Carissime amiche, oggi vi racconto di come è stato tradotto lo Yoga.

Da pratiche ascetiche e meditative dell’India a pratiche salutari volte a correggere alcune problematiche causate dalla vita moderna in Occidente. Un gran bel missunderstod!!!

Prendi una Cultura (quella indiana) prendi una disciplina, filosofia, lifesyle totalmente in sinergia con la cultura stessa (lo yoga) e traducila per gli occidentali…

Missione complicata non pensate?

Allo stesso modo, prendete l’Infinito di Leopardi e traducetelo in Cinese o Balinese … non credo sia una missione facile e per quanto precisa, accurata si potrà avvicinare al reale significato ma non potrà essere la stessa, sia per termini utilizzati, sia per significato intrinseco delle parole sia per “DNA” di chi legge la poesia che se non conosce i mille aspetti di Leopardi e della cultura Italiana avrà, ahimè, sempre un tassello mancante.

Tornando allo yoga, come tradurre per il mondo occidentale (così orientato al risultato, così orientato alla “perfezione”, così “poco spirituale”) che le Asana (le posizioni) servono da un punto di vista funzionale al flusso del Prana (energia vitale) e alla stimolazione di Chakra, Organi, Nadi (e chi più ne ha più ne metta)?

Missione ardua. La soluzione è arrivata con Iyengar che ha scelto alcune Asana e le ha descritte (con tanto di foto) per tradurre una scienza millenaria a noi occidentali.

Il tempo e il successo della “disciplina” ha fatto il resto… oggi si parla di allineamenti, di estetica della posizione, “no pain no gain” talvolta e ci si dimentica di cosa sia lo Yoga.

In questa full immersion di 40 giorni nello Yoga, mi trovo finalmente a parlare di yoga funzionale, ovvero: che funzione ha questa posizione? A cosa serve? Cosa devo “sentire”?

Eliminando il dolore tra le varie opzioni di risposta, circondatevi di insegnati che vi spiegano la funzione (fisica, spirituale, …) che quella particolare Asana ha, e con il suo aiuto, costruite il vostro personale unico allineamento.

Non siamo tutti uguali, di certo io non sono una adolescente indiana pelle e ossa e non pratico yoga da quando sono nata pertanto la mia flessibilità e mobilità è sicuramente diversa!

Facciamo un esempio: Trikonasana (il triangolo). L’obiettivo fisico principale di questa Asana è lo stretching di tutto un lato del mio corpo e di una torsione del tronco. Certo le mie anche dovrebbero essere allineate con il lato lungo del tappetino, il mio sguardo dovrebbe guardare la mia mano e le mie gambe dovrebbero essere tese e contratte, ma, se per fare questi allineamenti da “manuale”, perdo la funzione dell’asana e ancora peggio, sento dolore e anziché respirare (far circolare il prana) entro in Apnea …siamo proprio certi che sto facendo Yoga?

Io ho una leggera iperelasticità alle ginocchia e se le tendo troppo rischio di farmi male, se devo tenere la postura per 7/8 lunghi respiri il collo mi fa davvero male … che benefici mi può portare?

Spero di non essere fraintesa, rispetto e pratico lo yoga di tutti i tipi (Iyengar, Bikram, Ashtanga, Nidra, Hata, Vyniasa …) intendo dire di ascoltare però anche il vostro corpo!

Your body your yoga

Namastè dall’India…

Michela

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