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Buongiorno amiche,

Oggi per la rubrica “Lo scaffale dei grandi”, vi parlo di  “The Room”, un libro scritto da due giovani, talentuose autrici: Francesca Chicca Cominelli ed Alexandra Rose.

TITOLO: “The Room”;

AUTRICI: Francesca C. Cominelli, Alexandra Rose;

EDITORE: Self publishing;

GENERE: Erotico- Sentimentale;

PAGINE: 425;

FORMATO: Cartaceo ed ebook;

DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 Gennaio 2019;

PREZZO: 15,00€ e 2,99€;

ACQUISTA: AmazonLibreria Universitaria;

TRAMA

The Room”, racconta la storia parallela di due ragazze. Due amiche trasferitesi dall’Italia in California,  per dare una svolta alla loro carriera lavorativa e alla loro vita sentimentale: Ginevra e Amelia.

Non fare sesso nelle stanze
Non sentirti mai in obbligo
Non superare i tuoi limiti”
Sono queste le uniche tre regole del “The Room”, un Night Club elegante e raffinato al centro di Santa Monica.
Le ragazze, capitano quasi per caso di fronte all’annuncio online del locale…per loro è un gioco, un modo per mettersi alla prova e trarne delle esperienze da trascrivere nei loro romanzi erotici.
Quando diventano Perle, non sanno che ad attenderle al di là della porta ci sarà qualcosa che le sconvolgerà per sempre.

RECENSIONE

Premetto che “The Room” è il primo libro Erotico-Sentimentale che leggo. Non ho mai amato questo genere di lettura perché secondo me, c’è una linea molto sottile tra l’erotico ed il volgare, e spesso questa linea viene superata, creando imbarazzo nel lettore.

In questo libro invece, le autrici sono state bravissime a mantenere il giusto grado di erotismo. Hanno fatto sì che lettura fosse piacevole, coinvolgente ed eccitante al punto giusto!

Come anticipato prima, le protagoniste sono:

Ginevra una ragazza laureata in lettere, dal carattere spontaneo e dal sex-appeal innato; eAmelia una neurobiologa,  dolce e riflessiva, sicuramente meno appariscente della prima, ma altrettanto bella ed intelligente. 

Due ragazze molto diverse, diventate coinquiline  a Milano ai tempi dell’università…e che, a poco a poco, hanno trasformato la loro amicizia in “Famiglia“. 

Oltre al loro impegno per il dottorato, le ragazze trovano subito lavoro come  “Dame del piacere” in un pittoresco locale del centro di Santa Monica: il “The Room“. Un lavoro bizzarro… ma sicuro e ben pagato.

Quando siamo entrate in quella stanza, non avevamo idea che sarebbe finita in questo modo. Quando siamo entrate in quella stanza non avevamo idea di quello che sarebbe potuto accadere. Non avevamo idea delle conseguenze delle nostre azioni. Siamo state superficiali. Doveva essere un’avventura, un gioco. Una ricerca. Invece ci siamo ritrovate in balia di emozioni che mai avremmo pensato di provare”.

Quel lavoro iniziato un po’ per gioco, infatti, diventerà essenziare per  “Ginger” e “Lilly Rose” (i loro nomi d’arte al The Room). All’interno delle loro stanze  scopriranno lati  nascosti del loro carattere, capiranno come ricevere e donare piacere, e  soprattutto, incontreranno due clienti misteriosi che scoinvolgeranno per sempre la loro vita:”L’uomo senza nome” e “Mr. k.”.

Passano così le giornate divise  tra  gli impegni della vita reale con i suoi incontri-scontri, e l’altrettanto eccitante  vita al “the room” .

L’amore per la sua terra (Sardegna) e la passione per la neurobiologia mi fanno scorgere tanto di Alexandra Rose in Amelia, e basta quel<<Yeehaw, stallone>> di Ginevra, per ritrovare l’inconfondibile vitalità e la passione per i cavalli  di Francesca Chicca Cominelli.

Se dunque per i personaggi femminili sono anche un po’ autobiografici, i personaggi maschili credo siano stati “creati”nel miglior modo possibile per attirare l’attenzione di tutte noi.

Risultato???

Un Dio del sesso..sportivo, passionale e premuroso: Killian, e un bastardo dal cuore d’oro e il ciuffo ribelle: Lucas.

Ho apprezzato molto le descrizioni fisiche e psicologiche dei personaggi… così complete ed alaborate che da metà libro in poi,  chiudendo gli occhi si riesce quasi a visualizzare i loro volti e le scene prendono vita nella mente, come se fosse un film. Ciò permete di immedesimarsi, e gustarsi pagina dopo pagina ogni parte della vicenda.

Credo sia impossibile leggere il libro e  non perdersi negli occhi scuri e burrascosi di Lucas o di  non visualizzare nella mente l’addome scolpito di Killian…e il suo sensuale accento spagnolo.

Mi sono piaciute tantissimo anche le scene  irriverenti tra Killian e Ginevra, e quelle comiche tra le due amiche. Nonostante gli argomenti seri e le scene audaci, l’alternanza comicità-serietà ha fatto in modo che un sorriso comparisse spesso sul mio volto…e devo dire che ho apprezzato molto questa caratteristica.

Vi dico solo una parola: “ANANAS”…e dopo aver letto il libro, capirete di cosa sto parlando!

Ritornando alla recensione… in “The Room” si alternano capitoli narrati da Ginevra ad altri narrati da Amelia, il tono è colloquiale, ed il lessico scelto è contemporaneo.  Ho notato un po’ di ripetizioni  soprattutto nelle scene più spinte, che per questo, a volte risultano meno spontanee e travolgenti di altre.

Oltre all’amore, l’amicizia e il sesso, si affronta anche un tema inusuale… la malattia, sia psichica che fisica. Nell’ultima parte del libro, infatti, le protagoniste si ritrovano a condividere anche la permanenza presso un ospedale… ma non voglio svelarvi troppo, vi basta sapere che il libro è un Erotico-Sentimentale travestito in certi versi da “Thriller” e che quindi dona la sua parte giornaliera di adrenalina al lettore.

Poichè  devo essere sempre obiettiva, concludo dicendo la mia opinione sul finale… credo che sia un po’ troppo veloce… gustiamo ogni parte della storia, ogni dettaglio fino ai capitoli finali, in cui il tempo narrativo accelera vertiginosamente, e in poco più di 2 capitoli ci ritroviamo all’epilogo, in ogni modo, la mia valutazione è 5 Stelline!!!

CONCLUSIONE

Avendo letto sia i libri di Francesca C. Cominelli che di Alexandra Rose, ed avendo notato molte differenze stilistiche tra le due, ero molto curiosa di scoprire come sarebbe stato questo libro scritto a quattro mani.  Adesso posso dire che queste  due ragazze così diverse, sono riuscite a trovare il giusto connubio, e tirar fuori ognuna il meglio di sé.

Il libro è CONSIGLIATO, a tutte quelle donne che hanno voglia di evadere dalla banalità della vita, che vogliono ritagliarsi un momento intimo e privato per scoprire non una, ma ben due storie coinvolgenti, dal sapore  dolce ma che lasciano in bocca, un retrogusto piccante.

Che aggiungere… un’altra cosa che contraddistingue le autrici, è il loro modo di far community! Su Facebook infatti, c’è un gruppo dedicato ai loro lavori. All’interno del gruppo, si gioca, si svelano anticipazioni, si scambiano punti di vista e… si fanno tante risate!

Vi aspetto tutte nel “Il Ranch dei sogni”   vi assicuro che ne varrà la pena!

Buona lettura a tutte voi, e grazie a Francesca e Alexandra per averci coinvolto nel Blogtour di “The Room“.

Vita Maria

Buongiorno amiche ed amici di “Scrivere a colori”,  e buon 2019!

Lo scorso anno, proprio in questo periodo dell’anno, ho letto e recensito per il blog: “La mia fine, il mio inizio – Destini segnati”, il primo libro della “Destiny Trilogy” di Francesca Chicca Cominelli. Se vi ricordate, sono rimasta folgorata dalla storia, dai bellissimi personaggi e dal modo di scrivere dell’autrice: coinvolgente e colloquiale.

Ho letto quindi il suo nuovo libro, con un entusiasmo particolare…e devo dire che le mie aspettative sono state tutte soddisfatte!

Eccovi oggi, la recensione di “Proibito”:

 

 

Titolo: Proibito;

Autore: Francesca C. Cominelli;

Genere: Romantico – Erotico;

Pagine:879;

Editore: Self;

Data di uscita: 18 Dicembre 2018;

Formato: ebook – copertina rigida;

Prezzo: 2,99€ – 15,00€;

Proibito”, può essere definito un vero e proprio “spin off” della trilogia. I protagonisti, questa volta non sono Jared ed Amanda, ma l’altrettanto sexy cowboy Cole Bloom e la sorella minore di Jared, Britney Cooper.

Britney è una bellissima ragazza che vive “in sordina”, all’ombra di un fratello troppo bello ed egocentrico, e di genitori troppo premurosi. Le uniche cose che riescono a farla uscire dalla sua routine sono: la lettura dei suoi adorati libri, e il solo vedere, il ragazzo di cui è segratamente innamorata. Cole, riesce a farla sentire sé stessa, l’attrae fisicamente e le è sempre stato accanto in tutti i momenti della sua vita. Peccato che: sia  molto più grande, che non abbia mai mostrato alcun interesse per lei,  che sia un  vero e proprio playboy, e che sia anche uno dei migliori amici di suo fratello. 

Devo riuscire a resistere al suo fascino da Bruto, ai suoi occhi glaciali che nascondono tanta dolcezza. Perché lui è così bestia fuori e principe dentro”.

Se da un lato della storia c’è la dolce Brit, dall’altro c’è un vero e proprio uomo, misterioso e provocante. Una “bestia” che usa la sua sfrontatezza per nascondere le sue fragilità ed allontanare così alcuni demoni che non gli permettono di vivere la vita nel modo giusto. Per Cole, la sua boccata d’ossigeno, è una ragazza dagli occhi blu, il viso d’angelo e un corpo da paura nonostante la giovane età. Unico neo?! Si tratta della sorellina del suo amico e capitano della sua squadra di “team penning” di cui fa parte. 

Nonostante il ragazzo sappia da sempre, di provare un forte sentimento per quella ragazzina bionda, cerca in tutti i modi di allontanarla, di proteggerla  negandosi lui stesso la possibilità di essere felice.

“Le bambine non dovrebbero giocare con il lupo cattivo”.

Ma Brit, spinta anche tenacia della sua giovane età, e dalla purezza delle sue emozioni non demorde, e lotta per il loro amore proibitò, finché anche Cole non si lascia andare ai suoi sentimenti.

Da questo momento in poi si assiste ad un cambiamento radicale della coppia. Brit  cresce in fretta, con e per il suo “Ice”… e Cole si dimostra più affidabile, romantico e premuroso che mai.

Non voglio spoilerare troppo…ma non vi nascondo, che le scene d’amore, vengono descritte dall’autrice in modo così dettagliato e vivido, che è impossibile non emozionarsi per questi due bellissimi e sensuali protagonisti.

“La nostra pelle si fonde, fino a far scontrare persino le anime”.

OPINIONE PERSONALE:

Francesca ha toccato un tema familiare a quasi la totalità delle persone. Sfido infatti chiunque, a dire di non essere mai stato attratto/innamorato/infatuato, di una persona sbagliata, o per qualsiasi altro motivo “Proibita”.

Un maestro di scuola, un amico troppo grande, il ragazzo di una nostra amica, ecc ecc.  Tutti abbiamo avuto un nostro “Amore proibito”, e tutti abbiamo provato quel mix di frustrazione ed eccitazione che provava Brit in quella circostanza. Solamente chi si ama per davvero però,  affronta le difficoltà e gli imprevisti con la stessa serenità dimostrata dai nostri protagonisti.

Vivere l’amore non è semplice e parlarne ancora mano, ma io voglio provarci. Perchè tutti si aspettano il principe azzurro con il cavallo bianco. Perchè tutti devono sapere che il principe azzurro non esiste, ma è un demone travestito da angelo in sella a una moto”. 

Che dire?! io credo che con i suoi libri Francesca Chicca Cominelli, abbia fatto un vero e proprio “elogio all’amore”, raccontando in ogni volume una sfaccettatura diversa di questo sentimento così complesso. 

Rivivere una storia letta già, nei precedenti libri, però scritta dal punto di vista di altri personaggi è stato davvero suggestivo…

Posso aggiungere soltato che per me è SUPER CONSIGLIATO, e che penso sia la lettura giusta per scaldare questo freddo inverno!!! (A buon inteditore, poche parole) 😛

Se vi ho incuriosito con la mia recensione, ecco il link per poter acquistare il libro: AMAZON.

Vita Maria

Carissimi lettori, oggi vi parlo di un libro che mi ha coinvolto tantissimo… sto parlando di: “In ogni stella nascosta” di Vanessa Sobrero.

SCHEDA DEL LIBRO:

Autore: Vanessa Sobrero;

Genere: Romanzo rosa, commedia romantica;

Editore: Selfpublishing;

Data d’uscita: 28 maggio 2018;

Numero pagine: 365;

Copertina rigida :€12,50

Ebook:€ 2,99 (in offerta a 1,99 fino al 28 giugno) su Amazon

Non è molto bello da dire…ma mi sono buttata a capofitto nella lettura del libro, senza sapere nulla sull’autrice e senza aver letto nemmeno la trama; mi sono fidata soltanto della bella copertina. Avevo voglia di sognare un po’… di perdermi nella lettura di una coinvolgente storia d’amore e all’interno di “In ogni stella nascosta” in realtà ci ho trovato anche tanto altro! 

Come anticipato, non sapevo nulla  su Vanessa: sulla sua vita, la sua carriera universitaria.. e sulle sue passioni, ma ho capito sin dalle prime pagine che l’autrice non poteva che essere una persona colta, esuberante e senza dubbio un’amante dell’arte in tutte le sue forme. 

Trama:

Questo libro racconta la tormentata storia d’amore tra Cecilia, una giovane studentessa del NABA (Nuova Accademia delle Belle Arti) e Alex, un affermato ed affascinante DJ. Due opposti che si attraggono e che a poco a poco si plasmano l’uno in funzione dell’altro. Cecilia con la sua giovinezza e leggerezza donerà all’arrogante DJ la possibilità di credere nuovamente nell’amore…e Alex ricambierà donandole cultura, passione,  ma anche non pochi problemi!

Recensione:

“In ogni stella nascosta”, credo si possa definire  un “libro multimediale“… nel senso che per essere compreso appieno  bisognerebbe affiancare alla lettura anche tutti gli altri media tirati in causa. Ascoltare la Playlist del romanzo,  guardare le  fotografie, i quadri e i film citati… Insomma, è un libro che può apportare un po’  di cultura in questo mondo spesso troppo superficiale ed analfabeta.

Mi è piaciuto moltissomo il fatto che attraverso le pagine del libro il lettore riesca  a viaggiare. Si viaggia nella psiche dei due bellissimi protagonisti, ma anche insieme a loro. All’interno di ristoranti ricercati, per le vie di città romantiche e naturalmente in divertenti disco-pub decorati a tema Rockabilly. L’autrice scrive di cose che conosce…sentimenti provati e luoghi sicuramente molto vicini a sé e questo si nota dalla disinvoltura che trapela leggendo le accurate descrizioni.

Sono tante le citazioni culturali da poter cogliere… alcune dal modo della cinematografia, altre dal mondo dell’arte e naturalmente della musica. Cecilia vorrebbe essere per il suo DJ una moderna “Audrey Hepburn“, cerca di apparire agli occhi di Alex come una donna matura, di classe, e ricorda in più occasioni la  Holly  di “Colazione da Tiffany”…anche nel suo amore incondizionato per i gatti.

Alcuni capitoli sono raccontati dal punto di vista di Cecilia; altri da quello di Alex…tutti hanno una caratteristica:  si intitolano come una canzone. Il linguaggio è colloquiale, e lo stile di scrittura utilizzato frizzante ed ironico. Insomma dopo aver iniziato… una pagina tira l’altra!

Conclusioni:

Lettura consigliatissima!

Io l’ho finito in 48 ore… agevolta dal formato elettronico,  l’ho portato con me ovunque, e ad ogni pausa il mio pensiero è sempre steto lo stesso: “Alla fine riusciranno a mettersi insieme o no?”

Che aggiungere?

Spero che l’autrice continui a sviluppare la storia e ci regali un II volume… nell’attesa leggerò anche “Tra mille baci d’addio” il primo libro scritto da Vanessa, acquistabile su Amazon a questo link.

Vi lascio con una citazione del libro… sperando (se non ci sono riuscita con la recensione) di farvi venire ancora di più la voglia di leggere questa romantica storia d’amore.

<<Eri in ogni canzone d’amore dei Beatles, sul fondo di ogni bicchiere di whisky, eri nella bellezza segreta di ogni città in cui viaggiavo, e in ogni stella nascosta dal cielo di Milano.»

Al prossimo libro…

Vita Maria

Oggi vi parlo di “Profumo di cioccolato”, l’ultimo libro della giovane scrittrice Alexandra Rose.

Ecco in anteprima la recensione:

Titolo: “Profumo di cioccolato”;

Autrice: Alexandra Rose;

Editore:  Self-publishing;

Genere: Romantico;

Pagine: 105;

Data pubblicazione:  Disponibile dal 15/05/2018  su Amazon;

Prezzo:  1,99€  ebook – 10,39€ copertina flessibile;

Trama:

Chiara è una giovane studentessa alle prese con gli ultimi esami della sua carriera universitaria e un tirocinio presso una comunità di recupero. Vive la vita con spensieratezza e semplicità… ma basta poco affinché la vita degli esseri umani possa cambiare, e la sua vita, cambiò improvvisamente  un venerdì sera, quando la dolce tirocinante incontrò Gabriele. Quel giovane problematico e silenzioso la sconvolgerà nel profondo, regalandole il meglio e il peggio che la vita può regalare a quell’età.

Riflessioni:

Un libro che mi ha lasciato piacevolmente sconvolta! Mi aspettavo la classica storia d’amore… ed invece “Profumo di cioccolato” è molto di più.  Innanzitutto, a  differenza di altri romanzi,  mi ha colpito per la “vicinanza”.  Quella tra Chiara e Gabriele è una storia “vicina”. Anche se non sono specificati i luoghi in cui avvengono gli avvenimenti, la storia che si racconta  potrebbe essere vissuta da ognuna di noi o da una qualsiasi nostra amica o vicina di casa. Infatti, tutte abbiamo avuto nella vita un amore così inebriante da farci perdere il lume della ragione e tutte siamo state indecise  tra seguire il cervello o il cuore.

Con questo libro, Alexandra Rose esprime tutta sé stessa;  intreccia la sua passione per la lettura e la scrittura, alla passione  per  l’oscuro, e racconta di un mondo dove l’amore, il coraggio e la determinazione sono in grado di superare ogni ostacolo e dissipare le tenebre.

Il romanzo si snoda su alcune dicotome: luce – oscurità,  bene – male, amore – odio,  ed affronta oltre all’amore, temi forti come: la cronaca nera, lo stalking, i pregiudizi, la violenza.  Poiché noi di “Scrivere a colori” cerchiamo sempre di essere corretti con i nostri lettori… è giusto che vi faccia notare anche quel che non mi è piaciuto… cioè la presenza di alcune ripetizioni concettuali, per spiegare qualcosa di chiaro già alla prima lettura. Nonostante questa piccola nota negativa, devo dire che il libro merita  assolutamente di essere letto! E’ ben scritto, scorrevole… un romanzo che si divora in pochi giorni, ottimo da leggere o da portare dietro nelle gite fuori porta (viste anche le dimensioni ridotte).

Il decimo capitolo, cioè l’ultimo  per me è stato scioccante! Per fortuna l’autrice è stata clemente e ci ha regalato un  “Extra”, che attraverso un salto temporale ci svela qualcosa in più sull’accaduto e su questi due personaggi, così belli e carismatici .

Che aggiungere?  In bocca al lupo ad Alexanda Rose per l’uscita imminente del suo libro!

Aspetto con ansia anche di leggere,  i vostri commenti  dopo aver letto questa storia così particolare.

Vita Maria 

Carissime amiche ed amici,

oggi vi parlo ancora una volta della “Destiny Trilogy”.

Ricorderete che qualche mese fa, abbiamo pubblicato la recensione sul primo libro della trilogia “La mia fine, il mio inizio –  Destini segnati”, libro che ho divorato in pochissimi giorni (cosa che non capita spesso).

Ricordo che ho letto il libro in meno di una settimana, e che era diventata proprio un’ossessione! La sera, non appena finito di cenare,  correvo subito in camera per poter leggere e scoprire il più possibile su questa bellissima e tormentata storia.

In questi mesi di “astinenza” da Jared ed Amanda, mi capitava spesso di fermarmi a pensare: Cosa succederà adesso? Essendo una trilogia, mi aspetto fatti sconvolgenti…  ma che si inventerà Francesca Cominelli?

Ho immaginato triangoli amorosi impossibili, ritorni dal passato, risvolte  tragiche,  ma devo dire che nonostante la mia fervida fantasia, quel che ho letto è stato del tutto, felicemente inaspettato!

Ho letto il secondo  capitolo della trilogia:”Destini intrecciati“, in formato  Kindle, quindi tutta l’esperienza mediale è stata diversa. Ci ho messo un po’ di più nella lettura, perché stando tutto il giorno per lavoro davanti al pc, la sera non sempre riuscivo a leggere le pagine prefissate, ma la storia…beh… quella è avvincente e romantica, come… o forse più del primo libro!

 

Copertina del libro: La mia fine il mio inizio - Destini Intrecciati di F. C. Cominelli

Titolo: “La mia fine, il mio inizio – “Destini Intrecciati”

Autrice: Francesca C. Cominelli

Editore: Self -publishing

Genere: Romanzo rosa

Pagine: 352

Serie: “Destiny Trilogy”

Data pubblicazione: 18 Marzo 2018;

Formato: Ebook/Cartaceo

Prezzo:  2.99 €/ 15,00 €

Acquista ora:  Amazon

Trama:

Amanda, lotta tra la vita e la morte, e sarà proprio questa situazione che la porterà a fare un viaggio onirico nei meandri della sua mente. Viaggio che le farà mettere in discussione tutto quello che le è capitato da quando si è trasferita a Houston. Come nel primo libro, anche nel secondo, poi il destino metterà il suo zampino, farà prendere ai protagonisti scelte sbagliate e porterà nella loro vita un giovane misterioso… fin troppo gentile. 

Idee di riflessione:

Se vi ricordate, il primo libro è terminato con un fatto sconvolgente, e con tantissimi punti interrogativi…che Amanda starà bene penso non sia una grande rivelazione, quel che vi voglio sottolineare è che non sempre tornare, significa ricominciare dal punto di partenza, e che a volte, si va avanti anche stando immobili. E’ cosa nota, infatti,  che dopo un grave incidente spesso si cambia stile di vita, atteggiamento…ci si interroga su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato…e questo  è uno dei problemi che affronteranno Jared e Amanda.

Nel primo libro si affrontavano temi sociali come l’emigrazione, le differenze culturali e il bullismo, in questo invece, il tema sociale affrontato è la  persecuzione (stalker), la tutela, e la  violenza sulle donne.  Vedremo un’ Amanda tormentata, distrutta, e un persecutore che haimè come ci suggeriscono anche recenti fatti di cronoca, riesce a farla franca per troppo tempo.

Come  il primo,  anche il secondo libro  ha un finale inatteso ed aperto… quindi, non ci resta che goderci queste pagine, anche rileggendo alcuni dialoghi che secondo me sono fantastici, e aspettare l’uscita del “Grand Finale“!

Il loro amore supererà tutti gli ostacoli del destino????

Lo scopriremo solo leggendo!

Vita Maria 

P.S. Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di entrare a far parte de  il ranch dei sogni,  la community in cui l’autrice pubblica anticipazioni, illustrazioni e comunicazioni, perché troverete contenuti unici e persone davvero friendly con cui condividere impressioni sul libro e non solo!

Salve cari amici di Scrivere a Colori, oggi è 14 febbraio la festa degli innamorati.
In questo giorno, ci si ricorda di essere innamorati.
Una settimana prima di questo giorno, gli innamorati fanno le corse per comprare i regali ai propri partner organizzare cenette romantiche.

Nessuno però si è mai soffermato a pensare perché questo giorno è così importante per le coppie.
Perché in questo giorno gli innamorati festeggiano il loro amore?

Prima di rispondere a questa domanda vediamo prima chi è il santo Valentino.

Chi è San Valentino?

San Valentino, detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Terni, 176 circa – Roma, 14 febbraio 273), è stato un vescovo romano, martire.

Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati e protettore degli epilettici.

Origini della Festa
La festa di San Valentino sembra sia nata ai tempi dei romani per volere della Chiesa. Per tutto il mese di febbraio, che rappresentava un periodo di rinascita e di purificazione in vista degli albori della primavera, i romani celebravano un rito pagano per la fertilità.

Le celebrazioni e riti avvenivano in nome del dio Lupercus: i sacerdoti (detti Luperici) si recavano nella grotta dove si narrava che la Lupa avesse allattato Romolo e Remo e compivano riti e sacrifici, sangue degli animali veniva sparso per le vie della città e veniva istituita una sorta di estrazione dell’amore: un bambino estraeva a caso i nomi di un uomo e di una donna che erano chiamati a vivere in intimità per un anno al fine di compiere il rito della fertilità. Con l’avvento del Cristianesimo tutto iniziò a cambiare e numerose furono le lotte che i cristiani fecero alle feste e ai riti pagani. Papa Gelasio, nel 496 d.c., annullò la festa dei Lupercali e istituì, per il 14 febbraio, il culto di san Valentino. Venne scelto quel giorno perché San Valentino era morto martire nelle persecuzione di Aureliano per decapitazione il 14 febbraio 273 a lui si associò la ricorrenza dell’amore.

In Letteratura

Il più antico festeggiamento di San Valentino risale al 1415 ed è una poesia, scritta dal Carlo Duca di Orleans mentre era imprigionato nella Torre di Londra dopo la sconfitta francese nella battaglia di Azincurt. Una lettera d’amore a sua moglie, Valentine. Di qui quindi l’uso di spedire le “valentine” (i biglietti di San Valentino) nel mondo anglosassone, che però ha cominciato a diffondersi nel 1800.

Quando diventa Business?
Il momento in cui diventa un business mondiale.
L’idea di farne un vero e proprio commercio, che si traduce oggi non solo in biglietti ma in regali, spesso gioielli, alla propria compagna, nasce negli Stati Uniti dove alcuni imprenditori come la donna d’affari Esther Howland (1828-1904) cominciarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Due Leggende legate a San Valentino

Leggenda della Rosa della Riconciliazione:
Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.
Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio.
La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.
Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.

  Leggenda dei Bambini
San Valentino possedeva un grande giardino pieno di magnifici fiori dove permetteva a tutti i bambini di giocare. Si affacciava sovente dalla sua finestra per sorvegliarli e per rallegrarsi nel vederli giocare.
Quando venne sera, scendeva in giardino e tutti i bambini lo circondavano con affetto ed allegria. Dopo aver dato loro la benedizione regalava a ciascuno di loro un fiore raccomandando di portarlo alle loro mamme: in questo modo otteneva la certezza che sarebbero tornati a casa presto e che avrebbero alimentato il rispetto e l’amore nei confronti dei genitori.

Da questa leggenda deriva l’usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene.

Curiosità dal mondo
In Germania gli innamorati scrivono bigliettini e acquistano regali, in genere non troppo costosi, e fiori per il proprio partner. In Olanda e in Inghilterra c’è chi spedisce biglietti non rivelando la propria identità. In Giappone la tradizione prevede che siano le ragazze a regalare una scatola di cioccolatini ai ragazzi, anche se non sono necessariamente i loro fidanzati: vanno bene pure amici e colleghi di lavoro. E gli uomini che ricevono cioccolato a San Valentino devono ricambiare il dono ricevuto regalando cioccolato bianco un mese dopo San Valentino, cioè il 14 marzo. In Spagna invece in quel giorno vanno a ruba le rose rosse. Negli Stati Uniti, San Valentino viene festeggiato da tutti: anche i bambini si scambiano biglietti raffiguranti gli eroi dei cartoni animati.

Vi è piaciuto questo pezzo?

Lasciate un commento.. e alla prossima da Enisla Meca!

San Valentino, la festa degli innamorati!

Molti, pensano che sia solo una giornata volta al consumismo e poco ai sentimenti, io dico NO!

Ognuno la vive a suo modo… chi va a cena fuori, chi si scambia regali costosi, chi semplicemente dedica un po’ di tempo in più alla sua dolce metà e chi, invece,  boicotta la ricorrenza e passa una giornata come tante altre.

Secondo me è bello che si dedichi una giornata all’Amore… magari il problema non sta nel festeggiare o meno, ma sul come festeggiare!

Ecco alcune idee per passare una bella serata romantica in modo “low cost”

Preparare una cena romantica a tema “Amore”

Ci capita spesso di organizzare cene, anche con amici, e passare una bella serata in armonia anche se non si è da soli.

In quel caso,  i dettagli prendono valore e sono loro che renderanno magica la cena.

-Preparare con cura la tavola, concentrandosi sul centro tavola, i tovaglioli e magari usando piatti e stoviglie che non si usano usualmente.

-Studiare un menù a tema (ecco un bellissmo Esempio);

-Scegliere un buon vino per accompagnare i piatti;

-Lasciare indietro negatività e problemi e gustarsi la cena con spensieratezza !

Una serata You & Me

Vestirsi eleganti, seducenti, entrare nello spirito di San Valentino.

Preparare una carrellata di video e foto da vedere per ricordare tutti i momenti passati insieme, creare qualche sorpresa romantica “Fai da te”! (i piccoli gesti sono sempre quelli più apprezzati!)

Ecco un piccolo oggetto che ho regalato al mio Lui, qualche anno fa:  

Una semplice molletta di legno, dipinta con degli smalti per unghie colorati, decorata però con tanto amore!

Che ve ne pare? Al mio ragazzo è piaciuta molto…

FILM ROMANTICO INSIEME a tutta la famiglia

Non c’è nulla  di più bello di stare accoccolati sul divano a guardare un bel film, vero?

Unico problema è che noi donne amiamo le storie struggenti… amore tormentati, film dalla lacrima facile, e spesso i nostri uomini si annoiano, e dopo 5 minuti ci abbandonano.

Per San Valentino quindi, nella scelta del film da vedere cerchiamo di metterci nei loro panni e scegliamo una pellicola che possano amare anche loro.

Ecco 5 titoli di film romantici, ma non troppo… da poter vedere senza sentire lamentele!

  1. Come lo sai?  (2010 – James  L. Brooks)
  2. Il lato positivo  (2012 – David O. Russell)
  3. La bella e la bestia (2017 – Bill Condon)
  4. Ghost (1990 – Jerry Zucker)
  5. Titanic (1997 – James Cameron)

Che aggiungere?!

Buona festa degli innamorati a tutti voi lettori…

Vita Maria 

Carissimi amici ed amiche, oggi vi parlo di un bellissimo libro…

il primo romanzo della: “destiny trilogy”.

Titolo: “La mia fine, il mio inizio.  Destini Segnati”

Autrice: Francesca C. Cominelli

Editore: Self -publishing

Genere: Romantico

Pagine: 380

Data pubblicazione:  13 Novembre 2017

Prezzo: €2,99  Kindle, €15,00 Cartaceo

Trama:

La storia è ambientata in Texas, tra ranch incantevoli, muscoli scolpiti e lunghe cavalcate. I  protagonisti sono  Amanda  De Angelis,  Jared Cooper, e le loro famiglie.

Am, è  una bellissima ragazza,  che ha vissuto un’infanzia  difficile, ma che adesso si sente finalmente amata e realizzata a Newyork; quando  la  famiglia decide di trasferirsi in Texas per lavoro, le sue certezze si sgretolano, lasciando spazio solo a paura ed incertezza, che Amanda nasconde sotto una dura corazza.

Jared  è un ricco cowboy egocentrico e sfrontato, uno che pensa solo al divertimento e a vincere,  ma che nasconde un lato dolce e premuroso.

Due mondi completamente diversi a confronto. Due persone così cocciute da non andare oltre i loro stessi pregiudizi. “Miss De Angelis” e il  “Cowboy zoticone” inizialmente non riescono nemmeno ad instaurare un rapporto civile, ma come dice un proverbio arabo:  “Il destino ti aspetta sulla strada che hai scelto di evitare”e  alla fine, è  lui a decidere per noi.

 

La mia opinione:

Ho letto il libro in meno di una settimana…e per una  super impegnata come me, è un record!

Giuro che anche se stanca, dopo una giornata di lavoro, ogni sera sentivo la curiosità di  leggere più pagine possibili… Come finirà? Che succederà adesso? Ma se lui.. ma se lei… mi facevo i film su quel che poteva accadere, e alcune volte sono rimasta anche piacevolmente sorpresa. E’ stata una lettura  non troppo impegnativa  ma intrigante e divertente. Un libro perfetto, secondo me, da leggere al mare (viste anche le non eccessive dimensioni)  o al calduccio come ho fatto io.

Ho apprezzato molto le  dettagliate descrizioni dei luoghi e dei personaggi, oltre che alle poche, ma perfette illustrazioni, utili ad aiutare il lettore a creare un’immagine dei protagonisti, ed immedesimarsi ancora di più con la storia.

I capitoli  in totale sono 32, alcuni sono stati scritti dal punto di vista di Jared, altri da quello di Amanda e questa alternanza, fa sì che la lettura sia ancora più intrigante.

Pagine ed illustrazione del libro: La mia fine il mio inizio - Destini Segnati

Il linguaggio usato è contemporaneo, colloquiale…leggere “La mia fine, il  mio inizio”,  è stato  come guardare un reality show… dove ragazzi della porta accanto, vivono le loro paure, i loro dubbi e le loro emozioni.

Un romanzo pieno di sentimento e di sensualità, una storia complicata che oltre all’amore e all’amicizia, riesce a toccare temi difficili ed attuali come il bullismo, la diversità culturale e l’emigrazione.

Che dire?!  Mi sono rivista un po’ in Amanda…  nel suo amore per i cavalli  e allo stesso tempo nelle sue paure.

Anche io da bambina sognavo di averne uno tuttto mio,  di diventare una bravissima amazzone, ma non ci sono mai riuscita.  Ache se non capita spesso, quando sono in groppa ad uno di questi splendidi animali…è come volare!

Cavallo

Il libro mi ha fatto rivivere alcune sensazioni che solo chi ha avuto la fortuna di viverle riesce a comprendere.

Beh, non vedo l’ora che esca il secondo libro della trilogia per conoscere cosa riserva il destino a questi splendidi ragazzi.  Spero possa piacere anche a voi! 

Questo è il link alla pagina Facebook della trilogia, dove troverete tanti contenuti interessanti, anticipazioni,  commenti ed immagini esclusive…inoltre, se vi va di acquistarlo, ecco il link all’ecommerce: AMAZON. 

 (Penso possa essere un bellissimo regalo di Natale, soprattutto per le vostre amiche!!!!).

Buona lettura,

Vita Maria

 

 

 

 

Chi di voi non è mai rimasto rapito da un cielo stellato? Magari in una sera d’estate insieme alla persona amata? 

Credo che la risposta sia TUTTI!

Il cielo, la luna e le stelle, da sempre sono associate all’immensità, all’infinito e all’amore…

Etoilez-moi, ci da oggi, la possibilità di possedere qualcosa di eterno, perché anche se rimangono lì ferme a brillare per tutta l’umanità, le stelle potranno portare il vostro nome.

Infatti è possibile battezzare, regalare e dedicare una stella! 

Il tutto è registrato dall’International Celestial Repertory, un ente americano che dal 1980 garantisce l’unicità e l’identificabilità della stella scelta o battezzata. L’ICR, consente inoltre di identificarla facilmente comunicando le specifiche coordinate. 

 La mia esperienza con ETOILEZ-MOI:

Ho deciso di dare il nome di una persona molto speciale, ad una stella.

Sono andata sul sito ed ho inserito i dati chiesti, poi ho scelto la data di battesimo e la costellazione di appartenenza.

Io ho scelto quella dell’Orsa maggiore, perché facilmente visibile ed individuabile dall’Italia, ma ognuno può scegliere quella che più ama o che ha un particolare significato. Vi sono diversi “pacchetti” regalo, con diversi costi e con diversi significati, in modo che ognuno possa trovare quello adatto da donare.

E’ stato semplicissimo…

Dopo quattro giorni, ho ricevuto comodamente a casa il certificato, la mappa stellare e una splendida poesia, il tutto in una magica confezione regalo, giusto in tempo per donarla.

Vi giuro che non esiste cosa più bella di stupire con un regalo del genere… 

Che aggiungere?! Penso che in un mondo materialista e consumista come il nostro, dove ormai si possiede tutto, non possa esserci nulla di più bello che regalare un po’ di romanticismo, qualcosa di infinito…che sarà lì per sempre a ricordarti qualcosa. Un amore, una persona, avere il coraggio di brillare sempre di luce propria o qualsiasi altro significato le si voglia dare.

Tra qualche mese donerò come regalo di battesimo, una stella anche al figlio di una mia cara amica, voglio sperare che la nostra amicizia duri per sempre, ma in caso contrario, il piccolino potrà vedere ogni notte il nostro pensiero per lui. 

Per usufruire dello sconto del – 10%, non dimenticate di inserire al momento dell’acquisto il codice: SAINTVALENTIN

Per qualsiasi dubbio/incertezza c’è anche una pagina Facebook, dove poter contattare lo staff di Etoilez-moi, e leggere anche tanti contenuti interessanti. 

Grazie Etoilez-moi, e alla prossima!

Vita Maria

Carissimi lettori, anche oggi ho una sorpresa per voi…

Un’ intervista che Federico Moccia, ci ha gentilmente concesso qualche settimana fa!

Scrittore, sceneggiatore e regista Italiano che dopo essersi affermato come autore di testi per produzioni televisive, che variano da spettacoli di intrattenimento a serie tv, raggiunge il successo con il romanzo “Tre metri sopra il cielo”, da cui nel 2004 è stato realizzato il film omonimo.

Il film poi lo trasforma in un libro di culto tra i giovanissimi e diventa un bestseller. Il romanzo racconta la storia d’amore tra Babi e Step, due adolescenti che per la prima volta nella loro vita si innamorano. Dopo numerosi ostacoli i due finiranno per lasciarsi. Si arriva così all’altro libro “Ho voglia di te”, in cui viene descritto uno Step più maturo, ma ancora provato dalla fine della sua relazione.Il ragazzo però conoscerà Gin, che sarà in grado di farlo innamorare di nuovo.

Quest’anno è uscito il terzo libro della saga, “Tre Volte Te”, che vede protagonisti sia Babi che Step e Gin.

In questo libro, Step verrà messo davanti ad una scelta importante, dovrà scegliere tra Babi Gin.

Noi abbiamo voluto intervistare Federico Moccia, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro e nella speranza di scoprire se vi sarà anche in questo caso il sequel cinematografico.

Ecco cosa ci ha raccontato per voi…

Ci Parli un po’ di Lei.

«Mi piace molto quando sono gli altri a parlare di me, perché così scopro nuove cose di cui spesso non mi rendevo conto. Guardarmi attraverso gli occhi degli altri è una grande lezione. La mia carta d’identità non basta. Più di una volta ho provato a raccontarmi al pubblico e credo che la sintesi migliore non sia la mia biografia, i dati concreti, cosa ho fatto o non ho fatto. Semplicemente sono le parole che amo, le storie che racconto, gli amici più cari che mi accompagnano in questa vita. Sono nei quadri che dipingo (perché a volte mi cimento con pennelli e tela), nella penna che uso quando scrivo (perché la prima stesura dei miei libri è sempre a penna), in un piccolo regalo che scelgo per fare una sorpresa. Sono padre di due bellissimi figli, un compagno e un marito felice, un amico (spero). Mi ritrovo nelle pagine degli scrittori che amo, nei fotogrammi di un film che mi commuove. Mi perdo negli occhi di chi amo e mi ritrovo in quelli di chi mi fa sorridere e sa ridere di sé. Sono le cose che amo: l`amicizia e la lealtà, la solitudine e la compagnia degli amici, il silenzio e lo scoppio improvviso di una risata. Correre in moto, quando la visiera del casco è alzata ed entra il vento. Nuotare in mare. Sono curioso come una donna, dicono a volte i miei amici. E io rido. Ma credo che la curiosità sia una cosa bella, e comunque, che non appartenga ad una sola categoria. Amo il mio essere adulto oggi, perché è frutto del ragazzo che ero ieri. Che ha provato dolore, gioia, solitudine, delusione, voglia di reagire, speranza. Nessuno ti ascolta se non sei credibile. E sei credibile quando non hai paura di dire chi sei».

Com’è nata la sua passione per la scrittura?

«Da piccolo. Scrivevo sui diari, mi inventavo storie, facevo temi lunghissimi. Sapevo che le parole e la narrazione erano parte fondamentale di me, lo sentivo. Non potevo farne a meno. Ho iniziato a scrivere perché avevo voglia di leggere una storia così come nessuno era mai riuscito a raccontarmela. E credo sia un po’ lo stimolo iniziale per tutti. Poi, pian piano, la scrittura è diventata una compagna di viaggio, un modo per creare mondi legati comunque al quotidiano di tutti noi e avere un punto di vista diverso e personale su quello che, in un modo o nell’altro ci lega. Mi ha sempre colpito molto una citazione di Stephen King: “Perché gli scrittori ricordano tutto, Paul. Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola. E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie. Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice”. Ecco. Ho sempre pensato di poter aggiungere una considerazione a questa citazione: oltre a ricordare la storia di ogni cicatrice, voglio cercare di ricordare il senso di ogni sorriso e gioia provata, le volte in cui un attimo di felicità ha invaso tutto e quelle in cui ho fatto importante o ho aggiunto qualcosa di buono a me stesso. Scrivo perché le mie storie sono in fondo un po’ le possibili storie di tutti, al di là dei dettagli, dei nomi, dei fatti. Parlo di essenza, di quel minimo comun denominatore che si chiama vita. Se non fossi uno scrittore, sarei una persona che sogna di fare lo scrittore e cerca di realizzare questo sogno. E nel frattempo farei un lavoro che consiste nel costruire qualcosa di concreto. Chissà, fosse sarei un falegname o un cuoco».

Ci racconti l’emozione del suo primo romanzo

«Immensa. Avevo una gran paura. Mi stavo mettendo in gioco e non avevo dei paracadute. Mi muovevo con una fiducia cieca verso quello che sarebbe potuto accadere facendo circolare la storia di Babi e Step. Fui ostinato. Ricevetti molti rifiuti. Ma andavo avanti come un panzer. Avevo voluto fortemente quel libro. Raccontare quella fase straordinaria e complessa con cui tutti, giovani e adulti, dobbiamo e abbiamo dovuto fare i conti. C’è sempre moltissimo da raccontare, specialmente se non vogliamo fare un trattato sociologico ma ci interessano semplicemente le storie. Storie credibili, concrete. Ognuno di noi a nostro modo non abbandona mai la sua parte bambina. C’è chi sa conviverci senza sindrome di Peter Pan, diventando consapevole e responsabile, ma ancora capace di stupirsi come la prima volta. C’è chi invece pretende che quella parte non si smorzi mai ma soffochi quella adulta, per la paura di invecchiare e, un giorno, morire. Credo che la voce del ragazzo che tutti siamo stati suggerisca sempre qualcosa di utile anche da adulti e non dovremmo ignorarla. Spesso ci ritroviamo nell’età dei “grandi” senza sentirci tali. Lì per lì spaventa ma poi scopri che la maturità è fantastica proprio perché implica la possibilità di rispondere appieno di meriti ed errori, nel bene e nel male, senza reti di protezione. Tutto dipende da te. E tu sei così perché sei stato quel ragazzino. È grazie a lui che oggi hai un certo approccio piuttosto che un altro alla vita. Raccontare l’adolescenza significa rispettare quella fase della vita senza sminuirla o trattarla come un cliché. Significa avere il coraggio di guardarsi dentro per scoprire quanta distanza si è messo tra noi-oggi e noi-ieri. E se è servito a qualcosa quell’ottovolante di idee, speranze, convinzioni assolute che avevamo allora. Per farlo però non ha senso solo guardare alla propria adolescenza ma bisogna osservare quella attuale, ascoltarla nelle sue diverse sfumature, senza renderla sempre e per forza un trattato generico di sociologia. Allora non sapevo chiaramente tutto questo. Era più un’intuizione. Ma era fortissima. Quasi viscerale».

Come mai ha voluto scrivere il seguito di “Tre metri sopra il cielo” e “Ho voglia di te

«Perché le storie non finiscono. E oggi le consumiamo troppo in fretta credendo di averle capite e conosciute a fondo. Ma molto resta non detto. Dico spesso che le storie d’amore hanno il tempo della vita, quello vero delle nostre giornate. Non cambiano solo per il fatto di essere narrate in un romanzo, la sostanza è la stessa, altrimenti non sarebbero credibili per chi legge. Volevo seguire ancora i miei personaggi, volevo sapere cosa sarebbe accaduto tra loro, tra Step, Babi e Gin. Perché è quello che ci accade ogni giorno con gli altri, quando ci affezioniamo. La finzione narrativa ha accorpato i molti anni trascorsi tra le pubblicazioni in un arco temporale di soli sei. Ma il lettore accetta il patto della “menzogna cronologica” per andare al sodo. Perché lo spazio del romanzo gli permette di poter tradire le convezioni spazio-temporali della realtà e scombinare le attese. Questi sei anni pesano molto. Sono più densi degli undici che separano “Ho voglia di te” (2006) da “Tre volte te” (2017) il libro e dei venticinque (1992-2017) che coprono l’arco complessivo di vita dei personaggi. D’altro canto ho scelto di aspettare perché oggi manca la possibilità di far sedimentare l’impatto e le implicazioni delle storie e volevo comunque dare anche un fondo di verità temporale, anziché saturare tutto con uscite a raffica, come se a contare fosse più il mercato che le reazioni che speravo di suscitare».

C’è un po’ di lei in questo romanzo?

«Una domanda che vale per ogni autore. C’è sempre un po’ di noi in quello che scriviamo. Non tanto nell’esattezza dei fatti, quanto nei punti di vista, nell’angolo in cui si sceglie di posizionarsi per raccontare una storia. A volte ho tratto spunto da qualcosa che ho visto e vissuto davvero. È accaduto con Step ma anche con Alex, Nicco, Carolina e Tancredi, i protagonisti degli altri miei romanzi. Solo che i libri non sono autobiografie, sono davvero altri mondi. Mi lascio trasportare dai miei ricordi di ragazzo e dalle storie che osservo e che mi vengono raccontate. Quello che cerco in realtà è proprio il contrario: vorrei che le mie storie raccontassero episodi e sensazioni simili a quelle vissute dai lettori. Perché non conta che la storia non sia esattamente quella che ogni lettore ha vissuto. Basta ritrovarsi nelle sensazioni, nelle atmosfere, immedesimandosi in qualcosa che sia realistico. Quindi tutto entra nella mie storie. La vita vera che mi gira intorno e di cui faccio parte».

Anche per questo romanzo ci sarà un film al cinema? Se Si, sarà riconfermato lo stesso cast?

«Potrebbe! Mi lascio sempre aperta una porta, in base a come potrebbero sviluparsi le mie intenzioni. Quello che so per certo è che, avendo uno stile di scrittura molto “visuale”, che si muove per immagini, l’adattamento cinematografico è abbastanza semplice. Scrivere in generale, che si tratti di un libro o di un film, è un mix tra esperienza e creatività. Si attinge a ciò che si conosce, lo si rielabora (anche restando molto attinenti alla realtà dei fatti) e si creano dinamiche che possano coinvolgere un numero di persone ampio e sconosciuto. Così una dinamica personale (che teoricamente quindi potrebbe essere troppo soggettiva per accattivare gli altri), diventa più corale. Una storia di tanti. In cui ci si riconosce e ci si può sentire parte di un patrimonio collettivo. Poi capita una sorta di illuminazione, un istante in cui scatta qualcosa che mette insieme alcuni elementi incamerati in chissà quale angolo di noi. Credo quindi che tutto sia connesso e l’adattamento sia semplicemente un nuovo modo di vedere la storia narrata».

La serie si fermerà qui o continua?

«Potrei divertirmi a farti una controdomanda: le storie d’amore finiscono davvero all’ultima pagina di un libro o del fotogramma di un film? È un aspetto che mi affascina da sempre. Quindi, la verità? Mica lo so, sai. Mi sono abituato alla possibilità di farmi stupire da Step e Babi. la scritta “The end” sancisce solo il momento in cui si interrompe la narrazione. Non la fine vera della storia, le storie durano finché c’è vita».

Mi dica tre aggettivi che identificano lei e tre per il suo libro.

«Vediamo. Sono curioso, testardo, sognatore. “Tre volte te” è intenso, vero e pronto al confronto, che non è un aggettivo, ma è bello anche spiazzare!».

Lei è un ottimo scrittore, leggendo la sua biografia però ho notato che ha avuto difficoltà ad emergere. Ora che è uno scrittore di successo, che consigli darebbe a chi si accinge ad iniziare questa carriera?

«Grazie anzitutto per il tuo complimento! L’iniziale rifiuto che nel 1992 ebbe “Tre metri sopra il cielo” da parte di grossi editori era meno forte della mia passione. Non si scrive perché si vuol essere pubblicati, non è quella la finalità ultima, il vero scopo è comunicare, arrivare alla gente e i modi sono vari. Se un grande editore lì per lì non accetta il tuo lavoro, allora ci investirai tu e lo pubblicherai così, intanto, vedendo che succede. E poi crederci. Tanto. Sempre. Perché la voglia di immaginare personaggi e scenari non finisce mai, anzi, si alimenta di volta in volta proprio grazie alle storie già nate, alle esperienze, agli incontri. Dopo un rifiuto, occorre continuare a preparare il terreno per nuovi percorsi narrativi. Finché continuerò a stupirmi, a commuovermi, a cercare la bellezza e la semplicità, a emozionarmi per un sorriso non dovuto, un abbraccio inatteso, un fiore che cresce sull’asfalto nonostante nessuno lo guardi, finché mi lascerò trasportare dall’ispirazione d’impeto da strutturare poi in una trama che mi affascini, avrete sempre miei nuovi libri da leggere. Perché come dice Joseph Chilton Pearce “Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la paura di sbagliare”. E io non ne ho. Sbaglio e non ho paura di farlo».

Per noi di “Scrivere a colori” è stato un grande onore poter chiacchierare con un grande scrittore, che come spesso accade, si è rivelato anche una grande persona!

Cosa vi aspettate da questo libro, e secondo voi, come andrà a finire questa tormentata storia d’amore?

Via con i commenti 😉

Un abbraccio e al prossimo post,

ENISLAMECA

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