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Festa della donna: tra storia ed attualità…

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Sappiamo bene che l’8 marzo ricorre la “Festa della donna”. Tutte ci aspettiamo gli auguri e magari un mazzolino di fiori… ma in poche conoscono il vero significato del “Woman’s Day”.

Proprio per questo ho voluto raccogliere qualche cenno storico per chiarire l’origine dell’evento, informarvi su quel che accadrà oggi, e indicarvi qualche idea per trascorrere la giornata.

Innanzi tutto, con questa data si vogliono celebrare tutte le conquiste che le donne sono riuscite ad ottenere nel corso degli anni, ma anche le discriminazioni e le violenze a cui ancora oggi sono sottoposte. (Non è “festa” atta al divertimento e al consumismo…bensì di riflessione e orgoglio femminile per quelle donne che hanno combattuto tanto per i nostri diritti).

La Storia

L’origine risale al 3 maggio 1908, quando ad una delle conferenze del partito socialista di Chicago, in mancanza dell’oratore ufficiale prese la parola la socialista Corinne Brown, ferma sostenitrice dei diritti delle donne e per la loro “liberazione”. Durante il suo intervento, Corinne affrontò il discorso dello sfruttamento da parte dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali nei confronti della donna, e dell’estensione del diritto di voto alle donne. Dopo quella giornata, il Partito socialista americano decise «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». L’anno seguente, nel 1910, l’iniziativa venne raccolta da Clara Zetkin a Copenaghen durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste. Con il passare degli anni le celebrazioni si sparsero in tutta Europa, per poi essere interrotte nei paesi belligeranti allo scoppio della I Guerra Mondiale.

Per quanto riguarda la scelta di celebrarla l’8 marzo, vi sono storie contrastanti. In alcuni Paesi si fa riferimento a un episodio avvenuto a New York, in centinaia di operaie, chiuse in fabbrica dal padrone perché non partecipassero a uno sciopero, persero la vita a causa di un incendio l’8 marzo 1857. Facendo qualche approfondimento, scopriamo che le cose andarono diversamente. L’incendio della fabbrica in cui perirono le operaie ci fu davvero, ma accadde il 12 marzo, e soprattutto molto tempo dopo, quando si celebrava già la Giornata della donna. Altri ricordano la marcia del “pane per la pace” (evento che in Russia diede origine alla rivoluzione di febbraio e la caduta dello Zar), avvenuta a San Pietroburgo l’8 marzo 1917, in cui le donne russe scesero in piazza, e marciarono a gran voce per chiedere la fine della guerra, manifestando i propri diritti.

In Italia, per la prima volta si celebrò il 22 marzo 1922; poi la tradizione, venne interrotta negli anni del fascismo, e riprese durante la lotta di liberazione nazionale, come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni dei diritti femminili. Nacquero quindi i gruppi di difesa della donna collegati al CNL (Comitato di Liberazione nazionale) che dettero origine all’U.D.I. (Unione Donne Italiane).

Merito tutto italiano è quello della scelta della Mimosa come simbolo della manifestazione. Infatti, furono le femministe Rita Montagnana, Teresa Noce e Teresa Mattei, nel 1946, a proporre di adottare proprio quel fiore. Un fiore economico (che può essere facilmente reperibile e regalato da tutti), che sboccia nel mese di marzo, un fiore all’apparenza piccolo e delicato, ma capace di crescere anche su terreni aridi, tenace come noi donne!

Solo nel 1975, con la risoluzione 32/142, l’assemblea generale delle Nazioni Unite, propose ad ogni paese, di dichiarare un giorno all’anno “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”.

8 marzo 2017

Quest’anno sarà una ricorrenza di “lotta”. Le donne di “Non una di meno” (quelle che pochi mesi fa hanno riempito le piazze in Polonia per difendere il diritto all’aborto, e che hanno messo in piazza 200 mila persone a Washington per protestare contro il sessismo del neo Presidente Trump), manifesteranno nei modi più diversi in ben 40 paesi nel mondo, Italia compresa. Si protesterà contro le forme di disuguaglianza tra uomini e donne tuttora presenti nel mondo. Alcune donne non lavoreranno per un giorno e non faranno acquisti, in modo da rendere evidente il valore del loro lavoro e anche quello del loro ruolo di consumatrici; altre parteciperanno a cortei e manifestazioni e vi sarà anche uno sciopero dei trasporti. Questo è il link che vi mostra tre brevi video prodotti da D.i.Re per invitare tutte le donne a unirsi allo sciopero globale e combattere la violenza maschile: http://video.repubblica.it/6fc63b60-a1b9-4792-bafa-c0e25a2f1adb .

Iniziative interessanti, per trascorrere la giornata

Musei gratis per noi donne: 

Cinema 2€ nelle sale aderenti:

2X1 di Trenitalia:

 

Vita Maria

Author

Enisla meca Founder e CEO di "Scrivere a colori"

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