scrivere a colori”, siamo semplici donne accomunate dalla passione per la scrittura.  Anche se siamo ancora una piccola realtà, da qualche mese abbiamo attivato la sezione  “Unisci al team di Scrivere a colori“, ritenendo in questo modo di poter dare una possibilità  ad altre donne, di potersi avvicinarsi alla tecnologia, fare esperienza insieme a noi e cimentarsi con questa nuova professione.

Non vi nascondo che la maggior parte delle donne che ci contattano, abbandonano subito dopo, perché non abbastanza motivate, o semplicemente perché pensavano fosse tutto più semplice…che fosse un gioco e non un lavoro!

Ma noi non molliamo… anzi, stiamo cercando in tutti i modi di espandere le nostre competenze e diventare delle piccole imprenditrici.

Che dire, spero di aver fatto un po’ di chiarezza su questo lavoro così “chiacchierato”… e di avervi spiegato materialmente cosa facciamo noi del team! Come sempre, se vi va, potete commentare l’articolo dicendoci la vostra opinione sull’articolo e sul blog in generale.

Alla prossima,

Vita Maria

Carissimi lettori,

oggi vi parlo della mia adorata terra, la Sicilia… e di una delle sue tradizioni più antiche: “la festa dei morti”.

In molte culture, i “morti” fanno un po’ paura ai bambini, ma in Sicilia, no! Addirittura si parla di “festa” e non di “commemorazione”… curiosi di sapere perché?

Negli anni passati, il rapporto con una persona cara dopo la sua dipartita era molto più vivo di adesso… si andava a trovarli al cimitero, gli si portavano fiori, candele e addirittura si mangiava sulla tomba o nella cappella di famiglia (tradizione in seguito proibita da un editto papale, ma tuttora viva in certi paesi della Calabria).  Andare al cimitero è sempre stato come “andare a trovare la zia lontana”… quindi ZERO TRISTEZZA.

Inoltre ai bambini buoni e ai poveri, veniva regalato il “Cannistro“, cioè un cesto di vimini pieno di doni di varia natura. Anche se a poco a poco sta andando nel dimenticatoio, soppiantata dalla più globale festa di Halloween,  ancora oggi capita di sentire qualche “Nonnino” o “Nonnina” che nel mese di  Novembre, si avvicina ai nipotini e dice:

“Che ti hanno portato i morti?”

Ma da dove arriva questa tradizione?

Le sue origini risalgono ad alcuni riti pagani, infatti, il 31 Ottobre per i celtici si festeggiava il capodanno, e in quell’occasione il principe delle tenebre, chiamava a sé tutte le anime e gli permetteva per un giorno di passare da un mondo all’altro. Nacque così i la notte di Samhain, letteralmente “di tutte le anime”.  Nel 835, papa Gregorio II, visto che la chiesa cattolica non riusciva a sradicare gli antichi culti pagani legati alla tradizione celtica, spostò la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio all’ 1 Novembre, con la speranza di riuscire, a dare un nuovo significato ai riti profani. L’intento del papa di sradicare questo mito non riuscì, e la chiesa aggiunse quindi, nel X secolo, la “Festa dei Morti” il 2 Novembre, in memoria delle anime degli scomparsi.

Differenze tra città e città:

Giuseppe Pitré,  racconta come, nel passaggio, leggenda vuole che i morti rubassero ai ricchi pasticcieri, fruttivendoli, commercianti, per lasciare regali ai propri cari in vita. Da qui nasce la tradizione della “caccia al tesoro” o di “apparrai i scarpi” per i bambini.

A Palermo, il primo Novembre, i bambini vanno a letto presto e  con un po’ di timore… se sono stati cattivi si risveglieranno con i piedi “grattati” da una grattugia (che fantasia!) se invece sono stati buoni…al risveglio troveranno la tavola imbandita con doni di diversa specie: dolci, abbigliamento, denaro, giochi e qualsiasi altra cosa si stata richiesta.

Nel Trapanese questi doni vengono riposti all’interno di scarpe nuove o nascosti in giro per casa. Se vi state chiedendo, come me, perché all’interno delle scarpe?! La risposta è semplice: già possedere un paio di scarpe nell’antichità era ritenuto un lusso, e averle anche nuove, non poteva che essere un ottimo augurio per il nuovo anno,  per una “buona camminata”.

Partinico, i morti indossano un lenzuolo e, a piedi scalzi recando una torcia accesa e recitando litanie, percorrono alcune strade cittadine, stessa cosa accade nel catanese, e per la precisione ad Acireale.

Tutti i bambini però imparano e ripetono quando sono a letto  questa semplice filastrocca:

Armi santi, armi santi  (anime sante)
Io sugnu unu e vuatri siti tanti: ( io sono uno e Voi siete tante)
Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai(mentre sono in questo mondo di guai)
Cosi di morti mittitiminni assai“(Regali dei morti mettetemene molti)

I morti “ritornano“, quindi per aiutare le nostre vite e garantire la prosperità. Loro, che stanno teoricamente nel sottosuolo, custodiranno i semi piantati, aiuteranno la germogliatura delle piante… e ci proteggeranno dall’oscurità della vita (non a caso, la tradizione vuole che si inizi a seminare i campi, solo dopo il giorno dei morti).

Il Cannistro dei morti:

All’interno del “cannistro”si mette in primis  la “frutta martorana“. Questo dolce di pasta di mandorle è squisito! Inoltre è molto suggestivo perché le famiglie si riusniscono qualche giorno prima e passano il tempo a  creare,pitturare e decorare con attenzione le varie forme. Inizialmente si riproduceva solo frutta… oggi invece si ricreano tutti i cibi,  dai vari tipi di pesce alle pietanze più moderne come Hamburger o muffin.

Un’altra tradizione, è quella di regalare all’interno del “cannistro”,”Il/la Pupo/a ri zuccaro” detto anche “Pupaccena”.  Si tratta di una statuetta creata in zucchero colorato. Un’antica leggenda racconta che un nobile arabo invitò a cena alcuni ospiti e il suo cuoco, visto le ristrettezze economiche del suo padrone, creò, con lo zucchero, una  statuetta, che fu tanto apprezzata dai commensali,  da qui il nome  “Pupi a Cena”. Originariamente avevano le sembianze di Santi, del Cristo risorto, di Ballerini o di una coppia di fidanzati: “u zito e a zita”; oggi invece si spazia.. dal personaggio del cartone animato di moda alla riproduzione dell’oggetto hi-tec.

Conclusione:

Che dire, io amo questo misto tra “sacro e profano” che si respira nella mia terra… e sapere che si tramanda il ricordo (positivo) di una persona dopo la morte, mi conferisce serenità.

Vi segnalo anche il  link all’articolo di Palermo viva,  in cui Andrea Camilleri racconta il ricordo del suo “giorno dei morti”.”

Nelle vostre città vi sono tradizioni come questa? Fatemi sapere con dei commenti…

Carissime lettrici… manca davvero poco alla notte più spaventosa dell’anno e sono sicura, che concorderete con me quando dico che:

Il trucco per la notte di Halloween è praticamente IMMANCABILE!

Eccomi dunque pronta a proporvi qualche soluzione make up…

lo scorso anno, se ricordate, ho creato un make up ispirato ai ragni e alle fobie; quest’anno invece, ho  deciso di proporvi ben due opzioni!

La prima opzione è un po’  più complessa e prevede anche la necessità di qualche accessiorio:  “lI coniglio” che ho pubblicato qualche giorno fa sul mio blog personale Miriana La Bella.

La seconda opzione è invece un trucco occhi semplice e veloce. Un trucco che si adatta facilmente a qualsiasi tipo di costume di Halloween.

Che ne dite? Proviamo a rifarlo insieme???

Tempo necessario:

Velocissimo, pronto in 12 minuti!

Occorrente:

1. Primer

2. Matita nera

3. Ombretto nero

4. Ombretto bianco

5. Ciglia finte

6. Pennello a setole larghe

7. Pennello a setole piatte

8. Ombretto glitter viola (che come saprete è un colore di gran moda per l’autunno-inverno 2018-2019)

Iniziamo:

1. Stendete sulla palpebra un primer e con un pennello a setole piatte applicate un color bianco acceso

2. Con un pennello a setole larghe iniziate a creare un smokey Eyes sui toni del nero, partite dalla parte finale dell’occhio e arrivate fino alla piega della palpebra

3. Con un pennello pulito sfumate entrambi i colori , cercando di creare un effetto omogeneo

4. Bella zona interna della palpebra applicate un ombretto glitter fucsia.

5. Con una matita nera contornate la parte inferiore dell’occhio, cercate di uscire leggermente fuori , in modo di sfumare con un pennello .

6. Applicate delle ciglia finte, per far sì che il trucco risulti il più “macabro” possibile…

ed il gioco è fatto!

Spero che questo tutorial possa esservi d’aiuto…e non dimenticate di usare gli hashtag #scrivereacolori, #makeupacolori,  e di taggarci se rifarete uno dei miei trucchi o qualche trucco particolare.

Buon Halloween a tutti e al prossimo articolo,

Miriana .

Carissime amiche,

solitamente non vi parlo mai di Benessere, ma oggi, voglio raccontarvi la mia esperienza con la ZUMBA , ed elencarvi il perché secondo me è un’attività che porta benessere e buon umore.

Chi mi conosce, sa benissimo che non avevo mai praticato uno sport in vita mia!

Sempre svogliata ed incostante… preferivo limitarmi nel mangiare, e dedicarmi ad altre attività di svago. Un giorno… una mia cara amica, quasi per gioco mi ha invitata a partecipare ad una lezione di Zumba. Pensavo fosse l’ennesia perdita di tempo… ed invece, mi si è aperto un mondo!

Facciamo un po’ di chiarezza…

Che cos’è la Zumba?

La Zumba, è una lezione di fitness musicale di gruppo. E’ solitamente strutturata in un programma di 50 minuti e lo scopo principale, è quello di far lavorare i muscoli, divertendosi. In questo modo, lo sforzo fisico sembrerà minore. Fu creata dal ballerino e coreografo Alberto “Beto” Perez alla fine degli anni novanta in Colombia, e come le discippline nuove, è ancora in continua evoluzione.  Alla prima lezione,  la mia istruttrice disse:

” La Zumba, non va spiegata, va vissuta”

..infatti, devono essere le Zumbere a farsi coinvolgere dai diversi ritmi e seguire il più possibile le coreografie, senza stressarsi se un passo è giusto o sbagliato. (Per esempio io, i primi due mesi non riuscivo nemmeno a coordinare braccia e gambe, ma l’importante è non fermarsi).

Quali sono i suoi benefici?

  1. La cosa che penso interessi a tutte noi è che fa dimagrire! Tutto dipende dall’intensità con cui si effettuano gli esercizi…ma vi assicuro che non ho mai sudato così tanto. Ogni lezione, fa smaltire circa 9,5 colorie al minuto… quindi il metabolismo risulta sicuramente aiutato, nonostante ciò, bisogna sempre stare attenti anche ad associare alla Zumba una sana alimentazione.
  2. Riduce lo stress. Essendo un allenamento divertente ed allegro, vi renderete conto che i minuti di lezione voleranno tra risate, chiacchiere e spensieratezza. L’atmosdera che si respira, è quella di una festa! Vi posso giurare che vi sentirete attivi e pronti per affrontare qualsiasi cosa dopo la lezione.
  3. Migliora l’attività cardiovascolare.  Come anticipato prima, la lezione segue una sorta di “circuito”, per allenare tutti i muscoli nel modo migliore e ne consegue quindi il migliramento del flusso cardio -vascolare. Inoltre grazie alla giusta respirazione, la capacità polmonare le trarrà beneficio.

Chi può praticare Zumba?

TUTTI !!!

Esistono diversi tipi di Zumba:  la Zumba Kids adatta ai bambini, Aqua Zumba da praticare in piscina o al mare, Zumba Gold con esercizi ideati per gli over 65, Zumba atomic per i ragazzini, Zumba Tonic per tonificare i muscoli ecc ecc Ormai il successo di questa discipplina è planetario…e per questo le novità sono sempre dietro l’angolo…

Come farla?

In realtà è possibile praticarla anche da casa, in completa autonomia grazie a DVD  e/o video online che spiegano passo passo le coreografie da ballare, ma se posso dire la mia opinione… prendetevi un’ora per voi e seguite un corso in qualche palestra o scuola di ballo! Avendo una istruttrice/un istruttore a vostra disposizione, capirete i vostri errori, imparerete meglio le coreografie e soprattutto vi divertirete di più perché condividerete la “festa” Zumba con altre persone.

L’occorrente??? Abbigliamento sportivo, acqua, asciugamento e spensieratezza!

Che aggiungere? Incostante come sono, non avrei mai pensato che questa disciplina riuscisse ad entrarmi nel cuore…ed invece, adesso aspetto con anzia i giorni delle lezioni…e devo dire, che i risultati si vedono!

Buon divertimento!

Vita Maria

Carissime amiche ed amici,

In questo articolo, vi parlerò di “Atto di Fede”,  un romanzo di formazione,  scritto da Marco La Paglia, ed edito da: Herkules Books.

Il libro, fa parte della collana “Bianco H“, spazio dedicato dalla casa editrice ai libri di narrativa, poesia e ai saggi; ed è stato pubblicato proprio qualche mese fa…

SCHEDA TECNICA:

Titolo: “Atto di fede”;

Autore: Marco La Paglia;

Editore: Herkules Books;

Genere: Narrativa Romanzo di formazione;

Data pubblicazione: 10 Luglio 2018;

Pagine: 198;

Formato: Cartaceo;

Prezzo: 14,90€;

TRAMA:

Andrea è un ragazzino cresciuto tra i boschi insieme alla madre. Innamoratosi di Aidoann, appartenente ad una famiglia di nomadi, abbandona la propria casa per ritrovarsi coinvolto in una serie di eventi drammatici che hanno in qualche modo, come sfondo, le vicende della nostra Italia.

RECENSIONE:

Come tutti i Romanzi di formazione, questo libro in realtà racconta la crescita e la maturazione di Andrea. Questo bambino, privato dalla madre,  del seme della scoperta, trascorre gran parte dell’infanzia, “dentro ad una cupola di vetro”, ignaro di tutto ciò che accade nel mondo; vivendo in modo monotono,  ma sicuro. Quando incontra per caso Aidoann, una bambina scaltra, vitale, così diversa da lui, ne rimane affascinato…tanto, da decidere  di partire insieme alla chiassosa carovana della ragazza, alla scoperta del mondo.

La storia è ambientata perlopiù a Genova, negli anni della II Geuerra mondiale.  Ho amato in modo particolare le dettagliate descrizioni dei luoghi e la scelta di inserire nel testo alcune parole e frasi in dialetto genovese. Con queste scelte, Marco La Paglia ci mostra parte del suo background personale. Un uomo amante delle sue origini, della sua città, che ci tiene a ricordare alcune pagine orribili della storia mondiale, e a farci riflettere oggi… per non farci ricadere negli stessi sbagli fatti dai nostri avi.

La parola che penso possa legare tutti i capitoli del libro è: “Perdita

Andrea, perde la sua innocenza nel momento  in cui decide di disobbedire alla madre e di passare le sue giornate nel bosco. Poi con la vicinanza di Don Vito e dei suoi “dipendenti”, si trasforma in un vero e proprio fuorilegge.  Insieme ai suoi anni migliori, perde gli affetti, gli amici… l’amore, e divenuto adulto, sente finalmente il bisogno di raccontare la sua storia e  in un certo qual modo di “redimersi”. Consapevole che la sua vita è ormai giunta agli sgoccioli, rivela a Zaira gran parte della sua storia. Fino ad arrivare all’ennesima perdita…

Il libro può essere definito una “Metanarrazione“, è composto cioè da un racconto nel racconto. L’autore ci racconta la storia di Andrea, ma al contempo Andrea racconta la storia della sua vita a Zaira. Questa particolare scelta narrativa, fa in modo che la lettura risulti più coinvolgente e stimolante… (un libro da leggere tutto d’un fiato!)

Come abbiamo potuto vedere, i temi affrontati sono molteplici: le  discriminazioni raziali, la criminalità organizzata, il terrore psicologico, l’omertà, le atrocità della guerra, ma anche l’amore e la speranza.

Infatti, nonostante tutte le sue perdite, alla fine, il messaggio che traspare è di speranza.

 “Ho imparato che vivere è un atto di fede. E quando dico fede non intendo una fede religiosa, o almeno non solo quella. Bisogna avere fede, fiducia e tutto avrà un senso. Solamente l’amore ci può salvare, può cambiare il nostro modo di guardare il mondo, renderlo migliore.”

Non vi nascondo, che non appena letto questo libro, da grande fan di Luciano Ligabue, ho colto da subito un riferimento ad “Atto di Fede” una canzone del 2010, contenuta nell’album: “Arrivederci, mostro!”.  Sia nel libro, che nel testo della canzone si dice che “vivere è un atto di fede”….e di fede, Andrea nella sua vita ne ha dovuta avere davvero tanta! Nonostante tutte le sue disavventure, lui non si è mai arreso. Ha sofferto, si è sentito solo, è stato umiliato, ma ha anche gioito, amato, riso e sperato…HA VISSUTO A PIENO TUTTI I GIORNI DELLA SUA VITA!

Volevo spendere ancora due righe per parlarvi della splendida copertina.  Sullo sfondo troviamo l’antico porto di Genova al tramonto, ed in primo piano un giovane con la testa china, e lo sguardo basso verso il mondo. Si tratta di Andrea, un sopravvissuto…che nonostante abbia vissuto una vita così travagliata, cerca il modo per rendere migliore il mondo…cerca… il suo “atto di fede“.

CONCLUSIONE:

Questo libro  ci mostra le emozioni, i pensieri, le sensazioni ed i punti di vista,  dal momento in cui si insinuano nella mente del protagonista, fino a che, ormai maturi, prendono libero sfogo nel suo racconto.

Atto di fede” a mio avviso, è un libro indicato sia ad un giovane lettore (che potrà scoprire grazie ai racconti di Andrea  sfaccettature inedite della storia d’Italia e d’Europa),  sia ad un lettore maturo, che potrà immedesimarsi e richiamare alla memoria, ricordi di un’epoca che sembra distante anni luce da noi, ma che in realtà… è stata vissuta dalla maggior parte dei nostri cari.

Che aggiungere? Per me, è un libro CONSIGLIATISSIMO!

Se con la mia recensione vi ho incuriosito, potete acquistare il libro anche online, e farlo arrivare comodamente a casa vostra o dei vostri cari! -> Acquista ora<-

Buona lettura,

Vita Maria

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