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Oggi parliamo di Yin Yang, per trovare l’equilibrio che esiste in tutte le cose!

Lo Yin Yang è spesso ricondotto ad una immagine di equilibrio. Viene raffigurata come un cerchio nero/bianco dove nellarea bianca c’è un pò di nero e viceversa. Direi che limmagine è azzeccatissima.

Ma cos’è veramente lo Yin e lo Yang? Ritengo che siano la perfetta rappresentazione dellequilibrio che c’è in tutte le cose e che ne permette lesistenza e la sopravvivenza.

Perché concepiamo e capiamo ad esempio il calore? Se non esistesse il freddo sapremmo cosa è il caldo? Penso proprio di no. Ecco, questo è un esempio che per me spiega perfettamente cosa sono lo Yin e lo Yang. Non si tratta banalmente di buono/cattivo o bello/brutto (nella definizione che hanno queste coppie di parole) ma si tratta di forze naturali contrapposte da imparare a conoscere e sfruttare nella propria vita.

Nella filosofia Cinese, le forse Yin sono quelle più passive, più legate alla terra, alle origini ai movimenti lenti e fluidi alla non attività”, alla respirazione lenta e consapevole, alla sera e al riposo, allessere groundingovvero ben piantati a terra. Lo Yang è invece tutto quello che è molto attivo, il sole, lo sport, il giorno e la creatività.

Non esiste una cosa senza laltra e solo la consapevolezza di questo ne permette lesistenza.

Nella cultura indiana esiste il concetto di Trimūrti. Il trimurti è la “trinità”:

Shiva – il distruttore

Brhama – Il creatore

Visnu – il preservatole

Vedendo questo come limmagine dello Yin e dello Yang potremmo dire che lo Yin è Shiva, lo Yang è il Bhrama, e la parte di Yin nello Yang e viceversa è Visnu.

Queste tre forze collaborano in modo sinergico tra di loro e permettono lequilibrio.

Per trovare il proprio equilibrio è quindi giusto essere consapevoli che non possiamo eliminare la parte Yin dalla vita, ma anche questa va rispettata e apprezzata perché grazie a questa esiste la parte Yang.

L’equilibrio statico e perfetto esiste? Pensate ad un funambolo sulla cordaI suoi movimenti per restare in equilibrio sono costanti, magari impercettibili (questo è l’allenamento che porta a conoscere la situazione e a controllarla) ma è sempre in costante movimento. Limmobilità (in questo contesto) non crea lequilibrio).

Namastè

Carissime amiche,

come saprete, gli agrumi in Sicilia non mancano mai! Proprio in questo periodo dell’anno, capita spesso di ritrovarsi in cucina sacchetti pieni di questo meraviglioso frutto, che fa anche benissimo al nostro organismo! (Di questo magari ne parleremo in un altro articolo).

 

Qualche giorno fa ho dunque preparato per la mia famiglia una torta semplicissima: “La torta morbida all’arancia“. Enisla ha girato le mie stories sul profilo Instagram di “Scrivere a colori” e dato che sono state tante le richieste della ricetta… eccovi accontentati!

Premetto che di questa torta, ci sono tantissime varianti, questa è quella che mi ha tramandato la zia… 🙂

Ingradienti

400 ml Succo di arancia;

200g Farina o/o;

150 g Zucchero;

3 uova;

100 g di burro (temperatura ambiente);

1 bustina di lievito vanigliato;

Scorza grattugiata di un’arancia;

Procedimento

Grattugiare la scorza di un’arancia e spremere le altre fino ad arrivare alla quantità necessaria.

Mescolare le uova con il burro, unire 200 ml di  succo di arancia, la buccia e lo zucchero.

Successivamente, unire a poco a poco la farina ed il lievito (meglio se setacciati), e mescolare per bene con il frullatore, fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi.

Versare il composto in una teglia precedentemente imburrata e spolverata di farina, e infornare a 180°C per 40 minuti.

Non appena cotta, e raffreddata, bucare la torta con uno stuzzicadenti e versare il resto del succo sul panettone, finché non risulti ben inzuppato.

 

Decorazione

Imbevendo per bene il panettone di succo, è carino da vedere anche senza decorazione, in ogni caso… è possibile ricoprire la torta di fette d’arancia (riciclando le arance da cui precedentemente abbiamo tolto la buccia) o cospargerla di zucchero a velo.

 

Questa in foto è per esempio la stessa torta, realizzata lo scorso anno per il mio compleanno e decorata con tante fette di arancia.

Che aggiungere? Un piccolo accorgimento è quello di assaggiare il succo…perché dal tipo di arancia scelta per il succo dipende il sapore finale della torta. Io per esempio non amo i cibi molto zuccherati…per questo scelgo delle arance poco zuccherine e  vi aggiungo spesso anche il succo di un limone, in modo da donare quel tocco aspro che adoro.

Aspettiamo di vedere le foto delle vostre torte su Instagram e/o Facebook! Taggateci o usate l’hashtag #scrivereacolori 

Buon appetito!

Vita Maria

 

Ciao care amiche di Scrivere a Colori, come state? Questo articolo per me è il primo del 2019.

Abbiamo salutato da poco il 2018 e dato il benvenuto al 2019!

Il 2018 per me, come già sapete è stato un anno duro,fatto di grandi perdite che ancora faccio fatica a mandare giù.

Se mi seguite nei social, saprete sicuramente che a maggio del 2018 ho perso mio padre.

Io e lui non siamo mai andati d’accordo, negli ultimi anni la situazione era peggiorata a tal punto che l’ultimo litigio è stato un paio di giorni prima che moriva.

Ora vivo con il rimorso di non avergli  chiesto scusa.

Solo ora mi rendo conto che le persone non cambiano e che se vuoi viverci in modo sereno devi accettarle così come sono anche se è difficilissimo.

Vorrei poter tornare indietro e chiedergli scusa ma non si può, l’unica cosa che ora posso fare è cercare di andare avanti e ritrovare un po’ di tranquillità.

Il mio articolo di oggi è molto personale, vuole essere uno sfogo, sono riuscita finalmente dopo tanto tempo a dire ciò ciò che sentivo dentro e mi ha fatto star male e continua ancora farmi star male!

Ogni inizio d’anno porta con sé la speranza, di realizzare nuovi progetti, di iniziare nuove avventure, infatti ogni anno a gennaio, si prende un foglio è si scrivono i buoni propositi, poi c’è chi li riesce a mantenere e chi no.

Quest’anno invece, voglio andare controcorrente, non voglio scrivere i buoni propositi ma bensì, vorrei regalarmi un unica parola che racchiude in sé, cosa vorrei per il mio 2019.

La mia parola del 2019 è Benessere.

Si vorrei ritrovare quel benessere che in realtà non ho mai avuto, non solo fisico e mentale ma anche psicologico.

Un Benessere che mi aiuti a superare i sensi di colpa e mi aiuti a vivere più serenamente.

Ciò che è successo non lo si può cancellare e nemmeno si può dimenticare ma si può invece provare ad andare avanti.

Ho lasciato il 2018 con tanta tristezza nel cuore e vorrei iniziare il 2019 con tanto benessere e serenità.

Ed è ciò che auguro anche a voi che mi seguite ogni giorno tanto Benessere, ma non solo mentale e fisico ma un benessere psicologico che vi aiuti a superare quelle piccole paure che ogni giorno affrontate!

Vi auguro in questo 2019 tanto benessere e serenità!

Con questa parola partecipo al progetto #lamiaparola2019 di sei donne bellissime e che ispirano ogni giorno la mia vita!
@ilfruttodellapassione @miprendoemiportovia @manuelavitulli @machedavvero @likemiljian @thepinkdumpling

Vi invito a partecipare a questo bellissimo progetto, scrivendo la parola con cui vorreste iniziare il vostro 2019!

Oggi parliamo di come sopravvivere ai pranzi ed alle cenette delle festività, mantenendo lo stesso peso di partenza!

Io ho l’ansia delle festività, perché come saprete mi sono messa a dieta un mese prima di Natale.

Lo so è da pazzi farlo, ma tanto ogni momento dell’anno non è mai l’ideale e poi io sono celiaca comunque non mangerei niente, metti anche che ho un marito ristoratore e quindi le occasioni per strafare a parte la Vigilia è Natale, saranno nulle e allora mi sono detta perché no?

Ed ecco che mi sono decisa a farlo ma nonostante tutto, la paura di strafare c’è anche per me, allora ho pensato a come provate a sopravvivere alle festività.

Si può sopravvivere alle festività, con qualche accortezza. Io per sopravvivere intendo riuscire a mantenere lo stesso peso che avevate quando sono iniziate le festività.

Allora iniziamo con i nostri consigli:

  • Moderazione: scegliere le occasioni più importanti per strafare, tipo la vigilia natale, Santo Stefano e capodanno, le altre cene o pranzi con i colleghi o con le amiche fare dei piccoli assaggi,, altrimenti rischierebbe di mettervi a tavola il 24 di dicembre e rialzarsi il 7 di Gennaio.

 

  • Non Digiunare, assolutamente non fatelo, non andate a stomaco vuoto, perché correte il rischio di mangiare tanto per la fame. Ed anche dopo un pranzo abbondante non digiunare anche un insalata o un brodino vanno bene.

 

  • Bere molto, durante la giornata ed anche durante i pasti in modo da avere quel senso di sazietà e non esagerare a mangiare!

 

  • Non mantenere gli avanzi, se dovete pranzare o cenare a casa e vi rimangono tante cose, ridistribuite tra gli ospiti, in questo modo eviterete di avere mangiare tanto nei giorni successivi.

 

  • Tanto movimento: siete finalmente in ferie, approfittate per fare delle belle passeggiate, che vi aiuteranno a smaltire i pranzi e le cene abbondanti!

Ecco  i miei consigli, spero che  vi saranno utili per evitare di prendere troppi chili in eccesso in queste vacanze Natalizie!

Tanti Auguri di Buon Natale da noi di Scrivere  a Colori!

Uno degli argomenti che negli ultimi tempi sta creando grande interesse in ambito educativo è senza ombra di dubbio quello delle regole.

Sempre più spesso infatti mi trovo a confrontarmi con genitori confusi, che mi chiedono cosa devono fare per far rispettare le regole e soprattutto come gestirle, in casa e fuori, per far sì che vengano comprese e interiorizzate dal loro bambino.

Ci tengo innanzitutto a sottolineare che il primo passo è quello di sfatare il falso mito che le regole siano delle imposizioni e in quanto tali pongono i genitori sotto una cattiva luce, portandoli a temere di essere considerati  dei “cattivi” genitori. Ma le regole non devono essere viste come degli ordini o dei divieti autoritari; esse vanno considerate piuttosto come dei paletti, dei confini indispensabili per contenere il bambino e per farlo crescere in modo sereno, sano ed equilibrato.

Le regole infatti rappresentano una fonte di sicurezza per i bambini, li proteggono e li portano, pian piano, ad acquisire la capacità di autoregolarsi, per poi, un giorno, essere in grado di porsi dei limiti da soli.

Il senso di sicurezza che il bambino trova nelle regole è fondamentale perché senza di esse non ci sarebbero limiti.

Le regole sono quindi indispensabili, perché forniscono rassicurazione e contenimento, ovvero permettono al bambino di avere dei riferimenti precisi. Esse inoltre, forniscono prevedibilità, un altro elemento fondamentale per i bambini, poiché tutto ciò che è prevedibile ed abitudinario li conforta. Avere quindi regole chiare, coerenti e ferme, rende il mondo comprensibile e prevedibile ai piccoli e consentendo loro di costruirsi degli schemi mentali su come esso funziona.

T.B Brazelton, famoso pediatra americano, non a caso ha affermato che Fra tutto ciò che un genitore dona al proprio figlio, la disciplina è seconda per importanza solo all’amore”.

Quando un genitore si preoccupa di fargli dono della disciplina, il bambino sa di essere amato.

Per tutti questi motivi, le regole non possono essere qualcosa di improvvisato, ma richiedono riflessione e confronto costanti da parte dei genitori.

Vediamo ora i 5 punti fondamentali per saper gestire le regole in modo efficace.

 

  • Essere chiari e coerenti

Il primo aspetto da tenere bene a mente è che noi genitori rappresentiamo il modello educativo per eccellenza per i bambini e che loro imparano soprattutto attraverso l’imitazione. Pertanto non possiamo pretendere che nostro figlio rispetti una regola se siamo noi i primi a non seguirla.

Il genitore deve essere poi veramente convinto della necessità delle regole che decide di porre al bambino. Ciò significa essere coerenti con esse e fare attenzione non solo al linguaggio verbale, ma soprattutto a quello non verbale, ovvero che postura, mimica, gesti e voce siano adeguati e congruenti al contenuto verbale che si sta esplicitando loro. In caso contrario si rischia di trasmettere ambiguità e ulteriore confusione, con il risultato fallimentare che il bambino con molta probabilità non seguirà ciò che gli stiamo chiedendo.

Questo non significa essere rigidi, ma è fondamentale stabilire dei limiti il più possibile chiari e farli rispettare senza cedere alle pressioni, a volte stenuanti, dei figli e nel caso in cui viene concesso al bambino di trasgredire ad una regola, è bene spiegare sempre che si tratta di un caso particolare e quali sono le condizioni che hanno permesso lo “strappo”.

 

  • Esprimere le regole in positivo

Comunicare una regola in senso negativo, del tipo “non giocare con le posate quando sei a tavola” fa concentrare in maniera involontaria l’attenzione su cosa non fare, piuttosto che su cosa fare. Questo tipo di divieti spesso innescano la dinamica della tentazione e quindi portano il bambino a fare esattamente il contrario. Esprimere invece i limiti in positivo permette di evitare di suggerire azioni “negative”, mettendo invece in rilievo le aspettative positive.

 

  • Condividere i limiti nella coppia

E’ fondamentale che all’interno della coppia, entrambi i genitori condividano le regole da presentare al bambino e che facciano fronte unico di fronte al figlio.

Avere due metri e due misure, innanzitutto pone uno dei due genitori in una situazione di vantaggio nella relazione perché fa si che rivesta la parte del genitore “buono”, e in più questo atteggiamento non solo non aiuta il bambino, che sarà ancora più confuso e sfiduciato nei confronti di chi dovrebbe essere il suo modello di riferimento, ma è altamente screditante nei confronti dell’altro genitore, negando in qualche modo anche la legittimità di ciò che sta dicendo.

E’ bene quindi che i genitori siano coerenti tra loro nel dare le regole al bambino. Ed è fondamentale mantenere sempre una comunicazione e un confronto sul codice educativo da trasmettere, ma ciò ovviamente non in presenza del figlio.

 

  • Dare regole adeguate all’età

Un altro aspetto da tenere in considerazione quando si stabiliscono delle regole è ovviamente l’età del bambino. Nel corso della crescita cambiano anche i comportamenti e i bisogni del bambino e di conseguenza devono modificarsi anche le richieste e le modalità con cui queste vengono esplicitate. Ciò significa spostare i paletti a seconda delle reali esigenze del bambino. Ad esempio, è eccessivo pretendere che un bimbo di tre anni rimetta a posto i giochi da solo, ma possiamo guidarlo facendolo insieme a lui (chiedendo la sua collaborazione) fino a quando non sarà autonomo.

Di conseguenza, se si hanno figli di età diverse, è normale che vi siano regole differenti, in accordo con la tappa evolutiva di ciascuno di loro. E’ necessario riflettere sempre su quale siano effettivamente le capacità dei bambini, evitando di “adultizzarli” più del dovuto e ribadire ogni volta quanto stabilito per ognuno, spiegando loro che ad età diverse corrispondono possibilità e limiti diversi.

 

  • Fornire poche regole al momento opportuno

Trasmettere molte regole e tutte insieme è sicuramente controproducente e non fa che confondere il bambino, poiché in tal modo non gli stiamo dando il tempo di interiorizzarle.

Per questo è importante concentrare l’attenzione su un limitato numero di regole (massimo di quattro/cinque), suggerendo il comportamento adeguato da seguire con anticipo, soprattutto nelle situazioni nuove.

Dott.ssa Rachele Pallotto

Pedagogista

 

Salve cari amici di Scrivere a Colori, fra poco sarà Natale, siete contenti?

Con il Natale alle porte, inizia ufficialmente il periodo: “Non so cosa regalare!”.

Una nota dolente perché fare un regalo non è sempre facile.
Bisognerebbe regalare quello che a noi farebbe piacere ricevere, o immedesimarsi nella psiche del destinatario del regalo e ipotizzare cosa potrebbe piacere a lui? Bel dilemma…

Ecco io detto francamente, vorrei un regalo rilassante, un regalo che mi porti Benessere non solo fisico ma anche psichico.

Quindi a Natale Regalate il Benessere!

Oggi vi propongo non solo tante idee sul benessere, sia fisico che psichico, ma anche poter comprare seduti comodamente alla vostra scrivania, davanti al vostro computer!

Pensateci bene,niente code nei negozi, in questo modo eviterete di arrivare stressati alla vigilia di Natale!

Allora iniziamo…

 

  1. Percorsi di Life Coaching con Giulia Viti, in cui puoi migliorarti interiormente e non solo anche nel lavoro, e
    nella gestione tempo.

 

2)  Un Corso Yoga de La Scimmia yoga. un progetto di  Sara, insegnante di Vinyasa Yoga, nato per condividere la  passione per questa affascinante disciplina. Lei è la mia guru dello Yoga.

 

 

 

3) Un abbonamento a Netflix Il servizio di TV on demand offre tantissimi film è tantissime serie tv! Un regalo adatto a chi ama le serie tv!

 

 

4)  Smartbox, Soggiorno e percorso relax: Regala un soggiorno di una notte con colazione e un rilassante percorso benessere all’interno di hotel 3* o 4*, per allontanare stress e tensioni negative e ritrovare la pace dei sensi. Sarà un’esperienza semplicemente unica

 

 

5) Volare in mongolfiera: un’esperenza unica per  sorvolare i paesaggi più belli d’Italia, ammirare dal cielo le città d’arte più famose al mondo, vivere l’emozione indescrivibile di guardare l’alba dall’alto.

 

6) Un’agenda non può mancare, ti salva nell’organizzazione di tutti i giorni. Ce ne sono tantissime in giro ma quelle che io adoro sono quelle di Mr.Wonderful semplici e pratiche, io stessa me la regalerò!

 

7)  Buoni amazon: Chi non conosce Amazon? il  sito più grande di di ecommerce in Italia.Si tratta essenzialmente di una sorta di gift card associata ad un codice composto da 14-15 caratteri alfanumerici (es. C35-XCRGN6-CVBP9) che, una volta riscattato, permette di caricare del credito sul proprio account.Il credito ottenuto con il buono Amazon può poi essere speso per effettuare acquisti di qualsiasi tipo sul sito. ed inoltre ha validità dieci anni.

 

 

8) Buoni Regalo Spotify è un servizio musicale che offre lo streaming on demand di una selezione di brani musicali.I buoni regalo Spotify sono riscattabili esclusivamente su account Spotify registrati nello stesso Paese in cui sono stati acquistati ed hanno validità 12 mesi.

 

9) Cuscino musicale: Il cuscino musicale è per tutti quelli che amano ascoltare musica prima di addormentarsi. Ascoltare la propria musica preferita o il canto delle balene è un ottimo modo per ripensare alla propria giornata, per perdersi nei propri pensieri o semplicemente per terminare la serata nel migliore dei modi. Spesso però si è troppo stanchi anche per accendere il nostro impianto hi-fi e si finisce quindi per ascoltare il proprio iPod, iPhone o altri lettori MP3. Lo puoi trovare nel sito TroppoTogo

 

10) Massaggia testa: Questa è l’ultima macchina per il rilassamento alla fine di una lunga giornata in ufficio, con tutti i suoi strascichi negativi.
iDream 3, delicata pressione dell’aria, vibrazioni sottili, piacevole calore. E una colonna sonora appropriata dal lettore MP3 integrato con le cuffie. Tutto ciò ovviamente controllabile tramite telecomando LCD. Lo puoi trovare nel sito Troppo Togo

 

Ecco queste sono alcune delle mie idee originali che puoi fare comodamente da casa.

Spero che vi possano piacere e soprattutto essere utili.

Alla prossima da Enisla Meca!

Ciao ragazze.. la mia più grande passione è la moda, e tutto quello che riguarda il mondo femminile, dal make-up, ai vestiti più stravaganti.

Mi piace leggere riviste che parlano di questo mondo,  ultimamente leggendo Donna Moderna  mi sono imbattuta nella sezione “tendenze”, e curiosa di sapere cosa avremmo indossato questo inverno, ho iniziato la mia ricerca online…

Curiose di scoprire le nuove tendenze??? Ecco un riassunto delle mie letture…

Premetto, che io amo il total black, senza dubbio, ma questo inverno diremo addio ai colori tradizionali dell’ inverno. Quest’anno la stagione più fredda si tinge dei colori dell estate, ma non mancheranno comunque i colori neutri, ottimi per ogni momento della giornata!!

I colori scuri di tendenza saranno :

  • Red pear che è un rosso leggermente opaco e scuro, abbinabile con il nero, panna e marrone
  • Ultra violet più impegnativa, ma comunque abbinabile, con il nero, giallo e beige
  • Martini olive, un colore piuttosto scuro ma facilissimo da abbinare.

Troveremo accenni di anni 80 che torneranno nei nostri armadi, con lustrini, pelle nera, accessori bon ton ispirati agli anni 50 che completeranno i nostri outfit, e ci sarà anche qualcosa del ”futuro” con asimmetrie e tessuti tecnici di quelli che si legano con un abbigliamento più sportivo… non saranno da meno, i tessuti che saranno in grado di avvolgerci con morbidezza, tra cachemire e soffici velluti.

Quindi questo inverno non potrà mancare nel tuo armadio tutto quello che adesso andrò ad elencarti:

  • POIS :Dopo i quadretti e le righe che abbiamo indossato a scorsa stagione, io non vedevo l ora che tornassero i tanti amati pois..in chiavo macro stile anni 80, o micro stile anni 60.. a voi la scelta 🙂
  • STAMPE: Felpe e t-shirt che parleranno. Stampe con messaggi o slogan, tu cosa aspetti a dire la tua??
  • CAPPA: Sicuramente vi chiederete cosa sia. Ebbene il capospalla cappa è quel soprabito dalle sembianze di una mantello o  poncho. il modo più glamour e cool per sconfiggere il freddo.
  • VESTITO DI CACHEMIRE: Questo non potrà mancare di certo nel tuo guardaroba, i filati più morbidi che ti coccolano da capo a piedi con abiti e maglie oversize che faranno spazio al classico maglione. Per un look raffinato e molto piacevole da portare.
  • QUADRETTI BRITISH: Non ci saranno solo i pois ma anche i quadri che avranno un posto nel nostro guardaroba. Per avere un tocco bon ton sceglieteli rigorosamente in stile british.
  • SCARPE A PUNTA: Dopo tanti anni, dove ormai eravamo abituate alla punta tonda, tornano alla carica le scarpe a punta. Le troveremo in pelle nera, con fibbie e borchie.. ci sentiremo tutte molto rock 😀
  • ASIMMETRIE: Questo è sicuramente il punto forte di quest inverno.. Asimmetrie, tagli obliqui, orli ”sfilacciati” questi ci proiettano direttamente nel ”futuro”
  • TESSUTI TECNICI, PVC: Qui parliamo ancora di futuro, si gioca con i tessuti. troviamo i tecnici,  rubati ad uno stile più sportivo , il pvc da indossare trasparente per giocare con i contrasti cangianti come l argento.. entra nel futuro e scegli il tuo preferito.
  • PELLICCE E GUANTI LUNGHI: Per un tocco glamour anni 50
  • PANTALONI TAGLIO MASCHILE E TAILLEUR: Sarà uno dei protagonisti di quest anno.. è tornato in pantalone con qualche taglio maschile che rende comunque l outfit comodo e anche un  tocco sexy.
  • FOULARD: Da portare annodato al collo, sarà uno degli accessori più usato, stile anni50
  • PELLE NERA: Giubbini, chiodini e sopratutto pantaloni di pelle tornano gloriosi per uno stile anni 80
  • PIUMINI PARKA: Realizzati in velluto, comodi e confortevoli ecco i nuovi parka e piumini per questa nuova stagione.
  • DENIM: Potete indossarli come volete ma fatelo dalla testa ai piedi. Il denim andrà sempre e comunque e farà sempre parte del nostro guardaroba. In questa stagione  lo troviamo ovunque per un total look patico e glamour.
  • SETA: per contrasti chic e per effetti molto cangianti, un capo in seta non può di certo mancare nei nostri guardaroba.

Questo amiche mie è quello che potremmo indossare in questo inverno freddo.. fatemi sapere se avete acquistato qualcosa da me suggerito e come vi siete trovate.. un bacio e buono shopping a tutte!!

S.O.S. COMPITI: IMPARARE A GESTIRLI EVITANDO URLA E STRESS

La scuola è ormai iniziata e con essa anche i problemi legati alla gestione dei compiti, un argomento molto dibattuto, che spesso ha dei grandi risvolti anche sulla vita familiare.
Sempre più frequentemente infatti i compiti a casa sono una delle maggiori cause di attrito in quanto, le ore spese sui libri, invece di essere un piacevole momento per stare vicino al proprio figlio, si trasformano in un’occasione di scontro e conflitto tra genitori e figli.
Ecco allora 3 pratici consigli per evitare pianti, urla e litigi.

 

  • IL VERO OBIETTIVO DEL “FARE” I COMPITI
  • I compiti hanno uno scopo ben preciso, e sono davvero utili, quando l’obbiettivo è ben chiaro al genitore.

 

I compiti per casa infatti servono innanzitutto per consolidare ciò che si è fatto durante le ore di scuola. Per questo motivo è importante che questi siano svolti dai bambini. Molti genitori invece fanno il brutto errore di sostituirsi al bambino, un po’ per la mancanza di tempo, un po’ perché non accettano che i propri figli facciano brutte figure con le insegnanti. Così facendo però perdono il reale obiettivo dell’esercizio, cercando a tutti i costi di “correggere” gli errori e puntando solo sul valore della prestazione. Ma, si sa, sbagliando si impara e talvolta è meglio che sia il bambino ad andare a scuola con qualche errore piuttosto che aver fatto correttamente, ma sotto dettatura degli adulti, tutti i compiti, senza aver appreso nulla.

 

  • La scuola deve essere considerata una responsabilità del bambino e lo stesso vale per i compiti, che oltre ad un’esercitazione, aiutano il piccolo alunno a sapersi organizzare, a diventare maggiormente autonomo e gli permettono di confrontarsi con la dimensione del dovere.

 

A maggior ragione ritengo che, sempre per lo stesso motivo di cui sopra, il genitore deve essere consapevole che, a volte, è meglio mandare il bambino a scuola senza che abbia svolto i compiti, ma aiutarlo a responsabilizzarsi. In questo modo sarà in grado di valutare i voti negativi e si organizzerà per porvi rimedio. Aiutatelo a ragionare su questo evitandogli inutili imbarazzi, piuttosto che fare i compiti al suo posto. Favorire l’autonomia aumenta la tenacia.

 

  • SOSTENERLO NELL’ORGANIZZAZIONE

 

Il ruolo del genitore, soprattutto nei primi anni di scuola, in cui il bambino non è abituato ad organizzare il proprio tempo in base ai compiti da svolgere, dovrebbe essere proprio quello di sostenerlo in questo percorso di autonomia.
Il primo passo per abituare i figli a svolgere i compiti senza troppe proteste, in modo sempre più autonomo, è quello di seguire una serie di semplici accorgimenti.

 

  • Pensate insieme a lui ad uno spazio idoneo, in cui il bambino non venga distratto continuamente da stimoli e rumori. Il luogo dove fare i compiti deve favorire la concentrazione. Una cameretta con i giochi sparpagliati per terra, una cucina con la tavola apparecchiata o un salotto con riviste e giornaletti disseminati ovunque, non sono di certo posti ideali per svolgere i compiti. Quanto più uno spazio è caotico, tanto più risulterà difficile per il bambino ordinare i propri pensieri.
  • Un altro importante dettaglio su cui il bambino va’guidato è il quando svolgere i compiti e programmate insieme a lui un piano delle attività. Per i bambino è molto importante l’organizzazione. Quindi concordate insieme un orario da dedicare ai compiti e insieme organizzate il tempo da dedicare ad ogni attività, sulla base della mole di lavoro da fare, delle scadenze e definendo delle priorità. Ciò permetterà al bambino di imparare ad auto organizzarsi e a saper gestire il proprio tempo.

 

Non dimentichiamo in questo lasso di tempo di inserire delle piccole pause tra una attività e l’altra: l’attenzione e il rendimento dei bambini nell’esecuzione dei compiti non possono durare per tutto il pomeriggio.

 

  • SAPER COMUNICARE E SOPRATTUTTO…DARE FIDUCIA!

 

Quando il bambino chiede aiuto o non capisce qualcosa, va bene assecondare questo bisogno, ma è importante farlo nel modo giusto. Rimproveri e urla servono soltanto a stressare il bambino e a minare la fiducia nelle sue capacità. Quello i genitori dovrebbero fare invece è esattamente il contrario: dare fiducia e evidenziare i risultati positivi.
Se il bambino fa un errore, invitatelo a rileggere e a capire che cosa sbagliato. Inutile invece mandarlo a scuola con i compiti perfetti, se poi non ha capito il concetto.
Il genitore deve offrire al figlio un sostegno emotivo alla sua fatica, mostrare comprensione e aiutarlo a sviluppare il senso di responsabilità e la capacità di applicarsi.
Inoltre, deve dare fiducia. E’ molto importante incoraggiare il bambino quando è impegnato nei compiti. Il genitore deve rassicurare il figlio con un atteggiamento positivo. Il messaggio che deve trasmettere è: “Ce la puoi fare!”.

 

  • Infine non dimenticate mai di attivare un ascolto attivo verso il bambino, in quanto il suo rifiuto nello svolgere i compiti potrebbe anche essere un segnale di disagio e non un semplice capriccio.

 

Oltre che cercare sempre di mantenere una comunicazione con il bambino potrebbe essere importante confrontarsi e parlare anche con gli insegnanti per capire meglio il contesto scolastico e della classe oppure se ci sono difficoltà nell’ apprendimento.
Se il bambino è in fase di opposizione con i compiti evitate di screditarlo con insulti, ricatti o punizioni perché questi non faranno altro che generare un ulteriore malessere e un senso di impotenza e rabbia nel bambino. Rischiando con il tempo di sviluppare una resistenza ancora più forte nei confronti della scuola.
Spero che questo articolo sia stato di vostro gradimento… attendo i vostri commenti per conoscere la vostra opinione! 
Rachele

Le bottiglie di acqua di plastica sono uno dei mali dei nostri tempi, che ci piaccia o no dobbiamo prenderne atto. Quando ero bambina a casa ricordo girare bottiglie di acqua sia naturale che frizzante di vetro, poi è stata la volta della comparsa sempre maggiore di bottiglie di plastica, fino alla quasi scomparsa delle bottiglie in vetro.

L’ Italia è la nazione europea dal maggiore consumo di acqua in bottiglia, ma è recente la diffusione della notizia che le bottiglie di plastica non siano poi così sicure. Possono davvero staccarsi delle microparticelle della bottiglia e finire nell’acqua?

La risposta è sì. Alle alte temperature microparticelle delle bottiglie in PET possono disciogliersi nell’acqua che contengono, per questo in ogni bottiglia compare la dicitura “tenere lontano da fonti di calore, in un luogo asciutto al riparo dalla luce solare”.

Numerosi studi condotti su campioni di acqua hanno evidenziato la presenza di particelle di sostanze che alla lunga sono nocive per l’organismo di anziani e bambini. Questo avviene perché spesso le regole di stoccaggio e trasporto non vengono rispettate, a discapito del consumatore.

Ma sapete cosa vuol dire PET? Le materie prime che compongono il PET derivano dal petrolio greggio; questo tipo di plastica è caratterizzata dall’elevata facilità di lavorazione del materiale. La data di scadenza sulla bottiglia indica appunto la maggiore deteriorabilità dell’involucro, della bottiglia, quindi della maggiore facilità di contaminazione del prodotto all’invecchiare della plastica contenitiva.

Ricordate inoltre di non riutilizzare le bottigliette di plastica , sia perché diventano un grande ricettacolo di germi, sia perché il riutilizzo di un materiale nato come usa e getta, può modificarne le caratteristiche permettendo che particelle di plastica entrino a contatto ol cibo con maggiore facilità.

Le bottiglie di plastica, come tutta la plastica in generale, sono un enorme problema per il nostro ambiente, un uso cosciente del PET è fondamentale in tempi in cui l’incremento dei consumi non rispetta le risorse del pianeta. A livello ambientale, l’inquinamento da parte del PET avviene sia in fase di smaltimento che in fase di produzione.

Il calore derivante dall’ustione delle plastiche che non diventa  energia si trasforma in inquinamento termico, quello che provoca il pericoloso innalzamento delle temperature; la plastica non essendo degradabile se viene abbandonata nell’ambiente permane in esso costituendo un pericolo per la flora e per la fauna.

Un uso consapevole può ridurre il problema anche se non può eliminarlo, pensiamoci, meglio la praticità o la salute nostra e del nostro ambiente?

 

 Noi i ragazzi dello zoo di Berlino, il Libro che ha segnato una generazione!

Ero una giovanissima me quando presi tra le mani questo libro; Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino esce nel 1978, è un racconto autobiografico che nasce dalla collaborazione tra la scrittrice e musicista Christiane Vera Felscherinow – meglio nota come Christiane F. – e i giornalisti K. Hermann e H. Rieck. Proprio nel 1978 per due mesi Christiane F. venne intervistata dai due giornalisti e il capolavoro che ne venne fuori è il toccante racconto di una giovanissima dall’infanzia difficile, che affoga nel mondo della tossicodipendenza e della prostituzione: Il trasloco da Amburgo a Berlino per la 6enne Christiane è sinonimo di anni difficili e quando a 12 anni incontra l’amica Kessi farà conoscenza anche col mondo della droga; la discesa nell’inferno delle droghe è appena cominciata.

La ragazza vivrà la morte di persone a lei care per colpa della droga e ad essa si affida nel tentativo di morire anche lei, ma viene salvata e allontanata da Berlino nella speranza di riuscire a farla uscire da questo orribile tunnel.

Il libro in Italia viene pubblicato nel 1981 da Rizzoli. E nello stesso anno esce anche il film, tratto dal romanzo, Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Al successo degli anni 1978-1984 segue l’oblio e la ragazza ripiomba ella tossicodipendenza.

Nel 2013 Christiane F. esce con un nuovo libro, La mia seconda vita, che racconta i fatti della sua vita dagli anni ’80 ad oggi; in Italia è sempre Rizzoli a pubblicare il libro, nel febbraio 2014.

316 pagine che mi hanno allora tenuta incollata e che mi hanno regalato un ricordo indelebile di un mondo che si fatica a descrivere, ma che va descritto perché i tabù non hanno mai aiutato nessuno.

Quali sono i limiti che un giovanissimo è disposto a superare? Una narrazione reale di una cruda realtà sempre moderna. Pagina dopo pagina accompagni la protagonista negli angoli più bui di un’adolescenza che forse, narrandosi, vuole dare speranza.

Ad oggi il libro è disponibile nella versione cartacea ed e-book.

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