S.O.S. compiti per casa: 3 consigli utili per imparare a gestirli!

S.O.S. COMPITI: IMPARARE A GESTIRLI EVITANDO URLA E STRESS

La scuola è ormai iniziata e con essa anche i problemi legati alla gestione dei compiti, un argomento molto dibattuto, che spesso ha dei grandi risvolti anche sulla vita familiare.
Sempre più frequentemente infatti i compiti a casa sono una delle maggiori cause di attrito in quanto, le ore spese sui libri, invece di essere un piacevole momento per stare vicino al proprio figlio, si trasformano in un’occasione di scontro e conflitto tra genitori e figli.
Ecco allora 3 pratici consigli per evitare pianti, urla e litigi.

 

  • IL VERO OBIETTIVO DEL “FARE” I COMPITI
  • I compiti hanno uno scopo ben preciso, e sono davvero utili, quando l’obbiettivo è ben chiaro al genitore.

 

I compiti per casa infatti servono innanzitutto per consolidare ciò che si è fatto durante le ore di scuola. Per questo motivo è importante che questi siano svolti dai bambini. Molti genitori invece fanno il brutto errore di sostituirsi al bambino, un po’ per la mancanza di tempo, un po’ perché non accettano che i propri figli facciano brutte figure con le insegnanti. Così facendo però perdono il reale obiettivo dell’esercizio, cercando a tutti i costi di “correggere” gli errori e puntando solo sul valore della prestazione. Ma, si sa, sbagliando si impara e talvolta è meglio che sia il bambino ad andare a scuola con qualche errore piuttosto che aver fatto correttamente, ma sotto dettatura degli adulti, tutti i compiti, senza aver appreso nulla.

 

  • La scuola deve essere considerata una responsabilità del bambino e lo stesso vale per i compiti, che oltre ad un’esercitazione, aiutano il piccolo alunno a sapersi organizzare, a diventare maggiormente autonomo e gli permettono di confrontarsi con la dimensione del dovere.

 

A maggior ragione ritengo che, sempre per lo stesso motivo di cui sopra, il genitore deve essere consapevole che, a volte, è meglio mandare il bambino a scuola senza che abbia svolto i compiti, ma aiutarlo a responsabilizzarsi. In questo modo sarà in grado di valutare i voti negativi e si organizzerà per porvi rimedio. Aiutatelo a ragionare su questo evitandogli inutili imbarazzi, piuttosto che fare i compiti al suo posto. Favorire l’autonomia aumenta la tenacia.

 

  • SOSTENERLO NELL’ORGANIZZAZIONE

 

Il ruolo del genitore, soprattutto nei primi anni di scuola, in cui il bambino non è abituato ad organizzare il proprio tempo in base ai compiti da svolgere, dovrebbe essere proprio quello di sostenerlo in questo percorso di autonomia.
Il primo passo per abituare i figli a svolgere i compiti senza troppe proteste, in modo sempre più autonomo, è quello di seguire una serie di semplici accorgimenti.

 

  • Pensate insieme a lui ad uno spazio idoneo, in cui il bambino non venga distratto continuamente da stimoli e rumori. Il luogo dove fare i compiti deve favorire la concentrazione. Una cameretta con i giochi sparpagliati per terra, una cucina con la tavola apparecchiata o un salotto con riviste e giornaletti disseminati ovunque, non sono di certo posti ideali per svolgere i compiti. Quanto più uno spazio è caotico, tanto più risulterà difficile per il bambino ordinare i propri pensieri.
  • Un altro importante dettaglio su cui il bambino va’guidato è il quando svolgere i compiti e programmate insieme a lui un piano delle attività. Per i bambino è molto importante l’organizzazione. Quindi concordate insieme un orario da dedicare ai compiti e insieme organizzate il tempo da dedicare ad ogni attività, sulla base della mole di lavoro da fare, delle scadenze e definendo delle priorità. Ciò permetterà al bambino di imparare ad auto organizzarsi e a saper gestire il proprio tempo.

 

Non dimentichiamo in questo lasso di tempo di inserire delle piccole pause tra una attività e l’altra: l’attenzione e il rendimento dei bambini nell’esecuzione dei compiti non possono durare per tutto il pomeriggio.

 

  • SAPER COMUNICARE E SOPRATTUTTO…DARE FIDUCIA!

 

Quando il bambino chiede aiuto o non capisce qualcosa, va bene assecondare questo bisogno, ma è importante farlo nel modo giusto. Rimproveri e urla servono soltanto a stressare il bambino e a minare la fiducia nelle sue capacità. Quello i genitori dovrebbero fare invece è esattamente il contrario: dare fiducia e evidenziare i risultati positivi.
Se il bambino fa un errore, invitatelo a rileggere e a capire che cosa sbagliato. Inutile invece mandarlo a scuola con i compiti perfetti, se poi non ha capito il concetto.
Il genitore deve offrire al figlio un sostegno emotivo alla sua fatica, mostrare comprensione e aiutarlo a sviluppare il senso di responsabilità e la capacità di applicarsi.
Inoltre, deve dare fiducia. E’ molto importante incoraggiare il bambino quando è impegnato nei compiti. Il genitore deve rassicurare il figlio con un atteggiamento positivo. Il messaggio che deve trasmettere è: “Ce la puoi fare!”.

 

  • Infine non dimenticate mai di attivare un ascolto attivo verso il bambino, in quanto il suo rifiuto nello svolgere i compiti potrebbe anche essere un segnale di disagio e non un semplice capriccio.

 

Oltre che cercare sempre di mantenere una comunicazione con il bambino potrebbe essere importante confrontarsi e parlare anche con gli insegnanti per capire meglio il contesto scolastico e della classe oppure se ci sono difficoltà nell’ apprendimento.
Se il bambino è in fase di opposizione con i compiti evitate di screditarlo con insulti, ricatti o punizioni perché questi non faranno altro che generare un ulteriore malessere e un senso di impotenza e rabbia nel bambino. Rischiando con il tempo di sviluppare una resistenza ancora più forte nei confronti della scuola.
Spero che questo articolo sia stato di vostro gradimento… attendo i vostri commenti per conoscere la vostra opinione! 
Rachele

Autore dell'articolo: Rachele

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