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Carissimi amici ed amiche, oggi vi racconto del mio viaggio a Madrid, e vi indico le attività ed i posti che secondo me sono da non perdere!

Nonostante il tempo a disposizione per il nostro viaggio non sia stato tantissimo, siamo riusciti a visitare tutto ciò che era sulla nostra lista. 😉

Innanzitutto, quasi tutti i musei e le chiese hanno degli orari e dei giorni della settimana in cui è possibile accedervi in modo del tutto gratuito; quindi se state progettando un viaggio a Madrid, vi consiglio di dare uno sguardo a questo sito:  Viaggiatorideltempo e programmare le visite, lasciando un po’ di margine di tempo tra un posto e l’altro.  E’ normale che con l’ingresso gratuito si formi un po’ di fila,  ma devo dire che sono abbastanza veloci.

Noi per esempio, abbiamo approfittato della “Giornata internazionale dei musei“… il 18 Maggio ed abbiamo usufruito di tantissime agevolazioni.

Ecco le attività da svolgere, e i luoghi assolutamente da vedere:

Visitare il “Reina Sofia”.

All’interno di questo museo sono esposte opere d’arte a partire dal Novecento ai giorni nostri. In particolare, spiccano le opere di Salvator Dalì e Pablo Picasso. Una su tutte ” Guerinica”…una grandissima tela che l’artista dipinse in bianco e nero per sottolineare la drammaticità della guerra e che è l’attrazione principale per i turisti.

“Esplorare” il parco del Retiro

Un parco grandissimo in cui è possibile  passeggiare e rilassarsi immersi nel verde.  Tra gli alberi secolari, si erge una struttura “fiabesca”… il palazzo di cristallo; un edificio totalmente costruito in cristallo e metallo del 1887.  Sempre all’interno del parco è, è possibile affittare con pochi euro delle graziose barchette e navigare in modo romantico il laghetto artificiale, abitato da simpatici anatroccoli, tartarughe e grandissimi pesci.

Plaza Major e Plaza del Sol

Decidere quale tra queste due piazze sia quella principare di Madrid è un’impresa… entrambe sono bellissime, ed entrambe sono centro nevralgico della vita madrilena.

Plaza Major,  ex mercato della città, spicca per i suoi colori accesi e per la presenza di Casa de la Panaderia, uno spettacolare edificio,  adornato con affreschi che rappresentano un’allegoria dello zodiaco.

In Plaza del sol,  invece, oltre alla famosissima statua dell’orso e del corbezzolo (simbolo di Madrid), sono da attenzionare tre cose:

  1. Trovare il km 0 cioè il punto da cui partono tutte le strade di Madrid; L’ “Origen de la calles radiales” perché proprio a partire da questo punto si calcolano le distanze in chilometri in tutto il paese.
  2.  La storica insegna luminosa che sovrasta la piazza: “Tio Pepe” che  pubblicizza un brand che produce Sherry ininterrottamente dal 1844 ad oggi.
  3. Se vi trovate a Madrid per il Capodanno,  in questa piazza  si celebra il rito dei 12 chicchi d’uva al ritmo di ogni campanada e chi riesce a finirli in tempo avrà un anno ricco di fortuna e prosperità.

Visitare il “Palazzo reale” e la Cattedrale Almudena”

Anche se non è più la residenza ufficiale dei monarchi di Spagna, con più di 3400 stanze è una delle residenze reali più grandi e belle d’Europa.  Purtroppo all’interno non è possibile scattare alcuna foto, ma le stanze della ceramica, del velluto e la stanza del trono…beh sono una meraviglia!  Appena fuori al cancello reale, vi è la Cattedrale Almudena, il principale luogo di culto cattolico di Madrid.

Fare Shopping

Per gli amanti dello shopping, consiglio “Primark” sulla Gran Via, un centro commerciale in cui è possibile trovare di tutto a prezzi bassissimi. Unico inconveniente… la gente!!! Per questo, meglio visitarlo la mattina o nei giorni feriali.  Un’altra strada piena di bei negozi è Calle de Fuencarral.  Se siete amanti dei dolci, vi segnalo un negozio storico, “La Violeta” in Plaza de Canalejas 6, che commercializza delle caramelline alla viola, dal sapore unico. Anche se non sono molto economiche, possono essere un ottimo souvenir della città.

Vivere la Movida

La cosa che mi ha colpito di più di questa città… è la vitalità! A qualsiasi ora del giorno e della notte c’è gente che esce, che mangia… e che vive la vita! Vi sono tantissimi locali…ben arredati, particolari e in cui mangiare soprattutto cibo tipico spagnolo. Molto belli sono i “Market“, edifici a più piani in cui è possibile trovare qualsiasi tipo di pietanza spesso anche cucinata “Live”.

Invece, per un aperitivo particolare… vi consiglio la terrazza del Circulo de bellas artes, un edificio storico dal quale ammirare tutta Madrid, sorseggiando un buon drink, ascoltando buona musica e rilassandosi su comodissimi divanetti.  E’ previsto un ticket di ingrasso, ma vi assicuro che ne vale la pena.

Spero che la mia esperienza possa esservi utile,

Alla prossima,

Vita Maria

Carissimi lettori, come va?

Oggi vi racconto del mio ultimo viaggio: Favignana, una delle isole Egadi…

Dopo un po’ di mesi di impegni e lavoro,  Domenica scorsa sono stata a Favignana (TP) insieme ai miei amici.

Una mini vacanza che però è riuscita a farmi ricaricare per bene le batterie 😉

Fortunatamente, dalla mia città (Marsala), riesco facilmente a raggiungere l’arcipelago delle Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo) mediante barca privata o con i traghetti dedicati.

 

 

Eccovi il mio “Diario di bordo”

Appuntamento al pontile alle ore 8:00 e via! “Destinazione paradiso (terrestre)”!

Da Marsala, si impiega meno di un’ora in barca per arrivare sulle coste Favignanesi, ma se si è in buona compagnia, il tempo vola.

Tra musica, risate e…se si è fortunati anche l’avvistamento di qualche grande pesce.

La prima tappa, per noi è quasi sempre Cala rossa (la mia preferita), un angolo dell’isola in cui il mare cristallino è  pieno di vita. Infatti, anche senza grande esperienza è possibile osservare tante varietà di pesci.

In tutta l’area protetta la pesca è SEVERAMENTE VIETATA, quindi…se vi venissero strani pensieri, ricordate che la Guardia Costiera ed i volontari delle Egadi, vigilano ogni giorno per far rispettare le regole ai bagnanti ed ai pescatori.

 

 

 

In base al vento è possibile  scegliere le calette più riparate per godere a pieno delle bellezze del mare. E noi questa volta abbiamo scelto di fare l’intero giro dell’isola…

Cala rotonda, il Preveto, la grotta dei sospiri, Lido burrone…sono solo alcuni dei posti più belli e caratteristici, ma in realtà qualsiasi angolo dell’isola offre mare limpido e panorama mozzafiato.

La nostra ultima tappa, è stata Cala azzurra, famosa per la presenza di una piccola spiaggia, ideale per un po’ di relax in riva.

Rientro a Marsala alle 19:00, esausti, ma felici di aver passato una giornata in compagnia tra risate, tuffi e lunghe nuotate.

Naturalmente io vi ho raccontato la MIA giornata a Favignana “via mare”; in realtà bisognerebbe parlare anche delle bellezze dell’entroterra. L’antico porto, l’ex tonnara, il castello e di tanti altri piccoli posti incantati che meritano di essere visti.

Che aggiungere…conosco ogni angolo dell’isola, ma ogni volta è sempre un’avventura!

Anche se si dispone di pochi giorni di ferie, anche se gli impegni sono tanti non rinunciate mai ad un viaggio! Anche se breve, anche se vicino…

 

” Viaggia per il mondo, riempi il tuo bagaglio di ricordi. Ogni ricordo sarà una storia che riempirà la tua vita di significato”

Cit. Guido Prussia

 

gambe, mare... Favignana (TP) un angolo di Paradiso

 

Azzurro e blu, i colori del mare… giallo caldo, come il sole che ci ha cotti a puntino e marrone come la nostra pelle al ritorno 🙂

Se vi va di leggere i racconti dei miei ultimi  viaggi  ecco il link.

Alla prossima avventura con #viaggiareacolori e  buona estate!

Vita Maria 

Buongiorno amiche ed amici!

Viste le belle giornate, qualche settimana fa, ho deciso di iniziare a leggere un libro, nelle mie ore di relax.

La scelta è ricaduta su: “Lo zaino è pronto, io no”, di Marco Lovisolo.

 

Libro "Lo zaino è pronto, io no"

 

Come avrete capito, l’argomento principale è il viaggio…

L’autore, ha raccolto in poco più di duecento pagine, tutto ciò che ha reputato degno di nota, durante i suoi innumerevoli viaggi in giro per il mondo.

Una sorta di “Diario di bordo”, che racconta dall’incontro fortuito con un simpatico abitante di un villaggio africano, alla felicità provata nel poter rifare semplici attività della vita quotidiana, snobbate durante una vita intera, e che diventano lusso, quando si vive “allo stato brado”. 

Il tutto è raccontato con uno stile di scrittura informale ed ironico, che dona al libro leggerezza (per leggerezza, intendo la “leggerezza di Calvino”, intesa cioè un come valore, e non certo un difetto).

Non vi nascondo, che non appena letto che lo scrittore era un tecnico informatico, ho messo nella mia mente tanti pregiudizi:“Che avrà mai potuto scrivere uno di quelli che vive la vita tra numeri, simboli e ciber spazi?” 

Invece…mi sono ricreduta sin dalle prime pagine.

Il libro svela un’anima profonda, un ragazzo amante dell’avventura, diventato adesso uomo. Un papà, che riflette e fa riflettere su tante tematiche importanti come la povertà, le differenze culturali, l’importanza dell’ampliamento dei propri orizzonti. 

La cosa che mi è piaciuta di più sono le ultime due pagine di ogni capitolo. Infatti, Marco, regala al lettore i suoi personali consigli, divisi in: “10 cose da fare”, e “10 cose da non fare”. Una sorta di vademecum per affrontare i viaggi nel migliore dei modi.

Il libro ha rafforzato in me, la voglia di partire, e soprattutto con la sua “leggerezza”, mi ha fatto “volare” con la mente, in luoghi che ahimè, ancora non ho avuto la fortuna di visitare.

Se vi ho incuriosito con questo articolo, potete acquistare subito il libro su Amazon, sia in formato Kindle, che cartaceo con copertina flessibile.

 Per gli amici siciliani, inoltre, potrete trovarlo dal 24 al 28 Giugno, a Taormina, in occasione del Taobuk, allo stand Youcanprint.

Voglio chiudere l’articolo con una frase di Italo Calvino, tratta proprio da una delle sue “lezioni americane”, perché secondo me rispecchia sia lo stile di scrittura, che il messaggio che l’autore vuole dare con il suo libro.

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità. Ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

 

Fatemi sapere con un commento, se il mio pensiero rispecchia il vostro, e se anche a voi, dopo la lettura de “Lo zaino è pronto, io no”, è venuta voglia di buttare dentro ad uno zaino lo stretto necessario e partire, alla ricerca di nuove avventure.

Non mi resta che dire… Buona lettura!!!

 

Vita Maria Casano

Buongiorno amiche ed amici!

Oggi vi racconto la terza ed ultima parte del mio viaggio in Toscana: Pisa.

Con la città di Pisa, ho un rapporto speciale, perchè subito dopo il Liceo, vi ho vissuto un anno, ed ho avuto modo di ammirarne pregi e difetti. 

Come tutti sappiamo, è una delle più belle città d’arte in Italia. In essa convivono storia, ed innovazione. Si alimentano di storia, i milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, che ogni giorno affollano i luoghi più caratteristici; e si alimentano di innovazione e ricerca, tutti quei giovani che scelgono di frequentare le rinomate Università pisane. 

Veniamo a noi..

Siamo arrivati a Pisa nel tardo pomeriggio (in treno, tornando da Lucca). Fortunatamente il nostro alloggio era vicino alla stazione centrale e dopo aver fatto un breve riposino, siamo andati a cena in una super pizzeria.

Date un’occhiata al menù se non mi credete!

Era tutto una vera delizia! (Super consigliato anche per il rapporto qualità-prezzo).

Dopo aver mangiato “come se non ci fosse un domani” Cit., abbiamo deciso di fare una bella passeggiata sul Lungarno per smaltire un po’. 

Il giorno dopo, abbiamo visitato la città: la graziosissima chiesa “S. Maria della spina” sull’argine del fiume, “Borgo stretto” con i suoi portici pieni di locali e negozi alla moda, Piazza dei Cavalieri, e l’immancabile Piazza dei miracoli con il duomo, la torre pendente, ed il battistero di S. Giovanni.

In poche parole, in un giorno, ho rivisto tutti quei posti che ho lasciato 10 anni fa, e che sembrano essere rimasti fermi nel tempo, a differenza mia, che mi sento tutta un’altra persona dal 2007 ad oggi.

Consiglio n.1:

Visitare Pisa nella notte della “Luminara di S. Ranieri”, il 16 Giugno. In quella notte tutta la città risplende, illuminata soltanto dalla luce di migliaia di lumini di cera. Curiosità… è usanza anche indossare qualcosa di luminoso, fino a  fine della serata, che è sancita dagli strabilianti giochi pirotecnici sul fiume, ritrovo da sempre dei giovani “universitari”.

Consiglio n.2:

Assaggiare la “Cecina“, un piatto tipico toscano, ma diffuso principalmente a Pisa, a base di ceci. Piatto tanto povero quanto gustoso!

Rammarico di Pisa… non esser MAI salita sulla Torre pendente! Ok, non ho scuse, se non quella di dire “semplicemente non è capitato”.

Inoltre non ho mai visto il murales di Keith Haring “Tuttomondo”, uno degli ultimi lavori dell’artista scomparso nel 1990.

Consiglio n.3:

Fate come me, lasciando in ogni tappa qualcosa di importante da vedere/fare, avrete sempre una scusa per poter ritornare in un luogo. Scaltro no?!

Comunque, prima o poi salirò sicuramente sulla torre ed ammirare la città da una prospettiva del tutto originale. 

Per quanto riguarda i colori di questo viaggio, ho scelto: bianco, verde, nero e arancio.

Bianco come il marmo usato per i monumenti più importanti; il verde, come il curatissimo prato di Piazza dei miracoli; il nero e l’arancione, perché il contrasto di luci ed ombre, prende vita non solo nella notte della luminara, ma ogni sera nel tratto di città che costeggia il fiume.

Mi auguro che abbiate trovato qualcosa di interessante leggendo i miei articoli sulla Toscana. Per me è stato un “Tor Tour”, un tour incantevole, ma anche moltoo stancante.  Un’incantevole “tortura”. 

Alla prossima, 

Vita Maria

Carissime amiche ed amici, come promesso, ecco a voi la seconda tappa del mio breve tour in Toscana: #Lucca.

Dopo due giorni a Firenze, abbiamo deciso di visitare la città di Lucca il 1 Maggio.

Sfortunatamente per noi, il treno ha viaggiato per molti chilometri a velocità ridotta perché vi era la possibilità di presenza di manifestanti sui binari, così siamo arrivati con circa un’ora di ritardo dalla nostra “tabella di marcia”.

Appena fuori dalla stazione, si vedono in lontananza le mura cinquecentesche della città;  siamo entrati da “Porta S. Pietro”…ed è stato come visitare  un paese magico. Una città che ha preso il meglio da ogni popolo che l’ha “toccata”.

 

 

 

Il meteo, ahimè, non è stato molto clemente, ma abbiamo approfittato della pioggerella mattutina per visitare i luoghi al chiuso. Primo tra tutti: il Duomo.

All’interno del Duomo è visibile il “Volto Santo” un crocifisso ligneo venerato in tutta Europa già nel medioevo, “L’ultima cena” di Tintoretto (tela famosa per la presenza di alcune donne all’interno della scena), e il monumento funebre di Ilaria del Carretto, scolpito da Jacopo della Quercia, proprio per la morte della giovane moglie del Signore di Lucca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inciso su un pilastro del Duomo, vi è uno dei simboli più enigmatici d’Italia e del mondo: Il labirinto del mito di “Teseo e il filo di Arianna“.  (Questo simbolo anche se raro, è presente in altre chiese sparse per il mondo).

Su di esso vi è inciso in latino: “Questo e’ il labirinto costruito da Dedalo di creta, dal quale nessuno entratovi pote’ uscire salvo Teseo grazie al filo di Arianna”.

L’interpretazione che più sembra verosimile è che essendo la vita terrena un labirinto di tentazioni, un continuo imbattersi in superficialità e fragilità del mondo, solo grazie al “filo di Arianna”, che in questo caso è la fede,  e il libero arbitrio (perché il nostro destino è formato dalle scelte giornaliere), è possibile uscirne indenni e vivere in grazia di Dio.

 

 

Dietro al labirinto, vi è l’accesso al  Campanile. Sono “solo” 217 scalini, (in realtà, io ho avuto un po’ di paura per via dei gradini in ferro forato che lasciano visibili i piani inferiori), però essendo una delle poche torri rimaste, è un ottimo luogo per godere del panorama.

Alla destra del Duomo, c’è  il museo, in cui tra le varie opere, sono esposti anche i preziosissimi ornamenti del “Volto Santo di Lucca“, creati manualmente dagli artigiani toscani in oro e gemme preziose.

 

Dopo aver pranzato, per fortuna il cielo si è schiarito e abbiamo iniziato il nostro giro per la città…

Lucca Street:

Ho trovato Lucca piena di vita, le bancarelle degli artigiani locali animano alcune delle piazze principali.

La Piazza dell’anfiteatro romano, è quella che mi è piaciuta di più, con le sue porte, i ristorantini e negozi di souvenir (molto carini).

Le stradine sono pittoresche, ed essendo la città piena di chiese e monumenti, è certo che alla fine di ognuna di essa vi sarà qualcosa da vedere!

 

Molti sono gli  eventi culturali e musicali, che si svolgono ogni anno nella città. Tra i tanti: l Il “Lucca summer festival”. Una manifestazione musicale in cui si esibiscono artisti di fama internazionale e nazionale, e che quest’anno vanta nomi come: LP, Robbie Williams, Ennio Morricone, I Green Day e.. udite, udite il 23 Settembre, la leggendaria band inglese: i Rolling Stones, nella loro unica tappa italiana!

Come per Firenze, porto un piccolo rammarico anche per la tappa di Lucca…non aver potuto effettuare il giro della città sulle possenti mura, ma il tempo era limitato e la pioggia ha scombussolato un po’ i nostri piani.

 

 

Per quanto riguarda “I colori del viaggio“, ho scelto il bianco, come il marmo che adorna monumenti e chiese, il verde acceso perché la città è piena di alberi e fiori meravigliosi, il grigio… il colore delle nuvole che ci hanno accompagnato per gran parte della giornata, ed il marrone, il colore del legno in cui è realizzato il “Volto Santo”, così amato e venerato dai lucchesi e non solo.

 

 

Alla prossima settimana, in cui vi parlerò di Pisa…città che AMO e con cui ho un rapporto davvero speciale!

Vita Maria

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