Tag

genitori

Browsing

Come scegliere la Babysitter giusta, ecco la nostra guida!

Oggi vi parliamo di BabySitter…

Innanzitutto spieghiamo cos’è questa figura professionale, Una bambinaia(o baby-sitter in inglese) è una persona che per lavoro si occupa di curare (a tempo pieno oppure occasionalmente) i figli di altre persone.

Dalla definizione si capisce che la scelta è molto delicata ed importante per questo oggi vi spiegheremo  come scegliere al meglio e senza stress la babysitter che si occuperà dei vostri bambini quando voi non ci siete.

Prima di iniziare vi poniamo una domanda…

Mamma, sai scegliere la babysitter perfetta?

Trovare la tata ideale può essere impegnativo per i genitori. Che siate alla ricerca di un asilo, di una babysitter o di un’educatrice professionista, sono molte le cose da tenere a mente. Ad esempio, è meglio il nido o l’educatrice per rispondere ai bisogni di vostro figlio? Come assicurarvi che sia felice? Per aiutare i genitori a fare le scelte migliori per la cura dei propri figli, abbiamo fatto una lista delle 6 cose più importanti da tenere in considerazione.

  1. Stabilisci quale tipo di soluzione risponde meglio ai bisogni del bambino e ai tuoi

Dal nido alla babysitter, i nonni o le ragazze alla pari, bisogna dedicare del tempo alla scelta di quale di queste sia la migliore soluzione per la cura del proprio bambino. Per farlo, stabilisci le tue priorità e fatti queste domande:

  • Per quante ore al giorno mi serve un aiuto? Tutto il giorno, le mattine, i pomeriggi o solo di tanto in tanto?
  • Quanto voglio spendere?
  • Voglio che il mio bambino sia curato a casa o in un’altra struttura?
  • Voglio che il mio bambino possa giocare con altri bambini?
  • Quali sono gli orari delle diverse soluzioni? Sono compatibili con la mia agenda?
  • Quali qualifiche dovrebbe avere chi si prende cura di mio figlio?
  • In quale situazione mio figlio ha più possibilità di giocare o di imparare cose nuove?
  • Preferisco che a mio figlio venga preparato il pasto o voglio cucinarlo io stessa?
  • Preferisco che il mio bambino sia seguito individualmente, o anche insieme ad altri bambini? Quanti bambini al massimo dovrebbe seguire ogni educatore?

Fai una lista di pro e contro per ciascuna soluzione, e scegli quella che ti sembra migliore sulla base della lista.

  1. Sede

Vuoi che il tuo bambino stia a casa vostra, all’asilo o a casa di qualcun altro? La sede dove il tuo bambino trascorrerà il tempo ha la sua importanza. Tieni a mente i suoi orari e abitudini, e non dare per scontato che sappia adattarsi facilmente a tutte le situazioni. Dovresti trovare una soluzione che convenga sia a te che a lui. Se pensi che stia meglio a casa, opta per una babysitter. Puoi trovarla anche online su siti come Babysits.it. Se invece il tuo bambino è più attivo e socievole, valuta di inserirlo in un asilo. Se questa è la soluzione che preferisci, valuta se la sede dell’asilo è comoda per te e controlla gli orari di apertura.

  1. Sicurezza

La sicurezza è sicuramente una delle cose più importanti da valutare per scegliere la soluzione migliore. Se decidi di lasciare il tuo bambino in un asilo o a casa di qualcun altro, assicurati che gli spazi siano puliti e adatti ai piccoli.

  1. Chiedi delle referenze alla persona che si occuperà del tuo bambino

Se pensi di aver trovato la soluzione adatta, chiedi delle referenze a chi si occuperà del tuo bambino. Le referenze sono un elemento fondamentale della scelta, perché così saprai cosa aspettarti. Ricorda di chiedere nomi e numeri di telefono delle persone che ti vengono segnalate, in modo da poterci parlare direttamente.

  1. Al tuo bambino piace la persona che hai scelto?

Se il tuo bambino ha difficoltà a legare con chi si occupa di lui, allora è difficile che le cose filino lisce. Ricorda di chiedere al tuo bambino se gli piace la sua educatrice o babysitter. Se invece il tuo bambino non parla ancora, fai attenzione a come interagisce con la persona che si prende cura di lui.

  1. Fidati del tuo istinto

Ogni genitore sa se c’è qualcosa che non va con il proprio bambino. Se senti che qualcosa non quadra, puoi decidere di interrompere il servizio, che sia con la babysitter o con l’asilo. Se decidi di farlo, non buttarti giù! Continua a cercare e a sperimentare. Il tuo bambino si merita le cure migliori, e soprattutto deve essere contento quando passa il tempo con altri.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Babysits.it. Con più di 12.000 membri in Italia, Babysits è la più grande piattaforma di babysitting per connettere babysitter e genitori online e tramite app.

Uno degli argomenti che negli ultimi tempi sta creando grande interesse in ambito educativo è senza ombra di dubbio quello delle regole.

Sempre più spesso infatti mi trovo a confrontarmi con genitori confusi, che mi chiedono cosa devono fare per far rispettare le regole e soprattutto come gestirle, in casa e fuori, per far sì che vengano comprese e interiorizzate dal loro bambino.

Ci tengo innanzitutto a sottolineare che il primo passo è quello di sfatare il falso mito che le regole siano delle imposizioni e in quanto tali pongono i genitori sotto una cattiva luce, portandoli a temere di essere considerati  dei “cattivi” genitori. Ma le regole non devono essere viste come degli ordini o dei divieti autoritari; esse vanno considerate piuttosto come dei paletti, dei confini indispensabili per contenere il bambino e per farlo crescere in modo sereno, sano ed equilibrato.

Le regole infatti rappresentano una fonte di sicurezza per i bambini, li proteggono e li portano, pian piano, ad acquisire la capacità di autoregolarsi, per poi, un giorno, essere in grado di porsi dei limiti da soli.

Il senso di sicurezza che il bambino trova nelle regole è fondamentale perché senza di esse non ci sarebbero limiti.

Le regole sono quindi indispensabili, perché forniscono rassicurazione e contenimento, ovvero permettono al bambino di avere dei riferimenti precisi. Esse inoltre, forniscono prevedibilità, un altro elemento fondamentale per i bambini, poiché tutto ciò che è prevedibile ed abitudinario li conforta. Avere quindi regole chiare, coerenti e ferme, rende il mondo comprensibile e prevedibile ai piccoli e consentendo loro di costruirsi degli schemi mentali su come esso funziona.

T.B Brazelton, famoso pediatra americano, non a caso ha affermato che Fra tutto ciò che un genitore dona al proprio figlio, la disciplina è seconda per importanza solo all’amore”.

Quando un genitore si preoccupa di fargli dono della disciplina, il bambino sa di essere amato.

Per tutti questi motivi, le regole non possono essere qualcosa di improvvisato, ma richiedono riflessione e confronto costanti da parte dei genitori.

Vediamo ora i 5 punti fondamentali per saper gestire le regole in modo efficace.

 

  • Essere chiari e coerenti

Il primo aspetto da tenere bene a mente è che noi genitori rappresentiamo il modello educativo per eccellenza per i bambini e che loro imparano soprattutto attraverso l’imitazione. Pertanto non possiamo pretendere che nostro figlio rispetti una regola se siamo noi i primi a non seguirla.

Il genitore deve essere poi veramente convinto della necessità delle regole che decide di porre al bambino. Ciò significa essere coerenti con esse e fare attenzione non solo al linguaggio verbale, ma soprattutto a quello non verbale, ovvero che postura, mimica, gesti e voce siano adeguati e congruenti al contenuto verbale che si sta esplicitando loro. In caso contrario si rischia di trasmettere ambiguità e ulteriore confusione, con il risultato fallimentare che il bambino con molta probabilità non seguirà ciò che gli stiamo chiedendo.

Questo non significa essere rigidi, ma è fondamentale stabilire dei limiti il più possibile chiari e farli rispettare senza cedere alle pressioni, a volte stenuanti, dei figli e nel caso in cui viene concesso al bambino di trasgredire ad una regola, è bene spiegare sempre che si tratta di un caso particolare e quali sono le condizioni che hanno permesso lo “strappo”.

 

  • Esprimere le regole in positivo

Comunicare una regola in senso negativo, del tipo “non giocare con le posate quando sei a tavola” fa concentrare in maniera involontaria l’attenzione su cosa non fare, piuttosto che su cosa fare. Questo tipo di divieti spesso innescano la dinamica della tentazione e quindi portano il bambino a fare esattamente il contrario. Esprimere invece i limiti in positivo permette di evitare di suggerire azioni “negative”, mettendo invece in rilievo le aspettative positive.

 

  • Condividere i limiti nella coppia

E’ fondamentale che all’interno della coppia, entrambi i genitori condividano le regole da presentare al bambino e che facciano fronte unico di fronte al figlio.

Avere due metri e due misure, innanzitutto pone uno dei due genitori in una situazione di vantaggio nella relazione perché fa si che rivesta la parte del genitore “buono”, e in più questo atteggiamento non solo non aiuta il bambino, che sarà ancora più confuso e sfiduciato nei confronti di chi dovrebbe essere il suo modello di riferimento, ma è altamente screditante nei confronti dell’altro genitore, negando in qualche modo anche la legittimità di ciò che sta dicendo.

E’ bene quindi che i genitori siano coerenti tra loro nel dare le regole al bambino. Ed è fondamentale mantenere sempre una comunicazione e un confronto sul codice educativo da trasmettere, ma ciò ovviamente non in presenza del figlio.

 

  • Dare regole adeguate all’età

Un altro aspetto da tenere in considerazione quando si stabiliscono delle regole è ovviamente l’età del bambino. Nel corso della crescita cambiano anche i comportamenti e i bisogni del bambino e di conseguenza devono modificarsi anche le richieste e le modalità con cui queste vengono esplicitate. Ciò significa spostare i paletti a seconda delle reali esigenze del bambino. Ad esempio, è eccessivo pretendere che un bimbo di tre anni rimetta a posto i giochi da solo, ma possiamo guidarlo facendolo insieme a lui (chiedendo la sua collaborazione) fino a quando non sarà autonomo.

Di conseguenza, se si hanno figli di età diverse, è normale che vi siano regole differenti, in accordo con la tappa evolutiva di ciascuno di loro. E’ necessario riflettere sempre su quale siano effettivamente le capacità dei bambini, evitando di “adultizzarli” più del dovuto e ribadire ogni volta quanto stabilito per ognuno, spiegando loro che ad età diverse corrispondono possibilità e limiti diversi.

 

  • Fornire poche regole al momento opportuno

Trasmettere molte regole e tutte insieme è sicuramente controproducente e non fa che confondere il bambino, poiché in tal modo non gli stiamo dando il tempo di interiorizzarle.

Per questo è importante concentrare l’attenzione su un limitato numero di regole (massimo di quattro/cinque), suggerendo il comportamento adeguato da seguire con anticipo, soprattutto nelle situazioni nuove.

Dott.ssa Rachele Pallotto

Pedagogista

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: