Category

LifeStyle

Category

Come scegliere la Babysitter giusta, ecco la nostra guida!

Oggi vi parliamo di BabySitter…

Innanzitutto spieghiamo cos’è questa figura professionale, Una bambinaia(o baby-sitter in inglese) è una persona che per lavoro si occupa di curare (a tempo pieno oppure occasionalmente) i figli di altre persone.

Dalla definizione si capisce che la scelta è molto delicata ed importante per questo oggi vi spiegheremo  come scegliere al meglio e senza stress la babysitter che si occuperà dei vostri bambini quando voi non ci siete.

Prima di iniziare vi poniamo una domanda…

Mamma, sai scegliere la babysitter perfetta?

Trovare la tata ideale può essere impegnativo per i genitori. Che siate alla ricerca di un asilo, di una babysitter o di un’educatrice professionista, sono molte le cose da tenere a mente. Ad esempio, è meglio il nido o l’educatrice per rispondere ai bisogni di vostro figlio? Come assicurarvi che sia felice? Per aiutare i genitori a fare le scelte migliori per la cura dei propri figli, abbiamo fatto una lista delle 6 cose più importanti da tenere in considerazione.

  1. Stabilisci quale tipo di soluzione risponde meglio ai bisogni del bambino e ai tuoi

Dal nido alla babysitter, i nonni o le ragazze alla pari, bisogna dedicare del tempo alla scelta di quale di queste sia la migliore soluzione per la cura del proprio bambino. Per farlo, stabilisci le tue priorità e fatti queste domande:

  • Per quante ore al giorno mi serve un aiuto? Tutto il giorno, le mattine, i pomeriggi o solo di tanto in tanto?
  • Quanto voglio spendere?
  • Voglio che il mio bambino sia curato a casa o in un’altra struttura?
  • Voglio che il mio bambino possa giocare con altri bambini?
  • Quali sono gli orari delle diverse soluzioni? Sono compatibili con la mia agenda?
  • Quali qualifiche dovrebbe avere chi si prende cura di mio figlio?
  • In quale situazione mio figlio ha più possibilità di giocare o di imparare cose nuove?
  • Preferisco che a mio figlio venga preparato il pasto o voglio cucinarlo io stessa?
  • Preferisco che il mio bambino sia seguito individualmente, o anche insieme ad altri bambini? Quanti bambini al massimo dovrebbe seguire ogni educatore?

Fai una lista di pro e contro per ciascuna soluzione, e scegli quella che ti sembra migliore sulla base della lista.

  1. Sede

Vuoi che il tuo bambino stia a casa vostra, all’asilo o a casa di qualcun altro? La sede dove il tuo bambino trascorrerà il tempo ha la sua importanza. Tieni a mente i suoi orari e abitudini, e non dare per scontato che sappia adattarsi facilmente a tutte le situazioni. Dovresti trovare una soluzione che convenga sia a te che a lui. Se pensi che stia meglio a casa, opta per una babysitter. Puoi trovarla anche online su siti come Babysits.it. Se invece il tuo bambino è più attivo e socievole, valuta di inserirlo in un asilo. Se questa è la soluzione che preferisci, valuta se la sede dell’asilo è comoda per te e controlla gli orari di apertura.

  1. Sicurezza

La sicurezza è sicuramente una delle cose più importanti da valutare per scegliere la soluzione migliore. Se decidi di lasciare il tuo bambino in un asilo o a casa di qualcun altro, assicurati che gli spazi siano puliti e adatti ai piccoli.

  1. Chiedi delle referenze alla persona che si occuperà del tuo bambino

Se pensi di aver trovato la soluzione adatta, chiedi delle referenze a chi si occuperà del tuo bambino. Le referenze sono un elemento fondamentale della scelta, perché così saprai cosa aspettarti. Ricorda di chiedere nomi e numeri di telefono delle persone che ti vengono segnalate, in modo da poterci parlare direttamente.

  1. Al tuo bambino piace la persona che hai scelto?

Se il tuo bambino ha difficoltà a legare con chi si occupa di lui, allora è difficile che le cose filino lisce. Ricorda di chiedere al tuo bambino se gli piace la sua educatrice o babysitter. Se invece il tuo bambino non parla ancora, fai attenzione a come interagisce con la persona che si prende cura di lui.

  1. Fidati del tuo istinto

Ogni genitore sa se c’è qualcosa che non va con il proprio bambino. Se senti che qualcosa non quadra, puoi decidere di interrompere il servizio, che sia con la babysitter o con l’asilo. Se decidi di farlo, non buttarti giù! Continua a cercare e a sperimentare. Il tuo bambino si merita le cure migliori, e soprattutto deve essere contento quando passa il tempo con altri.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Babysits.it. Con più di 12.000 membri in Italia, Babysits è la più grande piattaforma di babysitting per connettere babysitter e genitori online e tramite app.

Ciao care amiche di Scrivere a Colori, come state? Questo articolo per me è il primo del 2019.

Abbiamo salutato da poco il 2018 e dato il benvenuto al 2019!

Il 2018 per me, come già sapete è stato un anno duro,fatto di grandi perdite che ancora faccio fatica a mandare giù.

Se mi seguite nei social, saprete sicuramente che a maggio del 2018 ho perso mio padre.

Io e lui non siamo mai andati d’accordo, negli ultimi anni la situazione era peggiorata a tal punto che l’ultimo litigio è stato un paio di giorni prima che moriva.

Ora vivo con il rimorso di non avergli  chiesto scusa.

Solo ora mi rendo conto che le persone non cambiano e che se vuoi viverci in modo sereno devi accettarle così come sono anche se è difficilissimo.

Vorrei poter tornare indietro e chiedergli scusa ma non si può, l’unica cosa che ora posso fare è cercare di andare avanti e ritrovare un po’ di tranquillità.

Il mio articolo di oggi è molto personale, vuole essere uno sfogo, sono riuscita finalmente dopo tanto tempo a dire ciò ciò che sentivo dentro e mi ha fatto star male e continua ancora farmi star male!

Ogni inizio d’anno porta con sé la speranza, di realizzare nuovi progetti, di iniziare nuove avventure, infatti ogni anno a gennaio, si prende un foglio è si scrivono i buoni propositi, poi c’è chi li riesce a mantenere e chi no.

Quest’anno invece, voglio andare controcorrente, non voglio scrivere i buoni propositi ma bensì, vorrei regalarmi un unica parola che racchiude in sé, cosa vorrei per il mio 2019.

La mia parola del 2019 è Benessere.

Si vorrei ritrovare quel benessere che in realtà non ho mai avuto, non solo fisico e mentale ma anche psicologico.

Un Benessere che mi aiuti a superare i sensi di colpa e mi aiuti a vivere più serenamente.

Ciò che è successo non lo si può cancellare e nemmeno si può dimenticare ma si può invece provare ad andare avanti.

Ho lasciato il 2018 con tanta tristezza nel cuore e vorrei iniziare il 2019 con tanto benessere e serenità.

Ed è ciò che auguro anche a voi che mi seguite ogni giorno tanto Benessere, ma non solo mentale e fisico ma un benessere psicologico che vi aiuti a superare quelle piccole paure che ogni giorno affrontate!

Vi auguro in questo 2019 tanto benessere e serenità!

Con questa parola partecipo al progetto #lamiaparola2019 di sei donne bellissime e che ispirano ogni giorno la mia vita!
@ilfruttodellapassione @miprendoemiportovia @manuelavitulli @machedavvero @likemiljian @thepinkdumpling

Vi invito a partecipare a questo bellissimo progetto, scrivendo la parola con cui vorreste iniziare il vostro 2019!

Uno degli argomenti che negli ultimi tempi sta creando grande interesse in ambito educativo è senza ombra di dubbio quello delle regole.

Sempre più spesso infatti mi trovo a confrontarmi con genitori confusi, che mi chiedono cosa devono fare per far rispettare le regole e soprattutto come gestirle, in casa e fuori, per far sì che vengano comprese e interiorizzate dal loro bambino.

Ci tengo innanzitutto a sottolineare che il primo passo è quello di sfatare il falso mito che le regole siano delle imposizioni e in quanto tali pongono i genitori sotto una cattiva luce, portandoli a temere di essere considerati  dei “cattivi” genitori. Ma le regole non devono essere viste come degli ordini o dei divieti autoritari; esse vanno considerate piuttosto come dei paletti, dei confini indispensabili per contenere il bambino e per farlo crescere in modo sereno, sano ed equilibrato.

Le regole infatti rappresentano una fonte di sicurezza per i bambini, li proteggono e li portano, pian piano, ad acquisire la capacità di autoregolarsi, per poi, un giorno, essere in grado di porsi dei limiti da soli.

Il senso di sicurezza che il bambino trova nelle regole è fondamentale perché senza di esse non ci sarebbero limiti.

Le regole sono quindi indispensabili, perché forniscono rassicurazione e contenimento, ovvero permettono al bambino di avere dei riferimenti precisi. Esse inoltre, forniscono prevedibilità, un altro elemento fondamentale per i bambini, poiché tutto ciò che è prevedibile ed abitudinario li conforta. Avere quindi regole chiare, coerenti e ferme, rende il mondo comprensibile e prevedibile ai piccoli e consentendo loro di costruirsi degli schemi mentali su come esso funziona.

T.B Brazelton, famoso pediatra americano, non a caso ha affermato che Fra tutto ciò che un genitore dona al proprio figlio, la disciplina è seconda per importanza solo all’amore”.

Quando un genitore si preoccupa di fargli dono della disciplina, il bambino sa di essere amato.

Per tutti questi motivi, le regole non possono essere qualcosa di improvvisato, ma richiedono riflessione e confronto costanti da parte dei genitori.

Vediamo ora i 5 punti fondamentali per saper gestire le regole in modo efficace.

 

  • Essere chiari e coerenti

Il primo aspetto da tenere bene a mente è che noi genitori rappresentiamo il modello educativo per eccellenza per i bambini e che loro imparano soprattutto attraverso l’imitazione. Pertanto non possiamo pretendere che nostro figlio rispetti una regola se siamo noi i primi a non seguirla.

Il genitore deve essere poi veramente convinto della necessità delle regole che decide di porre al bambino. Ciò significa essere coerenti con esse e fare attenzione non solo al linguaggio verbale, ma soprattutto a quello non verbale, ovvero che postura, mimica, gesti e voce siano adeguati e congruenti al contenuto verbale che si sta esplicitando loro. In caso contrario si rischia di trasmettere ambiguità e ulteriore confusione, con il risultato fallimentare che il bambino con molta probabilità non seguirà ciò che gli stiamo chiedendo.

Questo non significa essere rigidi, ma è fondamentale stabilire dei limiti il più possibile chiari e farli rispettare senza cedere alle pressioni, a volte stenuanti, dei figli e nel caso in cui viene concesso al bambino di trasgredire ad una regola, è bene spiegare sempre che si tratta di un caso particolare e quali sono le condizioni che hanno permesso lo “strappo”.

 

  • Esprimere le regole in positivo

Comunicare una regola in senso negativo, del tipo “non giocare con le posate quando sei a tavola” fa concentrare in maniera involontaria l’attenzione su cosa non fare, piuttosto che su cosa fare. Questo tipo di divieti spesso innescano la dinamica della tentazione e quindi portano il bambino a fare esattamente il contrario. Esprimere invece i limiti in positivo permette di evitare di suggerire azioni “negative”, mettendo invece in rilievo le aspettative positive.

 

  • Condividere i limiti nella coppia

E’ fondamentale che all’interno della coppia, entrambi i genitori condividano le regole da presentare al bambino e che facciano fronte unico di fronte al figlio.

Avere due metri e due misure, innanzitutto pone uno dei due genitori in una situazione di vantaggio nella relazione perché fa si che rivesta la parte del genitore “buono”, e in più questo atteggiamento non solo non aiuta il bambino, che sarà ancora più confuso e sfiduciato nei confronti di chi dovrebbe essere il suo modello di riferimento, ma è altamente screditante nei confronti dell’altro genitore, negando in qualche modo anche la legittimità di ciò che sta dicendo.

E’ bene quindi che i genitori siano coerenti tra loro nel dare le regole al bambino. Ed è fondamentale mantenere sempre una comunicazione e un confronto sul codice educativo da trasmettere, ma ciò ovviamente non in presenza del figlio.

 

  • Dare regole adeguate all’età

Un altro aspetto da tenere in considerazione quando si stabiliscono delle regole è ovviamente l’età del bambino. Nel corso della crescita cambiano anche i comportamenti e i bisogni del bambino e di conseguenza devono modificarsi anche le richieste e le modalità con cui queste vengono esplicitate. Ciò significa spostare i paletti a seconda delle reali esigenze del bambino. Ad esempio, è eccessivo pretendere che un bimbo di tre anni rimetta a posto i giochi da solo, ma possiamo guidarlo facendolo insieme a lui (chiedendo la sua collaborazione) fino a quando non sarà autonomo.

Di conseguenza, se si hanno figli di età diverse, è normale che vi siano regole differenti, in accordo con la tappa evolutiva di ciascuno di loro. E’ necessario riflettere sempre su quale siano effettivamente le capacità dei bambini, evitando di “adultizzarli” più del dovuto e ribadire ogni volta quanto stabilito per ognuno, spiegando loro che ad età diverse corrispondono possibilità e limiti diversi.

 

  • Fornire poche regole al momento opportuno

Trasmettere molte regole e tutte insieme è sicuramente controproducente e non fa che confondere il bambino, poiché in tal modo non gli stiamo dando il tempo di interiorizzarle.

Per questo è importante concentrare l’attenzione su un limitato numero di regole (massimo di quattro/cinque), suggerendo il comportamento adeguato da seguire con anticipo, soprattutto nelle situazioni nuove.

Dott.ssa Rachele Pallotto

Pedagogista

 

Carissime amiche, oggi vi parlo di un argomento che mi sta particolarmente a cuore…

CHE SIGNIFICA ESSERE BLOGGER?

Molto spesso, quando presentandomi dico che sono anche una blogger, scorgo nella faccia del mio interlocutore un misto tra stupore e scetticismo. Così, dopo mille ragionamenti, sono arrivata alla conclusione che tale atteggiamento è perché il più delle persone in realtà non sa nemmeno in che cosa consista l’essere blogger!

Pensano, che essere blogger significhi vivere di gift box, scattare migliaia di foto e fare solo le stories su Instagram...

ok, facciamo anche quello, ma in realtà E’ MOLTO MOLTO MOLTO DI PIU’!

Partiamo dalla base:

Per definizione, un blogger è colui o colei che  gestisce un blog, cioè un particolare sito internet, in cui vengono pubblicati degli articoli con lo scopo di informare i propri lettori, discutere, relazionarsi  e confrontarsi; in poche parole… una rivista online però interattiva!

Al pari del blogger, vi è il vlogger cioè un visual, che si dedica  a creare e condividere all’interno del suo blog soltanto contenuti visivi: foto e video e non testuali.

Si tratta quindi di veri e propri professionisti, che mettono le loro competenze a disposizione di aziende e/o altri liberi professionisti,  scrivendo e pubblicando degli articoli volti a parlare, informare e discutere con i lettori al riguardo di un prodotto o di una tematica.

Come funziona un blog?

E’ indispensabile dunque creare un blog. Anni fa, bisognava programmarlo da zero, ed era molto complicato…ma oggi è diventato facilissimo grazie a siti come: WordPress, Blogger ecc.

Dopo aver creato il blog, bisogna studiare come indicizzare il sito, compilare un adeguato piano editoriale, ed infine scrivere, scrivere, e ancora scrivere!

In contemporanea,  è necessario creare le pagine social a supporto, per facilitare la condivisione e la visualizzazione dei contenuti. Indispensabili sono le pagine di Facebook e di Instagram…molto utili in base al tipo di blog che si gestisce, anche gli account a Pinterest e Twitter.

Come ogni lavoro, il fine ultimo è naturalmente quello di monetizzare.  Ma come riuscirci? Beh vi sono diversi metodi… ed è il blogger a decidere come impostare il suo lavoro.

Advertising (sfruttare gli spazi del blog per vendere banner, recensioni, link altrui);

Influencer (Influenzare le scelte degli utenti, sponsorizzando alcuni prodotti/brand);

Inbound Marketing (usare il blog per essere trovati da potenziali clienti);

Cose da sapere:

Niente è lasciato al caso… ogni foto che vedete, ogni parola che leggete, è frutto di uno studio!

Quindi ricredetevi se guardando le stories, leggendo gli articoli o osservando le foto postate, pensate che quella sia semplicemente vita reale. NO!  Si mostra quel che si vuole mostrare…che sia esso un prodotto, un luogo o un personaggio poco importa, è sicuramente frutto di analisi dei dati, inventiva e tanto lavoro.

In questo lavoro più che in altri, è necessario saper lavorare in team. Riempire un calendario editoriale non è semplice, e pubblicare ogni settimana almeno tre o quattro articoli può diventare un grande impegno; per questo, c’è bisogno di collaborazione e organizzazione.

Bisogna essere in continuo aggiornamento: sì poiché il mondo virtuale è in continuo mutamento… e non appena pensi di aver capito come fare ad ottenere dei risultati, vi è già un nuovo algoritmo che stravolge le tue capacità, quindi bisogna stare sempre al passo con i tempi. Come? Apprendendo il più possibile… ascoltando seminari, webinair, partecipando ad eventi e confrontandosi con colleghi.

Conclusioni:

Essere blogger oggi in Italia, significa scontrarsi ancora contro chi non riesce a capire che si tratta di un lavoro a tutti gli effetti! Un lavoro 2.0, diverso, nuovo…ma che richiede: tempo, impegno, serietà e studio come qualsiasi altro posto di lavoro. Un lavoro dove si può “far carriera” solo se ci si differenzia dagli altri, o se sei il primo a fare qualcosa di diverso.  Chiara Ferragni docet!

Noi del team “Scrivere a colori”, siamo semplici donne accomunate dalla passione per la scrittura.  Anche se siamo ancora una piccola realtà, da qualche mese abbiamo attivato la sezione  “Unisci al team di Scrivere a colori“, ritenendo in questo modo di poter dare una possibilità  ad altre donne, di potersi avvicinarsi alla tecnologia, fare esperienza insieme a noi e cimentarsi con questa nuova professione.

Non vi nascondo che la maggior parte delle donne che ci contattano, abbandonano subito dopo, perché non abbastanza motivate, o semplicemente perché pensavano fosse tutto più semplice…che fosse un gioco e non un lavoro!

Ma noi non molliamo… anzi, stiamo cercando in tutti i modi di espandere le nostre competenze e diventare delle piccole imprenditrici.

Che dire, spero di aver fatto un po’ di chiarezza su questo lavoro così “chiacchierato”… e di avervi spiegato materialmente cosa facciamo noi del team! Come sempre, se vi va, potete commentare l’articolo dicendoci la vostra opinione sull’articolo e sul blog in generale.

Alla prossima,

Vita Maria

Ebbene si Halloween è alle porte e non possiamo di certo farci trovare impreparate.

Ormai ci avviciniamo sempre di più alla notte del “dolcetto o scherzetto”, alla notte dove non si va a letto  senza aver raccontato una storia di paura,   il periodo dell’invasione delle zucche illuminate sotto i portici o sul bordo delle finestre..  eh si, parliamo proprio del 31 Ottobre, la notte di Halloween.

La domanda sorge in automatico…cosa dobbiamo indossare?

Sono molte le idee sugli outfit che possiamo trovare e non per forza devono essere travestimenti esagerati.  Basta qualcosa di   nero e qualche accessorio stravagante, come la  borsa, un paio di scarpe, un maglione a pipistrello, anche calze stravaganti. Tutto ciò renderà il vostro outfit perfetto per questa serata, in compagnia dei vostri amici, senza essere esagerate ma comunque chic sensuali.

Si sa la donna in questa notte diventa per definizione  una strega, ma come tale non può non avere degli accessori unici e sopratutto alla moda. Leggendo e sfogliando varie riviste troviamo le pandorine , che non si smentiscono mai, con una linea veramente da pauraLe Pandorine
· Mini Fur Studs Cuore-Viola
· Mini Fur Studs Champagne-Blues
· SelfieBAG Los Angeles metal bronze scritta “Witch”
· SelfieBAG London dark grey scritta “Halloween”

Per quanto riguarda le scarpe troviamo: Personal Shoes
#P5 arancione e nera; le troviamo con diverse stampe riguardanti la notte  Halloween..ma per chi volesse,  può indossare i bellissimi e amati Tacchi. Loro si sa, sono una parte fondamentale nella vita di una donna 😉

Un’altra semplice idea è quella di indossare un vestito rosso…( che sono sicura avrete già in armadio) e completare il costume con delle orecchie da Diavolessa sexy. Oppure abbigliamento nero e arancione, meglio se con pois (che si usano tantissimo in questa stagione)… per ricordare la famosa Zucca di Halloween.

E perchè poi, non sostituire la classica gonna con i nostri amati jeans?? Sappiamo che il jeans è il capo più versatile, giusto per  tutte le occasioni . Chi come me ama la moda sa che quest anno vanno molto le paillettes, bene, indossatele vi faranno luccicare e illuminare nella notte più paurosa dell’anno!

Il tocco in più? il jeans paillettato effetto push up che nonostante l’oscurità saprà risaltare la silhouette di tutte le streghette, molto meglio delle gambe nude; no?

Vi ricordo poi,  di commentare l’articolo su  Facebook con le foto dei vostri outfit  “spaventosi”, e/o di taggarci con l’hashtag #scrivereacolori.

A presto,

Daniela

Halloween – La notte delle streghe (1978) Il cult horror di John Carpenter torna su grande schermo a 40 anni dall’uscita in sala in versione restaurata e rimasterizzata!

Titolo originale: Halloween- La Notte delle Streghe!

Anno: 1978

Genere: Horror

Durata: 91 minuti

Regia: John Carpenter


Uscita: 15/ 16 / 17 nelle sale dopo 40 anni

Distribuzione: Pic

Consigli per la visione: non adatto ai bambini

Produzione: Compass International Pictures. QMI Stardust riporta in sala Halloween – La notte delle streghe solo per tre giorni, dal lunedì 15 a mercoledì 17 ottobre, il classico di John Carpenter datato 1978 nella versione restaurata e rimasterizzata creata per festeggiare l’anniversario in tutto il mondo.

Curiosità sul Film: Distribuito in sala per la prima volta il 25 ottobre 1978 in Missouri, Halloween – La notte delle streghe di John Carpenter in poco tempo divenne un grande successo e quindi un vero cult.  

Girato in soli 20 giorni e costato 300 mila dollari, fu distribuito in tutto il mondo con un incasso di oltre 70 milioni, diventando in breve tempo un grande classico. Merito di un incipit sorprendente, dell iconica e ipnotica colonna sonora (scritta dallo stesso Carpenter), di un cattivo mascherato ed eterno come Michael Mayers e dalla presenza di una giovane Jamie Lee Curtis.

Un film che ha scritto le regole degli horror a venire, inaugurando di fatto il genere slasher movie.   L’uscita della versione originale di Halloween – La notte delle streghe (1978) arriva nei cinema poco prima dell’uscita del nuovo Halloween (2018) diretto da David Gordon Green, dove Jamie Lee Curtis e Nick Castle riprendono i ruoli rispettivamente di Laurie Strode e Michael Myers per tornare nella cittadina di Haddonfield, dove tutto ebbe inizio.

Trama:  Michael Myers, ha trascorso gli ultimi 15 anni rinchiuso in un sanatorio sotto le cure dello psichiatra infantile Dr. Sam Loomis. Il 30 ottobre 1978, Myers fugge e fa ritorno a casa, trasformando la notte delle streghe in qualcosa di molto più sinistro…

Perché andarlo a vedere? La notte delle streghe si avvicina… Quale modo migliore per prepararsi a Halloween se non accorrere in sala a vedere uno dei cult horror di tutti i tempi? Se siete amanti di questo genere, questo film fa per voi!

Biglietti ed elenco sale su www.stardust.it

Il film partecipata al concorso “gioca il biglietto” info su www.stardust.it

Oggi 02 ottobre si festeggia la festa dei nonni, figura molto importante nella crescita di un bambino, per questo motivo è stata indetta una festa in loro onore.

L’ anno scorso per me non è stata una festa serena, perché è venuto a mancare il nonno di mio marito, ed in questo post vi parlo di ciò che ho provato in quel periodo. 

Prima di parlarvi di questa festività vi volevo ricordare nel caso ancora non siete riusciti a fare un regalo ai vostri amati nonni, potete dare un’occhiata al post di Vita Maria, che ha raccolto alcune semplici idee per fare un regalo speciale!

Ma torniamo a noi ed a  questa festa, che ha origini recenti.

La festa dei nonni è stata creata negli Stati Uniti nel 1978 durante la presidenza di Jimmy Carter su proposta di Marian McQuade, una casalinga del Virginia Occidentale, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. La McQuade incominciò a promuovere l’idea di una giornata nazionale dedicata ai nonni nel 1970, lavorando con gli anziani già dal 1956. Riteneva, infatti, come obiettivo fondamentale per l’educazione delle giovani generazioni, la relazione con i loro nonni.

Negli Stati Uniti la festa nazionale dei nonni (in inglese, National Grandparents Day) viene celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.

Questa ricorrenza, si festeggia in tutto il mondo ma con date differenti.

Nel Regno Unito, introdotta nel 1990, dal 2008 viene celebrata la prima domenica di ottobre.

In Canada viene celebrata dal 1995 il 25 ottobre.

In Francia, i nonni e le nonne sono festeggiati ogni anno separatamente.

La festa della nonna, già dal 1987, la prima domenica di marzo. Dal 2008 è stata introdotta la festa del nonno la prima domenica di ottobre.

In Estonia la festa dei nonni, introdotta nel 2010, viene celebrata la seconda domenica di settembre.

Invece nella nostra amata Italia, i nonni sono molto importanti perché sono sempre molto vicini alle famiglie dei figli a volte diventando anche  baby-sitter, spesso anche quotidiani, per ovviare alla carenza di asili nido o all’orario ristretto delle materne, si trasformano in infermieri quando il bebè è malato e non può andare a scuola.  

E oltre a questo troppo spesso – in questi tempi di crisi – si trovano a fare pure i ‘banchieri’, con le loro pensioni alle cercano di aiutare nelle disavventure economiche delle famiglie dei figli.

 

In Italia la festa è, dal 2005, anno in cui è stata istituita con la Legge 159 del 31 luglio 2005, il 2 ottobre e avviene in concomitanza con la celebrazione cristiana degli Angeli Custodi.

La legge istituisce anche il «Premio nazionale del nonno e della nonna d’Italia», che il presidente della Repubblica assegna annualmente a dieci nonni, in base a una graduatoria compilata dall’apposita commissione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Il compito di promuovere iniziative di valorizzazione del ruolo dei nonni, in occasione di tale data, spetta per legge a regioni, province e comuni.

La data del 2 ottobre coincide con il ricordo liturgico degli angeli custodi nel calendario dei Santi cattolico.

Come ogni anno, diversi saranno gli appuntamenti ufficiali organizzati per celebrare la ricorrenza. In numerose piazze italiane, ad esempio, si potrà prendere parte alle iniziative previste dalla “Festa dei Nonni – Millepiazze” (#festadeinonnimillepiazze), promossa da Senior Italia Federanziani.

Quest’anno la Fondazione Senior Italia per la FESTA DEI NONNI ha scelto di puntare su un messaggio di salute, prevenzione e stili di vita, che si propaga e si rafforza attraverso il legame tra le diverse generazioni –  Per questo la Campagna Festa dei nonni Mille Piazze 2018, vede in campo al nostro fianco diversi soggetti, dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e Fondazione AIOM, alla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR, e porterà in piazza a Roma, il 2 ottobre, oltre mille persone tra nonni e nipoti, allo scopo di ricordare a tutti l’importanza di uno stile di vita sano per vivere meglio e più a lungo.

Quest’anno testimonial d’eccezione della campagna è l’attore Lino Banfi, icona di tutti i nonni d’Italia. Ecco il Link.   

 de l suo messaggio . 

 

Il fiore ufficiale della festa dei nonni è il “nontiscordardimé.”

 

 

La festa dei Nonni è un’occasione speciale per ringraziare i nostri cari nonni che sono sempre al nostro fianco.

 

Ma un consiglio che possiamo dare noi di Scrivere a Colori è : non ricordatevi dei vostri nonni solo in questo giorno, ma tutti i giorni dell’anno, passando un po’ di tempo con loro.

Perché ricordatevi che loro non sono eterni!

 

Carissimi lettori,

oggi vi parliamo di “Malli“un brand nato nel 2016,  da un’idea di Rosanna Casola.

Rosanna,  è una donna siciliana, una donna altruista ed intraprendente, che ha saputo creare dal nulla un marchio, lanciare sul mercato la “Malli box”, ed aprire un e-commerce, il tutto con lo scopo di  contribuire a migliorare le condizioni di vita di bambini meno fortunati.

Queste bellissime magliette, sono  realizzate interamente in cotone biologico e sono disponibili sia per uomo che per donna, con due diverse grafiche e in due varianti di  colore: bianco e nero.

I vantaggi di una maglia 100% in cotone biologico sono molteplici… oltre ad essere anallergica, comoda e traspirante, il cotone è anche termoregolatore, ciò vuol dire che si adatta alle esigenze del corpo indossato, mantenendo la temperatura ideale, quindi nessuna sensazione di caldo o di freddo!

Poi bisogna ricordare che attualmente con  la vendita delle t-shirt Malli si contribuisce  allo sviluppo di progetti di Every Child is My child per i bambini siriani, quindi il vantaggio è anche quello di fare bene al proprio cuore e alla propria anima.

Acquistando la scatola (che attualmente è anche in SCONTO),  oltre alla t-shirt , riceverete in omaggio un segnalibri e un braccialetto rosso…

Perché proprio un braccialetto rosso?

Beh, questo piccolo cadeaux,  si rifà ad una leggenda popolare giapponese “Il filo rosso del destiono”, che dice che:

“ogni persona porta sin dalla nascita legato al mignolo della mano sinistra un filo rosso, che la connette in modo indissolubile alla propria anima gemella e al suo destino.
Il filo rosso spesso si aggroviglia creando strani intrecci e nodi, che simboleggiano le difficoltà e gli ostacoli da superare per raggiungere la felicità; l’unico modo per districare i grovigli consiste nel lasciarsi trasportare dal cuore”.

Per “Malli”  tutti abbiamo diversi fili rossi da seguire, decisioni da prendere, percorsi da creare se vogliamo andare avanti nella vita. Solo l’amore orientando ogni nostra decisione ci condurrà verso la felicità. Scegliere quindi di acquistare la scatola “Malli” è un  dono d’amore tra persone legate da una relazione di cuore. (Per questo è anche una splendida idea regalo).

Ecco i link alle pagine social del brand: Facebook, e l’indirizzo e-mail a cui scrivere per maggiori info.

Io da siciliana, non posso che dire: GRAZIE a  Rosanna per portare avanti questo progetto!

Aspetiamo di riceve le vostre foto con la scatola “Malli”… Seguite il filo rosso…e Alla prossima!

Vita Maria 

 

La gravidanza, è un momento molto importante è fatta di speranze, di sogni.

È il momento in cui ti immagini come sarà tuo figlio.

E’ importante godersi al massimo questo periodo.

In questo post non voglio raccontarti la mia gravidanza non mi piace farlo perchè ognuno di noi la vive in modo diverso a parte gli sviluppi del feto i sintomi della mamma sono diversi da donna a donna.

Quindi ecco in questo articolo, non ti racconterò come sono state le mie gravidanze, ma come riuscire a passarlo al meglio.

Iniziamo allora:

  1. INFORMATI!Fatti seguire da un ginecologo, è importante per tenersi informati e controllati sul come procede la gravidanza;
  2. ESAMI NECESSARI!Fai tutti gli esami che sono necessari.
  3. SI AD INTEGRATORIAssumi vitamine, solo se te lo consiglia il ginecologo. Importante è l’acido folico ma anch’esso da ssumere sotto la prescrizione del ginecologo.
  4. ALIMENTAZIONEMangia sano, si mangia in modo equilibrato e lascia perdere quelle storie del mangiare per tre, perchè ti fa solo ingrassare.
  5. TIENI SOTTO CONTROLLO IL PESOil peso in gravidanza è importante, è importante non mettere su tanti chili altrimenti si arrivaaffaticati al parto e soprattutto si fa fatica dopo a smaltire i chili di troppo.
  6. FAI ATTIVITà FISICASe ti senti bene e non hai particolari problemi, fare attività fisica ti fa bene ti permette di arrivare al parto più elastica. Anche una semplice camminata può andare bene.
  7. NO AI RACCONTI SU ALTRE GRAVIDANZEevitare di sentire racconti macabri su come sono stati i parti di tue zie o cugine, perché quello vi renderà solo nervose, poi diciamolo francamente non è che se tizio caio e sembrenio hanno avuto una tragedia non è detto che debba succedere anche a te.
  8. LEGGEREsi leggi il più possibile, se ami farlo ma non leggere quei libri scritti da pedagogisti basati su indagini statistiche, ti aumenteranno solo le preoccupazioni
  9. NO ALLO STRESS: esci, esci il più possibile. Distratti ti farà essere meno ansiosa.
  10. NO A COSE DANNOSENon assumere alcool e non fumare, potrebbe nuocere al feto.

Spero che questi consigli ti siano utili, perchè per me lo sono stati tanto.

Se davvero ti è piaciuto questo post lascia un commento.

Alla prossima da Enisla Meca.

I PRIMITIVI un film d’animazione che insegna ai bambini l’importanza del gioco di squadra!

Titolo originale: Early Man

Anno: 2018

Genere: Animazione

Produzione: Gran Bretagna.

Durata: 89 minuti

Regia: di Nick Park

Attori: Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Salvatore Esposito, Claudio Gregori, Gabriele Rubini Alessandro Florenzi, Corrado Guzzanti, Eddie Redmayne, Maisie Williams, Tom Hiddleston, Richard Ayoade, Timothy Spall, Mark Williams, Johnny Vegas, Selina Griffiths, Simon Greenall, Gina Yashere.

Uscita: 2018

Distribuzione: Lucky Red

Consigli per la visione: Film per tutti

Trama: All’alba dei tempi, il primitivo Dag e la sua tribù, composta da una serie di energumeni rozzi ma simpaticissimi, vivono in una valle abbandonata, dedicandosi alla caccia al coniglio, del quale tuttavia strambi come sono non si cibano, e ai frutti della loro terra.
La loro oasi di preistorica tranquillità viene però sconvolta dal passaggio dall’Età della Pietra all’Età del Bronzo, una transizione tutt’altro che indolore. Per preservare il proprio pezzo di terra, Dag, il fido cinghiale Grugno e i suoi amici dovranno infatti imparare a giocare a calcio per sfidare il dream team di quella parte di umanità che ha già conosciuto il progresso.

Contro ogni probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo Dag insegnerà a Grullo, Gordo e agli altri imbranati cavernicoli come giocare a calcio! L’inizio è stato disastroso, perché loro sapevano solo tirare calci al pallone, non sapevano nulla di tecniche del calcio.
La situazione migliora, quando Dag recluta tra i suoi anche l’energica Ginna (Paola Cortellesi), appassionata tifosa, pronta a mettere in riga la squadra di scansafatiche. L’allenamento si svolge tra vulcani ribollenti, geyser fumanti e canyon rocciosi, dove I primitivi impareranno a superare i propri limiti e a credere in sé stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire gli avversari nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.

Giudizio: Premetto che a me questo tipo di cartone animato non piace, però devo ammettere che “I Primitivi” non è stato male, simpatico.  La cosa che mi è piaciuta di più sono state lo spirito di squadra dei personaggi più buoni e grossolani che hanno battuto l’individualismo sfrenato dei progrediti, ovviamente altezzosi e poco inclini ad aiutarsi a vicenda, ed anche soprattutto l’intervento risolutivo di una ragazza che incredibilmente gioca a calcio meglio di tanti uomini (Ginna, che azzera le distanze di genere), il generico invito all’unione che fa la forza.

Trailer del Film I Primitivi”

Dove comprare il Dvd: Amazon

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: