Oggi parliamo di Yin Yang, per trovare l’equilibrio che esiste in tutte le cose!

Lo Yin Yang è spesso ricondotto ad una immagine di equilibrio. Viene raffigurata come un cerchio nero/bianco dove nellarea bianca c’è un pò di nero e viceversa. Direi che limmagine è azzeccatissima.

Ma cos’è veramente lo Yin e lo Yang? Ritengo che siano la perfetta rappresentazione dellequilibrio che c’è in tutte le cose e che ne permette lesistenza e la sopravvivenza.

Perché concepiamo e capiamo ad esempio il calore? Se non esistesse il freddo sapremmo cosa è il caldo? Penso proprio di no. Ecco, questo è un esempio che per me spiega perfettamente cosa sono lo Yin e lo Yang. Non si tratta banalmente di buono/cattivo o bello/brutto (nella definizione che hanno queste coppie di parole) ma si tratta di forze naturali contrapposte da imparare a conoscere e sfruttare nella propria vita.

Nella filosofia Cinese, le forse Yin sono quelle più passive, più legate alla terra, alle origini ai movimenti lenti e fluidi alla non attività”, alla respirazione lenta e consapevole, alla sera e al riposo, allessere groundingovvero ben piantati a terra. Lo Yang è invece tutto quello che è molto attivo, il sole, lo sport, il giorno e la creatività.

Non esiste una cosa senza laltra e solo la consapevolezza di questo ne permette lesistenza.

Nella cultura indiana esiste il concetto di Trimūrti. Il trimurti è la “trinità”:

Shiva – il distruttore

Brhama – Il creatore

Visnu – il preservatole

Vedendo questo come limmagine dello Yin e dello Yang potremmo dire che lo Yin è Shiva, lo Yang è il Bhrama, e la parte di Yin nello Yang e viceversa è Visnu.

Queste tre forze collaborano in modo sinergico tra di loro e permettono lequilibrio.

Per trovare il proprio equilibrio è quindi giusto essere consapevoli che non possiamo eliminare la parte Yin dalla vita, ma anche questa va rispettata e apprezzata perché grazie a questa esiste la parte Yang.

L’equilibrio statico e perfetto esiste? Pensate ad un funambolo sulla cordaI suoi movimenti per restare in equilibrio sono costanti, magari impercettibili (questo è l’allenamento che porta a conoscere la situazione e a controllarla) ma è sempre in costante movimento. Limmobilità (in questo contesto) non crea lequilibrio).

Namastè

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