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Carissime amiche ed amici,

In questo articolo, vi parlerò di “Atto di Fede”,  un romanzo di formazione,  scritto da Marco La Paglia, ed edito da: Herkules Books.

Il libro, fa parte della collana “Bianco H“, spazio dedicato dalla casa editrice ai libri di narrativa, poesia e ai saggi; ed è stato pubblicato proprio qualche mese fa…

SCHEDA TECNICA:

Titolo: “Atto di fede”;

Autore: Marco La Paglia;

Editore: Herkules Books;

Genere: Narrativa Romanzo di formazione;

Data pubblicazione: 10 Luglio 2018;

Pagine: 198;

Formato: Cartaceo;

Prezzo: 14,90€;

TRAMA:

Andrea è un ragazzino cresciuto tra i boschi insieme alla madre. Innamoratosi di Aidoann, appartenente ad una famiglia di nomadi, abbandona la propria casa per ritrovarsi coinvolto in una serie di eventi drammatici che hanno in qualche modo, come sfondo, le vicende della nostra Italia.

RECENSIONE:

Come tutti i Romanzi di formazione, questo libro in realtà racconta la crescita e la maturazione di Andrea. Questo bambino, privato dalla madre,  del seme della scoperta, trascorre gran parte dell’infanzia, “dentro ad una cupola di vetro”, ignaro di tutto ciò che accade nel mondo; vivendo in modo monotono,  ma sicuro. Quando incontra per caso Aidoann, una bambina scaltra, vitale, così diversa da lui, ne rimane affascinato…tanto, da decidere  di partire insieme alla chiassosa carovana della ragazza, alla scoperta del mondo.

La storia è ambientata perlopiù a Genova, negli anni della II Geuerra mondiale.  Ho amato in modo particolare le dettagliate descrizioni dei luoghi e la scelta di inserire nel testo alcune parole e frasi in dialetto genovese. Con queste scelte, Marco La Paglia ci mostra parte del suo background personale. Un uomo amante delle sue origini, della sua città, che ci tiene a ricordare alcune pagine orribili della storia mondiale, e a farci riflettere oggi… per non farci ricadere negli stessi sbagli fatti dai nostri avi.

La parola che penso possa legare tutti i capitoli del libro è: “Perdita

Andrea, perde la sua innocenza nel momento  in cui decide di disobbedire alla madre e di passare le sue giornate nel bosco. Poi con la vicinanza di Don Vito e dei suoi “dipendenti”, si trasforma in un vero e proprio fuorilegge.  Insieme ai suoi anni migliori, perde gli affetti, gli amici… l’amore, e divenuto adulto, sente finalmente il bisogno di raccontare la sua storia e  in un certo qual modo di “redimersi”. Consapevole che la sua vita è ormai giunta agli sgoccioli, rivela a Zaira gran parte della sua storia. Fino ad arrivare all’ennesima perdita…

Il libro può essere definito una “Metanarrazione“, è composto cioè da un racconto nel racconto. L’autore ci racconta la storia di Andrea, ma al contempo Andrea racconta la storia della sua vita a Zaira. Questa particolare scelta narrativa, fa in modo che la lettura risulti più coinvolgente e stimolante… (un libro da leggere tutto d’un fiato!)

Come abbiamo potuto vedere, i temi affrontati sono molteplici: le  discriminazioni raziali, la criminalità organizzata, il terrore psicologico, l’omertà, le atrocità della guerra, ma anche l’amore e la speranza.

Infatti, nonostante tutte le sue perdite, alla fine, il messaggio che traspare è di speranza.

 “Ho imparato che vivere è un atto di fede. E quando dico fede non intendo una fede religiosa, o almeno non solo quella. Bisogna avere fede, fiducia e tutto avrà un senso. Solamente l’amore ci può salvare, può cambiare il nostro modo di guardare il mondo, renderlo migliore.”

Non vi nascondo, che non appena letto questo libro, da grande fan di Luciano Ligabue, ho colto da subito un riferimento ad “Atto di Fede” una canzone del 2010, contenuta nell’album: “Arrivederci, mostro!”.  Sia nel libro, che nel testo della canzone si dice che “vivere è un atto di fede”….e di fede, Andrea nella sua vita ne ha dovuta avere davvero tanta! Nonostante tutte le sue disavventure, lui non si è mai arreso. Ha sofferto, si è sentito solo, è stato umiliato, ma ha anche gioito, amato, riso e sperato…HA VISSUTO A PIENO TUTTI I GIORNI DELLA SUA VITA!

Volevo spendere ancora due righe per parlarvi della splendida copertina.  Sullo sfondo troviamo l’antico porto di Genova al tramonto, ed in primo piano un giovane con la testa china, e lo sguardo basso verso il mondo. Si tratta di Andrea, un sopravvissuto…che nonostante abbia vissuto una vita così travagliata, cerca il modo per rendere migliore il mondo…cerca… il suo “atto di fede“.

CONCLUSIONE:

Questo libro  ci mostra le emozioni, i pensieri, le sensazioni ed i punti di vista,  dal momento in cui si insinuano nella mente del protagonista, fino a che, ormai maturi, prendono libero sfogo nel suo racconto.

Atto di fede” a mio avviso, è un libro indicato sia ad un giovane lettore (che potrà scoprire grazie ai racconti di Andrea  sfaccettature inedite della storia d’Italia e d’Europa),  sia ad un lettore maturo, che potrà immedesimarsi e richiamare alla memoria, ricordi di un’epoca che sembra distante anni luce da noi, ma che in realtà… è stata vissuta dalla maggior parte dei nostri cari.

Che aggiungere? Per me, è un libro CONSIGLIATISSIMO!

Se con la mia recensione vi ho incuriosito, potete acquistare il libro anche online, e farlo arrivare comodamente a casa vostra o dei vostri cari! -> Acquista ora<-

Buona lettura,

Vita Maria

Carissimi lettori, oggi vi parlo di una perla del mediterraneo: MARSALA (TP).

Una città ricca di storia, cultura… e bellezze naturali.

Sicuramente avrete sentito parlare di questa città, per lo sbarco di Giuseppe Garibaldi avvenuto l’11 Maggio 1860, e per la notevole produzione dell’omonimo vino.

Beh… tutto vero, ma Marsala è anche altro!!!

Diceva di lei Cicerone, che fu questore della città tra il 76 al 75 a.c.: “pulcherrima sed ventosa”…che dal latino vuol dire: “Bellissima ma ventosa”.

Sì, perché la città è spesso attraversata dal vento caldo di Scirocco. Queste condizioni meteo, insieme alla presenza di una laguna con acqua calda e bassa hanno fatto in modo che divenisse negli ultimi dieci anni meta prediletta di riders proveniente da tutto il mondo, che nelle acque dello Stagnone si allenano e si sfidano nella pratica del Kite surf.

Eccovi la mia top ten, delle attività che meritano di essere svolte, e dei luoghi che meritano di essere visti per chi deciderà di visitare questa splendida città.

10 COSE DA FARE/VEDERE:

  1. Visitare le saline di Marsala, ed il museo del sale, in c/da Ettore Infersa, sul versante nord della città. Ancora meglio se fatto sorseggiando un buon drink davanti ai mulini a vento, al tramonto. Nulla di più romantico!
  2. Le passeggiate serali nel centro storico della città. Infatti, il cosiddetto “Cassero” che è in realtà la centralissima via XI Maggio, è il luogo perfetto per lo shopping, e per vivere la movida marsalese.
  3. Visitare il museo archeologico “Baglio Anselmi”. Sul lungo mare, in prossimità di Capo Boeo, uno dei tre vertici Siciliani, si impone questo ex. stabilimento, adibito oggi a museo. Lì è possibile osservare il relitto di una nave punica, e moltissimi altri reperti archeologici. Inoltre proprio alle spalle del museo vi è l’ingresso dell’insula romana.
  4. Rilassarsi in spiaggia. Oltre a moltissimi lidi attrezzati, ci sono ancora diverse zone di spiaggia libera, in cui è possibile tuffarsi in acque cristalline, dal fondale sabbioso.
  5. Visitare la riserva naturale della laguna dello stagnone. La laguna comprende tre isole tra cui, Mozia, Isola lunga e Santa Maria. Le isolette sono facilmente raggiungibili sia in canoa (esperienza assolutamente consigliata) che attraverso i traghetti dedicati. Se si è in zona, inoltre, ci si può immergere nelle “acque rosa”. Proprio così, perché un po’ nascoste da occhi indiscrete, sul lato nord dell’isola lunga, si nascondono le antiche saline. Lì, nel periodo estivo, l’acqua assume una colorazione rosa intenso che rende magica l’atmosfera.
  6. Vedere le imponenti “Porte” della antica città, e ciò che rimane delle cinta murarie.
  7. Ascoltare un concerto di musica classica al Teatro comunale “Eliodoro Sollima”, e vedere l’imponente teatro “Impero”.
  8. Mangiare prodotti tipici siciliani;
  9. Visitare le innumerevoli cantine presenti in città, e degustare il famosissimo vino “Marsala”.
  10. Visitare la città nei giorni della settimana santa, e vedere le sacre rappresentazioni, della morte di cristo e la crocifissione. Soprattutto il giovedì santo, le vie del centro storico si riempiono di cittadini e turisti per vedere la rievocazione di alcune scene del Vangelo, interpretate ed in parte recitata da centinaia di volontari. Il venerdì precedente alla Pasqua, invece, la statua della madonna “Addolorata”, è accompagnata da migliaia di fedeli in processione per le vie del centro.

Scegliere soltanto 10 attività/luoghi è stato più difficile di quel che pensassi…perché Marsala, da sempre culla di popoli e culture diverse, ha davvero tanto da mostrare.

Vi aspetto presto nella mia città! 😉

Vita Maria

 

Sappiamo bene che l’8 marzo ricorre la “Festa della donna”. Tutte ci aspettiamo gli auguri e magari un mazzolino di fiori… ma in poche conoscono il vero significato del “Woman’s Day”.

Proprio per questo ho voluto raccogliere qualche cenno storico per chiarire l’origine dell’evento, informarvi su quel che accadrà oggi, e indicarvi qualche idea per trascorrere la giornata.

Innanzi tutto, con questa data si vogliono celebrare tutte le conquiste che le donne sono riuscite ad ottenere nel corso degli anni, ma anche le discriminazioni e le violenze a cui ancora oggi sono sottoposte. (Non è “festa” atta al divertimento e al consumismo…bensì di riflessione e orgoglio femminile per quelle donne che hanno combattuto tanto per i nostri diritti).

La Storia

L’origine risale al 3 maggio 1908, quando ad una delle conferenze del partito socialista di Chicago, in mancanza dell’oratore ufficiale prese la parola la socialista Corinne Brown, ferma sostenitrice dei diritti delle donne e per la loro “liberazione”. Durante il suo intervento, Corinne affrontò il discorso dello sfruttamento da parte dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali nei confronti della donna, e dell’estensione del diritto di voto alle donne. Dopo quella giornata, il Partito socialista americano decise «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». L’anno seguente, nel 1910, l’iniziativa venne raccolta da Clara Zetkin a Copenaghen durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste. Con il passare degli anni le celebrazioni si sparsero in tutta Europa, per poi essere interrotte nei paesi belligeranti allo scoppio della I Guerra Mondiale.

Per quanto riguarda la scelta di celebrarla l’8 marzo, vi sono storie contrastanti. In alcuni Paesi si fa riferimento a un episodio avvenuto a New York, in centinaia di operaie, chiuse in fabbrica dal padrone perché non partecipassero a uno sciopero, persero la vita a causa di un incendio l’8 marzo 1857. Facendo qualche approfondimento, scopriamo che le cose andarono diversamente. L’incendio della fabbrica in cui perirono le operaie ci fu davvero, ma accadde il 12 marzo, e soprattutto molto tempo dopo, quando si celebrava già la Giornata della donna. Altri ricordano la marcia del “pane per la pace” (evento che in Russia diede origine alla rivoluzione di febbraio e la caduta dello Zar), avvenuta a San Pietroburgo l’8 marzo 1917, in cui le donne russe scesero in piazza, e marciarono a gran voce per chiedere la fine della guerra, manifestando i propri diritti.

In Italia, per la prima volta si celebrò il 22 marzo 1922; poi la tradizione, venne interrotta negli anni del fascismo, e riprese durante la lotta di liberazione nazionale, come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni dei diritti femminili. Nacquero quindi i gruppi di difesa della donna collegati al CNL (Comitato di Liberazione nazionale) che dettero origine all’U.D.I. (Unione Donne Italiane).

Merito tutto italiano è quello della scelta della Mimosa come simbolo della manifestazione. Infatti, furono le femministe Rita Montagnana, Teresa Noce e Teresa Mattei, nel 1946, a proporre di adottare proprio quel fiore. Un fiore economico (che può essere facilmente reperibile e regalato da tutti), che sboccia nel mese di marzo, un fiore all’apparenza piccolo e delicato, ma capace di crescere anche su terreni aridi, tenace come noi donne!

Solo nel 1975, con la risoluzione 32/142, l’assemblea generale delle Nazioni Unite, propose ad ogni paese, di dichiarare un giorno all’anno “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”.

8 marzo 2017

Quest’anno sarà una ricorrenza di “lotta”. Le donne di “Non una di meno” (quelle che pochi mesi fa hanno riempito le piazze in Polonia per difendere il diritto all’aborto, e che hanno messo in piazza 200 mila persone a Washington per protestare contro il sessismo del neo Presidente Trump), manifesteranno nei modi più diversi in ben 40 paesi nel mondo, Italia compresa. Si protesterà contro le forme di disuguaglianza tra uomini e donne tuttora presenti nel mondo. Alcune donne non lavoreranno per un giorno e non faranno acquisti, in modo da rendere evidente il valore del loro lavoro e anche quello del loro ruolo di consumatrici; altre parteciperanno a cortei e manifestazioni e vi sarà anche uno sciopero dei trasporti. Questo è il link che vi mostra tre brevi video prodotti da D.i.Re per invitare tutte le donne a unirsi allo sciopero globale e combattere la violenza maschile: http://video.repubblica.it/6fc63b60-a1b9-4792-bafa-c0e25a2f1adb .

Iniziative interessanti, per trascorrere la giornata

Musei gratis per noi donne: 

Cinema 2€ nelle sale aderenti:

2X1 di Trenitalia:

 

Vita Maria

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